Calamità innaturali e perseveranza.


E’ giunta l’ennesima calamità innaturale in Sardegna, lo scorso sabato 28 novembre 2020.

Questa volta le devastazioni peggiori e, purtroppo, tre morti sono stati a Bitti, in Provincia di Nuoro.

Sono comunque diverse le aree del territorio isolano che contano danni e pericoli ulteriori.

Sì, è piovuto parecchio e la pioggia è stata concentrata temporalmente, tuttavia non può essere il consueto alibi per tragedie e lutti.

A Bitti diversi corsi d’acqua sono stati tombati da tempo e sul loro corso sono state realizzate strade e abitazioni. 

Il Rio Cuccureddu, il Rio Erredè – Rio Giordano, il Rio Abba Luchente, il Rio Traineddu continuano, però, a far il loro mestiere, cioè far scorrere l’acqua.   E continuano anche a farlo bene.

Tutto questo è ben noto: il Commissario delegato per l’emergenza dell’alluvione 2013 (quella del Ciclone Cleopatra, per capirci), con l’ordinanza n. 24 del 23 gennaio 2014, prendeva atto – su segnalazione del Comune di Bitti – degli “interventi di regimazione e tombamento dei principali compluvi dell’abitato di Bitti, effettuati in parte nella prima metà del secolo scorso e completati negli anni ‘60 e ‘70” e ordinava al Comune di Bitti di provvedere a realizzare una serie di “interventi di manutenzione idraulica straordinaria tendenti all’eliminazione delle situazioni pregiudizievoli per il regolare deflusso delle acque nel reticolo idrografico gravante sul centro abitato” e a “predisporre un progetto generale per la riduzione del rischio e la salvaguardia del proprio territorio, corredato dagli studi di compatibilità idraulica e geologica e geotecnica, anche attraverso la ridefinizione ed il riequilibrio delle portate dei bacini gravitanti sul centro abitato”, con conseguente adeguamento degli strumenti di pianificazione urbanistica comunale.

Bitti, disastro lungo il corso del torrente “tombato” (nov. 2020)

Che cos’è stato fatto in sei anni?  

Gli interventi di messa in sicurezza sono stati progettati?   

Stato e Regione autonoma della Sardegna hanno provveduto al relativo finanziamento?

Con convenzione attuativa del 27 ottobre 2017 il Commissario delegato per l’emergenza dell’alluvione 2013 ha incaricato la Sogesid s.p.a. (società in house del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare) di predisporre uno “studio complessivo denominato ‘Interventi di mitigazione del rischio idraulico nel Comune di Bitti’”, consegnato al Comune “in data 13 gennaio 2020 – prot. 48 dalla Direzione generale dei lavori pubblici – Servizio opere idriche e idrogeologiche – ufficio di supporto del Commissario Straordinario”.

Di sicuro, con determinazione Comune di Bitti – Area Tecnica n. 119 del 2 luglio 2020, è stata revocata in via di autotutela la “procedura di gara con conseguente, annullamento del bando e del disciplinare di gara, e della determinazione di indizione gara” relativi ai lavori di “Ripristino della funzionalità idraulica dei canali tombati all’interno del centro abitato – rio Cuccureddu e rivu e’Podda – posti lungo la via Brigata Sassari e la via S’Arginamentu, centro abitato di Bitti” (“importo a base di gara pari a € 548.554,85”, realizzazione di “demolizione e successiva ricostruzione di un tratto di canale per un’estesa di sessanta metri”), in quanto l’Ufficio di Supporto del Commissario Rischio Idrogeologico ha osservato che “le opere in appalto da parte del Comune, relative al canale coperto sul rio Podda, non risulterebbero idraulicamente compatibili con lo scenario generale di intervento individuato per la messa in sicurezza dell’abitato di Bitti” (nota prot. n. 1267 del 18 giugno 2020).

Ma non finisce qui.

Bitti, corsi d’acqua “tombati” (cartografia Sogesid s.p.a.)

La Sogesid s.p.a. ha indetto (3settembre 2020) una “Gara europea a procedura aperta in modalità telematica per l’affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria per la progettazione, direzione lavori e coordinamento della sicurezza e servizi e/o prestazioni complementari (art. 157, comma 1 del d.lgs. n. 50/2016)” per gli “Interventi di mitigazione del rischio idrogeologico nel comune di Bitti”.

L’importo complessivo a base di gara è di 2,8 milioni di euro.

Come ricorda la Sogesid, che ha avviato anche analoghe gare per i territori di Torpé (mitigazione del rischio del bacino del Rio Posada a valle della diga Is Maccheronis) e di Orosei (Rio Zarule, in corrispondenza della foce del Rio Cedrino). “Il territorio di Bitti, attraversato dai torrenti Rio Giordano e Rio Cuccureddu, venne interessato nel novembre del 2013 da eventi alluvionali collegati al ciclone Cleopatra, che misero in luce la pericolosità idraulica della zona: in quell’occasione infatti fango e detriti vennero trascinati con forza nei canali tombati dei due corsi, travolgendo ed erodendo parte degli stessi e facendo defluire l’acqua anche in superficie lungo le strade, con rischi per le persone nonché danni alle abitazioni e alle cose. La progettazione, che ha come base un approfondito studio idrologico e idraulico dell’area già realizzato, dovrà dunque prevedere principalmente tre tipologie di interventi: la realizzazione di opere idrauliche di difesa e sistemazione per limitare i fenomeni erosivi negli alvei a monte, la realizzazione di nuove opere idrauliche per la gestione di portate eccedenti (quali vasche di laminazione, scolmatori..), l’adeguamento e razionalizzazione delle canalizzazioni del centro abitato”.

Insomma, se il Cielo vorrà, fra 5 o 6 anni vedremo qualcosa di concreto. Forse.

Nella sola Bitti, a causa dell’alluvione del novembre 2013, morì una persona, ci furono ingenti danni e Giuseppe Ciccolini, sindaco allora come oggi, affermava: “Bitti è in ginocchio devastata da questa alluvione. Il 50,60% delle case è a rischio crollo. Dai dati che abbiamo, in 150 anni non era mai scesa tanta acqua” (L’Unione Sarda, 20 novembre 2013).

L’autunno 2020 ha portato una tragedia ancora peggiore, le parole sono sempre le stesse: “Lo scenario dell’evento di oggi è apocalittico ed è tre o quattro volte superiore a ciò che si era verificato nel 2013 con il Ciclone Cleopatra. L’acqua adesso ha superato i tre o quattro metri mentre nel 2013 è salita di 1 metro. Sapevamo di non essere al sicuro perché stavamo programmando gli interventi di messa in sicurezza e ora questa situazione ci costringe a rivedere tutto” (A.N.S.A., 29 novembre 2020).

Che altro si aspetta per intervenire risolutivamente?    

La politica regionale assiste sostanzialmente inerte senza risultati, nonostante mille sollecitazioni e richieste, ma ora si muove qualcosa.

Ci pensa il disegno di legge regionale n. 108 del 2020 promosso dalla maggioranza consiliare che sostiene la Giunta Solinas: da un lato prevede la riscrittura dell’art. 38 della legge regionale n. 8/2015 per favorire il “trasferimento dei volumi realizzabili ricadenti nelle zone HI-4, HI-3, HG4 ed HG3 del piano stralcio per l’assetto idrogeologico (PAI)” con incrementi volumetrici (art. 12), dall’altro prevede il recupero e riuso di seminterrati, dei piani pilotis e dei locali al piano terra “ad uso residenziale e/o direzionale, commerciale e socio-sanitario” (art. 5, comma 1°), cioè proprio quegli ambiti che sono stati luoghi di morte in vari casi di calamità innaturali (es. Arzachena, 18 novembre 2013; Capoterra, 22 ottobre 2008).

In ogni caso, prevede aumenti volumetrici, magari in aree a rischio idrogeologico.

Bene, avanti così.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

P.U.C. di Capoterra, particolare della tavola n. 5 (zonizzazione territoriale con pericolosità idraulica), 2012
Capoterra, Frutti d’Oro, alluvione (autunno 2008)

(tavole progettuali Sogesid s.p.a., P.U.C. Capoterra 2012, foto A.N.S.A.)

  1. novembre 30, 2020 alle 8:44 am

    ma se dopo ogni ciclo di pioggia forte (siamo ogni 3/4 anni ormai) si ripropone la stessa situazione di incuria territoriale locale – oltre ai sempre presenti ed espansi abusi edilizi e magari con nuove leggi regionali che favoriscono l’aumento di volumetrie degli stessi immobili – i soldi che subito dopo l’alluvione vengono elargiti per cosa vengono spesi? c’è una rendicontazione degli stessi o visto che sono interventi economici sostanziosi e immediati dati in emergenza possono essere spesi come si vuole senza averne nessuna evidenza ufficiale e pubblica?

  2. novembre 30, 2020 alle 8:51 am

    E’ una situazione incommentabile. Condoglianze alle famiglie coinvolte.

  3. Donatella
    novembre 30, 2020 alle 10:11 am

    Si dovrebbero dimettere tutti , si dovrebbe abolire burocrazia e ripristinare il buon senso,
    non si va da nessuna parte se gli amministratori continuano ad andare ” a bischero sciolto”
    Esprimo tutta la mia solidarietà e vicinanza alla popolazione di Bitti.

  4. Donatella
    novembre 30, 2020 alle 11:11 am

    se si continua così, dove si crede di arrivare? Questi amministratori e questa burocrazia, questi soldi stanziati e poi indirizzati da qualche parte , senza utilizzarli bene, senza rendicontarli…così non può andare bene, ad ogni calamità “innaturale” le stesse parole di circostanza davanti a scene apocalittiche a cui contribuisce l’opera scellerata degli uomini stessi, i fiumi fanno bene la loro parte se solo li lasciassimo andare sulle vie che loro stessi scelgono , sapientemente, l’uomo non può forzarli, chiuderli e sopra costruirci ,non si può assolutamente fare!

  5. Srdn
    novembre 30, 2020 alle 3:45 pm

    Bla bla bla bla bla……………..questo sarà il nostro futuro, se pensiamo di cambiarlo con un clic….. bla bla bla. (da hotel Transilvania)

  6. novembre 30, 2020 alle 6:05 pm

    doveroso.

    A.N.S.A., 30 novembre 2020
    Alluvione Sardegna: inchiesta per disastro colposo.
    Lo ha confermato la procuratrice Castaldini a Bitti. (https://www.ansa.it/sardegna/notizie/2020/11/30/alluvione-sardegna-inchiesta-per-disastro-colposo_2bb247a2-920a-45cd-b9b0-db1c5e3a0026.html)

    La procuratrice di Nuoro Patrizia Castaldini ha aperto un’inchiesta per disastro colposo sull’alluvione del 28 novembre a Bitti costata la vita a tre persone. Lo ha confermato ai giornalisti all’uscita dalla riunione del Centro operativo comunale (Coc), alla quale erano presenti il sottosegretario alla Difesa Giulio Calvisi e il sindaco del paese Giuseppe Ciccolini.

    “Adesso si tratterà di capire le dinamiche di quello che è successo – ha detto la procuratrice – Lo capiremo grazie al sopralluogo e all’analisi dei vari punti che chiariranno i vari passaggi. Per il momento siamo ancora nella fase iniziale”.

  7. G.Maiuscolo
    dicembre 1, 2020 alle 10:47 am

    A proposito di “estinzione”, il picchio è tornato e con commovente e costante tenacia, picchietta sulla superficie del vecchio pino estinto, lasciato lì a morire e mai abbattuto. Accanto all’altro, suo fratello, che cresce rigoglioso e forte.
    Chiamalo “estinto”, se ancora continua a garantire cibo all’insolito e discontinuo ospite.

    So che questo NON è lo spazio per simili considerazioni, ma anche il “ritorno” del picchio nel giardino, è il segno di …vitalità. Persino di speranza in un momento così faticoso.

    Quanto ai fatti di BITTI: carissimi, il mio cuore è con VOI. 💖
    Sarà dura e difficile, ma ce la farete. Una comunità che ha dato i natali a M. Pira, non può non avere il coraggio di ricominciare. E non può temere, neanche il disastro più catastrofico.

    Con affetto.

  8. Donatella
    dicembre 1, 2020 alle 11:44 am
  9. dicembre 1, 2020 alle 5:26 pm

    mentre solinas faceva due passi per bitti, i suoi colleghi di giunta preparavano il ddl pro mattone…..qualcosa non torna

  10. G.Maiuscolo
    dicembre 2, 2020 alle 8:36 am

    Come “qualcosa non torna”? Certo che torna, eccome: sia per quelli che sono al Governo della Regione, sia per quelli che li hanno votati.
    E’ per la sottoscritta che i conti non tornano, perché non ce li ho mandati io a governare ( anche per me, purtroppo).

    Cordialità di un buon mattino piovoso …

  11. dicembre 2, 2020 alle 2:40 pm

    sussulto di consapevolezza?

    da L’Unione Sarda 2 dicembre 2020
    Dopo l’alluvione. “Quartiere da abbattere”,:a Bitti palazzine a rischio.
    L’ondata di acqua e e fango ha provocato decine di milioni di danni: https://www.unionesarda.it/articolo/news-sardegna/nuoro-provincia/2020/12/02/quartiere-da-abbattere-a-bitti-palazzine-a-rischio-136-1089452.html

  12. dicembre 3, 2020 alle 9:40 pm

    da L’Unione Sarda, 3 dicembre 2020
    INCHIESTA. Alluvioni: 115mila sardi in aree a rischio.
    Segnalati dall’Ispra 42mila edifici in pericolo. Il 6,2% del territorio sardo in zona rossa. (Mauro Pili): https://www.unionesarda.it/articolo/news-sardegna/cagliari/2020/12/03/alluvioni-115mila-sardi-in-aree-a-rischio-136-1089891.html

  1. novembre 30, 2020 alle 2:23 pm

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