Il disegno di legge “sparatutto” va alla Camera dei Deputati.


Inizia la discussione alla Camera dei Deputati del  disegno di legge “Modifiche alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, recante norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio (disegno di legge Senato n. 1552, disegno di legge Camera n. 2984) a iniziativa dei senatori Malan, Romeo, Gasparri, Salviti, in sostituzione dell’attuale legge n. 157/1992 e s.m.i.

Il Governo Meloni – in primo luogo il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida – ha fretta.

Ha promesso a cacciatori e Coldiretti di arrivare quanto prima all’approvazione finale.

Nel mentre il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, competente in materia, tace.

Al Senato della Repubblica, nonostante le forti proteste ambientaliste e animaliste, la discussione è stata breve e il voto finale una mera formalità, viste anche le numerose assenze.

Roma, Palazzo Chigi, sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri

Il testo approvato al Senato, come nelle previsioni, è semplicemente deleterio per la fauna selvatica, con numerosi peggioramenti rispetto all’attuale situazione:

  •  i cacciatori, in caso di bracconaggio in parchi naturali ed oasi, potranno estinguere l’ammenda penale chiedendo di essere ammessi all’oblazione. I santuari della natura non sono più inviolabili;
     
  • tecnologia contro la fauna: autorizzato l’uso di visori notturni. Gli animali perdono l’unica tregua che avevano: il buio della notte;
     
  • deregulation totale: cancellato il tetto numerico per gli appostamenti fissi e quadruplicato il numero massimo dei richiami vivi utilizzabili dal singolo cacciatore;
     
  • più pressione venatoria: ampliati gli Ambiti Territoriali di Caccia, sino alle dimensioni di una intera provincia, per una mobilità esasperata dei cacciatori;
     
  • eliminazione dell’opzione del tipo di caccia in via esclusiva per tutta la stagione venatoria;
     
  •  aperta la caccia nelle foreste demaniali.

Tanto per cambiare, a puro titolo di esempio, nessuna parola sulla sicurezza pubblica minata dagli innumerevoli incidenti di caccia che ogni anno provocano decine e decine di morti e feriti, nemmeno una sillaba sulla responsabilità venatoria delle immissioni illegali di Cinghiali e dei conseguenti danni all’ambiente e all’agricoltura.

Per giunta, in proposito l’Italia è stata già oggetto di due pesanti richiami da parte della Commissione Europea e del Consiglio d’Europa.

Si auspica almeno un sussulto di decenzaper la Camera dei Deputati.

Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

Fringuello (Fringilla coelebs) e bossolo

Qui come si sono comportati i senatori:

Favorevoli al DDL Caccia – 80

• Autonomie-SVP: Durnwalder.

• FdI: Ambrogio, Amidei, Ancorotti, Barcaiuolo, Berrino, Bucalo, Calandrini, Campione, Castelli, Ciriani, Cosenza, De Carlo, De Priamo, Della Porta, Fallucchi, Farolfi, Gelmetti, La Pietra, Leonardi, Liris, Lisei, Maffoni, Malan, Mancini, Marcheschi, Melchiorre, Mennuni, Mieli, Nastri, Nocco, Orsomarso, Pellegrino, Pera, Petrucci, Pogliese, Rapani, Rastrelli, Rosa, Russo, Sallemi, Satta, Scurria, Sigismondi, Silvestroni, Sisler, Speranzon, Spinelli, Terzi Di Sant’Agata, Tubetti, Zaffini, Zedda, Zullo.

• FI: Damiani, De Rosa, Lotito, Paroli, Rosso, Trevisi, Zanettin.

• Lega: Bergesio, Bizzotto, Borghesi, Borghi, Cantalamessa, Cantù, Dreosto, Garavaglia, Germanà, Minasi, Murelli, Ostellari, Pirovano, Romeo, Spelgatti, Stefani.

• Noi Moderati: De Poli, Gelmini, Petrenga, Salvitti.

Contrari al DDL Caccia – 56

• Azione: Lombardo.

• AVS: De Cristofaro, Magni.

• FI: Occhiuto.

• IV: Fregolent, Furlan, Musolino, Sbrollini, Scalfarotto.

• M5S: Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Cataldi, Croatti, Di Girolamo, Floridia Barbara, Gaudiano, Guidolin, Licheri Sabrina, Lopreiato, Lorefice, Maiorino, Malpezzi, Marton, Naturale, Patuanelli, Pirondini, Pirro, Sironi.

• PD: Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, D’Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Giacobbe, Giorgis, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Martella, Manca, Meloni, Nicita, Parrini, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Valente.


Astenuti – 2

• Autonomie-SVP: Patton, Unterberger.

Congedo/In missione – 40
• Autonomie-SVP: Cattaneo, Floridia Aurora, Rubbia, Spagnolli.

• Azione: Calenda.

• FdI: Balboni, Butti, Fazzolari, Iannone, Matera, Musumeci, Rauti, Urso.

• FI: Alberti Casellati, Bernini, Fazzone, Galliani, Gasparri, Silvestro, Sisto, Ternullo, Zangrillo,

• Lega: Bongiorno, Calderoli, Durigon, Morelli, Potenti, Pucciarelli, Salvini, Tosato.

• M5S: Licheri Ettore Antonio.

• Misto: Monti, Segre.

• Noi Moderati-UDC: Borghese, Guidi, Versace.

• PD: Alfieri, Mirabelli, Verducci, Zampa.

Assenti – 25

• AVS: Cucchi.

• FdI: La Russa.

• FI: Barachini, Craxi, Garnero Santanchè, Ronzulli.

• IV: Borghi Enrico, Paita, Renzi.

• M5S: Damante, Mazzella, Nave, Scarpinato, Turco.

• Noi Moderati: Biancofiore.

• Lega: Borgonzoni, Marti, Paganella, Testor.

• Misto: Piano.

• PD: Crisanti, Franceschini, Misiani, Verini, Zambito.

Presidente di turno (non partecipante al voto: Sen. Centinaio (Lega)

pallottoliere, serve anche per contare gli assenti

DDL 1552 A.C. 2984 SPARATUTTO, DOPO L’INVIO DAL SENATO ALLA CAMERA LE ASSOCIAZIONI SCRIVONO AL PRESIDENTE FONTANA: CHIEDIAMO IL COINVOLGIMENTO DELLA COMMISSIONE AMBIENTE E DI TUTTI GLI ENTI CHE RAPPRESENTANO GLI INTERESSI ASSOLUTAMENTE COMPROMESSI A SEGUITO DELL’APPROVAZIONE DELLA LEGGE

Sono ben 57 le associazioni ambientaliste, animaliste, escursionistiche che hanno inviato una lettera formale al Presidente della Camera, on. Fontana, tramite la quale chiedono che, nel pieno rispetto dei regolamenti parlamentari, la Proposta di Legge (PdL) 2984, già 1552 del Senato, quello che stravolge profondamente la norma nazionale sulla tutela degli animali selvatici e sulla caccia, sia esaminata anche dalla Commissione Ambiente della Camera, oltre che dalla Commissione Agricoltura dov’è stata incardinata in sede referente.

Nella loro lettera le associazioni fanno notare come le modifiche che il contestatissimo provvedimento andrebbe ad apportare alla Legge quadro nazionale 157/92, avranno enormi ricadute sull’ambiente del nostro Paese e sulla fauna selvatica, patrimonio indisponibile dello Stato.

L’eliminazione del termine massimo della stagione di caccia, l’ampliamento del numero di specie cacciabili, la smisurata pressione venatoria correlata all’apertura della caccia nel demanio forestale e marittimo e all’ingresso di cacciatori stranieri in Italia, la riduzione obbligatoria per le regioni della superficie delle aree protette, il pieno rilancio della barbarie dei richiami vivi sono solo alcuni esempi che comporteranno innegabili ricadute sugli animali selvatici, sull’ambiente e sugli ecosistemi, oggi tutelati anche ai sensi degli articoli 9, 41 e 177 della Costituzione italiana.

“La decisione di assegnare questo importante e delicato provvedimento alla sola Commissione Agricoltura rischia di precluderne una valutazione sufficientemente ampia ed adeguata e siamo fiduciosi che Lei non intenda rinunciare al contributo di competenza e di autorevolezza che la Commissione Ambiente sarebbe senz’altro in grado di fornire per poter esaminare al meglio il suddetto provvedimento” – affermano le 57 associazioni nella lettera inviata al Presidente Fontana.

A dimostrazione di quanto il lavoro di modifica della Legge 157/92 abbia innegabili ricadute anche sull’ambiente, la stessa Commissione europea nel dicembre scorso ha inviato una puntuale nota al Ministero dell’Ambiente per esprimere la preoccupazione in merito ad alcune parti del provvedimento che, se non modificate, esporranno il nostro Paese all’apertura di una nuova procedura d’infrazione in materia ambientale: anche per questo motivo sarebbe importante poter contare sulla valutazione congiunta di entrambe le Commissioni Ambiente e Agricoltura.

L’estrema rilevanza della materia, sotto il profilo giuridico, scientifico, ambientale, sociale e culturale, unita alla grande risonanza e all’allarme che la questione ha assunto nei confronti dell’opinione pubblica, richiede che sia ascoltata ogni componente sociale interessata dagli impatti che questi lavori determineranno sulla tutela dell’ambiente e degli animali, nonché sulla fruizione stessa del territorio.

“Chiediamo quindi formalmente al Presidente Fontana che, ai sensi dell’art. 72 del Regolamento della Camera, i lavori siano assegnati alle Commissioni riunite VIII Ambiente e XIII Agricoltura, invitandolo a sottoporre, se del caso, la questione alla Giunta per il Regolamento” – concludono le associazioni. 

Le associazioni firmatarie della lettera indirizzata al Presidente Fontana: 

Afni – Altritalia Ambiente – Alleanza Antispecista – Altura – Amici Della Terra – Animal Aid Italia – Animalisti Italiani – Animal Law Italia – Animal Voices United – Asoim – Associazione Caretta Caretta -Associazione Io Non Ho Paura Del Lupo – Cai – Cerm – Cirf – Ciso – Earth – Ebn – Enpa – Essere Animali – Eticoscienza – Feder Trek – Federazione Pro Natura – Fondazione Capellino – Fondazione Cave Canem – Fondazione Marevivo – Gaia Animali&Ambiente – Garol – Green Impact – Greenpeace – Grig – Gruppo Insubrico Di Ornitologia – Gybn Italy – Humane World For Animals – Isde – Lac – Lav – Leal – Legambiente – Leidaa – Limav – Lipu BirdLife Italia – Lndc – Man – Mountain Wilderness – Nahr – Oipa – Rete Dei Santuari – Rewilding Appenines – Salviamo L’orso – Società Ornitologica Italiana – Sos Gaia – Sropu – Srsn – Vas- Waldrappteam – Wwf Italia

(foto L.A.C., S.D., archivio GrIG)

  1. giugno 30, 2026 alle 3:05 PM

    da Prima Notizia, 30 giugno 2026

    DDL Caccia: 57 associazioni scrivono a Fontana.

    Tra le maggiori preoccupazioni degli ambientalisti le modifiche alla Legge quadro nazionale 157/92 che avranno enormi ricadute sull’ecosistema del nostro Paese e sulla fauna selvatica. A tal proposito la Commissione europea nel dicembre scorso ha inviato una nota al Ministero dell’Ambiente per esprimere preoccupazione.

    Sono ben 57 le associazioni ambientaliste, animaliste, escursionistiche che hanno inviato una lettera formale al Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, tramite la quale chiedono che, nel pieno rispetto dei regolamenti parlamentari, la Proposta di Legge 2984, già 1552 del Senato, quello che stravolge profondamente la norma nazionale sulla tutela degli animali selvatici e sulla caccia, sia esaminata anche dalla Commissione Ambiente della Camera, oltre che dalla Commissione Agricoltura dov’è stata incardinata in sede referente.

    Nella loro lettera le associazioni fanno notare come le modifiche che il contestatissimo provvedimento andrebbe ad apportare alla Legge quadro nazionale 157/92, avranno enormi ricadute sull’ambiente del nostro Paese e sulla fauna selvatica, patrimonio indisponibile dello Stato.

    L’eliminazione del termine massimo della stagione di caccia, l’ampliamento del numero di specie cacciabili, la smisurata pressione venatoria correlata all’apertura della caccia nel demanio forestale e marittimo e all’ingresso di cacciatori stranieri in Italia, la riduzione obbligatoria per le regioni della superficie delle aree protette, il pieno rilancio della barbarie dei richiami vivi sono solo alcuni esempi che comporteranno innegabili ricadute sugli animali selvatici, sull’ambiente e sugli ecosistemi, oggi tutelati anche ai sensi degli articoli 9, 41 e 177 della Costituzione italiana.

    La decisione di assegnare questo importante e delicato provvedimento alla sola Commissione Agricoltura rischia di precluderne una valutazione sufficientemente ampia ed adeguata e siamo fiduciosi che Lei non intenda rinunciare al contributo di competenza e di autorevolezza che la Commissione Ambiente sarebbe senz’altro in grado di fornire per poter esaminare al meglio il suddetto provvedimento” – affermano le 57 associazioni nella lettera inviata al Presidente Fontana.

    A dimostrazione di quanto il lavoro di modifica della Legge 157/92 abbia innegabili ricadute anche sull’ambiente, la stessa Commissione europea nel dicembre scorso ha inviato una puntuale nota al Ministero dell’Ambiente per esprimere la preoccupazione in merito ad alcune parti del provvedimento che, se non modificate, esporranno il nostro Paese all’apertura di una nuova procedura d’infrazione in materia ambientale: anche per questo motivo sarebbe importante poter contare sulla valutazione congiunta di entrambe le Commissioni Ambiente e Agricoltura.

    L’estrema rilevanza della materia, sotto il profilo giuridico, scientifico, ambientale, sociale e culturale, unita alla grande risonanza e all’allarme che la questione ha assunto nei confronti dell’opinione pubblica, richiede che sia ascoltata ogni componente sociale interessata dagli impatti che questi lavori determineranno sulla tutela dell’ambiente e degli animali, nonché sulla fruizione stessa del territorio.

    Chiediamo quindi formalmente al Presidente Fontana che, ai sensi dell’art. 72 del Regolamento della Camera, i lavori siano assegnati alle Commissioni riunite VIII Ambiente e XIII Agricoltura, invitandolo a sottoporre, se del caso, la questione alla Giunta per il Regolamento” – concludono le associazioni.

    Le associazioni firmatarie della lettera indirizzata al Presidente Fontana sono:

     Afni – Alleanza Antispecista – Altura – Amici Della Terra – Animal Aid Italia – Animalisti Italiani – Animal Law Italia – Animal Voices United – Asoim – Associazione Caretta Caretta -Associazione Io Non Ho Paura Del Lupo – Cai – Cerm – Cirf – Ciso – Earth – Ebn – Enpa – Essere Animali – Eticoscienza – Feder Trek – Federazione Pro Natura – Fondazione Capellino – Fondazione Cave Canem – Fondazione Marevivo – Gaia Animali&Ambiente – Garol – Green Impact – Greenpeace – Grig – Gruppo Insubrico Di Ornitologia – Gybn Italy – Humane World For Animals – Isde – Lac – L’Altritalia Ambiente – Lav – Leal – Legambiente – Leidaa – Limav – Lipu BirdLife Italia – Lndc – Man – Mountain Wilderness – Nahr – Oipa – Rete Dei Santuari – Rewilding Appenines – Salviamo L’orso – Società Ornitologica Italiana – Sos Gaia – Sropu – Srsn – Vas- Waldrappteam – Wwf Italia

  2. luglio 2, 2026 alle 9:03 PM

    da La Stampa, 2 luglio 2026

    Riforma della caccia, alla Camera rallenta l’iter: stop alla corsia preferenziale. (Loredana Diglio)

    La riforma della legge sulla caccia cambia passo alla Camera dei deputati. Dopo il via libera del Senato e l’ipotesi di un’approvazione in tempi rapidi, in Commissione Agricoltura il testo sarà esaminato in sede referente con una procedura ordinaria e non d’urgenza. Una scelta maturata in un contesto di crescente attenzione istituzionale sul provvedimento, dopo le forti critiche sollevate da associazioni ambientaliste, opposizioni e mondo scientifico.

    Nei giorni scorsi la Commissione europea aveva confermato di seguire l’evoluzione della riforma e di essere in contatto con le autorità italiane, riservandosi di verificarne la compatibilità con la legislazione dell’Unione al termine dell’iter parlamentare. Parallelamente, secondo indiscrezioni riportate dalla stampa, anche il Quirinale starebbe seguendo con attenzione il provvedimento attraverso i propri uffici. Pur in assenza di conferme ufficiali dal Colle, il nuovo contesto potrebbe aver contribuito a raffreddare l’ipotesi di una rapida approvazione del testo senza un confronto parlamentare più approfondito.

    Le audizioni nella Commissione Agricoltura inizieranno martedì 7 luglio e si concluderanno il 13.

    Il rallentamento rappresenta quindi un primo cambio di rotta rispetto alla tabella di marcia delineata nelle settimane successive all’approvazione del disegno di legge al Senato. L’obiettivo della maggioranza resta quello di portare a termine la riforma, ma i tempi appaiono ora meno serrati e il percorso parlamentare si preannuncia più articolato.Cambiano i relatori in Commissione

    A segnare il cambio di passo è anche la sostituzione dei relatori del provvedimento. Se inizialmente erano stati individuati i deputati Francesco Bruzzone (Lega) e Maria Cristina Caretta (Fratelli d’Italia), entrambi tra i principali sostenitori di una revisione della legge 157 del 1992, la Commissione Agricoltura ha successivamente affidato la relazione a Giovanni Arruzzolo (Forza Italia), Laura Cavandoli (Lega) e Monica Ciaburro (Fratelli d’Italia).

    Il cambio dei relatori viene letto da diversi osservatori come il segnale della volontà della maggioranza di riequilibrare la gestione parlamentare del provvedimento e accompagnarne un iter che si preannuncia più articolato rispetto a quanto previsto nelle scorse settimane.Respinta la richiesta di coinvolgere anche la Commissione Ambiente

    Resta invece ferma la decisione sull’assegnazione della proposta di legge alla sola Commissione Agricoltura. È stata infatti respinta la richiesta di esame congiunto con la Commissione Ambiente avanzata da 57 associazioni ambientaliste, animaliste ed escursionistiche e sostenuta anche dai capigruppo di Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra e Movimento 5 Stelle.

    Secondo i promotori della richiesta, la riforma interviene su materie che riguardano non soltanto l’attività venatoria, ma anche la tutela della biodiversità, la conservazione degli ecosistemi, la protezione della fauna selvatica e l’applicazione della normativa europea in materia ambientale. Per questo motivo ritenevano necessario un esame congiunto delle Commissioni Agricoltura e Ambiente, così da assicurare una valutazione più ampia e multidisciplinare del testo. La maggioranza ha però confermato l’assegnazione esclusiva alla XIII Commissione Agricoltura.Un confronto sempre più politico

    Il rallentamento dell’iter non attenua il clima di forte contrapposizione che accompagna la riforma. Da una parte la maggioranza continua a sostenere la necessità di aggiornare una normativa risalente al 1992, ritenuta non più adeguata alla gestione della fauna selvatica. Dall’altra, associazioni ambientaliste, ricercatori e opposizioni ritengono che diverse disposizioni del testo riducano il livello di tutela della fauna e degli habitat naturali, oltre a esporre l’Italia a un’eventuale procedura d’infrazione per il mancato rispetto della Direttiva Uccelli e della Direttiva Habitat. La stessa segretaria del Pd, Elly Schlein, ha chiesto il ritiro del testo, definendolo incostituzionale.L’intervento di Papa Leone XIV nel dibattito sulla riforma

    Tra gli episodi che hanno maggiormente segnato il percorso della proposta di riforma figura anche l’intervento di Papa Leone XIV. Alla vigilia dell’approdo della riforma nell’Aula del Senato, il Pontefice ha risposto a una lettera inviata dalla Lipu, definendo la tutela della natura e della biodiversità una questione di «grande rilevanza sociale e morale». Pur ribadendo la tradizionale neutralità della Santa Sede rispetto alle scelte legislative dei singoli Stati, Papa Leone ha espresso apprezzamento per l’impegno dell’associazione nella difesa dell’ambiente e ha assicurato che la Chiesa continuerà a promuovere «il rispetto e la tutela del creato». Le sue parole sono state accolte dalla Lipu come un importante riconoscimento del valore etico della conservazione della biodiversità e hanno contribuito ad accendere ulteriormente il dibattito pubblico attorno alla riforma, proprio mentre cresceva la mobilitazione di associazioni ambientaliste e animaliste contrarie al provvedimento.Quali scenari si aprono ora

    La rinuncia alla procedura accelerata apre diversi possibili scenari. La Commissione Agricoltura potrebbe scegliere di dedicare più tempo all’esame degli emendamenti, il cui termine per la presentazione è fissato al 16 luglio, allungando inevitabilmente i tempi dell’approvazione.

    Se la Camera dovesse modificare anche una sola parte del testo approvato dal Senato, il provvedimento dovrebbe tornare a Palazzo Madama per una terza lettura parlamentare, con un ulteriore allungamento dei tempi.

    Non è escluso, inoltre, che il confronto politico si intensifichi nelle prossime settimane, anche alla luce delle iniziative annunciate dalle associazioni ambientaliste e delle possibili interlocuzioni con le istituzioni europee.

    Se invece la maggioranza dovesse trovare un’intesa per mantenere invariato il testo licenziato dal Senato, l’approvazione definitiva potrebbe in tempi più rapidi, seppure meno serrati rispetto alle previsioni iniziali.

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    da Fanpage, 2 luglio 2026

    DDL Caccia alla Camera, cresce il fronte del no tra scienziati, associazioni e cittadini: nuove petizioni e campagne per fermarlo.

    Il DDL Caccia ora alla Camera continua ad attirare proteste e opposizioni di scienziati, associazioni e cittadini. Per gli esperti rischia di indebolire la tutela di fauna e biodiversità, mentre aumenta la distanza con il sentimento prevalente nel paese fortemente contrario alla caccia.

    Il disegno di legge sulla caccia approvato dal Senato e ora arrivato alla Camera continua a far discutere. Il provvedimento, che interviene sulla legge quadro del 1992 sulla tutela della fauna selvatica e sull’attività venatoria, è contestato da associazioni ambientaliste, animaliste, scienziati e da una parte ampia dell’opinione pubblica. Il timore, condiviso da molti esperti, è che la riforma possa indebolire la protezione degli animali selvatici e degli ecosistemi, ampliando tempi, luoghi e modalità di caccia in un momento in cui la biodiversità è già sotto pressione.

    Aumentano le proteste e le petizioni per fermare il DDL

    Negli ultimi giorni alle proteste si è aggiunta anche una nuova campagna della Fondazione Capellino, che ha diffuso un video realizzato con l’intelligenza artificiale dai toni volutamente forti e molto crudi, in cui si vedono diversi animali colpiti e uccisi da armi da fuoco. L’obiettivo è attirare l’attenzione su una riforma considerata da più parti pericolosa e spingere i cittadini a mobilitarsi. La stessa fondazione ha rilanciato la petizione contro il DDL, che ha superato le 150mila firme e che si somma alle 400mila raccolte nei mesi scorsi insieme a WWF, Lipu e Legambiente e già consegnate al Senato.

    Al di là dei dettagli tecnici del testo, uno degli aspetti più rilevanti della vicenda è proprio la distanza tra il contenuto del provvedimento e il sentimento prevalente nel paese. Secondo un sondaggio dell’Istituto Piepoli diffuso nel 2025, il 94% degli italiani ritiene che la caccia non debba essere ampliata: per la maggioranza andrebbe piuttosto limitata, ridotta o comunque lasciata com’è oggi. È un dato che racconta bene come il tema non riguardi solo cacciatori, agricoltori o addetti ai lavori, ma tocchi una sensibilità molto più ampia, legata al rapporto con gli animali e con la natura.

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