Caccia in ogni luogo, in ogni periodo, a ogni costo. Ecco che cosa accade.
Vincenzo D’Orsi, insieme al fratello, era andato la mattina di sabato 12 settembre 2026, nei terreni di famiglia per mandar via dei Cinghiali (Sus scrofa) – secondo i primi accertamenti, basati presumibilmente sulle dichiarazioni del fratello – nelle campagne di Montalbano Jonico (MT).
Non è periodo di caccia al Cinghiale (in Basilicata dall’1 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027, secondo il calendario venatorio regionale 2026-2027), ma i due fratelli sono andati armati di doppiette.
Almeno uno ha sparato, certo involontariamente, non in aria, ma ad altezza d’uomo o di altro animale.
A caccia chiusa.
E Vincenzo D’Orsi, purtroppo, è deceduto.
Questo accade quando, di fatto, si va a caccia in ogni luogo, in ogni periodo, a ogni costo.
Un incremento dei già troppi incidenti di caccia, dei morti e dei feriti anche umani a causa della caccia.
Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)
da Il Corriere della Sera, BA, 13 settembre 2026
È accaduto nelle campagne di Montalbano Jonico. Secondo una prima ricostruzione, i fratelli volevano allontanare i cinghiali dal terreno di famiglia. (Luca Pernice)
Spara per allontanare i cinghiali e uccide accidentalmente il fratello. È la tragedia avvenuta nelle campagne di Montalbano Jonico, nel Materano, dove Vincenzo D’Orsi, 37 anni, è morto dopo essere stato raggiunto alla testa da un colpo di fucile. A esploderlo, secondo la prima ricostruzione sulla quale stanno lavorando gli investigatori, sarebbe stato il fratello mentre i due cercavano di mettere in fuga alcuni cinghiali entrati in un terreno di famiglia.
L’incidente è avvenuto nella mattinata del 12 settembre. I due fratelli si trovavano nel fondo quando si sarebbero accorti della presenza degli animali, con il rischio che potessero danneggiare le colture. Avrebbero quindi imbracciato i fucili da caccia con l’intenzione di sparare alcuni colpi per allontanare i cinghiali. È stato in quei momenti che si è consumata la tragedia: uno dei proiettili esplosi dall’arma del fratello avrebbe raggiunto Vincenzo alla testa. Immediata la richiesta di soccorso.
Le condizioni del 37enne sono apparse fin dal primo momento disperate. Trasportato in elisoccorso all’ospedale San Carlo di Potenza, D’Orsi è stato sottoposto a un delicato intervento neurochirurgico e successivamente ricoverato nel reparto di Rianimazione, in coma farmacologico. Per ore familiari e amici hanno sperato che potesse farcela, ma le lesioni riportate erano troppo gravi. Il 37enne è morto nel tardo pomeriggio.
Sull’esatta dinamica dell’accaduto sono in corso gli accertamenti dei carabinieri della compagnia di Policoro, coordinati dalla Procura della Repubblica di Matera. Gli investigatori dovranno ricostruire la traiettoria del colpo e chiarire ogni particolare di quello che, sulla base dei primi elementi raccolti, viene considerato un drammatico incidente.
La notizia della morte di Vincenzo D’Orsi ha profondamente scosso Montalbano Jonico. «Abbiamo pregato e sperato affinché l’incidente accaduto nelle campagne montalbanesi avesse uno sviluppo diverso, ma purtroppo Vincenzo non è sopravvissuto», ha scritto il sindaco Giuseppe Di Sanzo. «Siamo rimasti tutti attoniti e sgomenti, ma dobbiamo avere la capacità – ha proseguito il primo cittadino – di stringerci intorno a questa famiglia pervasa da un dolore nemmeno immaginabile per la sua immensità e complessità». In segno di rispetto per la famiglia, il sindaco ha annullato il comizio previsto per domenica 13 settembre e ha annunciato la proclamazione del lutto cittadino nel giorno dei funerali.
(foto da La Nuova Sardegna, da mailing list ambientalista, S.D., archivio GrIG)





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