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Sella del Diavolo, per il Comune di Cagliari quindici anni per un cartello non bastano.


Cagliari, la Sella del Diavolo si protende verso il Golfo degli Angeli

Da quindici anni, a causa del grave degrado degli habitat naturali e del progressivo incremento dell’erosione, è vietato il transito con mountain bike sulla Sella del Diavolo, sito tutelato con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), vincolo idrogeologico (regio decreto legge n. 3267/1923 e s.m.i.) e rientrante nella Rete Natura 2000.

In questi ultimi quindici anni sono proseguiti i tagli della vegetazione per aprire nuovi sentieri (piste) per mountain bike e la conseguente gravissima erosione del suolo e di habitat naturalistici tutelati solo sulla carta.

Cagliari, Sella del Diavolo, circuito ciclistico, danni ed erosione

Il Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) sta conducendo da anni una sistematica campagna per la salvaguardia e la corretta fruizione pubblica della Sella del Diavolo, il cui progressivo degrado emergeva già chiaramente dall’approfondita perizia “Sistema pedo-vegetazionale e degrado da processi di erosione antropica nell’area della Sella del Diavolo (Cagliari)” (marzo 2023) predisposta per il GrIG dal dott. biol. Francesco Aru e dal dott. geol. Daniele Tomasi.

Cagliari, Sella del Diavolo, progressiva realizzazione di sentieri

Infatti, già il piano di gestione dei S.I.C.  “Torre del Poetto” e “Monte S. Elia, Cala Mosca e Cala Fighera”, approvato con decreto Assessore Difesa Ambiente Regione autonoma Sardegna n. 3 dell’11 febbraio 2011 prevedeva, fra le prescrizioni e indirizzi specifici, il divieto di apertura di nuovi sentieri e il mantenimento di quelli esistenti “solo al fine di una loro percorribilità pedonale”.

Cagliari, Sella del Diavolo, ciclista che vaga a vanvera in area ZPS, fuori sentiero (fine sett. 2024)

Da quasi tre anni sono stati approvati con decreto dell’Assessore della Difesa dell’ambiente del 30 marzo 2023, n.6/1225 (+ Allegato) l’aggiornamento del Piano di gestione della ZSC ITB042242 “Torre del Poetto” e con decreto dell’Assessore della Difesa dell’ambiente del 30 marzo 2023, n.7/1226 (+ Allegato) l’aggiornamento del Piano di gestione della ZSC ITB042243 “Monte Sant’Elia, Cala Mosca e Cala Fighera“: fra le misure regolamentari di conservazione si afferma che “è espressamente vietato, nel sito, il transito con mezzi ciclistici di qualunque tipologia”.

Sella del Diavolo, PMPF Sardegna, art. 5 bs, Allegato 3 (area con divieto di transito ciclistico)

Da quattro mesi è stato pubblicato sul B.U.R.A.S. n. 54 del 2 ottobre 2025 il decreto assessoriale n. 18/5347 del 23 settembre 2025 che ha integrato le vigenti prescrizioni di massima e di polizia forestale (PMPF) esecutive con decreto assessoriale n. 3022/3 del 31 marzo 2021 (qui il testo delle PMPF) per garantire maggiore tutela alla Sella del Diavolo e al Colle di S. Ignazio, in attuazione della deliberazione Giunta regionale del 17 aprile 2025, n. 21/9 (+ Allegato), adottando la Proposta di integrazione dell’art. 5 del decreto dell’Assessore della Difesa dell’Ambiente n. 3022/3 del 31 marzo 2021, recante l’approvazione delle prescrizioni di massima e di polizia forestale in relazione al Territorio in località Sella del Diavolo e del Colle di Sant’Elia, nel Comune di Cagliari, con assoluto divieto dei “transiti veicolari anche sportivi, compresi i velocipedi, ovvero le biciclette, incluse quelle a pedalata assistita”.

Sono quindici anni, quindi, che – per evidenti ragioni di salvaguardia ambientale e idrogeologica – esiste il divieto di transito delle mountain bike sulla Sella del Diavolo.

Cagliari, Sella del Diavolo, SIC/ZSC

In questi quindici anni – nonostante innumerevoli segnalazioni con ampia documentazione – il Comune di Cagliari non ha adottato alcun atto concreto in proposito.

Nonostante mille assicurazioni, nonostante mille promesse, semplicemente discendenti da obblighi di legge e da atti di pianificazione.

Eppure, dopo svariate istanze, l’Assessora comunale all’Ecologia Urbana, Ambiente e Verde Pubblico Maria Luisa Giua Marassi ha fatto presente (nota prot. n. 22972 del 26 gennaio 2026) al Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) la lunga attività svolta, in corso e da svolgere per la “regolamentazione della fruizione del sito mediante la realizzazione di idonea rete sentieristica” e comprensiva della cartellonistica informativa contenente i divieti di accesso con mezzi ciclistici.

Cagliari, Sella del Diavolo (area ZSC), circuito ciclistico abusivo, rampa per salti

La descrizione dell’attività (servizi tecnici di ingegneria per la progettazione dei lavori di realizzazione dei sentieri, degli accessi pedonali e della segnaletica per la fruizione della ZSC, convocazione e svolgimento della conferenza di servizi, affidamento dei lavori, realizzazione del progetto approvato) fan propendere per tempi non brevi anche per posizionare qualche banalissimo cartello di divieto di accesso alla Sella del Diavolo con mountain bike.

A Cagliari si evoca in casi analoghi sa fabbrica de Sant’Anna, con riferimento ai secolari lavori di completamento della nota Chiesa di Stampace.

Cagliari, Sella del Diavolo, fuorviante cartellonistica accesso sentiero, non esiste alcun divieto di accesso pedonale, nè alcuna possibilità di balneazione lungo la sentieristica (genn. 2026)

Pertanto, non sarebbe sconveniente porre provvisoriamente cartelli inibitori, quantomeno nei principali punti di accesso dell’area interessata per evitare ulteriori danni ambientali ed erosione del suolo, come tuttora accade, grazie a bikers che continuano a frequentarla. 

Per non parlare della cartellonistica oggi esistente posta tempo addietro dal Comune di Cagliari, assolutamente fuorviante.

Visti i recenti appelli del Comune di Cagliari ai cittadini per contribuire al sostentamento delle colonie feline e per la pulizia della spiaggia del Poetto dopo il Ciclone Harry, il GrIG, viste le difficoltà comunali, si è reso disponibile a far la propria parte per la Sella del Diavolo contribuendo economicamente per l’acquisto della cartellonistica provvisoria per la salvaguardia degli habitat naturali in pericolo.

A questo punto, che altro serve oltre uno straccio di buona volontà?

Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

Sella del Diavolo
Cagliari, il mare dalla Sella del Diavolo

qui

* il decreto assessoriale n. 18/5347 del 23 settembre 2025;

qui

decreto dell’Assessore della Difesa dell’ambiente del 30 marzo 2023, n.6/1225(+ Allegato) aggiornamento del piano di gestione della ZSC ITB042242 “Torre del Poetto;

decreto dell’Assessore della Difesa dell’ambiente del 30 marzo 2023, n.7/1226 (+ Allegato) aggiornamento del piano di gestione della ZSC ITB042243 “Monte Sant’Elia, Cala Mosca e Cala Fighera;

qui il precedente

decreto Assessore Difesa Ambiente Regione autonoma Sardegna n. 3 dell’11 febbraio 2011 

approvazione del piano di gestione dei S.I.C.  “Torre del Poetto” e “Monte S. Elia, Cala Mosca e Cala Fighera.

Cagliari, Sella del Diavolo, falesie
pannello del sentiero naturalistico e archeologico della Sella del Diavolo
Cagliari, Sella del Diavolo, Torre costiera medievale e postazione II guerra mondiale

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. febbraio 4, 2026 alle 3:05 PM

    da Cagliari Today, 3 febbraio 2026

    Sella del Diavolo, il Comune non ferma le mountain bike. Gli ambientalisti: “Compriamo noi i cartelli”.

    Nonostante i vincoli e l’erosione galoppante, l’amministrazione comunale non avrebbe ancora apposto i cartelli di divieti. La provocazione del Grig: “Quindici anni per un cartello”.

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    da Casteddu online, 3 febbraio 2026

    Degrado sulla Sella del Diavolo: “Per il Comune di Cagliari 15 anni per un cartello non bastano”.

    “A Cagliari si evoca in casi analoghi sa fabbrica de Sant’Anna, con riferimento ai secolari lavori di completamento della nota Chiesa di Stampace. Pertanto, non sarebbe sconveniente porre provvisoriamente cartelli inibitori, quantomeno nei principali punti di accesso dell’area interessata per evitare ulteriori danni ambientali ed erosione del suolo, come tuttora accade, grazie a bikers che continuano a frequentarla”.

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    da La Gazzetta Sarda, 3 febbraio 2026

    Cagliari, la “Fabbrica di Sant’Anna” per un divieto. Quindici anni non bastano per salvare la Sella del Diavolo.

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    da Cagliari News, 4 febbraio 2026

    Cagliari, corse selvagge in bici alla Sella del Diavolo: 15 anni di divieti ignorati.

    Il GrIG al Comune: “Cartelli immediati per fermare le mountain bike e salvare l’area. Siamo pronti a pagarli noi”. (Paolo Rapeanu)

  2. febbraio 4, 2026 alle 5:59 PM

    il Comune di Cagliari – Servizio Igiene, decoro urbano e ambiente ha affidato il progetto “Interventi di realizzazione dei sentieri, degli accessi pedonali e della segnaletica per la fruizione della ZSC `Monte Sant’Elia, Cala Mosca e Cala Fighera ITB042243′” (importo euro 16.302,62) alla Soc. Criteria s.r.l. con determinazione dirigenziale n. 5203 dell’1 agosto 2025.

    Lo diciamo ancora una volta, ne siamo veramente felici.

    Era ora.

    Ma ciò non toglie che debbano esser posti provvisoriamente banalissimi cartelli di divieto di circolazione con veicoli, mountain bike comprese, visto che il relativo divieto esiste da ben 15 anni.

    L’Assessore comunale all’Ecologia Urbana, Ambiente e Verde Pubblico Maria Luisa Giua Marassi, meritoriamente amante della bicicletta e della legalità, non può non esser d’accordo.

    Stefano Deliperi

  3. marzo 6, 2026 alle 6:20 PM

    sotto la Sella del Diavolo.

    da L’Unione Sarda, 6 marzo 2026

    Cagliari, la Paillote ora rischia la demolizione.

    Battaglia legale sullo stabilimento. La Regione: scaduta l’autorizzazione per l’utilizzo dell’area. Il Comune aveva bocciato la richiesta di sanatoria di abusi edilizi e il Tar ha respinto il ricorso. (Francesco Pinna)

    Esplode la battaglia giudiziaria sulla richiesta dalla società “Corso Dodici srl” di sanare alcuni abusi presenti nello stabilimento-ristorante la Paillote di Calamosca. Dopo la risposta del Comune che ha negato il condono e dopo un provvedimento interdittivo firmato il 24 dicembre scorso dal Dirigente del Servizio Edilizia Privata, i giudici del Tar Sardegna hanno respinto l’istanza cautelare della società che chiedeva di sospendere la determina. Non solo. Per la Regione sarebbe pure scaduta l’autorizzazione all’utilizzo dell’area da parte dei privati, dunque potrebbe rivolgersi al Tribunale per rientrare in possesso dello spazio in riva al mare che la società “Cor.sa” ha affittato alla “Corso Dodici”.

    La battaglia

    A presentare i ricorsi ai giudici della Prima sezione del Tribunale amministrativo è stato l’avvocato Silvio Pinna, per conto della società, mentre il Comune è stato difeso dall’avvocata Simonetta Garbati e la Regione si è costituita con i legali Roberto Silvio Murroni e Floriana Isola. Già in data 12 dicembre 2025 il Comune aveva comunicato che c’erano dei «motivi ostativi» che impedivano il condono delle opere realizzate senza autorizzazione. La scorsa Vigilia di Natale, constatato che non si poteva fare la sanatoria, gli uffici dell’Edilizia Privata avevano notificato «l’obbligo di rimozione degli effetti dell’attività edilizia intrapresa». Da qui il ricorso al Tar.

    L’ordinanza

    I giudici amministrativi hanno ritenuto che la documentazione fornita non consentisse di prevedere il probabile accoglimento del ricorso di merito, visto che «il titolo negoziale che consentiva alla ricorrente l’utilizzo del compendio risulta pacificamente scaduto, secondo quanto previsto negli accordi intercorsi con la Regione». A quanto pare l’autorizzazione era stata concessa sino al termine della stagione scorsa (fine ottobre). «L’amministrazione regionale, proprietaria del bene», si legge nella decisione, «ha formalmente comunicato al Comune la sopravvenuta inesistenza in capo alla ricorrente di qualsivoglia titolo di detenzione o disponibilità giuridicamente qualificata dell’immobile». Per il Tar la sospensione del provvedimento «determinerebbe la protrazione dell’utilizzo del bene pubblico in assenza di titolo». Da qui la bocciatura dell’istanza cautelare, a cui però la difesa potrà fare appello. Ma se la Regione, che rivendica il passaggio della proprietà di quell’area dal Demanio marittimo sotto il proprio controllo, punta a sfrattare la Paillote dovrà comunque rivolgersi al Tribunale: la società che l’ha data in affitto alla “Corso Dodici” da sempre nega quel passaggio e rivendica la validità della sua concessione demaniale.

  4. marzo 17, 2026 alle 9:26 PM

    ..e i farabutti continuano a far scempi.

    dal sito web istituzionale del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, 16 marzo 2026

    Sella del Diavolo: rimosso cordame pericoloso dalla parete del promontorio.

    Sella del Diavolo: il Corpo Forestale e il Soccorso Alpino rimuovono cordame pericoloso dalla parete del promontorio

    La Stazione di Cagliari del Corpo Forestale, nell’ambito dell’attività di tutela e controllo dell’area, ha individuato del materiale potenzialmente pericoloso destinato all’arrampicata, fissato alla parete dello sperone del promontorio.

    Grazie a un’ispezione mediante APR (drone), la pattuglia forestale ha accertato che la tipologia e il numero delle corde presenti rendevano necessaria un’operazione di rimozione.

    Pertanto, con il supporto della squadra del Soccorso Alpino e Speleologico – Sezione di Cagliari, sono state rimosse le corde da arrampicata sportiva e i relativi dispositivi di fissaggio dalla parete rocciosa, prevenendo potenziali incidenti, vista la condizione di degrado di cordame, moschettoni e tasselli presenti.

    Questa non è la prima operazione di questo tipo presso la Sella del Diavolo: nel 2024, infatti, la Stazione Forestale di Cagliari aveva già rimosso una zipline installata nell’area.

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    Cagliari: smantellata una zipline abusiva

    Immagine operazioni di rimozione

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    da L’Unione Sarda, 17 marzo 2026

    Cagliari, zipline di 150 metri sequestrata sulla Sella del Diavolo.

    Operazione della Forestale sopra Cala Fighera: indagine aperta su chi l’abbia installata per provare il brivido del lancio con l’imbragatura.

    Una zipline sopra Cala Fighera, a Cagliari.  Divertente, forse, per chi l’ha utilizzata. Ma pericolosa e senza autorizzazioni. Per questo è scattato il sequestro da parte dei ranger della Forestale.

    La zipline è considerata un percorso “avventuroso”, ma non necessariamente “pericoloso”. È costituita da un cavo d’acciaio o tessile ad alto carico di rottura, assicurato nella roccia e teso tra due punti sovrastanti un canalone. Dal punto superiore ci si lancia  con un’imbragatura, spinti dalla gravità. L’installazione e l’uso, specialmente in aree protette, richiedono le necessarie autorizzazioni, oltre a una gestione responsabile che ne garantisca la sicurezza per evitare incidenti, anche gravi.

    Quella smantellata vicino alla Sella del Diavolo era costituita da circa 150 metri di cavo, decine di bulloni, un meccanismo tendi-corda e altra attrezzatura utilizzata nell’impianto.

    I reati contestati comprendono violazioni ambientali, per aver modificato un’area tutelata, nonché violazioni contro il patrimonio, per aver alterato e occupato senza alcuna autorizzazione una proprietà pubblica.

    La Procura della Repubblica è stata informata dell’accaduto e, per ora, si procede contro ignoti. Tuttavia, sono in corso accertamenti per identificare i responsabili.

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