Confronto sulla prossima normativa regionale sulle aree idonee/inidonee per impianti produttivi di energia da fonti rinnovabili.


Filippine, Isola di Luzon, baia di Bangui, centrale eolica sulla spiaggia (AFP Photo/Ted Aljibe – Il Corriere della Sera)Vogliamo arrivare a questo?

La petizione Si all’energia rinnovabile, no alla speculazione energetica! si firma qui.

Il 22 agosto 2024 il Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) ha partecipato a un confronto promosso dall’Assessore degli Enti locali, Finanze, Urbanistica della Regione autonoma della Sardegna Francesco Spanedda, quale coordinatore della cabina di regìa regionale in materia, in vista dell’elaborazione della proposta di legge regionale sull’individuazione delle aree idonee/inidonee per l’installazione degli impianti di energia da fonti rinnovabili, come previsto dal D.M. Ambiente 21 giugno 2024 (Disciplina per l’individuazione di superfici e aree idonee per l’installazione di impianti a fonti rinnovabili).

Vi hanno preso parte anche rappresentanti di Italia Nostra, WWF, LIPU – BirdLife Italia, Legambiente, FAI, Comitato S. Antioco, associazione Is Pippius no si toccant, nonché gli Assessori regionali titolari delle competenze sui Beni Culturali Ilaria Portas e sugli Affari Generali Mariaelena Motzo, nonché il Capo di Gabinetto del Presidente della regione Luca Caschili.

centrale eolica

Confronto di ampio respiro, a tratti piuttosto vivace, su una tematica di fondamentale importanza per l’Isola.

L’attuale fase di ascolto ha visto in precedenza analoghi incontri con le associazioni degli Enti locali e con i vari Comitati contro la speculazione energetica.

L’Assessore Spanedda ha comunicato l’avvìo della predisposizione degli atti sinergici (testi, cartografie, sistemi informatici) per l’individuazione delle aree idonee/inidonee e ha sollecitato proposte e contributi.

Qui le considerazioni e le proposte del GrIG.

In un’ottica di collaborazione per salvaguardare l’Isola dalla becera speculazione energetica, seguiremo con grande attenzione la prosecuzione dell’individuazione delle aree idonee/inidonee per l’installazione degli impianti di energia da fonti rinnovabili.

Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

Ginepro (Juniperus communis) sul mare

da L’Unione Sarda, 23 agosto 2024

Ieri nuovo tavolo di Spanedda con gli ambientalisti. Il 30 agosto mobilitazione a Cagliari. “Regione contraria solo a parole”. I Comitati provano a dettare l’agenda delle “cose da fare”. (Alessandra Carta)

«La Regione solo a parole vuole bloccare la speculazione energetica delle rinnovabili. Nella pratica segue gli indirizzi nazionali del decreto Draghi (il 199 del 2021), attuato a giugno attraverso il provvedimento di Picchetto Fratin». È unanime la voce degli oppositori alla linea della Giunta che mercoledì ha chiamato a raccolta i Comitati territoriali e i sostenitori di Pratobello 24, mentre ieri ha aperto il confronto con gli ambientalisti. A coordinare il tavolo, l’assessore all’Urbanistica, Francesco Spanedda, che per la seconda volta in due giorni ha provato a contenere l’ostilità dei movimenti civici: «La lotta alla speculazione è un obiettivo comune, anche la Giunta lavora in questa direzione». Ma le posizioni restano distanti.

I richiami

«La Regione – spiega Michele Zuddas, avvocato e sostenitore di Pratobello 24 – farà l’unica cosa che non dovrebbe: approverà il Piano delle aree idonee, aprendo la strada a quei 6,2 gigawatt di potenza installabile che convertono la Sardegna nella terra dell’assalto». Il pomo della discordia poggia qui. «Quei 6,2 gigawatt sono l’errore a monte – dice Giuliano Urgeghe, uno dei delegati dei Comitati territoriali -. Va sollevata una questione di legittimità costituzionale, con un ricorso in via incidentale, perché il decreto 199 fu varato dal Governo su legge delega del Parlamento, la 53/2021, che dava mandato all’Esecutivo di fissare le regole per la ripartizione dei 70 gigawatt assegnati all’Italia dall’Ue. Ma dei criteri nessuna traccia».

piano paesaggistico regionale (P.P.R.), Baratz e Porto Ferro

I conti

Sempre dai Comitati, è Antonio Muscas, altro delegato, a mettere sul lavoro i numeri: «Considerando sia gli abitanti che le aree già impermeabilizzate, la quota attribuita alla Sardegna non avrebbe dovuto oltrepassare i 2,5 gigawatt, soglia di poco inferiore alla potenza già installata nell’Isola. La somma supera gli 8 gigawatt, a cui vanno aggiunti i progetti che la moratoria non ferma». Pure questo è un altro tema caldo. «La presidente Todde – sottolinea Marco Pau, di Su Entu nostu – ha parlato di 37 investimenti, ma non è un dato certo. Né ha chiarito dove sono ubicati e la potenza». Sulla moratoria, la legge 5/2024 che Spanedda invita a chiamare «sospensiva», Zuddas aggiunge: «La norma prevede il blocco degli impianti che non hanno causato danni irreversibili. Ma poi la Giunta sostiene di non poter fermare i lavori iniziati, anche quando non hanno compromesso l’ambiente. Un’assurdità».

Secondo round

Muscas, intanto, apre un altro ragionamento: «La Sardegna produce 12mila gigawatt all’anno, di cui il 75 per cento derivante da fonti fossili. Ma quel 25 per cento di rinnovabili copre già il 40 per cento dei consumi, come impongono gli obiettivi per il 2030». Ieri a Spanedda ha consegnato un documento Stefano Deliperi, presidente del Grig, una delle associazioni ambientaliste convocate dall’assessore: «È la sintesi del percorso che ha fatto arrivare la Sardegna alla realtà della speculazione energetica in atto. Come Grig abbiamo già prodotto una lunga lista di impianti che non possono essere realizzati, perché ricadono in aree vincolate, sotto il profilo ambientale, paesaggistico e degli usi civici. È bene che la Regione vigili sulla corretta applicazione della legge: non è transizione energetica permettere che in Sardegna vengano autorizzati impianti pari a una potenza superiore di sette volte rispetto agli obiettivi green del 2030». Intanto i Comitati chiamano alla mobilitazione a Cagliari, il 30 agosto alle 10. «Si parte dal piazzale dei Centomila per arrivare sino al Consiglio di via Roma – annuncia Pau -. La Regione può espropriare i terreni degli impianti che arrecano danno all’ambiente: eserciti i propri poteri». Una seconda manifestazione, a sostegno di Pratobello 24, è in programma a settembre, sempre nel capoluogo (ma con data da definire). Organizza il Comitato Cagliari Città metropolitana-Ventu de libertade.

centrale agrivoltaica

da La Nuova Sardegna, 23 agosto 2024

«Al popolo di Sardegna». La governatrice spiega la posizione della Regione sulla questione delle energie rinnovabili.

Sottovalutare la pericolosità della disinformazione sarebbe un errore perché la forza di un popolo sta anche nella sua conoscenza delle cose e nella sua capacità di ragionare e giudicare, di prendere delle decisioni conseguenti e di metterle in pratica.

La disinformazione mina alla base questo fondamentale principio, perché da informazioni false derivano ragionamenti corrotti, decisioni sbagliate e, potenzialmente, azioni pericolose. Primo chiarimento (per l’ennesima volta): il Decreto Todde-Draghi non esiste. Non ho firmato né dato nome ad alcun decreto. Ho già smentito più volte e denunciato chi mente nell’attribuirmi ruoli e responsabilità che non avevo e non avrei potuto avere. La cosa inizia ad essere ridicola e a rendersi ridicolo è chi, nonostante le mie spiegazioni e gli atti pubblici che avvalorano ciò che dico, continua a scrivere sulle mie presunte responsabilità.

Colgo comunque, per dovere di trasparenza e per la comodità di chi legge, l’occasione per puntualizzare nuovamente ciò che realmente è accaduto. Ero viceministra al MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) durante il governo Draghi, con Ministro Giorgetti e con delega alle crisi industriali. Inoltre, seguivo i lavori del CITE, il Comitato per la Transizione Ecologica, con delega alle grandi aziende energivore. La mia delega al CITE non mi dava alcuno strumento per intervenire sui cosiddetti Decreti Draghi. Il Decreto in questione non è mai passato per il CITE ed è stato discusso e approvato direttamente in Consiglio dei Ministri senza mai passare dal MISE di cui ero viceministra. Perché non si parla mai dei ministri della Lega o di Forza Italia che sedevano in Consiglio dei Ministri e si accusa invece una viceministra senza deleghe attinenti e quindi senza strumenti per intervenire in qualche modo?

Chi mi accusa mostri le carte a supporto delle sue tesi. La diffamazione è una pratica vile e fin troppo semplice, oltre ad essere un reato. Quello che in tanti identificano col nome di Decreto Draghi ha addirittura ricevuto, durante il governo Solinas, il benestare della Regione Sardegna mediante un’intesa in Conferenza Unificata datata 13 ottobre 2021, conferenza in cui, per giunta, il coordinamento tecnico era presieduto dalla stessa Regione Sardegna. Sarebbe poi opportuno ricordare che quel decreto è stato uno dei principali motivi della crisi che ha portato alla caduta del governo Draghi. Da quanto sopra si capisce che chi mi accusa non si è informato a sufficienza – e già questo dovrebbe far riflettere se le persone in questione svolgono un qualche ruolo di interesse pubblico – oppure è semplicemente in malafede. Lascio a chi legge il compito di decidere chi inserire nel primo e chi nel secondo gruppo, ma non ci possono essere ancora dubbi sul perimetro delle mie responsabilità quando ero viceministra al MISE.

Arriviamo però al secondo chiarimento che mi pare necessario, e cioè al famoso articolo di cui alcuni sedicenti esperti si stanno riempiendo la bocca in questi giorni. L’articolo 20, comma 7 del D.LGS (decreto legislativo) n.199 del 2021 (cosiddetto decreto Draghi) recita: «Le aree non incluse tra le aree idonee non possono essere dichiarate non idonee all’installazione di impianti di produzione di energia rinnovabile, in sede di pianificazione territoriale o nell’ambito di singoli procedimenti, IN RAGIONE DELLA SOLA MANCATA INCLUSIONE NEL NOVERO DELLE AREE IDONEE».

Il significato di questo importante passaggio è che le aree non idonee vanno identificate in maniera puntuale, oggettiva, motivata e documentata e non è possibile identificare in maniera generica come non idonee tutte le aree non ricomprese tra quelle idonee. Per far sì che vengano riconosciute delle aree non idonee, bisogna quindi che la Regione le individui con i criteri appena citati, e non solo per differenza rispetto alle aree identificate come idonee. Questo è il significato reale del comma 7, che alcuni continuano volutamente a riportare solo in parte, alterandone così il senso.

Così si fa solo disinformazione e terrorismo psicologico, e lo si fa sulla pelle dei sardi che diventano inconsapevolmente strumenti di chi persegue interessi propri che non coincidono certo con quelli della Sardegna e dei sardi. La Giunta regionale e gli uffici della Regione stanno lavorando senza sosta alla stesura della mappa delle aree idonee e abbiamo già organizzato e tenuto diversi incontri con i sindaci, con i comitati e con tutti i portatori di interesse coinvolti nella definizione delle aree idonee.

La Regione, per concludere, non solo individuerà le aree idonee, ma individuerà chiaramente e con precisione anche quelle non idonee all’istallazione di impianti per la generazione di energia da fonti rinnovabili. Faremo il nostro lavoro fino in fondo e non permetteremo, a differenza di chi ci ha preceduto negli anni, che la Sardegna venga ancora calpestata e svenduta.

Da ora in avanti mi auguro che chi continua a diffondere menzogne trovi in chi legge non una spalla, un alleato, ma delle persone informate e consapevoli in grado di riconoscere i tentativi di disinformare e di combatterli, smentendo così lo stereotipo dei sardi “pocos, locos y mal unidos” e contrastando chi cerca costantemente di dividerci per continuare a fare indisturbato i propri interessi. Stiamo uniti, perché solo uniti riusciremo a difendere i nostri diritti e a tutelare il nostro territorio.

Alessandra Todde

(foto AFP Photo/Ted Aljibe – Il Corriere della Sera, da mailing list ambientalista, C.B., S.D., archivio GrIG)

  1. Avatar di giulio
    giulio
    agosto 24, 2024 alle 9:19 PM

    Grazie

  2. Avatar di capitonegatto
    capitonegatto
    agosto 25, 2024 alle 12:03 PM

    Gia’ fatto.Saluti.

  3. agosto 25, 2024 alle 5:55 PM

    da L’Unione Sarda, 25 agosto 2024

    Gian Antonio Stella: «Non rassegniamoci alla devastazione del nostro paesaggio».

    L’editorialista del Corriere della Sera e scrittore parla della transizione energetica e di tutela del territorio. (Paolo Paolini): https://www.unionesarda.it/news-sardegna/non-rassegniamoci-alla-devastazione-del-nostro-paesaggio-kqammzl1

  4. agosto 25, 2024 alle 10:33 PM

    per completezza d’informazione.

    • decreto Ministro Sviluppo Economico 15 luglio 2020 (Deleghe di attribuzione al Sottosegretario di Stato dott.ssa Alessandra Todde): “al Sottosegretario di Stato dott.ssa Alessandra Todde sono delegate le iniziative e attivita’ afferenti ai casi di crisi industriale … le iniziative e le attivita’ relative alle cc.dd. Smart Cities e ai sistemi intelligenti … le iniziative e le attivita’ relative alle infrastrutture e alla sicurezza dei sistemi energetici e geominerari
    • D.P.R. 15 aprile 2021 (Attribuzione del titolo di Vice Ministro al Sottosegretario di Stato presso il Ministero dello sviluppo economico dott.ssa Alessandra TODDE, a norma dell’articolo 10, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400)
    • dal sito web istituzionale del Ministero, 9 aprile 2021, Giorgetti firma deleghe per Todde, Pichetto Fratin e Ascani: “alla Viceministra Alessandra Todde sono delegate le azioni sulle crisi aziendali e le cosiddette ‘città intelligenti’“.
  5. Avatar di Marco
    Marco
    agosto 25, 2024 alle 11:36 PM

    Tante parole, ma non dice mai perché la Sardegna dovrebbe fare da pila per 50 milioni di abitanti e quindi perché ha accettato i 6.2gigawatt che per noi sono esagerati.

    E se non sbaglio, tutto il carrozzone necessita di centrali elettriche con dei mega-trasformatori che produrranno inquinamento elettromagnetico…quanti tumori ci regaleranno le pale?

  6. agosto 26, 2024 alle 2:42 PM

    dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna, 23 agosto 2024

    EE.LL.: l’assessore Francesco Spanedda incontra comitati e associazioni per definizione aree idonee.

    Cagliari, 23 agosto 2024 – Gli incontri organizzati a Cagliari dall’assessorato regionale degli enti locali, finanze e urbanistica e le rappresentanze dei Comitati spontanei e delle associazioni ambientaliste, hanno segnato due tappe importanti del complesso percorso che porterà all’elaborazione della legge sulle Aree Idonee, e che sarà sottoposta all’attenzione del Consiglio regionale tra poco meno di un mese.

    Il confronto, che ha visto la partecipazione di diversi componenti della Giunta, con le realtà territoriali ha già dato i primi frutti, con i primi contributi trasmessi dai partecipanti e recepiti dal tavolo tecnico, già al lavoro per armonizzare i dati provenienti dai diversi database del sistema Regione.

    La Regione sta recependo le indicazioni e gli orientamenti emersi dai diversi contributi nel documento che sarà elaborato dalla cabina di regia e dal tavolo tecnico, in collaborazione con gli esperti legislativi della Presidenza.

    Si tratta di una sfida di notevole complessità con cui la Regione intende governare la necessaria transizione energetica che consentirà di abbandonare le fonti fossili, ostacolando, nel contempo, la proliferazione incontrollata delle installazioni, irriguardosa del patrimonio insediativo, naturalistico e paesaggistico della Sardegna.

    È noto che in questa vicenda la Sardegna ha già dato prova di non temere il confronto, anche aspro, con l’Esecutivo nazionale: così è stato durante l’iter di approvazione del decreto ministeriale sulle Aree Idonee, con l’inserimento dell’idroelettrico tra le fonti di energia rinnovabile e con il riconoscimento dell’apporto delle centrali off-shore anche nel caso in cui i cavi non sbarchino sul territorio dell’isola.

    Nelle prossime settimane, il lavoro proseguirà sia negli uffici che sul territorio, attraverso gli incontri operativi con gli enti locali e i loro tecnici.

  7. Avatar di maurizio conticelli
    maurizio conticelli
    agosto 26, 2024 alle 4:27 PM

    Segnalo la necessità che la individuazione delle aree non idonee consideri anche il tema delle distanze secondo criteri da rivedere completamente. In altre nazioni europee, la distanza ad esempio da abitazioni, è molto maggiore rispetto a quella di m 200 presa a riferimento dai progetti eolici in corso, così vale per il calcolo della gittata, in base alla quale, per problemi di sicurezza, le distanze anche da luoghi pubblici come la viabilità (non solo quella regionale/provinciale, come dicono le linee guida 2010, ma anche quella comunale e vicinale di uso pubblico). Ulteriori aspetti tecnici da prendere a riferimento sono contenuti nelle osservazioni di BARBARA D’AURIA nel progetto eolico MONTE CERCHIO nelle province di Savona e Cuneo che consiglio vivamente di visionare e prendere a riferimento, eventualmente approfondendo gli argomenti ivi trattati.

    • Avatar di Marco
      Marco
      agosto 26, 2024 alle 8:41 PM

      A proposito di viabilità e distanze, nel terralbese c’é una pala enorme che si affaccia sulla SS131, se si viaggia da cagliari a oristano o viceversa la potrete ammirare in tutto il suo splendore.

  8. Avatar di maurizio conticelli
    maurizio conticelli
    agosto 26, 2024 alle 4:31 PM

    Il lavoro vero della Regione dovrebbe riguardare l’individuazione delle aree non idonee, ove viene riconosciuto alle regioni la possibilità di stabilire fasce di rispetto di 7 km (vedi art. 7 comma 3 del DM 21/6/2024). Lavorare sulle aree idonee e lasciare poi che si possano realizzare impianti anche su quelle “ordinarie”, sarebbe ridicolo!

  9. agosto 27, 2024 alle 2:46 PM

    da Sardiniapost, 26 agosto 2024

    Aree idonee per le rinnovabili, “partita chiusa” entro gennaio: tecnici al lavoro. (https://www.sardiniapost.it/politica/aree-idonee-per-le-rinnovabili-partita-chiusa-entro-gennaio-tecnici-al-lavoro/)

    L’obiettivo è “chiudere la partita” entro gennaio, con la mappa delle aree idonee da destinare alle rinnovabili. Già dai prossimi giorni le diverse strutture della Regione riprenderanno i lavori che porteranno all’individuazione degli spazi da destinare alla produzione di energia. All’opera, oltre all’assessorato dell’Industria ci sono anche i tecnici dell’assessorato della Difesa dell’Ambiente oltre che di Enti Locali e Urbanistica.

    Uno dei primi aspetti da chiarire riguarda il computo della superficie da utilizzare, quelle già utilizzate, tenendo conto sia della potenza prevista sia di quella attualmente in uso. Alla luce di questi dati, come sottolineano dalla Regione, si procederà con l’individuazione delle aree.
    Attenzione particolare dovrebbe andare ai siti industriali dismessi e di poco pregio. Restano fuori dalla partita le zone agricole e quelle di pregio ambientale, paesaggistico e culturale.
    Un passaggio necessario per arrivare poi al processo di transizione energetica cui l’Isola dovrebbe partecipare con una dote di 6,2 gigawatt. Una quantità sufficiente a garantire il fabbisogno regionale (che si attesta a 1,3 gigawatt). E inoltre l’accumulo e trasferimento via cavo tra i 2,8 e i 4 gigawatt attraverso i cavi di collegamento con la penisola.

    Attualmente, come emerge dal report di Terna, sono state presentate 547 richieste di connessione per fotovoltaico, 248 per eolico on shore e 29 per eolico off shore. Proprio per “regolamentare” la corsa dalla Regione è stata varata la norma numero 5, presentata dalla Giunta e licenziata dal Consiglio regionale, con cui si sospendono per 18 mesi i nuovi progetti. Da questo stop restano fuori, come sottolineato i giorni scorsi dalla presidente Alessandra Todde, 37 iniziative. Si tratta di impianti “con comunicazione di inizio lavori già avvenuta prima del 3 luglio 2024”.

    Questi progetti comprendono 4 impianti eolici autorizzati nel 2015, 1 nel 2020, 1 nel 2021, 1 nel 2022. Nell’elenco ci sono 33 progetti fotovoltaici, 1 dei quali autorizzato nel 2019, 3 nel 2020, 21 nel 2021, 7 nel 2022, 1 nel 2023. E mentre la vicenda registra, da una parte l’impugnazione del Governo alla moratoria, e dall’altra la raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare che dovrà poi essere presentata in Consiglio regionale, calendarizzata e discussa seguendo le procedure canoniche, vanno avanti le attività per la mappa delle aree idonee. Già lo scorso 30 luglio è insediato il gruppo di coordinamento degli 11 assessorati interessati nel processo che, per la sua complessa natura trasversale, ha coinvolto anche le agenzie Forestas, Laore, Agris ed Enas. Al centro del programma, la necessità di accompagnare lo spegnimento delle due centrali a carbone del nord e sud dell’isola.

    “L’obiettivo primario dell’individuazione delle aree idonee – aveva annunciato l’assessore degli enti locali, finanze e urbanistica Francesco Spanedda – è garantire una transizione energetica nel pieno rispetto del territorio e delle sue specificità, permettendo, tra l’altro, di sostituire la produzione delle centrali a carbone di Portovesme e Porto Torres e identificando i siti più adatti per limitare al minimo il consumo di suolo”.

    Il 9 agosto l’incontro con le Associazioni che rappresentano gli Enti locali (Anci, Aiccre, Asel, Uncem e Cal) per definire la «metodologia operativa da adottare per dialogare con i territori nell’ambito della stesura della legge sull’individuazione delle aree idonee e non idonee ad accogliere gli impianti di Fonti di Energia Rinnovabile». Quindi gli altri incontri necessari sia per l’individuazione delle aree idonee, sia per il Piano energetico regionale e la revisione del Piano paesaggistico e la nuova legge urbanistica. Poi gli incontri dei giorni scorsi con i comitati spontanei e le associazioni ambientaliste.

    Nelle prossime settimane, il lavoro proseguirà sia negli uffici che sul territorio, attraverso gli incontri operativi con gli enti locali e i loro tecnici. Una volta definito il quadro sarà poi trasmesso al Consiglio regionale per la discussione e l’approvazione della mappa sulle aree idonee.

  10. agosto 28, 2024 alle 10:14 PM

    dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna, 28 agosto 2024 (https://www.regione.sardegna.it/notizie/aree-idonee-assessore-spanedda-su-cabina-di-regia)

    Cagliari, 28 agosto 2024 – Per disciplinare la produzione d’energia da fonti rinnovabili, nello specifico individuando le superficie sulle quali è possibile l’installazione degli impianti di produzione e delle aree che per il loro valore paesaggistico, naturale e insediativo sono incompatibili con la presenza di installazioni di tipo industriale, la Regione Sardegna ha istituito una Cabina di Regia con funzioni di indirizzo politico, composta dalla Presidenza, da diversi Assessorati regionali, dal Consiglio delle Autonomie Locali della Sardegna (CAL) e dalle Associazioni degli enti locali ANCI, AICCRE, ASEL e UNCEM.

    La Cabina – fa presente l’assessore Francesco Spanedda – è assistita da un Gruppo inter-assessoriale di coordinamento che ha il compito di predisporre una proposta tecnica per l’individuazione delle quattro categorie di area previste dalla normativa vigente: aree idonee, aree non idonee, aree ordinarie e aree in cui è vietata l’installazione di impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra.

    Il documento tecnico arricchirà gli indirizzi politici della Cabina di Regia, con l’obiettivo di redigere una prima versione del Disegno di Legge entro metà settembre.

    Il testo licenziato dalla Giunta regionale a metà settembre sarà poi trasmesso al Consiglio Regionale per l’avvio delle discussioni in aula. Il Consiglio avrà poi circa due mesi e mezzo per discutere, emendare e approvare il Disegno di Legge entro i tempi previsti dal Decreto Ministeriale.

    L’approvazione della legge – conclude Spanedda – permetterà ai cittadini sardi di decidere in autonomia il proprio futuro energetico.

    ______________________________________

    A.N.S.A., 28 agosto 2024

    Rinnovabili: legge e mappa aree idonee Sardegna entro dicembre.

    Proposta tecnica individuerà anche aree ordinarie e vietate. (https://www.ansa.it/sardegna/notizie/2024/08/28/rinnovabili-legge-e-mappa-aree-idonee-sardegna-entro-dicembre_dd053aef-da68-42d0-b566-246ea98416d5.html)

    Per disciplinare la produzione d’energia da fonti rinnovabili, nello specifico individuando le superficie sulle quali è possibile l’installazione degli impianti di produzione e delle aree che per il loro valore paesaggistico, naturale e insediativo sono incompatibili con la presenza di installazioni di tipo industriale, la Regione Sardegna ha istituito una cabina di regia con funzioni di indirizzo politico, composta dalla Presidenza, da diversi assessorati regionali, dal Consiglio delle Autonomie Locali della Sardegna (Cal) e dalle Associazioni degli enti locali Anci, Aiccre, Asel e Uncem.    “La cabina – fa presente l’assessore Francesco Spanedda – è assistita da un gruppo inter-assessoriale di coordinamento che ha il compito di predisporre una proposta tecnica per l’individuazione delle quattro categorie di area previste dalla normativa vigente: aree idonee, aree non idonee, aree ordinarie e aree in cui è vietata l’installazione di impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra”.    Il documento tecnico arricchirà gli indirizzi politici della cabina di regia, con l’obiettivo di redigere una prima versione del disegno di Legge entro metà settembre.    Il testo licenziato dalla Giunta regionale a metà settembre sarà poi trasmesso al Consiglio regionale per l’avvio delle discussioni in aula.

    Il Consiglio avrà poi circa due mesi e mezzo per discutere, emendare e approvare il disegno di Legge entro i tempi previsti dal Decreto Ministeriale.    “L’approvazione della legge – conclude Spanedda – permetterà ai cittadini sardi di decidere in autonomia il proprio futuro energetico”.

  11. agosto 29, 2024 alle 2:46 PM

    ..e i tetti degli edifici, capannoni, parcheggi? E le aree industriali? Quelle degradate? Mah…

    da L’Unione Sarda, 29 agosto 2024

    Pratobello 24, i Comitati: «In Sardegna non esistono aree idonee».

    Si fa sempre più forte il muro contro muro con la Regione. (https://www.unionesarda.it/news-sardegna/pratobello-24-i-comitati-in-sardegna-non-esistono-aree-idonee-nw7xsqp3)

    «In Sardegna non esistono aree idonee». I Comitati per la Pratobello 24 adesso puntano in alto. Criticano la lettera, inviata dall’assessore regionale all’Urbanistica Francesco Spanedda, in cui si invitano i sindaci alle riunioni territoriali per la definizione delle aree idonee, e rilanciano: «La lettera dell’assessore ai Comuni procede nella direzione di disinnescare la Pratobello, cercando di trascinarli dentro un terreno scivoloso e fallace», è scritto in un documento diffuso dal portavoce Luigi Pisci a nome dei Comitati. «Coerentemente con quanto richiesto dai cittadini attraverso la raccolta firme, i Comitati Pratobello 24 chiedono a tutti i consigli comunali di adottare una delibera in cui si evidenzi l’assenza di aree idonee nel proprio territorio

  12. agosto 30, 2024 alle 2:42 PM

    da L’Unione Sarda, 30 agosto 2024

    Cagliari, in migliaia da tutta l’Isola per dire “no” alla speculazione energetica: «La moratoria non serve, la nostra terra non si tocca».

    Il corteo da piazzale dei Centomila e fino al Consiglio regionale: «Fermare la devastazione». (Alessandra Carta): https://www.unionesarda.it/news-sardegna/cagliari/cagliari-in-migliaia-da-tutta-lisola-per-dire-no-alla-speculazione-energetica-la-moratoria-non-serve-la-nostra-terra-non-si-tocca-ufelxmv6

  13. agosto 30, 2024 alle 9:57 PM

    Coerenza“. Nel marzo 2018 il già Presidente della Regione autonoma della Sardegna Ugo Cappellacci venne prosciolto per prescrizione nel c.d. Processo P3 “nel filone sull’eolico in Sardegna” (https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2018/03/16/p3-sardegna-prescrizione-cappellacci_0853cc4c-d4ef-4fbf-9736-7535ff186870.html).

    da L’Unione Sarda, 30 agosto 2024

    Pratobello 24, Forza Italia: «Subito in Aula con la procedura d’urgenza».

    Cappellacci: «Coerenti con il nostro passato nel rispetto del territorio»: https://www.unionesarda.it/news-sardegna/pratobello-24-forza-italia-subito-in-aula-con-la-procedura-durgenza-bs87r2eh

  14. settembre 3, 2024 alle 10:02 PM

    A.N.S.A., 3 settembre 2024

    Rinnovabili: Todde, ‘impianti in cave e aree industriali’.

    Tappa a Oristano del tour della Regione con i sindaci: https://www.ansa.it/sardegna/notizie/2024/09/03/rinnovabili-todde-impianti-in-cave-e-aree-industriali_1fb62d02-b260-4f2b-b107-b82087ef526b.html

  15. settembre 6, 2024 alle 2:42 PM

    A.N.S.A., 6 settembre 2024

    Rinnovabili: Sardegna accelera, aree idonee entro settembre.

    Vertice campo largo per prossime tappe. Todde ‘mesi impegnativi’: https://www.ansa.it/sardegna/notizie/2024/09/05/rinnovabili-sardegna-accelera-aree-idonee-entro-settembre_38b76121-e85e-4099-a712-8859723a504e.html

  16. settembre 18, 2024 alle 9:24 PM

    A.N.S.A., 18 settembre 2024

    Rinnovabili: Regione Sardegna si oppone a impugnazione governo.

    Si accelera su aree idonee, vertice di maggioranza in Consiglio: https://www.ansa.it/sardegna/notizie/2024/09/18/rinnovabili-regione-sardegna-si-oppone-a-impugnazione-governo_14144f57-12f0-49c8-b1a1-e6fd141a8820.html

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