Motoseghe all’assalto dei boschi della Montagnola Senese!


Monteriggioni, Montagnola Senese, Fondo Buio – Fungaia, tagli boschivi abusivi (inverno 2021 – primavera 2022)

Con l’arrivo dell’autunno sono ripresi in grande stile i tagli boschivi in gran parte della Toscana, in particolare nei boschi della Montagnola Senese.

Motoseghe, ruspe, camion carichi di tronchi, macchinari per la trasformazione in cippato nelle radure.

La crisi energetica in corso – dovuta più a fenomeni speculativi che alla tragica guerra tuttora perdurante in Ucraina – ha portato a un interesse sempre maggiore verso lo sfruttamento pesante dei boschi a fini energetici sia a livello internazionale che a livello locale.

Per questo, a maggior ragione, sono ancor più necessari puntuali controlli sul territorio per fermare e sanzionare eventuali tagli boschivi non autorizzati.

E ve ne sono parecchi, se è vero che nel solo periodo gennaio – ottobre 2022 i Carabinieri Forestale di Siena hanno svolto oltre 500 verifiche in materia, irrogando ben 319 sanzioni amministrative per complessivi 353 mila euro ed effettuando 19 comunicazioni di reato relative a 25 soggetti all’Autorità giudiziaria competente.

Monteriggioni, Montagnola Senese, Fondo Buio – Fungaia, tagli boschivi abusivi (inverno 2021 – primavera 2022)

Se i numeri sono questi, significa che oltre il 63% dei controlli effettuati ha evidenziato situazioni irregolari.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG), grazie all’incessante attività dei soci e simpatizzanti toscani, sta agendo concretamente per contrastare i tagli boschivi selvaggi con i mezzi che assegna l’ordinamento.

In questi giorni stanno giungendo le prime risposte concernenti la ripresa, nei giorni scorsi, pesanti tagli boschivi sulla Montagnola Senese, in Comune di Monteriggioni (SI), oggetto di una nuova istanza (13 ottobre 2022) di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti.

La Regione Toscana – Direzione Ambiente ed Energia ha comunicato (nota del 15 novembre 2022) l’avvenuta emanazione del provvedimento Regione Toscana prot. n. AOOGRT/393512/P.130.040 del 3 ottobre 2016 di approvazione del piano pluriennale (2016-2025) dei tagli ai fini delle procedure di valutazione di incidenza ambientale (V.Inc.A.) all’interno del S.I.C. “Montagnola Senese” con una nutrita serie di prescrizioni, fra cui la specifica “estensione massima della singola tagliata nel governo a ceduo pari a 10 ha, da applicarsi successivamente all’individuazione puntuale dell’habitat” e il “divieto di ceduazione entro una fascia di 10 m dalle sponde dei corsi d’acqua costituenti il reticolo idraulico”, in rispetto del piano di gestione del S.I.C. (approvato con deliberazione Consiglio provinciale Siena n. 25 del 23 giugno 2015).

Pertanto, per esempio, “lungo una fascia di 10 metri per lato dei corsi d’acqua presenti (Fosso del Castagneto, Fosso di Valle, Fosso dell’Aiaccia e Fosso del Borraccio) e in un raggio di 30 metri dall’ingresso delle 7 grotte presenti nell’area del Piano (così come riportate nel catasto grotte della Regione Toscana) è presente la tipologia gestionale ‘Aree a conservazione e fasce di rispetto’ nella quale la vegetazione forestale deve essere destinata all’evoluzione naturale; infine, il Piano di Gestione prescrive il ceduo composto o l’avviamento all’alto fusto dal limite dell’area di rispetto delle grotte di cui sopra, fino a un raggio di 100 m dal loro ingresso”.

Inoltre, “si ricorda che gli strumenti urbanistici del Comune di Monteriggioni (Piano Strutturale, art. 33 e Regolamento Urbanistico, art. 63), prevedono il divieto di taglio del bosco all’interno delle doline”.

Capriolo (Capreolus capreolus)

Le prescrizioni sono state rispettate?

Secondo il Comune di Monteriggioni – Servizio Assetto del Territorio e Attività Produttive (nota prot. n. 19453/2022 del 15 novembre 2022) il GrIG non ha alcun diritto di saperlo, ignorando disinvoltamente la direttiva n. 2003/4/CE sull’accesso del pubblico in materia di informazione ambientale, il decreto legislativo n. 195/2005 di recepimento e decenni di giurisprudenza sul tema.

Poco importa, sono stati coinvolti anche i Ministeri della Transizione Ecologica e della Cultura, la Regione Toscana, l’Unione dei Comuni della Val di Merse, i Carabinieri Forestale, la Soprintendenza per archeologia, belle arti e paesaggio di Siena ed è stata informata, per opportuna conoscenza, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siena.

Sul luogo dei tagli in corso appariva presente un foglio “inizio lavori” con una mera comunicazione di taglio boschivo, senza gli estremi delle necessarie autorizzazioni amministrative.

Le analoghe istanze inoltrate nella scorsa primavera (18 marzo 2022, 11 aprile 2022) dall’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) hanno portato ad avere un quadro decisamente preoccupante sotto il profilo della legalità e della salvaguardia ambientale.

Infatti, il taglio boschivo condotto fra le emergenze geologico-ambientali delle doline del Fondo Buio–Fungaia  non è risultato autorizzato.

L’Unione dei Comuni della Val di Merse – Settore Tecnico, titolare delle funzioni amministrative in materia forestale disciplinate dalla legge regionale Toscana n. 39/2000 e s.m.i., aveva comunicato che (nota prot. n. 9351 del 9 maggio 2022) “relativamente ai boschi interessati dalle utilizzazioni forestali, ha ricevuto in data 17/03/2021 una dichiarazione di taglio acquisita al protocollo 3957, carente di alcuni elementi previsti e necessari per una conclusione positiva dell’iter autorizzativo che si sarebbe dovuto concludere per silenzio assenso dopo 20 giorni dalla presentazione. In conseguenza della carenza degli elementi richiesti, nella stessa data, con protocollo 3963 è stata inoltrata all’indirizzo PEC del dichiarante una richiesta di integrazioni. Non avendo ricevuto le integrazioni richieste a perfezionamento della dichiarazione incompleta e perdurando l’impossibilità di concludere positivamente il procedimento amministrativo, in data 15/12/2021 è stata comunicata all’interessato la conclusione negativa del procedimento, l’archiviazione dell’istanza, con il formale diniego all’esecuzione degli interventi oggetto di dichiarazione”.

Formale diniego all’esecuzione dei tagli boschivi”, ma tagli boschivi effettuati.

Monteriggioni, Montagnola Senese, Casa del Giubileo, tagli boschivi (ott. 2022)

Il Comando provinciale di Siena dei Carabinieri Forestale aveva comunicato che i tagli boschivi erano stati posti “all’attenzione della competente Autorità Giudiziaria” (nota prot. n. 2/1-93/2022 dell’11 maggio 2022).

Il Ministero della Transizione Ecologica – D.G. Patrimonio Naturalistico in precedenza aveva chiesto (nota prot. n. 36133 del 21 marzo 2022) alla Regione Toscana e al Comune di Monteriggioni informazioni sulla corretta applicazione della normativa in materia di tutela degli habitat naturali e seminaturali “sia in materia di Valutazione di incidenza che di coerenza con gli obiettivi e le misure di conservazione sito-specifiche” in quanto l’area interessata rientra nel S.I.C. “Montagnola Senese”.

Fra l’altro i tagli boschivi nel periodo primaverile ed estivo(come richiede anche l’I.S.P.R.A. con il parere n. 28907 del 3 maggio 2019) sono inibiti quando possano disturbare la riproduzione dell’avifauna selvatica(art. 5 della direttiva n. 2009/147/CE sulla tutela dell’avifauna selvatica, esecutiva in Italia con la legge n. 157/1992 e s.m.i.,), divieti ripresi dall’art. 79, comma 2°, della legge regionale Toscana n. 30/2015 e s.m.i.

Il disturbo/danneggiamento/uccisione delle specie avifaunistiche in periodo della nidificazione può integrare eventuali estremi di reato, in particolare ai sensi dell’art. 544 ter cod. pen.

Sovicille, Fattoria La Cerbaia – Molli, taglio boschivo, mezzi meccanici (dic. 2019 – genn. 2020)

Piuttosto scandaloso è stato, poi, il cedimento della Regione Toscana verso le imprese e gli operatori del settore con l’esenzione dei tagli boschivi dalla necessità di conseguimento dell’autorizzazione paesaggistica anche nelle foreste tutelate con specifico provvedimento di individuazione (artt. 136 e ss. del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), disposta con la  legge regionale Toscana 28 dicembre 2021, n. 52 “Disposizioni in materia di tagli colturali. Modifiche alla l.r. 39/2000”, finita davanti alla Corte costituzionale su ricorso governativo per palese violazione delle competenze statali in materia di tutela ambientale.

La Montagnola Senese è ricca di boschi e densa macchia mediterranea. 

L’area è tutelata con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) con specifico provvedimento di individuazione (D.M. 12 marzo 1976) e rientra nel sito di importanza comunitaria (S.I.C.) Montagnola Senese (codice IT5190003) ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, la fauna e la flora.     Ogni sensibile intervento di modifica deve esser autorizzato dopo conclusione positiva di specifica procedura di valutazione di incidenza ambientale (V.Inc.A.).

Sempre sulla Montagnola Senese, il GrIG aveva chiesto accertamenti nella scorsa primavera anche in merito a ulteriori tagli boschivi svolti fra la Casa Giubileo e la Strada del Certino e, in precedenza, riguardo altri pesanti tagli boschivi condotti per conto della Duferco Biomasse fra la storica Fattoria di Cerbaia e l’antico borgo di Molli, in Comune di Sovicille. Su ambedue i tagli era stato comunicato lo svolgimento degli accertamenti da parte delle Amministrazioni pubbliche competenti e da parte dei Carabinieri Forestale.

Il GrIG auspica, anche riguardo gli ultimi casi segnalati, rapidi accertamenti e i provvedimenti del caso da parte delle Amministrazioni pubbliche e degli Organi giudiziari coinvolti.

Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

S.I.C. Montagnola Senese

da La Nazione, 3 novembre 2022

Legna troppo cara, la tagliano nel bosco Venticinque denunce e maxi multe.

La grande richiesta di legna da ardere, cippato e pellet ha aumentato l’illegalità in provincia. I carabinieri forestali hanno fatto 319 sanzioni amministrative per oltre 350mila euro. (Laura Valdesi)

Legna da bruciare nel camino: è boom. Quasi introvabile oltre che carissima. Oppure per alimentare la stufa che restituisce tepore all’abitazione. Poi il cippato, che si ottiene riducendo il legno in scaglie minuscole, utile alternativa ai tronchi da ardere e al pellet per il riscaldamento domestico e non solo.

Ecco a cosa guardano anche i senesi per affrontare la grave crisi energetica conseguenza della guerra in Ucraina. Con il risultato che non solo il prezzo al dettaglio del legname e dei suoi derivati è schizzato alle stelle. Il peggio, come sempre accade, “è che questa congiuntura ha comportato crescenti interessi economici nello sfruttamento delle risorse forestali con conseguente emersione dei fenomeni più o meno diffusi di illegalità”, spiegano i carabinieri forestali.

Sovicille, Fattoria La Cerbaia – Molli, taglio boschivo, cartello (dic. 2019 – genn. 2020)

La domanda cresce e con essa il taglio delle aree boschive senza rispettare (sempre) le regole e le autorizzazioni. Quindi più denunce e multe. Da gennaio ad ottobre sono stati svolti oltre 500 controlli sulla conformità degli interventi di taglio boschivo e sulla tracciabilità del prodotto così ricercato di questi tempi. Ossia si verifica a chi era destinato e che il materiale provenga da cantieri regolarmente aperti. Morale: sono state fatte ben 319 sanzioni amministrative per un importo di oltre 353mila euro.

Un esempio? Multe per aver prelevato un numero di piante leggermente superiore a quello concesso oppure per il ritardato allontanamento dal cantiere con il legname cosicché la ripresa vegetativa viene danneggiata dall’ingresso dei mezzi meccanici.

La fotografia del fenomeno scattata dai carabinieri guidati dal tenente colonnello Alessio Brogi parla anche di 19 illeciti penali che hanno comportato la denuncia all’autorità giudiziaria di 25 soggetti. Si tratta di italiani e anche stranieri.

Finiti nei guai a seguito di controlli svolti sia d’iniziativa ma anche su segnalazione di associazioni ambientaliste e di cittadini.

I problemi e le irregolarità sono state registrate, in particolare, nella Montagnola senese, ma anche sul Montemaggio dove si sviluppa la Francigena. Così come nel Chianti sull’Amiata, aree a particolare vocazione boschiva.

Le denunce sono scattate non solo in presenza di taglio abusivo delle piante, ma soprattutto quando rispetto all’autorizzazione concessa al cantiere c’è stato uno sconfinamento in altre proprietà in modo importante. Di qui i reati che spaziano dal furto di legna agli illeciti ambientali. Quanto al personale, non è stato evidenziato il fenomeno del caporalato anche se qualche impiego di manodopera è risultato in nero, grazie alla sinergia con i colleghi del Nidil durante le verifiche.

Che proseguiranno nei prossimi mesi “non solo – annunciano i carabinieri – per accertare la corretta esecuzione dei tagli boschivi e la legalità del prodotto messo in commercio, ma anche per aspetti come la sicurezza sui luoghi di lavoro”.

Lupo (Canis lupus)

(foto H.A., S.F., S.D., archivio GrIG)

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  1. novembre 19, 2022 alle 12:46 PM

    da Il mCittadino online, 18 novembre 2022
    “Motoseghe all’assalto dei boschi della Montagnola Senese”. L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico denuncia ancora una volta le irregolarità: https://www.ilcittadinoonline.it/ambiente/motoseghe-allassalto-dei-boschi-della-montagnola-senese/

  2. sardo
    novembre 19, 2022 alle 7:04 PM

    Occorre vigilare e tanto sui tagli boschivi che si preannunciano all’assalto di diverse foreste pubbliche (inalienabili) della Sardegna con la scusa dell’abbattimento dei costi energetici e delle esigenze occupazionali delle popolazioni locali.

  3. Donatella Mercatelli
    novembre 19, 2022 alle 11:37 PM

    La Montagnola Senese, Sito di Interesse Comunitario (S.I.C.) è andata in mano ai vandali delle motoseghe e dei mezzi cingolati…. Chi le restituisce i suoi tesori inestimabili e segreti, mai violati prima ? Come si è potuto permettere che le motoseghe e i trattori e i caterpillar entrassero nelle Doline Carsiche e nei suoi Fossi protetti? Chi pagherà per tutto questo scempio? Non c’è prezzo per tutto questo!!! Grazie GrIG!

  4. Cesario Giotta
    novembre 20, 2022 alle 8:53 PM

    Una volta c’era il Corpo Forestale dello Stato (CFS) a dettare prescrizioni tecniche per il taglio a cui regolarmente seguivano controlli degli Agenti sull’applicazione delle condizioni stabilite. Da anni il Corpo Forestale è stato soppresso, assorbito nell’Arma dei Carabinieri. Che istituzionalmente e tradizionalmente fanno altro. Mi chiedo oggi quale Autorità è oggi presente nei cantieri e con quale autortà. I risultati sono quelli che grazie al Gruppo di Intervento Giuridico vengono alla luce. E’ ora che il Corpo Forestale venga ripristinato.

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