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Attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e aumento del prezzo del gas naturale, si richiede senso della Collettività (che non si vende al mercato).


Roma, Fiume Tevere

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è lo strumento di programmazione e finanziario che può permettere all’Italia di uscire positivamente dalla perdurante crisi economico-sociale aggravata dagli effetti della pandemia di coronavirus Covid-19, dagli esiti dei cambiamenti climatici e dalle conseguenze della guerra in Ucraina.

Due elementi sono sicuramente fondamentali per il futuro del Bel Paese: la positiva attuazione del PNRR e il contenimento dei prezzi oggi impazziti (un picco di 321,4 euro per megawattora il 25 agosto 2022) del gas naturale, transitoriamente necessario fin quando non si raggiungerà la transizione ecologica verso le fonti di energia realmente rinnovabili.

Due obiettivi altrettanto sicuramente resi più difficilmente raggiungibili con l’attuale crisi politica che ha determinato le elezioni anticipate.

La debolezza politica governativa conseguente si vede nella vita quotidiana.

Basti pensare che l’ENI s.p.a., holding in mano pubblica, sta guadagnando parecchio grazie all’aumento dei prezzi del gas (l’utile netto nel I semestre 2022 ammonta a “7,08 miliardi, in crescita di 5,9 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2021”) al pari delle altre società energetiche internazionali.    Eppure nessun indirizzo politico per il contenimento dei prezzi.

E le varie proposte delle coalizioni e delle singole forze politiche appaiono finora piuttosto scarne, ma felicemente confuse.   Eppure il futuro degli Italiani dipende dal Governo che scaturirà dalle prossime elezioni politiche.

Un po’ di informazione può essere utile.

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

Roma, Viale Mazzini, sede della Corte dei conti

qui la deliberazione Corte dei conti, Sez. centrale controllo Stato, 1 agosto 2022, n. 47/2022/G (Stato di attuazione del PNRR, I semestre 2022)

dal sito web istituzionale della Corte dei conti, 8 agosto 2022

PNRR, CORTE CONTI: LO STATO DEGLI INTERVENTI AL 1° SEMESTRE 2022.

Le amministrazioni centrali dello Stato hanno reagito positivamente al primo impatto con il PNRR, con il conseguimento pressoché totale degli obiettivi previsti dal Piano ma l’attenzione sulla sua esecuzione resta particolarmente elevata e il giudizio complessivo sul 2022 potrà delinearsi solo a fine anno. 

E’ quanto emerge dalla relazione approvata, con Delibera n. 47/2022/G, dalla Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato della Corte dei conti, in cui la magistratura contabile ha riportato gli esiti delle analisi svolte, attraverso un campionamento qualitativo e quantitativo, sullo stato di attuazione di 31 su 45 degli interventi ricompresi nel PNRR e sul conseguimento degli obiettivi previsti per il primo semestre 2022.

Il controllo eseguito dalla Corte si è svolto seguendo le specifiche cadenze temporali previste per la realizzazione degli interventi connessi al Piano, con precisa attenzione sui temi della tutela ambientale e della salute, delle politiche del lavoro e dello sviluppo sostenibile, della digitalizzazione, dell’internazionalizzazione, dell’istruzione, dell’inclusione e del sostegno sociale.

mare e coste (foto Benthos)

Malgrado il dato formale positivo, nei settori esaminati sono emerse sostanziali criticità, in un contesto, come quello attuale, che ha visto modificare il quadro economico finanziario rispetto alle previsioni iniziali, determinando l’emersione di elementi di incertezza destinati ad influenzare il rialzo dei costi di realizzazione di alcuni progetti.

In tale prospettiva, la Corte ha sottolineato il permanere di difficoltà notevoli nella capacità di spesa delle singole amministrazioni, a dimostrazione del fatto che una maggiore disponibilità ed un maggior impiego di risorse non corrispondono automaticamente a reali capacità di sviluppo. Un aspetto, quest’ultimo, da valutare in un lasso di tempo più ampio, che consenta di elaborare previsioni sull’impatto reale degli interventi del PNRR sul PIL.

Il rafforzamento delle strutture amministrative e l’adeguatezza delle risorse umane in corso di reclutamento – ha specificato la magistratura contabile – costituiscono elementi essenziali ai fini dell’attuazione degli interventi, così come adeguate attività di assistenza tecnica che garantiscano lo svolgimento delle azioni connesse alla realizzazione degli obiettivi. Le osservazioni della Corte, su questo punto specifico, si sono focalizzate sulla necessità di superare la questione della finanziabilità dell’assistenza tecnica, attualmente non finanziabile con i fondi del PNRR. Molto potrà essere fatto, a parere della Corte, con l’introduzione, nel giugno scorso, del nuovo portale ”Capacity Italy”.

Sul versante attuativo degli interventi sul territorio – ha rilevato la Corte – è richiesta, soprattutto in alcune aree del Paese, un’azione di razionalizzazione che assicuri uniformità e omogeneità di presidio e di offerta di servizi, oltre a consentire lo svolgimento di efficaci controlli sui flussi di risorse e sul raggiungimento degli obiettivi finali.

Alla conclusione del Piano, per governare il ritorno a una gestione ordinaria priva delle attuali, ma momentanee, disponibilità legate alle risorse europee, sarà fondamentale garantire la stabilizzazione dei flussi finanziari destinati alle amministrazioni, anche per evitare la messa in sofferenza delle imprese che hanno tarato organizzazione e strategie aziendali sull’attuale entità degli stimoli economici e finanziari.

Corte dei conti – Ufficio Stampa

Rete Nazionale dei Gasdotti

da Sky TG 24 – Economia, 24 agosto 2022

Tetto al prezzo del gas, si può davvero introdurre a livello italiano? Il caso iberico.

Le diverse ipotesi per ridurre il prezzo del gas naturale, su cui i partiti politici si stanno dividendo. Un tetto massimo è stato introdotto in Spagna e Portogallo, ma si tratta di un caso diverso dall’Italia. (Lorenzo Borga)

I partiti politici si sono divisi sulle soluzioni per ridurre il peso del prezzo del gas sulle bollette degli italiani. Al meeting di Rimini Enrico Letta e Giorgia Meloni hanno proposto meccanismi diversi per introdurre un tetto al prezzo del gas.

Letta ha affermato che il Pd propone che si proceda a livello nazionale, in mancanza di un accordo a Bruxelles: “noi dobbiamo intervenire perché ci siano per 12 mesi prezzi amministrati in Italia e tetto alle bollette elettriche, del gas e dell’energia perché questo è l’unico modo per fermare la crescita delle bollette, per fare questo si tratta di intervenire con un intervento di legge”. Giorgia Meloni si è invece detta più cauta e di preferire una soluzione europea: “io sono favorevolissima al price cap, a livello europeo. Attenzione a imporre il price cap a livello nazionale, perché le società che diciamo producono questo gas non è che sono società pubbliche, a meno che non le vogliamo nazionalizzare e se ne può parlare. Sono società quotate in borsa e quindi loro a 600 lo vendono, non lo vendono a 100”.

Cos’è la Borsa di Amsterdam.

Per comprendere le posizioni differenti bisogna prima spiegare di cosa si parli quando si discute di prezzo del gas. Le aziende energetiche firmano tra loro contratti di fornitura del metano, in cui vengono concordati i prezzi di vendita. Per i trader che però volessero acquistare il gas al di fuori di questi contratti esiste un mercato cosiddetto “spot”, il cui più importante esempio è la borsa di Amsterdam dove si forma il Ttf (Title Transfer Facility), l’indice di riferimento del gas europeo. Un mercato che è da molti definito “speculativo”, ma che incide anche sulle nostre bollette. Secondo Arera infatti circa il 70 per cento dei contratti di fornitura italiani prevedono un aggiornamento al Ttf, che dunque incide sui prezzi di vendita. Anche lo stesso prezzo della materia prima nel mercato tutelato è stato fino a ora legato direttamente ai valori scambiati nella borsa di Amsterdam.

Perché il prezzo del gas incide sul costo di tutta l’elettricità.

Il prezzo del gas contrattato ad Amsterdam va poi a determinare molto spesso il costo dell’elettricità. Questo accade per il cosiddetto meccanismo di prezzo marginale, che caratterizza tutti i mercati delle commodity. In sostanza a determinare il prezzo dell’elettricità è la fonte energetica che contribuisce a soddisfare la domanda che le altre fonti non riescono a coprire, vale a dire la più costosa. Facciamo il caso che le energie rinnovabili riescano nel corso di 24 ore a garantire il 60 per cento dell’elettricità richiesta: per coprire il restante 40 sarà necessario bruciare gas naturale nelle centrali termoelettriche. E a determinare il prezzo unico di vendita dell’elettricità sarà proprio il gas: se infatti fosse venduta a un prezzo minore, i produttori di gas smetterebbero di bruciarlo perché non sarebbe più conveniente, mentre le altre aziende – nel campo delle rinnovabili – sarebbero a conoscenza di poter alzare le loro pretese fino al prezzo richiesto dai produttori di metano. Ed ecco dunque che chi compra l’elettricità non potrà offrire meno del prezzo richiesto da chi brucia gas, anche se – come accade oggi – questo è molto più salato del resto del mix energetico.

Il tetto UE.

Le alternative per introdurre un tetto al prezzo del gas sono diverse. La prima è quella su cui spinge da tempo il governo Draghi, che però proprio al Meeting di Rimini si è detto pessimista sul punto: imporre un prezzo massimo che le aziende energetiche che importano il gas in Europa sarebbero disposte a pagare. Il problema, secondo i critici, è che questo potrebbe causare una riduzione delle forniture di gas all’Europa, visto che i paesi esportatori vedrebbero calare il prezzo a cui vendono il metano. Questo si potrebbe ottenere attraverso lunghe rinegoziazioni, oppure con una violazione unilaterale da parte europea che però avrebbe probabilmente gravi ripercussioni.

Il caso iberico.

Per un’alternativa bisogna guardare al caso iberico. Spagna e Portogallo hanno infatti introdotto da maggio un meccanismo nazionale di compensazione che assomiglia a un tetto al prezzo del gas.

La soglia è stata provvisoriamente fissata a 40 euro a megawattora: se le aziende energetiche spagnole e portoghesi acquistano il gas a prezzi più elevati – in queste ore nella borsa di Amsterdam viene scambiato a quasi 300 euro a megawattora – vengono compensate quotidianamente dallo Stato. Un meccanismo che vale per il gas che viene bruciato per generare elettricità. In questo modo scende anche il prezzo dell’elettricità, che in Spagna costa meno di un terzo rispetto a quanto viene venduta in Francia, Italia e Germania, visto che – per il meccanismo del prezzo marginale – il valore del gas determina anche quello dell’energia elettrica.

Non si tratta però di un’operazione a costo zero. Spagna e Portogallo pagheranno 8,4 miliardi di euro alle aziende energetiche per coprire la differenza tra il tetto e il prezzo di mercato. E hanno dovuto chiedere l’autorizzazione alla Commissione europea per mettere in piedi il meccanismo di compensazione, dal momento che il mercato elettrico è uniforme in tutta l’Ue.

Autorizzazione che è arrivata solo perché la penisola iberica è considerata una sorta di “isola energetica” indipendente dal resto del continente. Le interconnessioni con la Francia sono infatti minime, in termini di gasdotti e di tralicci. Se così non fosse il sussidio spagnolo e portoghese influenzerebbe tutto il mercato elettrico europeo, fornendo tra l’altro elettricità a basso costo ai francesi grazie ai soldi dei contribuenti iberici.

D’altronde Spagna e Portogallo hanno trovato conveniente un meccanismo di questo tipo perché utilizzano poco gas per generare elettricità. Certamente meno dell’Italia: se dunque il prossimo governo introducesse un tetto nazionale di questo tipo al bilancio pubblico costerebbe di più, tra i 30 e i 40 miliardi di euro. Soldi che dovrebbero essere pagati dagli stessi contribuenti che godrebbero poi degli sconti in bolletta.

Il taglio dei consumi.

Una via per ridurre nel tempo i prezzi del gas che secondo la maggior parte degli esperti potrebbe risultare più efficace e meno problematica sarebbe invece ridurre i consumi. In questo modo la domanda energetica europea rallenterebbe, riducendo lo squilibrio con l’offerta.

campo di grano

(foto Benthos, S.D., archivio GrIG)

  1. capitonegatto
    agosto 26, 2022 alle 11:50 am

    Fissare un tetto a gas, benina,gasolio, elettricita’, prendendo i soldi plusvalenza dai distributori e’ solo demagogia. Chi compra a 10 e poi lo rivende a 100, fa il suo mestiere in una societa’ di libero mercato. Ora tutti si sono infilati in un coldesac ed e’ difficile uscirne , grazie a chi ..certamente ha invaso , ma obiettivamente anche a chi lo ha istigato e pianificato. Se ne esce solo se i contendenti rinunceranno a qualcosa, e che la tifoseria di parte smetta di applaudire questo o quello.

  2. agosto 26, 2022 alle 10:25 PM

    A.N.S.A., 26 agosto 2022
    Il gas vola, verso vertice Ue. Il governo lavora a misure.
    Torna a correre il prezzo del gas che tocca il nuovo massimo storico: https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2022/08/26/emergenza-gas-e-bollette.-salvini-fare-in-fretta-lega-pronta-a-votare-le-misure_8070d0eb-a320-470f-8fe8-d70b9bccac75.html

    ———————————–

    La Russia sta bruciando gas per 10 milioni di euro al giorno.
    Bbc, in un impianto vicino alla Finalndia. Medvedev: ‘La rinuncia Kiev a Nato non più sufficiente per pace’: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2022/08/26/gas-media-russia-brucia-gnl-in-impianto-vicino-finlandia_e73f658a-8f35-4fcc-9343-08381062abb7.html

  3. agosto 28, 2022 alle 6:31 PM

    da Sardinia Post, 27 agosto 2022
    Gas russo troppo caro, sacrificio degli italiani inevitabile: ecco le ipotesi: https://www.sardiniapost.it/economia/gas-russo-troppo-caro-sacrificio-degli-italini-inevitabile-ecco-le-ipotesi/

  4. agosto 29, 2022 alle 9:48 PM

    A.N.S.A., 29 agosto 2022
    Gas: apertura Ue su price cap. Von der Leyen: ‘Servono misure di emergenza e riforma strutturale’.
    La presidente della Commissione Europea: “Prepararsi al possibile stop del gas russo”: https://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2022/08/29/von-der-leyen-prepararsi-a-possibile-stop-del-gas-russo_626286f7-79d1-49bc-8790-79ddd464cbc5.html

  5. agosto 30, 2022 alle 6:15 PM

    A.N.S.A., 30 agosto 2022
    Gazprom conferma lo stop di Nord Stream da domani a sabato.
    Ue, entro qualche settimana le misure di emergenza per l’energia: https://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2022/08/29/apertura-ue-sul-price-cap-oggi-il-vertice.-il-prezzo-del-gas-in-calo_37668e93-6990-4d4a-94cb-cd0455b63e90.html

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    Gazprom conferma lo stop di Nord Stream da domani a sabato.
    Ue, entro qualche settimana le misure di emergenza per l’energia: https://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2022/08/29/apertura-ue-sul-price-cap-oggi-il-vertice.-il-prezzo-del-gas-in-calo_37668e93-6990-4d4a-94cb-cd0455b63e90.html

  6. agosto 30, 2022 alle 6:20 PM

    ma quanto gas naturale c’è realmente in Italia?
    Conviene o meno estrarlo? E quanto tempo sarebbe necessario?

    https://fb.watch/fdYsOkB1sy/

    —————————————————–

    https://fb.watch/fdYyGmPpH8/

  7. agosto 30, 2022 alle 6:36 PM

    ma come, non avevano tolto la fiducia al Governo Draghi? Ora lo implorano?

    A.N.S.A., 30 agosto 2022
    Energia, appello dei partiti a Draghi: ‘Agire subito sulle bollette’.
    Letta: ‘Intervento improcrastinabile’. Salvini: ‘Apriamo il Parlamento e fissiamo un testo ai costi’.: https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2022/08/30/energia-appello-dei-partiti-a-draghi-agire-subito-sulle-bollette_eda6dcf7-bb80-4e76-8d49-7280e7d8dcde.html

  8. settembre 2, 2022 alle 2:46 PM

    A.N.S.A., 2 settembre 2022
    Il prezzo del gas crolla a 206 euro ad Amsterdam, attesa la riapertura del Nord Stream.
    Il contratto Ttf ad Amsterdam, che fa da riferiemento per il metano in Europa, segna un calo del 15%: https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2022/09/02/il-prezzo-del-gas-crolla-a-206-euro-ad-amsterdam-attesa-la-riapertura-del-nord-stream_b582528c-014c-44d4-ab80-aaae5aaa4c14.html

  9. settembre 7, 2022 alle 2:52 PM

    Il Presidente russo Putin minaccia e ripartono le centrali a carbone.

    A.N.S.A., 7 settembre 2022
    Putin, stop gas e petrolio se impongono il price cap.
    ‘Le sanzioni occidentali sono una minaccia per il mondo intero’: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2022/09/07/putin-stop-gas-e-petrolio-se-impongono-il-price-cap_4939a2c1-f4f9-4dc5-9dbb-574eb5d324b4.html

    ———————–

    Von der Leyen, l’Ue proporrà il price cap al gas russo.
    ‘Tagliamo risorse a Putin per la sua atroce guerra’: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2022/09/07/von-der-leyen-lue-proporra-il-price-cap-al-gas-russo_c8e5a37a-3801-4c82-840c-75803c2c2485.html

    ________________________________________

    da Il Fatto Quotidiano, 6 settembre 2022
    Caro energia, Cingolani riaccende sette centrali a carbone: la produzione dalle fonti più inquinanti salirà del 125% rispetto al 2021.
    Secondo il Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (Pniec) avrebbero dovuto essere dismesse o convertite entro la fine del 2025. Ora ripartono a tutta potenza per contribuire al risparmio di gas. Il solo impianto di Torrevaldaliga produce in un anno oltre 8 milioni di tonnellate di CO2: significa il 78% dell’anidride carbonica emessa con la produzione energetica di tutto il Lazio. (Luisiana Gaita): https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/09/06/caro-energia-cingolani-riaccende-sette-centrali-a-carbone-la-produzione-dalle-fonti-piu-inquinanti-salira-del-125-rispetto-al-2021/6793973/

    —————–

    Caro gas, il piano di risparmi del governo: dai termosifoni al “consiglio” di docce più brevi. Centrali a carbone e olio a pieno regime – IL DOCUMENTO: https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/09/06/caro-gas-il-piano-di-risparmi-del-governo-dai-termosifoni-al-consiglio-di-docce-piu-brevi-centrali-a-carbone-a-pieno-regime/6793308/

  10. settembre 12, 2022 alle 2:56 PM

    A.N.S.A., 12 settembre 2022
    Il gas scivola ad Amsterdam a 191 euro (-7,4%).
    Ue al lavoro su price cap, Russia in difficoltà in Ucraina: https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2022/09/12/il-gas-scivola-ad-amsterdam-a-191-euro-74_915fa02a-b5ea-4079-b890-b09582fa2eec.html

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