Per una maggiore tutela della Tuscia, no alla speculazione energetica!


Tuscia, cavalli al pascolo e ruderi medievali

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) sostiene la proposta della Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale di ampliare l’area sottoposta a vincolo paesaggistico nella Tuscia con specifico provvedimento di individuazione (artt. 136 e ss. del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).

Tale provvedimento – che sta incontrando la non sorprendente opposizione della Regione Lazio – riveste importanza fondamentale per cercare di governare con efficace salvaguardia dei valori ambientali/paesaggistici del territorio l’immane marèa di progetti di pura speculazione energetica che incombono e in parte sono già stati realizzati.

centrale fotovoltaica

Per esempio, perché non dire che la speculazione energetica, purtroppo da anni, ha aggredito la Tuscia: secondo dati non aggiornati, siamo di fronte a ben 51 progetti di campi fotovoltaici presentati, in parte approvati e solo in minima parte respinti in pochi anni, complessivamente oltre 2.100 ettari di terreni agricoli e boschi. Analogamente sono ormai numerosi i progetti di centrali eoliche presentati o già in esecuzione.

Terreni talvolta affittati, altre volte espropriati per due soldi, talvolta nei demani civici.

Tarquinia, Cavalli alati (V-IV sec. a. C.)

Centinaia e centinaia di ettari di terreni agricoli e boscati stravolti dalla speculazione energetica, senza che vi sia alcuna assicurazione sulla chiusura di almeno una centrale elettrica alimentata da fonti fossili.

La realizzazione di questi progetti energetici snaturerebbe radicalmente alcuni dei più pregiati paesaggi agrari della Tuscia con pesanti impatti sull’ambiente e sui contesti economico-sociali locali. Stupisce, infatti, l’assenza di alcuna seria e adeguata analisi preventiva sugli impatti negativi anche sul piano economico-sociale di decine di migliaia di ettari di paesaggio storico della Tuscia sulle attività turistiche.

La Provincia di Viterbo detiene il non invidiabile primato per il consumo del suolo per abitante (rapporto ISPRA sul consumo del suolo 2019), 1,91 metri quadri per residente rispetto alla media regionale di 0,47 e nazionale di 0,80.

Tuscia, acquedotto romano

Consumo del suolo che va in direzione opposta agli obiettivi tanto decantati della transizione ecologica.

Evidentemente poco importa il consumo del suolo, in fondo sono solo pascoli, terreni agricoli, roba così.

Il GrIG, insieme ad altre realtà ambientaliste e culturali, come AssoTuscania, si oppone da anni alla speculazione energetica nella Tuscia (e non solo) con azioni legali e di sensibilizzazione.

Gli impianti produttivi di energia da fonte rinnovabile andrebbero ubicati in aree già degradate, in zone industriali, nonché con l’utilizzo dei tetti e coperture di edifici già esistenti.

Stop alla speculazione energetica, stop alla sottrazione delle terre collettive!

Gruppo d’Intervento Giuridico

Sovana, Tomba etrusca della Sirena (III-II sec. a. C.)

da Il Corriere della Sera, 19 maggio 2022

La Soprintendenza chiede il vincolo contro il fotovoltaico. No della Regione, ma è scontro.

Alcune società energetiche dell’Alleanza per il fotovoltaico sono pronte a investire fino a due miliardi di euro per un impianto fra Tarquinia e Bolsena. Si prevedono ricorsi al Tar. Intoppi burocratici nonostante la crisi energetica. (Mirko Giustini)

Ha del paradossale quanto sta accadendo in provincia di Viterbo. Parte delle 25 società energetiche facenti capo all’associazione Alleanza per il fotovoltaico è pronta a investire fino a due miliardi di euro per la realizzazione di impianti attorno al bacino idrografico del torrente Arrone. Una volta entrato in funzione si stima che il sistema arriverebbe a generare due gigawatt di corrente ecologica, che si andrebbero a sommare agli altri 60 raggiunti lo scorso anno dall’intero territorio nazionale. Il progetto però non potrà venire alla luce prima di 6 mesi.

Lago di Bolsena, sullo sfondo la centrale eolica di Piansano

La Soprintendenza per i Beni culturali e paesaggistici infatti si è opposta all’iniziativa, chiedendo alla Regione di estendere il vincolo ambientale già presente nello spazio compreso tra i Comuni di Arlena di Castro, Canino, Cellere, Piansano, Tessennano e Tuscania. Dichiarata di notevole interesse pubblico nel lontano 1985, l’area comprende già la Selva del Lamone, Valle del Fiora, la fascia costiera di Montalto di Castro e Tarquinia, nonché la conca del lago di Bolsena. Un ulteriore allargamento impedirebbe di fatto la costruzione dei nuovi pannelli solari.

La questione è finita sui tavoli della Regione, che lunedì scorso si è espressa negativamente in merito alla richiesta della Soprintendenza. In particolare nella risposta si legge che, secondo i loro esperti, «non si ravvisa la necessità di apporre nuovi ulteriori vincoli, esprimendo pertanto un parere non favorevole alla proposta». Nello specifico «si rileva un’eccessiva estensione del vincolo, oltre 20.000 ettari» e la zona «risulta essere già sufficientemente tutelata paesaggisticamente».Tuttavia quello rilasciato dalla Pisana è solo un pronunciamento che non risolve il contenzioso. A mettere la parola fine alla vicenda invece dovrà essere il ministero dei Beni culturali. Nel frattempo, però, i vincoli di salvaguardia hanno fatto scattare in automatico il blocco delle autorizzazioni per altri 180 giorni. E non si possono escludere ulteriori ricorsi al Tar o al Consiglio di Stato.

Un episodio senza dubbio significativo di quanto sia difficile iniziare e concludere quella transizione ecologica invocata su più fronti e a diversi livelli. Giusto ieri, ad esempio, è stato presentato a Bruxelles il RepowerEu, il piano europeo per ridurre la dipendenza europea dal gas russo. La strategia dell’Unione europea prevede di aumentare la capacità di produrre energia solare non solo obbligando l’installazione del fotovoltaico, ma soprattutto riducendo a un massimo di tre mesi le tempistiche per l’erogazione dei permessi necessari. Una strada che Roma non potrà non percorrere dato che, secondo l’ultimo report del Politecnico di Milano, il passaggio a fonti sostenibili nel nostro Paese continua a essere ostaggio della burocrazia. Ecco perché il caso viterbese è particolarmente emblematico: in un momento storico in cui c’è fame di un’autentica svolta green, senza una seria semplificazione delle procedure non si rischia di perdere solo risorse economiche, ma anche credibilità.

Tuscania, rosone del Duomo romanico

(foto da mailing list ambientalista, per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

  1. Maggio 27, 2022 alle 6:43 PM

    da Tuscia Up, 26 maggio 2022
    Gruppo d’Intervento Giuridico: “Per una maggiore tutela della Tuscia, no alla speculazione energetica!”: https://www.tusciaup.com/gruppo-dintervento-giuridico-per-una-maggiore-tutela-della-tuscia-no-alla-speculazione-energetica/226830

    ________________

    da Tuscia Web, 26 maggio 2022
    Ambiente – Interviene Stefano Deliperi del Gruppo d’intervento giuridico.
    “Ampliare il vincolo paesaggistico nella Tuscia, sosteniamo la proposta della Soprintendenza”: http://www.tusciaweb.eu/2022/05/ampliare-vincolo-paesaggistico-nella-tuscia-sosteniamo-la-proposta-della-soprintendenza/

    ________________

    da Le Muse News, 27 maggio 2022
    Grig: “Per una maggiore tutela della Tuscia, no alla speculazione energetica!”: https://www.lemusenews.it/grig-per-una-maggiore-tutela-della-tuscia-no-alla-speculazione-energetica/

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    da Viterbo News 24, 27 maggio 2022
    ”Vincolo paesaggistico, sosteniamo la proposta della Soprintendenza”.
    L’associazione ecologista Grig: ”Nella Tuscia oltre 2100 ettari di terreni agricoli convertiti a impianti fotovoltaici”: https://www.viterbonews24.it/news/vincolo-paesaggistico,-sosteniamo-la-proposta-della-sopritendenza_123380.htm

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