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Alghero, Calabona: il T.A.R. tiene accese le ruspe.


Alghero, Bastioni e centro storico

anche su Il Manifesto Sardo (“Alghero, Calabona: il T.A.R. tiene accese le ruspe“), n. 254, 1 febbraio 2018

 

Continuano polemiche e indignazione su quanto sta accadendo in questi mesi sulle coste algheresi di Calabona.

Si tratta di un caso davvero emblematico di come gli interessi economici non “governati” energicamente possano portare al degrado dei valori ambientali di una città.

Alghero e il suo territorio sono uno straordinario concentrato di valori naturalistici, ambientali, storico-culturali di primaria grandezza nel Mediterraneo.

Alghero, Capo Caccia

Al tempo stesso, su di essi si concentrano da sempre interessi economici e appetiti speculativi di altrettanta dimensione.       Conseguentemente non mancano gli scempi ambientali e finanziari, che talvolta portano a veri e propri disastri.

E uno scempio ambientale, per ben concreti interessi economici e appetiti speculativi è quello che rischia di accadere a Calabona.

La MP Finance s.r.l. di Alghero è una società immobiliare attiva dal 2012, ha già realizzato tre complessi edilizi e ora punta alla realizzazione di due complessi di appartamenti sul mare altri 21 metri, a circa 40 metri dalla battigia, a Calabona.

L’area rientra in zona urbanistica “B 3” del piano regolatore generale (P.R.G.) e un edificio è già stato realizzato, nel silenzio generale, in forza di provvedimento unico SUAP n. 712 del 23 gennaio 2017.

Il secondo edificio, invece, ha causato vivacissime polemiche in sede locale, tanto da portare a un’annunciata sospensione dell’efficacia del provvedimento unico SUAP n. 985 del 15 novembre 2017, che autorizzava il secondo complesso di appartamenti.

In realtà, però, il titolo abilitativo per il secondo edificio non poteva esser rilasciato, perché in assenza di autorizzazione paesaggistica, come ricordato dalla nota Servizio regionale Tutela del Paesaggio e Vigilanza edilizia di Sassari n. 45904 del 27 novembre 2017.

Il Servizio regionale Tutela del Paesaggio e Vigilanza Edilizia di Sassari ha, quindi, chiesto al Comune di Alghero l’adozione di un provvedimento di annullamento in via di autotutela del provvedimento di conclusione della conferenza di servizi che ha autorizzato la realizzazione del palazzone sul mare (nota prot. n. 50099 del 22 dicembre 2017).

In qualche modo il Comune di Alghero ha tentato di metterci una pezza, sospendendo l’efficacia del provvedimento (nota SUAPE n. 86869 del 28 dicembre 2017) e convocando una nuova conferenza di servizi per riesaminare il progetto per il prossimo 20 febbraio 2018 (nota SUAPE prot. n. 86659 del 28 dicembre 2017), ma – com’era prevedibile – la Società immobiliare si è rivolta ai Giudici amministrativi.

Alghero, Calabona, veduta dell’area interessata

Il T.A.R. Sardegna, con decreto presidenziale, Sez. II, 15 gennaio 2018, n. 16/2018, ha però sospeso l’efficacia del provvedimento del Comune di Alghero che aveva provvisoriamente fermato il cantiere edilizio sul mare, perché “l’interesse pubblico, sotteso alla richiesta di cui alla nota 27.11.2017 del Servizio Tutela del paesaggio della Regione Sardegna, è del tutto vago non essendo indicati nell’atto dell’Ufficio tutela quali siano gli specifici interessi paesaggistici che verrebbero lesi dall’attività edilizia assentita”.

In realtà, l’interesse pubblico è dato dalla legge, tant’è che l’assenza di autorizzazione paesaggistica (art. 146 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) in presenza di lavori in area tutelata con vincolo ambientale costituisce un reato (art. 181 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).

Quindi, a giudizio del T.A.R., è stata “ritenuta la sussistenza dell’estrema gravità del danno che deriva alla parte ricorrente dal mantenimento dell’efficacia del provvedimento impugnato … fino alla decisione del Collegio” e non è stato necessario attendere nemmeno la prevista camera di consiglio del successivo 31 gennaio (poi rinviata ad altra data).

Alghero, Isola Piana

Le ruspe possono continuare i “lavori di demolizione del fabbricato e realizzazione delle opere propedeutiche all’inizio dei lavori di costruzione del primo piano fuori terra”, così da mettere tutti davanti al fatto compiuto.

Ma per Calabona il futuro di cemento non sembra finire qui.

Infatti, anche la Calabona s.r.l., titolare dell’omonimo albergo, ha chiesto lo scorso 9 agosto 2017 il titolo abilitativo per la realizzazione di un “fabbricato residenziale”, sempre a Calabona, in zona urbanistica “B 3”.

Si è svolta la relativa conferenza di servizi tra il 21 e il 31 ottobre 2017, ma non se ne conosce l’esito.

Lì, in zona urbanistica “B 3”, a pochi passi dal mare, possono esser realizzati palazzoni alti fino a 21 metri.  Lo afferma il vecchio P.R.G. algherese, finora mai adeguato al piano paesaggistico regionale (P.P.R.) a più di undici anni dalla sua entrata in vigore (2006).

E qui si apre un’altra finestra: il fatto che molti Comuni non si siano ancora dotati di P.U.C. adeguato al P.P.R. per mille ragioni, inclusa spesso quella di non “disturbare” forti interessi immobiliari, non può essere un esimente per prorogare di fatto e illegittimamente la possibilità di distribuire qui e là cemento sulle coste, tanto più che, giustamente, l’art. 18, comma 1°, lettera b, della legge regionale n. 8/2015 prevede che la Regione si sostituisca ai Comuni inadempienti nell’adozione dei P.U.C., previa diffida a provvedere inevasa.

Quanti Comuni inadempienti sono stati diffidati dalla Regione?   E quanti sono stati sostituiti nell’adozione del P.U.C.?

E’ ora di finirla con lo sdoganare questo o quel cantiere edilizio, spesso pura speculazione edilizia in danno del territorio, con procedimenti che di legalità hanno una mera parvenza.

Sarà ora di voltare pagina, una volta per tutte?

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Alghero, catapulta sui Bastioni

(foto aerea dell’area, S.D., archivio GrIG )

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  1. raffaele
    febbraio 2, 2018 alle 3:57 pm

    Mi risulta che in base al DM 1444/68 nei comuni al di sotto dei 50000 abitanti nelle zone B non si può superare il parametro di 5 mc/mq in più sempre in base al suddetto decreto gli edifici debbano mantenere una distanza di 7 + 5 metri dal piano stradale qualora la strada abbia una larghezza inferiore ai 7 metri. Mi chiedo: a proposito della costruzione in regione Calabona in Alghero sono stati rispettati tali parametri ?

  2. Porico
    febbraio 2, 2018 alle 6:13 pm

    5 mc/mq può facilmente tradursi i una volumetria pari ad un piano e mezzo per un’altezza max di mt.4,5 . Se il vecchio PRG Algherese ne concede 21m è inadeguato al DM 1444/68 .Tutti i titoli edilizi rilasciati nel settore B3 dopo il 1968 ,se fuori dai parametri del DM succitato , sono evidentemente illegittimi . A parte il fatto delle autorizzazioni paesaggistiche.

  3. febbraio 2, 2018 alle 7:19 pm

    da La Nuova Sardegna, 1 febbraio 2018
    Costruzioni a 40 metri dal mare a Calabona, il Tar dà ragione all’impresa.
    Annullata la sospensiva del Comune di Alghero. Insorgono gli ambientalisti: http://www.lanuovasardegna.it/alghero/cronaca/2018/02/01/news/costruzioni-a-40-metri-dal-mare-a-calabona-il-tar-da-ragione-all-impresa-1.16423044?ref=hfnsalea-1

    ____________________

    da Alghero Live, 1 febbraio 2018
    Calabona, GrIG “il T.A.R. tiene accese le ruspe”: http://algherolive.it/2018/02/01/calabona-grig-il-t-a-r-tiene-accese-le-ruspe/

    ____________________

    da Alguer.it, 1 febbraio 2018
    Il 20 febbraio nuova conferenza di servizi. Continuano le polemiche su quanto sta accadendo in questi mesi nella zona, lungo le coste sud di Alghero. Secondo il Gruppo d’intervento giuridico onlus, da sempre attendo a quando accade nell´ambiente della Sardegna, «si tratta di un caso davvero emblematico di come gli interessi economici non “governati” energicamente possano portare al degrado dei valori ambientali di una città»
    Calabona, 5 piani a picco sul mare.
    Grig: Il Tar tiene accese le ruspe: http://notizie.alguer.it/n?id=130321

    ____________________

    da Sardinia Post, 1 febbraio 2018
    Palazzi sul mare a Calabona, il Tar ‘scongela’ la concessione edilizia: http://www.sardiniapost.it/ambiente/alghero-palazzi-sul-mare-calabona-tar-restituisce-la-concessione-edilizia-alla-m-p-finance/

    __________________

    da Terre di Frontiera, 1 febbraio 2018
    Il Tar Sardegna tiene accese le ruspe a Calabona di Alghero: http://www.terredifrontiera.info/ruspe-calabona-di-alghero/

    _______________________

    da Buongiorno Alghero, 1 febbraio 2018
    Il TAR sospende il fermo lavori del Comune per il cantiere di Calabona ad Alghero – Il Gruppo di Intervento Giuridico non molla la presa: https://www.buongiornoalghero.it/contenuto/0/11/98234/il-tar-sospende-il-fermo-lavori-del-comune-per-il-cantiere-di-calabona-ad-alghero-il-gruppo-di-intervento-giuridico-non-molla-la-presa

  4. Raffaele
    febbraio 22, 2018 alle 2:15 pm

    Mi risulta che il 20/2 c’è stata la tanto attesa “Conferenza dei servizi” dove si sarebbe dovuta analizzare la situazione dell’ecomostro nella zona calabona.
    Qualcuno sa cosa sia stato deciso?

    • febbraio 22, 2018 alle 9:04 pm

      la conferenza di servizi è stata rinviata al 26 febbraio 2018. In più, per l’edificio già realizzato, è stata chiesta la sopraelevazione al quarto piano: la relativa conferenza di servizi è stata convocata per il prossimo 14 aprile 2018.

      • Porico
        febbraio 23, 2018 alle 10:22 am

        E tutto questo, coram populo” , in barba alle leggi in vigore.

  5. Raffaele
    febbraio 23, 2018 alle 11:01 am

    Se non sbaglio l’anno scorso al ristorante Quintilio, in piene estate, sono stati messi i sigilli in quanto aveva sforato con il cemento di alcuni centimetri forse perché deturpava il paesaggio e sicuramente, credo, non aveva chiesto la regolare autorizzazione. Pochi metri a fianco vedo che non deturperanno il paesaggio tonnellate di cemento e sicuramente vi è stata una regolare autorizzazione. La stessa politica regionale non consente che a due chilometri dal mare ( non a pochi metri quindi) un proprietario di un terreno non possa edificare un locale dove potersi magari riposare, lavarsi, rifocillarsi ecc. qualora avesse deciso di lavorarci in quel terreno. Senza dubbio dal punto di vista normativo questo mio discorso avrà molte incongruenze ma credo che dal punto di vista logico difficilmente nessuno potrà darmene una giustificazione.

  6. Porico
    febbraio 23, 2018 alle 7:54 pm

    Caro Raffaele , siamo il paese con più leggi in assoluto ma senza legalità. “Corruptissima re pubblica plurimae leges ” Tacito .

  1. febbraio 2, 2018 alle 6:42 pm

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