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Il cemento in salsa catalana ad Alghero non passerà mai.


Maria Pia – The sea dunes, hotels & resorts, 840.000 metri cubi di cemento a ridosso della spiaggia di Maria Pia, ad Alghero (SS).  Alberghi, piscine, resort, centri benessere, centri sportivi e commerciali e quant’altro la libidine del metro cubo può far immaginare.

Una cordata di imprenditori immobiliari algheresi e società d’investimento nazionali per un affare da centinaia di milioni di euro.

Un progetto in contrasto con il piano paesaggistico regionale – P.P.R. e con il semplice buon senso.

Se il progetto – presentato alla fiera specializzata Eire 2012 di Milano – iniziasse a materializzarsi, le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra svolgeranno la più dura opposizione in tutte le sedi opportune.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

 

rustico edilizio

 

 

 

da La Nuova Sardegna on line, 22 giugno 2012

Masterplan di Maria Pia, misteri & cemento. Battaglia a distanza tra Tedde (Pdl) e Bruno-Lai (Pd) . Mancata pubblicizzazione locale: è giallo:  http://lanuovasardegna.gelocal.it/alghero/cronaca/2012/06/22/news/masterplan-di-maria-pia-misteri-amp-cemento-1.5301175

 

 

da La Nuova Sardegna on line, 21 giugno 2012

Alghero, sul masterplan per Maria Pia lo scontro si fa duro. L’ex sindaco Tedde parla di tempesta in un bicchier d’acqua. Il centrosinistra difende il lavoro ma è contro i megapianihttp://lanuovasardegna.gelocal.it/alghero/cronaca/2012/06/21/news/ora-sul-masterplan-per-maria-pia-lo-scontro-si-fa-duro-1.5296439

 

 

da La Nuova Sardegna on line, 20 giugno 2012

Valanghe di cemento sulle coste algheresi? È polemica. Irrompono nella campagna elettorale 840mila metri cubi.La spiaggia di Maria Pia rischia una parziale privatizzazione. Il ruolo dei costruttori, parlano i candidati – FOTOhttp://lanuovasardegna.gelocal.it/alghero/cronaca/2012/06/20/news/valanghe-di-cemento-sulle-coste-algheresi-e-polemica-1.5291110

 

 

 

Alghero, dune e spiaggia di Maria Pia

Il litorale.  Così la spiaggia può rischiare una parziale privatizzazione.  (20 giugno 2012)

ALGHERO.   Il titolo del progetto presentato a Milano e riproposto nelle brouchure che viaggiano su internet è avvincente: Maria Pia – The sea dunes, hotels & resorts. Tradotto, suona più o meno come: Alberghi e residenze tra mare e dune. La società chiamata allo sviluppo del progetto è l’Airam scarl, sedi tra Milano e Alghero. I suoi partner – come risultava dal materiale esposto nello stand numero R30 della manifestazione, promossa dal 5 al 7 giugno scorsi, e come appare ancora oggi sulle presentazioni ufficiali consultabili via web – sono la 2CCostruzione srl, che nella città catalana fa capo a Isio Camboni, e la So.Fin.Gi, la srl che ha come suo principale riferimento l’imprenditore Riccardo Giorico. I due costruttori, per il momento, non hanno rilasciato dichiarazioni. Forse lo faranno oggi. Il terzo partner è la società di promozione Epf. Cioè Europrogetti & Finanza. Altra srl con sedi a Milano e a Roma. La quale ha invece espresso una posizione ufficiale, tramite il suo presidente. Fra gli architetti impegnati nello studio, figurano Alfonso Femia e Gianluca Peluffo (Genova/Milano/Parigi), Art.e.va (Milano), AW2 Reda Amalou (Parigi), Jean Baptiste Pietri (Parigi), Land Sardegna Andreas Kipar (Milano). Fra gli ingegneri, Al Engineering / Al Studio Torino e Mic Milano. Come architetti locali sono citati nella boruchure, l’algherese Nunzio Camerada e il sassarese Antonio Delogu. Ma ecco, nel dettaglio, che cosa prevede il masterplan, almeno nell’illustrazione fatta ai possibili investitori stranieri. Si parte da due resort di categoria 5 stelle luxury e altrettanti hotel 5 stelle ciascuno, con 220 camere e suites, parco privato di 240.000 mq con circa 20.000 mq di piscine (sì, avete letto bene il numero dei metri quadrati: si parla di quasi una nuova città sull’acqua). Non è finita qui, però. Nel piano si prende quindi in considerazione una Spa di duemila mq collegata con il moderno centro congressi del Comune. E, ancora, un centro sportivo per calcio, calcetto, tennis e pallacanestro (su ulteriori 18.000 mq), oltre che parcheggi di uso pubblico e riservati agli alberghi e alla Spa, per un totale di 1.400 posti auto. «La spiaggia è lunga quasi2 km e una parte sarà riservata agli ospiti del complesso», si legge testualmente nella presentazione. Il che, com’è ovvio, fa prefigurare il rischio di una sua parziale privatizzazione. L’inizio dei lavori è ipotizzato per il 2013. L’investimento valutato in circa 200 milioni e, secondo i programmi, si svilupperà nell’arco di cinque anni.

 

 

dune

Un investimento da duecento milioni di euro. (21 giugno 2012)

I partner della società chiamata allo sviluppo (Airm scarl) sono la 2C Costruzione srl, che fa capo a Isio Camboni, e la So.Fin.Gi, srl che ha come suo principale riferimento l’imprenditore Riccardo Giorico. Il terzo socio è la Epf, Europrogetti & Finanza, altra srl con sedi a Milano e a Roma. Come architetti locali sono citati nella brouchure di presentazione ufficiale dell’opera l’algherese Nunzio Camerada e il sassarese Antonio Delogu. Nel progetto sono previsti due resort di categoria 5 stelle luxury e altrettanti hotel 5 stelle ciascuno, con 220 camere e suite, parco privato di 240.000 mq con circa 20.000 mq di piscine. Ci sono poi una Spa di duemila mq collegata con il palacongressi, un centro sportivo per calcio, calcetto, tennis e pallacanestro (su ulteriori 18.000 mq), oltre che parcheggi di uso pubblico e riservati per un totale di 1.400 posti auto. «La spiaggia è lunga quasi2 kme una parte sarà riservata agli ospiti del complesso», si legge testualmente nei depliant presentati a Milano. L’inizio dei lavori è ipotizzato per il 2013. L’investimento valutato in circa 200 milioni.

 

(foto da http://www.arteva.it, S.D., archivio GrIG)

  1. icittadiniprimaditutto
    giugno 22, 2012 alle 5:28 pm

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. giugno 22, 2012 alle 8:27 pm

    da http://www.alguer.it, 22 giugno 2012
    Le associazioni ecologiste Gruppo d´Intervento Giuridico e Amici della Terra annunciano una dura battaglia legale agli 840mila metri cubi di cemento a ridosso della spiaggia.
    «Maria Pia, cemento in salsa catalana»: http://notizie.alguer.it/n?id=49858

    Mario Bruno: maxi-piani come questo non possono venire discussi nelle stanze chiuse. Sechi: scelta inopportuna e nascosta. Di Nolfo: lobby che agiscono nell´ombra. Le reazioni del centro-sinistra alla puntuale inchiesta de La Nuova Sardegna sul futuro di Maria Pia sono state decise e perentorie. La storia raccontata da Pier Giorgio Pinna ha svelato un progetto dai contorni ancora oscuri che adesso grazie anche alle immagini del sito arteva.it sono sotto gli occhi di tutta la città a due giorni dalle elezioni.
    L´inchiesta: Alghero si gioca Maria Pia: http://notizie.alguer.it/n?id=49818

  3. giugno 22, 2012 alle 8:31 pm

    Si cerca di distruggere la natura e l’ambiente per una pura speculazione! Vergogna!

  4. Chiara Monti
    giugno 23, 2012 alle 12:12 pm

    840.ml./mc = 300.ml./mq = 1,2 miliardi di euro al lordo. Solo questo riescono a vedere i predatori dell’ambiente . Un’altra città posta in un punto ambientale estramamente delicato L’Alguer cesserebbe di essere quello che oggi è: una bella e fascinosa cittadina . Gli Algheresi dovrebbero capire che una Rimini ” entro le mura” sarebbe la fine della loro antica tradizione turistica.
    Si attivino invece ad un “gemellaggio” ambientale con Carloforte ,isola di persone intelligenti
    e operose le quali hanno capito da tempo che il capitale più remunerativo è l’ambiente.

  5. giugno 23, 2012 alle 2:21 pm

    da La Nuova Sardegna, 23 giugno 2012
    Polemica Tra centrosinistra, ecologisti e centrodestra.
    Gli ultimi batti e ribatti sul caso del masterplan. (Pier Giorgio Pinna)

    ALGHERO. «Il cemento in salsa catalana a Maria Pia non passerà mai». Lo sostiene Stefano Deliperi a nome del Gruppo d’intervento giuridico. La dichiarazione dell’associazione ecologista fa seguito al progetto, presentato a Milano dal 5 al 7 giugno scorsi in una fiera specializzata, per un mega-insediamento turistico. Sulla faccenda controreplica a Bruno e Lai (Pd) il candidato sindaco della coalizione moderata e autonomista, Francesco Marinaro. «Ogni scelta sarà filtrata attraverso percorsi trasparenti, all’interno del Consiglio e con il coinvolgimento dei cittadini e delle associazioni di categoria», sostiene. «Un presupposto che da sempre ho posto in premessa all’illustrazione del progetto sullo sviluppo del turismo congressuale e sportivo che vogliamo realizzare su Maria Pia e che abbiamo inserito in termini inequivocabili nel programma – prosegue –. E’ singolare che questo venga strumentalmente ignorato da chi nell’oggetto di questo pseudocaso risulta aver avuto ruolo diretto. Su Maria Pia , come su Maristella e altre zone sensibili dal punto di vista ambientale, non ci sarà l’invasione dei metri cubi e verrà garantito il controllo attento». «L’allarme sulla privatizzazione della spiaggia è del tutto inconsistente, anche perché non lo consente la legge», afferma in conclusione Marinaro. Pietrino Fois, dei Riformatori, accusa: «Per dire qualcosa, Lubrano da 4 mesi ha avuto bisogno di suggerimenti e di esser preso per mano da Mario Bruno: tra i due, per atteggiamento, preferisco certamente Marinaro». Dal candidato sindaco del centrosinistra, infine, un’ultima a replica a Marco Tedde: «L’ex sindaco dimissionato, invece di abbaiare alla luna, dovrebbe spiegare alcune cose. Per esempio: è possibile, sulla base della normativa vigente, affidare al soggetto proponente la realizzazione del progetto senza gara? Ancora: quale sarebbe il costo del canone e quanto durerebbe la concessione? Crediamo che i cittadini sarebbero molto interessati a sentire le risposte a queste e altre domande».

  6. silvia manca
    giugno 24, 2012 alle 10:06 am

    Sono profondamente addolorata e preoccupata, quelle dune quel litorale sono un bene preziosissimo ,per non parlare del legame affettivo,il pensiero che venga eretto un mostro del genere ……cosa possiamo fare?

  7. argiolasfabio
    giugno 24, 2012 alle 11:21 pm

    Reblogged this on Fabio Argiolas.

  8. febbraio 6, 2013 alle 2:55 pm

    da La Nuova Sardegna, 6 febbraio 2013
    TURISMO » PROJECT FINANCING. Cordata algherese tenta la “conquista” di Maria Pia. La “2 C Costruzioni” di Isio Camboni e la Sofingi dei fratelli Giorico si candidano per la realizzazione del complesso ricettivo da 700 posti letto. Un progetto nato durante l’amministrazione Baldino. (Gianni Olandi)

    ALGHERO. L’idea del project financing su Maria Pia viene alla luce all’epoca della amministrazione comunale guidata dall’allora sindaco Tonino Baldino. Il Gruppo Fabbroni, sostituito dall’Europrogetti & Finance con sedi a Roma e Milano, presentò una ipotesi progettuale che prevede la realizzazione nell’area del sistema ricettivo bungalow. Una scelta che l’amministrazione respsinse sostenendo che in quell’area dovevano essere realizzati interventi di qualità e non capanne polinesiane. Nel lungo percorso le quote del ramo di azienda della Europrogetti vengono rilevate dal gruppo imprenditoriale algherese della 2C e della Sofingi che oggi ha portato avanti la fase progettuale affidandone la redazione a un gruppo internazionale di architetti.

    ALGHERO. La risposta catalana ai petrodollari del Qatar. A oriente si sta mettendo in moto un miliardo di euro per il piano di investimento della Costa Smeralda, a occidente una cordata di imprenditori algheresi si candida a intervenire per la realizzazione del complesso turistico ricettivo di Maria Pia. La cordata è rappresentata dalla “2 C Costruzioni” del geometra Isio Camboni e dal gruppo Sofingi degli imprenditori algheresi Giorico, presenti oltre che nell’edilizia tradizionale anche nel ricettivo turistico con il cinquestelle Carlos V Hotel. L’operazione è in viaggio da diverso tempo, ma ha registrato una accelerata quando nel 2011 il consiglio comunale si espresse all’unanimità per proseguire nella progettualità di Maria Pia, che il vecchio piano regolatore generale individua come area per insediamenti turistici, ponendo anche un termine per la presentazione dei progetti al Comune e quindi aprire la fase delle valutazioni di merito sull’elaborato. Recentemente, in occasione della conferenza stampa di fine anno, il sindaco Stefano Lubrano ha sostenuto che per quanto riguarda Maria Pia, ferma la condivisione dell’intervento alberghiero, era necessario praticare una forte riduzione dei volumi: il 50 per cento. L’ipotesi prevedeva dai 1.200 ai 1.400 posti letto, ora si tratterà di aggiornare le progettualità esistenti a 600/700. Oltre gli alberghi, per il Comune si dovrà anche realizzare un parco urbano. L’investimento complessivo, che viene svolto in regime di project financing si aggira intorno ai dieci milioni di euro. Va ricordato, naturalmente, che i 36 ettari di Maria Pia sono di proprietà comunale e che al termine della concessione l’intero intervento resterà nella proprietà pubblica comunale. La procedura prevede che l’amministrazione, una volta condivise le progettualità, proponga un bando di gara pubblico a livello internazionale. L’attuale cordata di imprenditori algheresi, è una ipotesi, potrebbe quindi non essere coinvolta nella realizzazione nel caso di vincita della gara di un altro soggetto. L’intervento rappresenterebbe una autentica rivoluzione nell’offerta turistica. Oltre al parco urbano, Vivo, sono previste importanti riqualificazioni del sistema dunale, sul fronte mare, di quello dello stagno del Calich. Altra previsione è la cancellazione della litoranea per Fertilia che diventerebbe una “promenade”: una lunga passeggiata di straordinario valore ambientale. Tutto il traffico sarebbe infatti spostato a monte con bretelle di collegamento dal viale Burruni verso il versante costiero. Interessante anche l’aspetto occupazionale: secondo il progetto economico, si creerebbero a regime circa 400 posti di lavoro. Oltre naturalmente all’indotto. Altro aspetto dell’intervento quello riguardante il palazzo dei Congressi di Maria Pia. L’incompiuta storica della Riviera del Corallo che verrebbe assegnata per la gestione alla società che realizza l’intervento turistico ricettivo. Una ipotesi di soluzione piuttosto interessante visto che l’impianto costato 25 milioni di euro è abbandonato a se stesso, rifugio di cani randagi e piccioni, completamente inutilizzato soprattutto in virtù degli alti costi di gestione. Si parla di un impegno finanziario superiore ai due milioni di euro all’anno

  9. maggio 14, 2013 alle 2:55 pm

    da La Nuova sardegna, 14 maggio 2013
    ALGHERO » IL SINDACO CHIEDE L’INTERVENTO DEL MINISTRO. Valtur, si cambia: stagione in pericolo al “Baia di Conte”. Incertezza sulle intenzioni del nuovo proprietario I 100 dipendenti dell’albergo temono per il loro futuro. (Gianni Olandi)

    ALGHERO. Sono a rischio i cento posti di lavoro dell’hotel Baia di Conte, 50 dei quali algheresi. L’albergo infatti potrebbe non aprire per la stagione in corso, determinando danni consistenti anche per l’indotto. Il sindaco Stefano Lubrano ha preso contatti immediati con il commissario amministratore della Valtur, l’avvocato Stefano Cohen, per trovare una possibilità di uscita che consenta di salvaguardare i posti di lavoro e dare continuità all’attività dell’hotel Baia di Conte di Alghero. La Valtur dall’ottobre del 2011 è stata ammessa dal ministero dello Sviluppo economico alla procedura di amministrazione straordinaria ai sensi della Legge Marzano. Il gruppo infatti, con circa 2500 dipendenti, era gravato da oltre 300 milioni di debiti. Il bando di gara per la cessione delle 22 strutture di proprietà del tour operator, varato nel dicembre 2012 dopo un primo tentativo andato a vuoto nel 2011, ha per obiettivo la vendita delle strutture turistiche sparse in tutta Italia. Le aziende pretendenti all’acquisto della Valtur, la Uvet e la Orovacanze, hanno tuttavia già mostrato l’intenzione di escludere fino a cinque dei nove diversi rami d’azienda dei villaggi turistici tra Baia di Conte, Capo Rizzuto, Colonna Beach, Favignana, Marilleva, Ostuni, Pila, Santo Stefano e Sestriere. L’hotel Baia di Conte non risulterebbe di interesse da parte della aziende pretendenti, tutt’altro che intenzionate a farsi carico della gestione, cosa avrebbe influenze negative sulla stagione 2013. Proprio ieri è giunta la notizia che sarebbe stata finalmente chiusa la trattativa per la vendita Valtur: l’acquirente, secondo indiscrezioni, sarebbe il gruppo Orovacanze, tour operator guidato da Franjo Ljuljdjuraj, che avrebbe avuto la meglio sull’altro possibile acquirente, il gruppo Uvet guidato da Luca Patanè. La conferma ufficiale è attesa in queste ore. «La procedura si sta chiudendo – comunica il sindaco Stefano Lubrano a seguito del contatto con il commissario amministratore della Valtur – e spetta ora al ministero esprimere la decisione sulle scelte definitive dei rami aziendali. Quello che si teme è che la cessione in blocco degli asset della Valtur non sia evidentemente una strada percorribile e che il Ministero dello Sviluppo Economico decida per lo “spezzatino” dei rami d’azienda. Sarebbe un duro colpo per la già grave situazione occupazionale di Alghero. In queste ore si sta tentando di compiere ulteriori azioni per riuscire a scongiurare questa eventualità». Al ministro verrà chiesto di sensibilizzare le aziende pretendenti all’acquisto di Valtur affinché si possa garantire almeno per la stagione 2013 la possibilità di proseguire la gestione della struttura consentendo così ai dipendenti algheresi di mantenere l’occupazione. «Siamo vicini ai lavoratori – spiega – con lo sforzo che l’amministrazione sta compiendo, rivolto a scongiurare la perdita del posto di lavoro. Confidiamo che il ministro Zanonato mostri sensibilità alle nostre istanze, consentendo quindi di evitare un vero e proprio dramma per tante famiglie algheresi». Il tentativo del sindaco, che ieri ha ricevuto a Sant’Anna una delegazione dei lavoratori del Baia di Conte, arriva a seguito dei contatti avvenuti con il commissario straordinario nominato dal ministero, Stefano Cohen, e con il sindaco di Pollina, la parlamentare Pd Magda Culotta, che ha favorito l’incontro con il ministro. Dal tavolo della trattativa si auspica che possa arrivare un riscontro positivo. «Siamo certi – afferma il sindaco – che la proprietà del Baia di Conte vorrà adottare ogni forma di iniziativa al fine di avere certezze per i prossimi anni, trovano soluzioni alternative rispetto a quelle della Valtur».

    ———————

    UN VILLAGGIO TURISTICO DALLA STORIA TORMENTATA. Su quei terreni i progetti di Baroudi per ville e golf.

    ALGHERO. Doveva essere il nuovo Eldorado della Riviera del Corallo. Almeno nelle intenzioni dei finanzieri franco libanesi del gruppo Baroudi, proprietari dei terreni dove è stato realizzato l’hotel Baia di Conte, che negli anni Ottanta avevano presentato al Comune diversi progetti in quell’area. Compreso un intervento di riqualificazione e della vicina Villa Mugoni. Eldorado che prevedeva un campo da golf e un consistente quantitativo di ville padronali. Il gruppo – la società si chiamava Interfininvest con sede legale a Lussemburgo – dopo anni di trattative decise di mollare anche per la netta opposizione della amministrazione comunale alla guida della città in quegli anni. La nascita del Baia di Conte fu accompagnata, in quegli anni, da un vero e proprio abuso edilizio. In fase di realizzazione l’impresa aveva realizzato oltre cinquemila metri cubi in eccedenza rispetto al progetto originario. In pratica era stato chiusa una porzione del piano terra con conseguente aumento dei volumi . Nacque un contenzioso con il Comune di Alghero – sindaco dell’epoca era il comunista Enrico Loffredo – che si concluse con una pesante sanzione a carico della Interfininvest concordata in circa cinque miliardi di vecchie lire

  10. febbraio 4, 2014 alle 2:50 pm

    ed ecco la fine della “Alghero 2”.

    da La Nuova Sardegna, 4 febbraio 2014
    CRISI DEL MATTONE » DOVEVA ESSERE UN’ALGHERO 2. Case a Monte Carru, il sogno di 50 famiglie svanisce in tribunale. Fallita l’impresa che stava realizzando l’insediamento Il 9 giugno, a Oristano, la prima udienza con i creditori. (Gianni Olandi)

    ALGHERO. Doveva diventare la Alghero 2 : un quartiere residenziale, di livello alto, un centinaio di villette sparse per 24 ettari in una posizione di straordinario valore ambientale. Su un colle, quello di Monte Carru, al quale si accede subito dopo la periferia di Alghero, dopo Carrabuffas. Si sale ed ecco il pianoro con panorama mozzafiato. Quel pianoro è ora diventato motivo di sofferenze per una cinquantina di famiglie algheresi e non che hanno acquistato le villette. L’impresa che sta realizzando l’intervento, la “A.M.P. Costruzioni di Mariano Carta & Figlio”, lo scorso 16 di gennaio è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Oristano. Il prossimo 9 di giugno si terrà, sempre a Oristano, la prima udienza con l’adunanza dei creditori. Si parla di un fallimento per svariati milioni di euro. Un crac provocato da una serie di problemi, la crisi economica, il mercato del mattone che registra una forte contrazione, problemi aziendali, ritardi nell’espletamento delle procedure pubbliche e tecniche, problemi nei collegamenti di condotte idriche e fognarie, la scoperta di un insediamento archeologico in località La Purissima. Un percorso piuttosto tormentato, un logoramento durato complessivamente una decina di anni, che ha comportato anche la disdetta di contratti già sottoscritti a causa della mancanza di abitalità negli insediamenti già realizzati e quindi della non corrispondenza agli impegni contrattuali sottoscritti dalla società che realizzava l’intervento. Quando venne presentato il progetto generale l’iniziativa venne guardata con particolare favore anche perché oltre alla parte residenziale, quella abitualmente definita “speculativa”, il programma di interventi prevedeva la realizzazione di un grande albergo dotato di servizi di livello assoluto: piscine, campi da tennis, centri benessere, ampi spazi verdi, un piccolo Eden. Ma erano anche previsti impianti sportivi da destinare alla collettività attraverso l’affidamento degli stessi alle società sportive locali che ne avessero fatto richiesta e fornito garanzie sulla corretta gestione. Non mancavano i servizi di tipo commerciale, bar, ristoranti, supermarket, e professionale. Una Alghero 2 appunto , a due passi dalla città, a qualche minuto dalle spiagge più celebrate, ma in collina, fuori dal frastuono estivo, in un contesto panoramico davvero eccellente. È evidente che la parte edilizia, quella delle villette, era destinata a creare le risorse per procedere all’intervento turistico ricettivo ma ora con il fallimento della società che realizzava l’intervento svanisce quella che, a suo tempo, venne considerata una opportunità di sviluppo che conteneva anche ricadute di tipo occupazionale. L’aspetto più doloroso di questa vicenda riguarda ora la situazione di quella cinquantina di famiglie (di professionisti, impiegati, commercianti, imprenditori ) che hanno anticipato caparre e investito risparmi e magari contratto mutui bancari. Ora sarà necessario attendere l’espletamento delle procedure fallimentari e il consumo di tempi tecnico burocratici piuttosto lunghi. Il primo appuntamento è fissato infatti a Oristano per il prossimo giugno.

  11. dicembre 1, 2014 alle 2:58 pm

    da Alguer.it, 28 novembre 2014
    Alle numerose cause di usucapione, si aggiunge un´altra tegola: la società Airam, partecipata anche dagli imprenditori algheresi Giorico e Camboni, minaccia una causa milionaria al comune di Alghero.
    Maria Pia: Giorico, Camboni & C chiedono danni per 4,5mln: http://notizie.alguer.it/n?id=81538

    ——————————————-

    30 novembre 2014 – 7 dicembre 2014
    I contesi terreni ricompresi tra Alghero e Fertilia al centro di una dettagliata inchiesta (in tre aggiornamenti) nel tentativo di fare piena luce sulle scelte che segnano il futuro dell´area.
    Alla conquista di Maria Pia: la vera storia – vol. 1, 2, 3: http://notizie.alguer.it/n?id=81602

  1. dicembre 13, 2017 alle 11:35 am
  2. febbraio 1, 2018 alle 11:11 am

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