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Alghero, Porto Conte, Sant’Imbenia: arriva la prescrizione per lo scempio ambientale.


La Nuova Sardegna, 11 febbraio 2017

La Nuova Sardegna, 11 febbraio 2017

Ecco qui.

Come prevedibile, il Tribunale penale di Sassari ha dichiarato l’intervenuta prescrizione nel dibattimento penale in corso sugli abusi edilizi compiuti nel “campeggio Sant’Imbenia”, vicino all’omonima area archeologica, sulla costa di Porto Conte, ad Alghero, in area rientrante nel parco naturale regionale “Porto Conte”, in un sito di importanza comunitaria, tutelata con vincolo paesaggistico e con vincolo di conservazione integrale

Sotto sequestro penale dall’ottobre 2011, nel settembre 2015 l’area era stata devastata da un pericolosissimo incendio.  Solo nel gennaio 2017, dopo varie vicissitudini, è stato finalmente avviato l’intervento di bonifica ambientale.

Alghero, Porto Conte, campeggio abusivo

Alghero, Porto Conte, campeggio abusivo

A questo punto, visto che i terreni sembra vengano restituiti ai proprietari, il Comune di Alghero dovrebbe valutare l’eventuale sussistenza delle condizioni giuridiche per chieder loro il rimborso delle spese per la bonifica ambientale.

Ripercorriamo la storia di questo scandaloso esempio di abusivismo edilizio e dei casi analoghi sulla costa di Porto Conte.

Nel corso degli anni sono stati numerosi (17 maggio 1999, 11 luglio 2000, 3 agosto 2004, 18 giugno 2005, 21 ottobre 2006, 30 marzo 2007, 5 maggio 2009, 20 luglio 2010) gli esposti delle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico nei confronti delle amministrazioni pubbliche e della magistratura competenti avverso il dilagante quanto inquinante fenomeno dei campeggi-lottizzazioni abusivi nella Baia delle Ninfe.

Una dozzina i “campeggi” nella medesima situazione di abusivismo.

Alghero, Porto Conte, campeggio abusivo

Alghero, Porto Conte, campeggio abusivo

Nel luglio 2010 la Corte di Cassazione aveva confermato il decreto G.I.P. (dott. Lupinu) del Tribunale di Sassari del 9 maggio 2009 di sequestro preventivo del “campeggio Sant’Igori”, in precedenza annullato dal Tribunale del riesame di Sassari (dott. M. Brianda) nel giugno 2009: la motivazione risiederebbe nel fatto che il terreno sarebbe stato effettivamente frazionato in favore dei singoli lottisti dalla Liberturist s.r.l., qualificando così l’ipotesi della lottizzazione abusiva.    In seguito è avvenuto lo sgombero.

Molto interessante anche la storia di questo campeggio-lottizzazione abusiva: realizzato dalla Libertourist s.r.l. di Alghero, ha oltre 250 lottisti con altrettante strutture edilizie e precarie per soggiorni estivi. Fin dalla metà degli anni ‘80 del secolo scorso e poi nel 1990 (ordinanze nn. 2-3/u del 2227 luglio 1984, n. 94 del 23 maggio 1990) il Comune di Alghero ordinò la sospensione e demolizione dei lavori abusivi (numerosi prefabbricati e altrettanti basamenti in cemento) ed il ripristino ambientale.

Alghero, Porto Conte, campeggio S. Igori

Alghero, Porto Conte, campeggio S. Igori

Con decreto del 23 maggio 1990 l‘allora G.I.P. presso la Pretura circondariale di Sassari dott. M. Brianda disponeva il sequestro preventivo dell‘area del campeggio Sant‘Igori nell‘ambito dei procedimenti penali n. 2774/90 R.G. e n. 7211/90 G.I.P., sequestro revocato rapidamente in data 14 giugno 1990, all‘inizio della stagione estiva. Nel 1994 venne richiesto l‘intervento del Servizio vigilanza edilizia dell’Assessorato regionale EE.LL., finanze, urbanistica per utilizzare i mezzi regionali per procedere alla demolizione. Nei mesi successivi erano stati programmati gli interventi di demolizione con i mezzi regionali insieme ad altri abusi lungo la costa “catalana”, ma, inspiegabilmente, una qualche “mano” spense i motori già accesi dei “caterpillar”.

Nel 1998 (ordinanza n. 194 del 23 novembre 1998) il Sindaco di Alghero ordinò la chiusura dei campeggi per motivi di ordine igienico-sanitari, senza far tuttavia cenno, a quanto è dato conoscere, della situazione di abusivismo delle strutture. Nel 2000 l‘Assessorato regionale P.I. e BB.CC. – Ufficio tutela paesaggio di Sassari provvide a contestare gli abusi edilizi riscontrati (nota n. 1724 del 24 febbraio 2000), reiterando quanto già fatto 10 anni prima (note n. 6784 del 6 giugno 1990 e n. 11464 del 9 ottobre 1990).

sito di importanza comunitaria - SIC “Capo Caccia (con le Isole Foradada e Piana) e Punta del Giglio”

sito di importanza comunitaria – SIC “Capo Caccia (con le Isole Foradada e Piana) e Punta del Giglio”

Nell‘ambito del procedimento penale R.G.N.R. 6052/05 mod. 21 pendente presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sassari, il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale avrebbe accertato e comunicato anche alle pubbliche amministrazioni competenti (artt. 27 del D.P.R. n. 380/2001 e successive modifiche ed integrazioni e 20, commi 4° e 6°, della legge regionale n. 23/1985) per i conseguenziali provvedimenti l‘avvenuto riscontro, nel solo “campeggio Sant’Igori”, un numero impressionante di violazioni ambientali: le strutture edilizie (prefabbricati, roulottes fissate al suolo, pergolati, servizi igienici, pavimentazioni, impianti tecnologici, ecc.) sarebbero circa 270, realizzate a partire dal 1982 fino ai nostri giorni, prive di permesso di costruire e di autorizzazione paesaggistica.   In proposito sembrerebbero sussistere, pur in palese carenza dei termini di legge per la concessione, 77 istanze di condono edilizio.    Inoltre, non sussisterebbe alcun impianto di depurazione, ma solo due grandi fosse biologiche e serbatoi in pvc.   I servizi comuni di lavaggio scaricherebbero a dispersione (vds. note Servizio igiene pubblica Azienda USL n. 1 – Distretto di Alghero prot. n. 6179 del 13 settembre 1998, n. 288/VS del 6 settembre 1995, n. 10225 del 18 agosto 1992).

Non sussisterebbe alcuna autorizzazione allo scarico.  Nel periodo estivo le presenze sarebbero di circa 1.000 unità (soci, familiari, ospiti), mentre i reflui prodotti giornalmente si dovrebbero aggirare fra i 10.000 e i 20.000 litri, data la produzione giornaliera pro capite stimata in 100-200 litri.    Il Servizio igiene pubblica dell’Azienda USL n. 1 – Distretto di Alghero avrebbe certificato gravi problemi igienico-sanitari per la spiaggia e la retrostante pineta.

mare e coste (foto Benthos)

mare e coste (foto Benthos)

Nell‘agosto 2004 il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale metteva sotto sequestro un campeggio abusivo sempre a Porto Conte (loc. Stamparogias). 70 piazzole per roulottes, alcuni fabbricati, reti elettriche in corso di realizzazione su3 ettari a due passi dalla battigia marina.

L’ennesimo sequestro preventivo era del settembre 2007, operato dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale, su disposizione della Magistratura inquirente, relativo ad un campeggio abusivo nella Pineta Mugoni.

Nel maggio 2009 il T.A.R. Sardegna respingeva il ricorso di vari proprietari di strutture abusive entro il “campeggio” di Sant’Imbenia, nella baia di Porto Conte, contro alcune ordinanze di demolizione emesse dal Comune di Alghero (SS) nel 2005.

Tuttavia nulla è cambiato in concreto.

Già nell’agosto 2007 si è anche corso il rischio di una vera e propria strage nei campeggi abusivi affollati (oltre 10 mila presenze) a causa di un disastroso incendio.

Nel 2002 il Sindaco di Alghero avv. Marco Tedde, nelle sue dichiarazioni programmatiche esposte in Consiglio comunale, aveva esplicitamente affermato che la sua amministrazione avrebbe provveduto alla demolizione dei campeggi abusivi nella splendida Baia di Porto Conte. Naturalmente senza alcun esito.

Ora la prescrizione.

Uno scempio ambientale e giuridico in danno di quel gioiello naturalistico super-tutelato sulla carta rappresentato dal parco naturale regionale di Porto Conte.

Evviva…

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Alghero, Isola Piana

Alghero, Isola Piana

(foto Benthos, S.D., archivio GrIG)

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  1. Terrae
    febbraio 12, 2017 alle 3:41 pm

    Non è che gli si deve pure risarcire per avere arrecato loro disturbo?

    Preghierina monella
    Fa, o Dio, che non se la godano,
    Amen

    • Terrae
      febbraio 12, 2017 alle 3:42 pm

      … risarcire un botto…

    • Domenico Manicone
      febbraio 17, 2017 alle 6:29 pm

      Quanto malanimo. Addirittura, arrivi a rivolgerti al buon Dio che, siccome conosco come misericordioso, avrà sicuramente pena di te e di quanti altri nutrono tanto odio. Mentre, in punta di diritto, come vedo, proprio non vi sta bene neanche quello che decide il Giudice.
      Complimenti.

  1. febbraio 13, 2017 alle 1:13 am

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