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Il Comune di Alghero mette mani alla “bomba ecologica” di Mugoni.


Alghero, Bastioni e centro storico

Alghero, Bastioni e centro storico

Il Comune di Alghero (Servizio programmazione opere pubbliche) ha risposto (nota prot. n. 77654 del 29 dicembre 2016) in relazione alla richiesta di informazioni ambientali e interventi inoltrata (15 dicembre 2016) dall’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus al Comune di Alghero e all’Agenzia Laore Sardegna riguardo l’immediata messa in sicurezza e bonifica ambientale le autentiche bombe ecologiche della Pineta Mugoni e dell’Arenosu. Erano stati informati nel contempo la competente Magistratura sassarese, il Corpo forestale e di vigilanza ambientale e i Carabinieri del N.O.E.

E sono buone notizie: finalmente è stata fatta l’aggiudicazione definitiva dell’appalto dei lavori di messa in sicurezza e di ripristino ambientale del litorale di Pineta Mugoni con determinazione dirigenziale n. 2967 del 16 dicembre 2016. Non solo: l’inizio dei lavori è previsto entro il gennaio 2017.

Alghero, Porto Conte, campeggio S. Igori

Alghero, Porto Conte, campeggio S. Igori

La procedura è stata lunga, complessa e travagliata.

Come si ricorderà, nella notte fra il 19 e il 20 settembre 2015 mani criminali e non disinteressate hanno messo fuoco alla Pineta Mugoni, sul litorale di Porto Conte, ad Alghero. Una decina di ettari percorsi dal fuoco, materiali tossici fuorusciti dai campeggi abusivi posti sotto sequestro preventivo fin dal 2011 dalla magistratura, anche dietro numerose segnalazioni da parte del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus[1], per numerose ipotesi di reato di natura ambientale ed urbanistica il cui dibattimento penale è tuttora in corso presso il Tribunale di Sassari.

Coincidenza aveva voluto che il rogo fosse appiccato alla vigilia dell’apertura del relativo dibattimento penale e solo l’abnegazione e il coraggio di Vigili del Fuoco, Corpo forestale e di vigilanza ambientale, personale dell’E.F.S. e della Protezione civile aveva permesso di contenere i danni che avrebbero potuto estendersi ancor più.

Il Comune di Alghero è il soggetto titolare della bonifica ambientale dell’area di Pineta Mugoni: con deliberazione n. 349 dell’11 dicembre 2015 la Giunta comunale ha approvato il progetto di messa in sicurezza del sito, il 30 dicembre 2015 è stato pubblicato all’albo pretorio il relativo bando di gara per l’attuazione, mentre in seguito, con determinazione Comune di Alghero – Settore IV (Pianificazione, Tutela e Governo del Territorio) – Ufficio Bonifiche siti contaminati n. 994 del 19 maggio 2016, è stata effettuata l’aggiudicazione provvisoria dei lavori di messa in sicurezza di emergenza.

Successivamente, sempre nel maggio 2016, “in occasione di un incontro tenutosi  … presso gli uffici del Comune di Alghero, tra il dirigente del Servizio Ambiente ed i referenti della Società Liberturist, proprietaria del sito interessato, il presidente di quest’ultima si era riservato di valutare e comunicare successivamente l’eventuale presa in carico delle attività di ripristino ambientale del predetto sito, già avviate da questo Ente.       Di fatto a tutt’oggi, nonostante la fitta corrispondenza intercorsa, non risulta pervenuta alcuna comunicazione da parte della predetta Società, significando che la medesima, non ha alcuna intenzione di avvalersi dell’anzidetta procedura di ripristino ambientale prevista dall’art. 245 del D.Lgs. n. 152/06 e ss.mm.ii.

Conseguentemente, “ai sensi dell’art. 250 del … Dlgs. 152/06, … gli interventi di cui all’art. 242, sono realizzati d’ufficio dal Comune, in applicazione dell’art. 253 del medesimo decreto”, visto che gli interventi di messa in sicurezza e di bonifica ambientale non sono stati realizzati dal proprietario dell’area coinvolta o da altri soggetti interessati. Sull’area grava ora un onere reale relativo agli interventi da realizzare.

Alghero, costa di Punta Cristallo

Alghero, costa di Punta Cristallo

Data la presenza di un sequestro penale, il Comune di Alghero ha atteso anche il nullaosta da parte del Tribunale penale di Sassari, concesso il 21 dicembre 2016.

Quindi, entro gennaio 2017 è previsto l’inizio della rinascita della Pineta Mugoni, a cui si aggiunge il positivo progetto per la salvaguardia e la rinaturalizzazione della spiaggia e delle relative dune, recentemente approvato.

Nessuna notizia, invece, per l’altra bomba ecologica algherese: come si ricorderà, a fine gennaio 2015, dopo anni di rimpallo delle responsabilità, era stato finalmente sgomberato il campo nomadi abusivo, realizzato in località Arenosu, su area di proprietà dell’Agenzia Laore: nel corso degli anni venivano sistematicamente realizzati casi di accumulo e incendio di rifiuti per la disperazione dei residenti della vicina Fertilia.

Qui passa il tempo e di bonifiche ambientali non se ne vede l’ombra, per la felicità degli algheresi.

Nulla si sa di che cosa abbia eventualmente fatto l’Agenzia regionale Laore Sardegna per la messa in sicurezza e la bonifica ambientale dell’ex campo nomadi – discarica dell’Arenosu.

Alghero è un prezioso gioiello del Mediterraneo, ponte culturale fra Sardegna e Catalogna, ha un centro storico di grande interesse, coste dai paesaggi mozzafiato e l’affascinante campagna della Nurra.

Ha tutto quanto possa permetterle di essere molto ambita sul piano del richiamo turistico, non c’è dubbio.

Le autentiche bombe ecologiche della Pineta Mugoni e dell’Arenosu sono, però, pessimi biglietti da visita.

Le aree interessate sono tutelate con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), Pineta Mugoni rientra anche nel parco naturale regionale di Porto Conte e nel S.I.C./Z.P.S. “Capo Caccia (con le Isole Foradada e Piana) e Punta del Giglio” (direttive n. 92/43/CEE e n. 2009/147/CE), sono quindi importanti sotto il profilo ambientale e naturalistico eppure sono siti fortemente inquinati.

Sarebbe ora che le bombe ecologiche algheresi siano definitivamente messe in condizioni di non nuocere e siano restituite alla collettività aree importanti sul piano ambientale e sociale.

Per la Pineta Mugoni siamo sulla buona strada, per l’Arenosu non si sa nulla.

Ci riusciremo?

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

__________________

[1] esposti del 17 maggio 1999, 11 luglio 2000, 3 agosto 2004, 18 giugno 2005, 21 ottobre 2006, 30 marzo 2007, 5 maggio 2009, 20 luglio 2010.

 

Alghero, catapulta sui Bastioni

Alghero, catapulta sui Bastioni

(foto C.F.V.A., S.D., archivio GrIG)

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  1. Pier
    gennaio 5, 2017 alle 11:37 am

    Ottima notizia, complimenti al Grig e agli enti attivi.. mi chiedo come è possibile in un territorio cosi frequentato (e da voi ben controllato) che si arrivi ad avere delle distese di rifiuti come quelle visibili nelle foto .. senza che nessuno intervenga presto.
    Noi Guardie Ecologiche segnaliamo (o sanzioniamo) già il singolo tv, frigo, pneumatico, o sanitario ecc. abbandonato, ovunque lo vediamo, nella ns. zona provinciale di competenza.
    Nei diversi anni che ho frequentato la splendida Sardegna ho notato (e segnalato a Legambiente, che dava le bandiere blu forse senza considerarlo) varie discariche tra gli scogli di Orosei (ad esempio) in spiagge/banchine, e in altre zone frequentate anche al centro isola.
    Non di rado (e fotografate) vedevo pattuglie della Polizia o dei vigili passare di fianco ai bidoni con rifiuti più intorno che dentro.. e mi chiedevo come mai. E’ un gran dispiacere vedere tali fatti e spesso accettati (?) dai locali. Auguri di migliorare ancora.

  2. gennaio 5, 2017 alle 3:03 pm

    da Alguer.it, 4 gennaio 2016
    Il silenzio sulla bomba ecologica di Arenosu: http://notizie.alguer.it/n?id=117624

    ————-

    ____________

    da Nuoro News, 4 gennaio 2016
    Il silenzio sulla bomba ecologica di Arenosu: http://notizie.nuoronews.it/n?id=117624

    ________________

    da Sassari News, 4 gennaio 2016
    Il silenzio sulla bomba ecologica di Arenosu: http://notizie.sassarinews.it/n?id=117624

  3. Mara
    gennaio 5, 2017 alle 5:07 pm

    E sarebbe anche il caso di richiamare l’amministrazione comunale alla sua responsabilità circa il decoro della città. Al 2 Gennaio l’immondizia regnava ovunque: bastioni, stradine del centro. Una pena che gli amici stranieri che accompagnavo non hanno mancato di rilevare con sorpresa. Io mi sono vergognata, e gli abitanti della bellissima Alghero no?

  4. gennaio 16, 2017 alle 3:03 pm

    L’Agenzia regionale LAORE ha risposto con nota prot. n. 1161/17 del 13 gennaio 2017evidenziando come l’area di Arenosu fosse stata “affidata – come risulta da apposito verbale di consegna – dal 1996 proprio al Comune di Alghero, e su sua stessa richiesta, per la gestione del Campo nomadi”.
    Riguardo la bonifica ambientale, dopo aver predisposto “il Piano di Caratterizzazione e la successiva Analisi di Rischio Sito Specifica, entrambi licenziati con parere positivo in conferenza di servizi”, l’Agenzia regionale LAORE ha evidenziato che “la problematica è stata anche di recente portata all’attenzione dei competenti organi regionali, delle cui determinazioni si rimane in attesa per individuare, accertata la disponibilità di idonee risorse finanziare, i possibili interventi e i soggetti chiamati alla attuazione degli stessi”.
    E la Giunta Pigliaru che fa?

  5. marzo 14, 2017 alle 10:17 pm

    bene, si parte 🙂

    da La Nuova Sardegna, 14 marzo 2017
    Camping bruciati, al via la bonifica a Mugoni.
    L’area era stata interessata da un rogo nel settembre di due anni fa: http://lanuovasardegna.gelocal.it/alghero/cronaca/2017/03/14/news/camping-bruciati-al-via-la-bonifica-a-mugoni-1.15024988

  6. giugno 30, 2017 alle 2:50 pm

    dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna.
    Bonifiche, 6,5 milioni per le ex discariche. Spano: le bonifiche restano priorità della Giunta”Ci aspetta ancora un lungo lavoro ma le bonifiche restano una priorità di questa Giunta per restituire la Sardegna ai sardi”, dice l’assessora della Difesa dell’Ambiente Spano.discarica in esercizio, (http://www.regione.sardegna.it/xml/getpage.php?cat=7876)

    CAGLIARI, 29 GIUGNO 2017 – “L’iter delle bonifiche procede con altri 6 milioni e 500 mila euro per le ex discariche monocomunali dismesse e quelle a cielo aperto originariamente adibite a campo nomadi”. Lo annuncia l’assessora della Difesa dell’Ambiente Donatella Spano dopo l’approvazione in Giunta della programmazione della spesa delle risorse del Patto per la Sardegna, firmato il 29 luglio dello scorso anno, e l’individuazione dei soggetti attuatori. “Ci aspetta ancora un lungo lavoro ma le bonifiche restano una priorità di questa Giunta per restituire la Sardegna ai sardi”, conclude la titolare dell’Ambiente.

    Individuati come soggetti attuatori i Comuni di Cagliari, Selargius, Quartucciu, Uta, Dorgali e il Cipnes di Olbia. Nel capoluogo sardo le aree interessate alla messa in sicurezza sono il polo tecnologico di San Lorenzo e le ex discariche, compresa la rimozione degli impianti e la demolizione dei capannoni dell’ex inceneritore (per un totale di 2 milioni e 600 mila euro di quota dei Fondi di sviluppo e coesione, FSC 2014-2020, ai quali il Comune aggiunge circa 1,7 milioni). A Olbia si procederà al completamento della messa in sicurezza permanente dell’ex discarica comunale Spiritu Santu per 2 milioni e 300mila euro. Un altro milione di euro va a Selargius per le operazioni della messa in sicurezza di emergenza e di caratterizzazione dell’area campo nomadi. Al completamento della messa in sicurezza permanente dell’ex discarica Musungilis del Comune di Quartucciu sono destinati 300mila euro. 190mila euro sono destinati al Comune di Uta per la caratterizzazione e messa in sicurezza permanente dell’ex discarica comunale Is Tapias. Infine Dorgali riceverà 110mila euro per la caratterizzazione e messa in sicurezza di emergenza dell’ex discarica comunale Tenosule.

    La delibera inoltre individua il Comune di Alghero quale soggetto attuatore delle attività di caratterizzazione, messa in sicurezza d’emergenza e bonifica dell’area degradata trasformata in discarica a cielo aperto originariamente adibita a campo nomadi, per un importo di 1 milione di euro. Per le attività del campo nomadi di Alghero, come per quello di Selargius, i soggetti attuatori dovranno dare il via alle relative azioni di rivalsa in danno nei confronti dei responsabili della contaminazione con il recupero delle risorse anticipate dalla pubblica amministrazione. Si tratta di scelte prioritarie e urgenti che completano gli interventi successivamente alle attività di caratterizzazione.

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