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Più di 370 ettari da tagliare. Anche per la Foresta demaniale di Is Cannoneris un piano forestale che desta non poche preoccupazioni.


foresta mediterranea

foresta mediterranea

Recentemente (21 dicembre 2015) sono state convocate dall’Ente Foreste della Sardegna (E.F.S.) le ultime quattro conferenze di servizi per l’approvazione dei piani forestali particolareggiati relativi ad altrettante Foreste demaniali sarde (Sette Fratelli, Is Cannoneris, Montarbu, Monte Arci).

Si tratta degli atti di pianificazione forestale che attuano la nuova politica di gestione delle foreste demaniali e che destano forti preoccupazioni non solo nel Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, ma anche in tantissimi cittadini ed esperti del settore.

Ben 374 ettari di foresta destinata al taglio raso, di cui 79 ettari nel decennio 2014-2023. É ciò che emerge dalla lettura della relazione sul Piano forestale relativo alla Foresta demaniale di Is Cannoneris, un’ampia area boschiva che fa parte del più grande complesso di Gutturu Mannu, forse la più estesa foresta del Mediterraneo. 

1 - Tabella_comprese_Is_Can_pag.175

Un dato di per sé poco tranquillizzante, reso ancor più preoccupante per il fatto che ad essere sottoposte ad “esbosco” intensivo sarebbero vaste porzioni di lecceta (374 ettari equivalgono a 400 campi da calcio) che a 50-60 anni dagli ultimi tagli, hanno ormai recuperato un elevato grado di naturalità e raggiungerebbero in tempi relativamente brevi, se già non l’hanno raggiunta, la originaria condizione di fustaia.

Si tratta della “compresa ceduo di leccio“, una classificazione in cui sono state incluse quelle aree dove, secondo il piano forestale in fase di approvazione, il governo del bosco sarebbe finalizzato alla produzione.

Tagli produttivi, dunque, e non colturali (quali sono ad esempio, quelli di diradamento e di avviamento a fustaia).

Tale esplicita finalità rende necessaria l’autorizzazione paesaggistica, ai sensi dell’art. 142 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.[1] (come già reso noto dalla Soprintendenza alle Belle Arti e Paesaggio di Cagliari, che a causa della mancanza di quel titolo ha sospeso i tagli già programmati in altre compendi forestali, Marganai in primis).

Foresta demaniale Marganai, area dei primi interventi di taglio (loc. Caraviu e su Isteri, Comune di Domusnovas)

Foresta demaniale Marganai, area dei primi interventi di taglio (loc. Caraviu e su Isteri, Comune di Domusnovas)

Ad oggi, tuttavia, nel sito dell’Ente Foreste della Sardegna, molto singolarmente, non si fa menzione di quell’iter autorizzativo, fra quelli indicati, in questa pagina, come necessari per il positivo esito della conferenza di servizi.

Per comprendere l‘intensità dello sfruttamento a cui sarebbero sottoposte le particelle che si vorrebbero degradare a ceduo semplice matricinato (dall’attuale stato di fustaia transitoria o “ceduo molto invecchiato”, ossia foresta prevalentemente ad alto fusto), è sufficiente dire che su una presenza media di 6932 piante/ettaro (tab.7.6, pag. 179) è previsto il rilascio solo di 80-150 matricine/ettaro (pag.181). Verrebbero cioè abbattute circa il 98% delle piante.

2 - Tabella_dentrometrica_compresa_ceduo_Is_Can_pag.179

Oppure che la “ripresa” (la quantità di legname estratto dalla foresta) è pari a circa l’80% della “provvigione” (pag. 182) ossia della massa legnosa complessivamente presente (l’apparente disallineamento tra i due dati è probabilmente dovuto al fatto che le matricine vengono scelte tra le piante più grandi).

Nelle previsioni del piano, tali aree sarebbero infatti sottoposte a taglio “raso”, il c.d. ceduo semplice matricinato, tipologia di intervento in cui si tagliano tutti gli alberi tranne la “matricina”, una pianta ogni 80-90 m^2 che viene risparmiata per garantire un minimo rinnovamento da seme.

L’effettuo della ceduazione è, al momento del taglio, quello di azzerare sostanzialmente la foresta. Nel caso di cedui molto “invecchiati” (come quelli che compongono la compresa nel caso in oggetto) ciò a cui si assiste, dunque, è la “sostituzione” di una formazione boschiva oramai prevalentemente ad alto fusto e a tratti già a fustaia, con un’area semi-denudata che poi, nel corso degli anni assume le sembianze di un “cespugliato” formato dai polloni, ossia i “germogli” che, dopo il taglio, “nascono” dalle ceppaie. Terminato il “turno” (il periodo tra un taglio e l’altro), di solito ventennale, il cespugliato che aveva cominciato ad assumere un portamento arboreo, viene nuovamente tagliato e così via. In questo modo si riesce ad assicurare una costante produzione di legna in modo sostenibile, nel senso che la copertura vegetale si rinnova ciclicamente e continua a fornire legname. Ma ciò avviene a discapito della qualità della copertura forestale, degradata a cespugliato più o meno sviluppato in altezza.

bosco composto da c.d. ceduo invecchiato, fustaia transitoria

bosco composto da c.d. ceduo invecchiato, fustaia transitoria

Ad accrescere le preoccupazione per l’estensione e l’intensità degli esboschi previsti a Is Cannoneris, è lo stesso piano forestale nel momento in cui evidenzia, per i cedui molto invecchiati, il rischio di una forte riduzione della capacità pollonifera, ossia di ricaccio dei germogli da cui dovrebbero aver origine le nuove piante.

Tale rischio è indicato come uno dei motivi per cui evitare la ceduazione in altre particelle, la cui età media (classe d’eta prevalente 60-70 anni, pag. 186) è però molto prossima a quella per le quali invece viene prescritto il ceduo (classe prevalente 50-60 anni, pag. 178). Sono sufficienti dieci anni di “anzianità” in meno per scongiurare questo rischio?

Guardando ai gravi danni erosivi e all’assenza di rinnovazione registrati nel Marganai in località “Su Caraviu” si direbbe proprio di no.

3 - Tabella_classi_cronologiche_compresa_fustaia_Is_Can_pag.186

4- Tabella_classi_cronologiche_compresa_ceduo_Is_Can_pag.178

Nè appare convincente, e anzi alimenta ulteriori dubbi, lo sforzo profuso dai redattori del Piano (documento peraltro di notevole interesse per quanto riguarda lo studio e l’analisi complessiva dei compendi forestali interessati) per promuovere il ritorno a vaste “tagliate” nella Foresta demaniale di Is Cannoneris.

Appaiono, in particolare, a dir poco discutibili le affermazioni secondo cui l’ecosistema forestale trarrebbe un beneficio, anche paesaggistico, dal taglio raso delle fustaie transitorie, in quanto queste ultime sarebbero formazioni,  “uniformi e monotone” e “in qualche modo artificiali“. Addirittura, per perorare l’effettuazione di vasti tagli intensivi, le fustaie transitorie vengono definite “soprassuoli fortemente antropizzati” (pag. 177 della Relazione di Piano).

Affermazioni a dir poco paradossali, come ben sa chi ha percorso le maestose formazioni a “fustaia transitoria” di Is Cannoneris, che nella loro natura selvaggia hanno una delle caratteristiche più connotanti.

Del resto, è lo stesso Piano che, contraddittoriamente, suggerisce di effettuare i tagli rasi lontano dalle aree più frequentate per il loro negativo impatto paesaggistico.

Così come sempre nel Piano si rinvengono passaggi che mal si conciliano con le “lodi” tessute a favore del ceduo semplice nel capitolo ad esso dedicato.

bosco composto da c.d. ceduo semplice

bosco composto da c.d. ceduo semplice

Ad esempio, a pag. 188 vengono illustrati i motivi che consigliano la gestione a fustaia, e non ceduo, di 277 ettari del complesso di Is Cannoneris (la compresa “fustaia di leccio”).

La compresa è costituita da cedui invecchiati e fustaie transitorie di tipo coetaneo nello stadio evolutivo in genere giovane. Lo sviluppo futuro dei boschi di leccio determinerà la formazione di fustaie di elevato valore naturalistico, paesaggistico e turistico-ricreativo, che contribuiranno ad aumentare la diversità specifica e strutturale della foresta, caratterizzata da ampie superfici occupate da formazioni a macchia mediterranea. Le aree già in conversione si localizzano nelle zone di maggior interesse turistico e con l’invecchiamento risulteranno fondamentali anche per la conservazione di specie legate ad habitat forestali maturi (es. astore sardo)“.

Dunque, anche il Piano, riconciliandosi con gli orientamenti gestionali promossi con molta forza dall’Ente Foreste fino a qualche anno fa (conversione da ceduo a fustaia quale una delle missioni perseguite dall’Ente), riconosce la preminenza indiscutibile, nella scala del valore ambientale, della fustaia di leccio, così “poco apprezzata”, invece nel capitolo dedicato alla compresa del ceduo.

Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, anche sulla scorta dei preoccupanti esiti registrati nella Foresta Demaniale del Marganai in ampie porzioni delle aree sottoposte al taglio negli anni scorsi, ritiene indispensabile una profonda revisione del Piano Forestale particolareggiato di Is Cannoneris, che porti ad un drastico ridimensionamento, se non all’azzeramento, delle superficie destinate a un deprecabile taglio raso di formazioni forestali di elevatissimo pregio ecologico e paesaggistico, con l’adozione di scelte gestionali ecologicamente certamente meno degradanti dei tagli rasi, quali ad esempio forme opportunamente “graduate” di ceduo composto, che sono comunque in grado di fornire “riprese” economicamente convenienti senza stravolgere l’integrità di eco-sistemi forestali acquisiti al patrimonio collettivo con la spendita di ingenti quantitativi di denaro pubblico e con lo scopo precipuo di garantirne la tutela ambientale. Non certo la funzione produttiva.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

___________________________________________________

[1] La giurisprudenza penale è chiara nel ritenere necessaria l’autorizzazione paesaggistica per tutti gli interventi che non rientrino nella nozione di “taglio colturale”. Recentemente la sentenza Cass. pen., Sez. III, 13 gennaio 2015, n. 962 ha ricordato che soltanto il taglio colturale per il miglioramento del bosco, rientrando nella previsione di cui all’art. 149 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i. (attività agro-silvo-pastorali), non necessita di preventiva autorizzazione paesaggistica.   E’ giurisprudenza ormai costante: vds. Cass. pen., Sez. III, 29 settembre 2011, n. 35308Cass. pen., Sez. III, 13 maggio 2009, n. 20138; Cass. pen., Sez. III, 25 gennaio 2007 n. 2864; Cass. pen., Sez. III, 11 giugno 2004, n. 35689.  Il taglio del bosco e la successiva aratura del terreno comportano la commissione del reato di cui all’art. 181 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i. (Codice dei beni culturali e del paesaggio).

 

 

da Il Fatto Quotidiano, 22 gennaio 2016

Il Sulcis perde la sua foresta: a rischio due milioni di lecci. (Ferruccio Sansa)

(foto F.A., J.I., S.D., archivio GrIG)

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  1. Felice Corda
    gennaio 20, 2016 alle 3:18 pm

    Non voglio intervenire sull’aspetto tecnico dei piani particolareggiati forestali di Sette Fratelli, Is Cannoneris, Montarbu e Monte Arci, dato che tale attività progettuale è stata predisposta, ritengo, dalla equipe incaricata in modo encomiabile e nell’interesse dell’Amministrazione regionale a cui si ispira l’attività dell’Ente Foreste. Però, vorrei aggiungere un piccolo appunto giuridico e sopratutto di riflessione in merito sia alle “autorizzazioni paesaggistiche” di cui al all’art 142 del decreto legislativo 42/2004 e sia alle varie sentenze della Cassazione Penale citate a margine dello stesso servizio. Prima di tutto, nei vari servizi finora proposti in merito a tali interventi, si dimentica di precisare che l’Ente Foreste, in nome e per conto dell’Amministrazione regionale, cura sempre in interesse “pubblico” e non “privato”: L’art. 142, riguarda esclusivamente gli interventi “privati” nel paesaggio. La procedura prevista, tra l’altro, è quella stabilita dall’art. 146 del D.lgs 42/04. Vale a dire: “i proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di immobili o aree di interesse paesaggistico, presentano alle amministrazioni competenti (Regione e/o Enti locali) il progetto degli interventi che intendono realizzare, corredato dalla documentazione necessaria per la valutazione della compatibilità paesaggistica delle opere previste e dalla relazione paesaggistica prevista dal D.P.C.M 12.12.2005. L’Amministrazione competente (la Regione) ricevuta l’istanza, verificata la documentazione….entro 40 gg dalla ricezione dell’istanza, verificata la conformità dell’intervento alle prescrizioni della normativa di tutela (vincolo e piano paesaggistico) trasmette al Sopraintendente la documentazione presentata dall’interessato corredata da una relazione tecnico-illustrativa, .. Il Sopraintendente, verificata la compatibilità paesaggistica dell’intervento e la sua conformità al piano paesaggistico (della Regione) e alla disciplina dettata dal vincolo, rende, entro 45 gg dalla ricezione degli atti, il proprio parere, sul progetto presentato in valutazione (il parere è vincolante fino all’approvazione del piano paesaggistico da parte delle Regioni). ” Pertanto, come si può notare, prima di tutto, i progetti che riguardano “il paesaggio” passano attraverso il vaglio della Regione Sarda, dotata del suo Piano paesaggistico, per verificarne la compatibilità e il rispetto delle norme in esso previste. Successivamente, tramite l’Amministrazione regionale, trasmette al Sopraintendente il tutto per “un parere” non vincolante, dato che la stessa è dotata del suo piano paesaggistico e solo l’Amministrazione regionale esprime un parere di conformità. Non solo, ma l’art. 147 dello stesso decreto legislativo, per gli interventi relativi ad “opere da eseguirsi da parte di Amministrazioni statali (quindi pubbliche) l’autorizzazione viene rilasciata in sede di Conferenza di servizi indetta ai sensi della legge 241/90. Per le medesime opere comunque soggette a valutazione di impatto ambientale a norma delle leggi vigenti, l’autorizzazione (della Regione)è rilasciata in ambito di tale procedura (art. 26 dello stesso decreto legislativo). Quindi, per quanto riguarda le autorizzazioni del Sopraintendente di Cagliari, in base a tali norme, ciascuno ne tragga le dovute e personali considerazioni. Per quanto riguarda il sottoscritto, a mio modesto parere, l’Amministrazione Regionale, dotata del suo piano paesaggistico, non credo debba rivolgersi al Sopraintendente per chiedere autorizzazioni o parere di alcun genere, riguardo a “progetti pubblici” da lei stessa finanziati ed approvati. Infatti, secondo l’art. 147 citato, nel caso specifico l’Ente Foreste, ha organizzato le Conferenze di servizio previste per legge, con tutti gli enti interessati al procedimento autorizzativo. Infine, faccio notare, che le sentenze della Cassazione citate, in particolare la n. 962 del 25 gennaio 2015, riguarda esclusivamente un interventi eseguito da una impresa “privata”, in cui tra l’altro, nelle zone soggette a tutela paesaggistica, non solo ha attuato un disboscamenti, ma sopratutto ha realizzato “piste forestali”, vale a dire opere che modificano definitivamente il paesaggio, alterandone permanentemente lo stato dei luoghi. Tutto ciò, non credo che riguardi i piani particolareggiati forestali dell’Ente Foreste. Felice Corda

    • gennaio 20, 2016 alle 8:01 pm

      dott. Corda, non so da dove tragga le sue informazioni, ma le cose, sul piano giuridico, stanno diversamente:

      * “i proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di immobili ed aree di interesse paesaggistico” che devono richiedere l’autorizzazione paesaggistica per gli interventi che intendano realizzare (art. 146 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) sono tutti i soggetti privati e i soggetti pubblici, nessuno escluso, comprese le Amministrazioni militari (vds. Cons. Stato, Sez. V, 10 novembre 2005, n. 6312);

      * il parere del Soprintendente nel procedimento di autorizzazione paesaggistica (art. 146, comma 5°, del decreto legislativo n. 42/2994 e s.m.i.) è obbligatorio e vincolante in assenza di pianificazione paesaggistica, mentre è obbligatorio e non vincolante in presenza di pianificazione paesaggistica con specifiche “prescrizioni d’uso dei beni paesaggistici tutelati … nonché della positiva verifica da parte del Ministero, su richiesta della regione interessata, dell’avvenuto adeguamento degli strumenti urbanistici”. Nel caso di specie, siamo in presenza di piano paesaggistico, ma non di strumenti urbanistici ad esso adeguati e positivamente verificati (vds. anche Cons. Stato, Sez. VI, 4 ottobre 2013, n. 4914, in (https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2013/10/19/il-parere-del-soprintendente-nel-procedimento-di-autorizzazione-paesaggistica-e-vincolante-e-indefettibile/;

      * quindi, le varie articolazioni tecnico-amministrative della Regione autonoma della Sardegna e i vari Enti strumentali devono chiedere per i vari interventi indicati dalla legge (art. 146, comma 2°, del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) la prescritta autorizzazione paesaggistica, anche in presenza di piano paesaggistico (vds. anche Cons. Stato, Sez. VI, 22 ottobre 2015, n. 4846, in https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2015/12/11/anche-in-presenza-del-piano-paesaggistico-rimane-fondamentale-la-valutazione-paesaggistica-dei-singoli-interventi-proposti/).

      Buona serata.

      Stefano Deliperi

  2. gennaio 20, 2016 alle 3:56 pm

    non c’è una petizione da firmare contro questo scempio?!?

  3. Gigino
    gennaio 20, 2016 alle 9:40 pm
    • Mara
      gennaio 23, 2016 alle 9:04 am

      Firmato – Grazie
      Non riesco nemmeno più a commentare, tanto è il nervoso nel sentire le ragioni dell’Assessore all’ ambiente. L’ambiente di chi?

  4. gennaio 20, 2016 alle 10:14 pm

    da Sardinia Post, 20 gennaio 2016
    Grig: “Tagli in vista per 370 ettari di foresta demaniale di Is Cannoneris”: http://www.sardiniapost.it/cronaca/grig-tagli-in-vista-per-370-ettari-della-foresta-demaniale-di-is-cannoneris/

  5. Felice Corda
    gennaio 20, 2016 alle 10:54 pm

    Gent.mo Dr. Deliperi, La ringrazio per le ulteriori informazioni. Le mie, mio malgrado, le ho acquisite presso il Tribunale di Nuoro, in cui personalmente, in qualita’ di Direttore Provinciale dell’Ente Foreste, con il Direttore dei lavori, venni giudicato e assolto, con formula ampia, perche’ Il fatto non sussiste, su denuncia del Corpo Forestale, per mancanza dell’autorizzazione paesaggistica da parte dell’Ufficio Tutela del paesaggio della Regione e non del Sopraintndente per i beni paesaggistici, per un intervento di rimboschimento, con la tecnica della “gradonatura” nel comune di Lula. Come vede, mi sembra molto improbabile che Ente Foreste, debba richiedere autorizzazioni paesaggistiche allUfficio tutela del paesaggio o al Sopraintendente, per l’attivita’ forestale pubblica, compresa quella della ceduazione prevista nei piani particolareggiati di cui si parla. A parte le differenti considerazioni e posizioni, a questo punto, si tratta di attendere la fine dell’inchiesta giudiziaria e l’eventuale giudizio penale, dato che la denuncia del Sopraintendente e al vaglio della Magistratura.

    • gennaio 20, 2016 alle 11:03 pm

      Buonasera dott. Corda, grazie per la sua testimonianza. Un intervento di rimboschimento, però, mi pare cosa ben diversa da un intervento di taglio boschivo.

      Stefano Deliperi

  6. Genius Loci
    gennaio 21, 2016 alle 3:53 pm

    Incredibile l’assalto speculativo “coperto” o ad opera delle istituzioni: a mare progetti di perforazioni (con tutto quello che c’è dietro), a terra il depauperamento del patrimonio boschivo sardo….. per produrre pellet?.
    E non c’è un partito politico che si pronunci. Siamo davvero in mano a degli incapaci ed irresponsabili.

  7. Fabrizio De Andrè
    gennaio 21, 2016 alle 6:37 pm

    Come non si pronunciano i partiti politici…….con il loro silenzio sono complici e ci mangiano tutti.Portovesme insegna….Oggi l’Alcoa blocca la strada…..agli antimilitaristi che bloccano le bombe botte,a loro solidarietà.

  8. Nils
    gennaio 21, 2016 alle 9:06 pm

    E’ forse questa la sostenibilità cui pensano i politici (http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=298931&v=2&c=152&t=1) ??

  9. riccardo sanna
    gennaio 22, 2016 alle 10:47 am

    Chiedere subito le dimissioni dell’assessore all’ambiente!!

  10. gennaio 22, 2016 alle 2:42 pm

    dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna
    Foreste, Spano: gestione forestale su sostenibilità e multifunzionalità per sviluppo sostenibile.
    “Si intende valorizzare l’aspetto socioeconomico, per il quale verrebbe favorita la nascita di forme associative della gestione forestale, e si vuole promuovere e ottimizzare i lavori forestali e le filiere produttive che si originano dai prodotti del bosco”, ha detto l’assessore. (http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=298931&v=2&c=152&t=1)

    CAGLIARI, 21 GENNAIO 2016 – “Lo sviluppo sostenibile applicato al sistema forestale significa gestione forestale sostenibile. Al livello operativo ciò si traduce nel rifarsi ai principi fondamentali della normativa comunitaria e nell’adozione di linee guida e indicatori. Così abbiamo fatto per la Legge forestale, un testo redatto in maniera assolutamente innovativa secondo i principi di sostenibilità e multifunzionalità. Si intende valorizzare l’aspetto socioeconomico, per il quale verrebbe favorita la nascita di forme associative della gestione forestale, e si vuole promuovere e ottimizzare i lavori forestali e le filiere produttive che si originano dai prodotti del bosco”.

    Lo ha dichiarato l’assessore della Difesa dell’Ambiente Donatella Spano, oggi a Cagliari, in occasione del convegno “Multifunzionalità e gestione sostenibile delle foreste mediterranee”. L’esponente della Giunta Pigliaru ha voluto sottolineare, in una corretta gestione forestale, gli aspetti relativi della prevenzione e riduzione del rischio incendi. Ha inoltre illustrato la funzione protettiva, fondamentale nell’assetto idrogeologico del territorio, senza trascurare la funzione produttiva e quella ambientale legata alla biodiversità. Infine si è soffermata sul ruolo delle foreste nelle azioni di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici per la capacità di riduzione delle concentrazioni di anidride carbonica in atmosfera. “Le politiche forestali sono quindi una delle strategie prioritarie del nostro Programma Regionale di Sviluppo”, ha concluso l’assessore Spano.

  11. Genius Loci
    gennaio 22, 2016 alle 8:37 pm

    …..Probabilmente Spano ci ritiene degli idioti….

  12. gennaio 22, 2016 alle 11:15 pm

    c’è un aggiornamento: l’articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano, edizione 22 gennaio 2016, “Il Sulcis perde la sua foresta: a rischio due milioni di lecci”, di Ferruccio Sansa.

  13. Luca Carta Escana
    gennaio 23, 2016 alle 7:46 pm

    E sas forestas nieddas, testimonzas / De tantas cosas fuidas, / De tantos dolores nostros, de ilgonzas / Non bene seppellidas, / Ti circundan fieras, suspirende, / Ca intro de su canale / In bassu bassu, intendene addobende / Sa maladitta istrale.

    Antioco Casula, in arte Montanaru (1904)

  14. Emanuela Fiorenzi
    gennaio 24, 2016 alle 4:20 pm

    Fate una petizione ci sono molte persone pronte a firmarla se ritenete necessario. Emanuela Fiorenzi
    Progetto “I Guardiani della Terra”

  15. gennaio 28, 2016 alle 5:38 pm

    ecco la petizione contro i tagli previsti nella Foresta demaniale di Is Cannoneris.

    Change.org
    diretta a Ministero dell’ Ambiente e Ente Foreste della Sardegna

    Salviami i due milioni di lecci del Sulcis: https://www.change.org/p/salviami-i-due-milioni-di-lecci-del-sulcis?utm_source=action_alert&utm_medium=email&utm_campaign=501502&alert_id=kzgLrcAbgo_p8iReSuz4cL%2BEz0OTIwTHEA3bkZnmovSIu6aUJm8j9E%3D

  16. Maria Elena Corbu
    gennaio 31, 2016 alle 9:56 pm

    Mi domando come pochi mentecatti possano impunemente decidere di distruggere ciò che appartiene a tutti noi. Si tratta forse dei mitici luoghi descritti da Dessì nel suo bellissimo romanzo “Paese d’ombre”? Che tristezza!

  17. Fabio
    febbraio 4, 2016 alle 2:04 am

    Salve, ho visto la petizione su Change.org e prima di firmare voglio vederci un pò chiaro. Devo riconoscere che l’articolo è ben scritto con molte fonti di supporto, le attività dell’Ente Foreste le conosco ma adesso ho avuto modo di approfondire anche grazie a voi. Alcune cose nell’articolo però non mi sembrano particolarmente chiare, non sono un esperto e sarei felice di sbagliarmi perchè questi tagli descritti da voi molto negativamente non sembrano molto rispettosi delle foreste sarde e vorrei che mi venisserò chiariti alcuni punti.

    Analizzando attentamente le relazioni dell’Ente non sono riuscito a capire come avete appurato che verranno abbattute il 98% delle piante dell’area designata, anche perchè nella relazione viene specificato chiaramente, cosa non fatta da voi, che sono già stati segnalati gli alberi (quindi non tutti) inoltre il piano non prevede solo tagli di raso, ma di diversi tipi oltre che sistemazioni, pulizia e recupero di alberi già decaduti o morenti.

    Come già detto da Felice Corda mi sembra che il piano sia ben strutturato, da un equipe con molta esperienza in questo campo, e le azioni vengono svolte nell’interesse della Regione e di tutti, infatti sembra che si tenga molto conto dell’impatto ambientale e la salvaguardia dell’ambiente prima, durante e dopo i tagli. Se posso permettermi non ritengo valida la vostra considerazione totalmente negativa sul fatto che l’Ente Foreste ritiene che da questi interventi la foresta ne tragga beneficio, non mi sembra che abbiate fornito delle prove a sostegno della vostra tesi.

    Ripeto, non sono un esperto ma sarei felice di poter chiarire questi dubbi. Grazie 🙂

    • Juri
      febbraio 4, 2016 alle 11:13 am

      Il dato del 98% di piante tagliate (nei previsti 377 ha di “ceduo semplice matricinato”) deriva da questi numeri (indicati nel piano): densità media di piante prima del taglio: 6932/ha; piante risparmiate dal taglio (le matricine) 115 (media tra i valori estremi indicati nel piano di 80 e 150), ossia meno del 2% di quelle presenti prima del taglio, da cui la percentuale di piante abbattute pari al 98%. Questo significa che in quei 374 ettari verrebbero tagliate 2,5 milioni di piante (6800×374).

      Le considerazioni negative derivano dal fatto che la ceduazione semplice (taglio raso che per alcuni anni denuda quasi completamente il suolo) è una forma di gestione finalizzata alla massima produzione di legna che produce una notevole degradazione della foresta. L’alto fusto viene degradato in cespugliato e la foresta viene esposta a notevoli rischi di erosione (che nel caso del Marganai, in alcune particelle si sono già tradotti in danni concreti molto consistenti).

      Non per niente, fino alla singolare svolta di questi anni, l’Ente Foreste aveva bandito questa tipologia gestionale delle foreste demaniali e anzi aveva come missione quella di perseguire la conversione da ceduo a fustaia (forma gestionale che privilegia la tutela ambientale e paesaggistica e garantisce allo stesso tempo una certa produzione di legna, certo molto inferiore al ceduo semplice).

      I 374 ettari che si vorrebbero tagliare a raso ricadono in un’area di altissimo valore ambientale e paesaggistico e a 50-60 anni dalle ultime ceduazioni sono avviati verso la condizione di fustaia. Davvero non è dato capire come un Ente strumentale della Regione possa prendere decisioni politiche così impattanti relativamente ad un patrimonio forestale acquisito alla collettività con la spendita di ingenti risorse pubbliche.

      Anche perché esistono altre forme di utilizzazione che consentono di coniugare buone produzioni di legna e tutela ambientale e paesaggistica (ad esempio, ceduo composto, chissà perché sparito dai piani forestali in fase di approvazione).

      • Fabio
        febbraio 21, 2016 alle 7:04 pm

        Salve, Juri, anche se un pò in ritardo grazie per l’esaustiva risposta piena di dettagli e spiegazioni, dopo aver letto attentamente tutti i numeri e dopo aver visto il servizio del TGR a Rai3 in cui eri presente anche tu mi sono deciso a firmare anche io, è evidente che c’è qualcosa che non va, sarebbe bello anche un’analisi approfondita sugli altri punti, sul Monte Arci per esempio mi interessa molto perchè mi riguarda da vicino 🙂

        Grazie, Saluti.

        Fabio

  18. febbraio 8, 2016 alle 7:33 pm

    Gentili Signori,
    per aiutarvi a raggiungere il maggior numero possibile di firme per la vostra campagna di salvaguardia dei Lecci in Sardegna, ho aperto anch’io una petizione con Avaaz. Spero di essere contattata al più presto e, nell’attesa, porgo i miei cordiali saluti.Ho inserito il link qui sotto.Spero che la mia iniziativa sia di vostro gradimento.Rosa

    https://secure.avaaz.org/it/petition/Ministero_dellmbiente_e_Ente_Foreste_della_Sardegna_salviamo_i_due_milioni_di_lecci_del_sulcis/

    • Mara
      febbraio 9, 2016 alle 9:20 am

      Grazie Rosa, ho firmato pure quella. Tutto fa brodo…

  1. settembre 16, 2016 alle 7:01 am
  2. settembre 16, 2016 alle 7:03 am

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