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I tagli boschivi nella Foresta demaniale del Marganai presentano una gravità del danno “elevata”.


Foresta demaniale Marganai, area dei primi interventi di taglio (loc. Caraviu e su Isteri, Comune di Domusnovas)

Foresta demaniale Marganai, area dei primi interventi di taglio (loc. Caraviu e su Isteri, Comune di Domusnovas)

I noti tagli boschivi in parte realizzati e in gran parte previsti nella Foresta demaniale del Marganai (Iglesias, Domusnovas, Fluminimaggiore) hanno prodotto danni al bosco (loc. Su Caraviu), la gravità del danno è “elevata.

I rilevamenti sono del 15 marzo 2012, quindi noti da tempo.

Lo affermano gli esperti dell’A.T.I. D.R.E.AM. ItaliaR.D.M. Progetti, redattori dei piani forestali particolareggiati di tredici complessi forestali, in forza di specifico appalto (importo pari a euro 1.121.250,00 + I.V.A.), definiti dallo stesso Ente Foreste della Sardegna (E.F.S.) come “un team di esperti, alcune fra le migliori professionalità italiane con curriculum internazionale nel settore”.

Dicono anche, nero su bianco, che la funzione prevalente del taglio è la produzione, cioè sono tagli boschivi con finalità economica.

Sono questi i monitoraggi, curiosamente non pubblicizzati, con cui l’E.F.S. voleva tranquillizzare i tanti critici dell’operazione di taglio ecologico del bosco?

Foresta demaniale Marganai, area dei primi interventi di taglio, erosione (loc. Caraviu e su Isteri, Comune di Domusnovas)

Foresta demaniale Marganai, area dei primi interventi di taglio, erosione (loc. Caraviu e su Isteri, Comune di Domusnovas)

Lo ripetiamo: all’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus – così come a tantissimi sardi (e non), esperti o semplici cittadini – non interessa fare polemiche.  L’abbiamo detto in mille occasioni e in mille modi.

Interessa fare completa chiarezza e trasparenza sulla gestione presente e, soprattutto, futura delle nostre foreste demaniali.

Quella chiarezza che, spiace rammentarlo, finora manca, nonostante i vari docenti universitari scomodati a dar buoni voti all’intervento di reintroduzione del governo a ceduo.

Bene ha fatto il Soprintendente per le Belle Arti e il Paesaggio di Cagliari arch. Fausto Martino a sospendere (come avevamo chiesto nel gennaio 2015) con ordinanza del 24 settembre 2015 i tagli boschivi nella Foresta demaniale del Marganai in quanto mai autorizzati sotto il profilo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), affermando che “non si tratta di un taglio colturale, l’unico esente dalla necessità di conseguire la preventiva autorizzazione paesaggistica.

E, su segnalazione del Soprintendente, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari ha aperto un procedimento penale.

Ora – e non si potrebbe fare altrimenti – invieremo formalmente alla Magistratura e alla Soprintendenza gli atti resi pubblici dal quotidiano online Sardinia Post e dal bravo Pablo Sole, fra i pochi giornalisti ad aver preso a cuore con grande professionalità la sorte del Marganai e delle altre Foreste demaniali.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

da Sardinia Post, 30 novembre 2015

Il documento riservato dell’Ente foreste: “Nel Marganai danni gravi”. (Pablo Sole)

Nel Marganai, dopo il passaggio delle motoseghe che col placet dell’Ente foreste hanno raso al suolo decine di ettari di lecceta, nell’area di Su caraviu è scomparso lo strato superficiale del terreno. Quello, per intendersi, indispensabile per la ricrescita del bosco. E la gravità del danno è “elevata”. Non lo dicono gli ambientalisti o i detrattori della ceduazione: lo mettono per iscritto gli esperti chiamati proprio dall’Ente foreste per redigere, dietro un compenso superiore al milione di euro, i piani particolareggiati delle foreste sarde.

Cosa strana: a differenza di altri, il documento in questione non è mai stato pubblicato. Certo è che smentisce le rassicurazioni del commissario Giuseppe Pulina, strenuo difensore del progetto ma pure degli autori del Piano, i professionisti della Dream di Arezzo e della Rdm di Firenze: “Un team di esperti, alcune fra le migliori professionalità italiane con curriculum internazionale nel settore”, ha scritto a settembre, in una nota stampa inviata alle testate per ribadire come nel Marganai andasse tutto benissimo. Il documento che pubblichiamo è stato approvato esattamente un anno fa, a novembre 2014.

Ma nelle carte firmate dai professionisti ingaggiati dall’Ente foreste e rimaste finora sconosciute, c’è anche dell’altro. Un elemento cruciale. Quando a fine settembre il Sovrintendente ai beni paesaggistici di Cagliari e Oristano Fausto Martino decise di imporre lo stop al taglio della lecceta del Marganai, lo fece per un motivo ben preciso: nessuno aveva interpellato i suoi uffici, come prevedono le norme quando si tratta di tagli produttivi. “Ma non si doveva chiedere alcuna autorizzazione, perché è un intervento colturale”, ovvero di miglioramento del bosco, ha precisato in più di un’occasione il commissario dell’Ente foreste. Ma gli esperti affermano un concetto diverso: “Le attività di ceduazione sono di tipo produttivo”, sia a Su caraviu, sia a S’isteri – Sa tellura, scrivono in modo chiaro.

 

 

foresta mediterranea

foresta mediterranea

da Sardinia Post, 22 novembre 2015

Cartoline dal cielo del Marganai – Il trailer. (Pablo Sole)

 

da Sardinia Post, 26 novembre 2015

Cartoline dal cielo del Marganai 1/2. Il buco con la foresta intorno. (Pablo Sole)

 

 

 

 

(foto F.A., S.D., archivio GrIG)

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  1. Genius Loci
    dicembre 1, 2015 alle 12:43 pm

    Pieno sostegno all’iniziativa del GrIG per la salvaguardia delle nostre foreste demaniali.
    Se poi l’Ente Foreste della Sardegna, con questi interventi, intende giustificare l’esubero del personale, salvare l’occupazione o sanare bilanci, che punti almeno su riconversioni sostenibili e non a danno del patrimonio naturalistico sardo.
    Ma qualcuno dovrà pur pagare per lo scempio già perpetuato.
    Ma il mondo politico regionale, dov’è?

  2. Fabrizio De Andrè
    dicembre 1, 2015 alle 2:02 pm

    Purtroppo nessuno paga per i danni causati dalle leggerezze dei politici nostrani così ignoranti che per pochi posti di lavoro e consenso continuano ad attingere in maniera devastante dal nostro patrimonio naturale e storico culturale.Cosa lascerete alle generazioni future,i caschi dell’alcoa,dell’eurallumina ,le ceneri del marganai o le basi militari?I vostri politici dove sono?sicuramente impegnati a salvare l’occupazione con sistemi così distruttivi e repressivi che sarebbe ora che ne arrestassero qualcuno per fermare il degrado o almeno gli dessero il foglio di via…..

  3. Genius Loci
    dicembre 1, 2015 alle 4:57 pm

    Certo Fabrizio De Andrè. Ne arresterei qualcuno ma all’ergastolo, talmente è ingente il danno ambientale a carico della collettività e delle generazioni future.
    Ma per danni di questa portata non basterebbero né tre ergastoli né cinque gironi infernali.
    Massimo “rischiano” un avanzamento di grado o in incarico più prestigioso, e remunerativo, in altri ambiti dove possono ulteriormente esprimere il loro “sapere”.

  4. dicembre 1, 2015 alle 9:39 pm

    da Sardinia Post, 1 dicembre 2015
    Marganai, il Grig porta in Procura i documenti riservati dell’Ente foreste. (Pablo Sole): http://www.sardiniapost.it/cronaca/marganai-il-grig-porta-in-procura-i-documenti-riservati-dellente-foreste/

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