I tagli nella Foresta demaniale del Marganai.


Foresta demaniale Marganai, area dei primi interventi di taglio (loc. Caraviu e su Isteri, Comune di Domusnovas)

Foresta demaniale Marganai, area dei primi interventi di taglio (loc. Caraviu e su Isteri, Comune di Domusnovas)

I tagli boschivi nella Foresta demaniale del Marganai (Iglesias, Domusnovas, Fluminimaggiore) alimenteranno una fabbrica di pellet, in progetto a Domusnovas (CI).

Sono questi i veri motivi della ripresa del governo a ceduo di parte del bosco, con non trascurabili rischi di erosione?

Ne parla, da par suo, Gian Antonio Stella, su Il Corriere della Sera.

Buona lettura.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Foresta demaniale Marganai, area dei primi interventi di taglio, erosione (loc. Caraviu e su Isteri, Comune di Domusnovas)

Foresta demaniale Marganai, area dei primi interventi di taglio, erosione (loc. Caraviu e su Isteri, Comune di Domusnovas)

 

da Il Corriere della Sera, 7 settembre 2015

IL CASO. La selva preistorica del Sulcis che diventa legna da ardere.

Il sindaco: creiamo lavoro. Ma il 63% dei fondi Ue non è stato speso. Gli ambientalisti «Bruxelles finanzia la tutela di aree come questa, ma qui c’è un ritorno in voti». (Gian Antonio Stella)

È meglio spendere i fondi europei o abbattere una foresta «preistorica» per fare pellet? La risposta è ovvia. La giunta d’un paese sardo invece, d’accordo incredibilmente con l’Ente Foreste, ha deciso di dare un po’ di lavoro ai compaesani radendo a zero la selva. Avranno pesato i danni collaterali? «Non abbiamo soldi per questi studi». E i rischi idrogeologici? Uffa…

Siamo a Domusnovas, un centro di seimila anime a una cinquantina di chilometri da Cagliari. Terra di miniere. Dalle quali il paese ebbe qualche decennio d’una certa agiatezza. Finiti nella seconda metà del ‘900. Crisi. Emigrazione. Disoccupazione. Il destino di tutto il Sulcis. Via via più povero nonostante lo Stato abbia cercato di arginare la deriva investendo dal 1996 al 2011, spesso con interventi di puro assistenzialismo, oltre seicento milioni.

Foresta demaniale Marganai, area dei primi interventi di taglio (loc. Caraviu e su Isteri, Comune di Domusnovas)

Foresta demaniale Marganai, area dei primi interventi di taglio (loc. Caraviu e su Isteri, Comune di Domusnovas)

Fatto sta che a un certo punto, cinque anni fa, l’allora assessore regionale all’Ambiente (all’Ambiente!) Giorgio Oppi, l’Ente Foreste (un carrozzone regionale con 7.000 dipendenti, pari a 250 mila a livello italiano!) e il sindaco di Domusnovas Angelo Deidda detto Angioletto, hanno deciso di inventarsi lo sfruttamento della foresta demaniale del monte Marganai. E di radere al suolo un primo pezzo di 35 ettari di selva.

Un trauma. Subito denunciato dagli ambientalisti. Ma presto rilanciato con un progetto ancora più radicale: il «ripristino del governo a ceduo e la pianificazione dei futuri tagli» per altri 540 ettari. Pari a dodici volte la superficie della Città del Vaticano. Così da dare lavoro alla cooperativa Mediterranea e a qualche decina di disoccupati.

«È solo legnaccia!», spiegherà Angioletto a una riunione dei sindaci del Sulcis finita su YouTube grazie all’oratoria torrenziale (e volgarotta…) del nostro. Insomma, buona solo per fare pellet da ardere.
stendardo GrIGA quel punto sono saltati su quelli del Grig, l’agguerrito Gruppo d’Intervento Giuridico di Stefano Deliperi: «Fermate tutto, quelle foreste di leccio, corbezzolo, fillirea e macchia alta sono inestimabili». In parallelo, il giornale online Sardiniapost.it , diretto da Giovanni Maria Bellu, iniziava a martellare sull’assurdità di quella scelta irreversibile. Dice tutto il titolo: «L’incredibile missione dell’Ente Foreste: radere al suolo 500 ettari di bosco».

Una lettera dei tre docenti universitari autori del piano di gestione del S.I.C. (Sito Importanza Comunitaria), profondi conoscitori delle aree interessate, e cioè l’agronomo Angelo Aru, il biologo Francesco Aru e il geologo Daniele Tomasi, infatti, lanciava già l’allarme quasi un anno fa. Denunciando il pericolo che il taglio della foresta possa causare «nefaste conseguenze» ambientali. Con «gravi alterazioni» al terreno, un «incremento del ruscellamento e dell’erosione», la «riduzione della capacità ricostituiva della copertura vegetale», la «scomparsa di alcune delle specie»…

In pratica, traduce in parole semplici Francesco Aru, «vogliono distruggere uno degli ultimi esempi di foresta mediterranea spontanea cresciuta su rocce vecchie di 680 milioni di anni e sopravvissuto nei millenni agli errori dell’uomo… Una rarità assoluta». Per capirci: su quel tipo di terreno, una roccia di tipo dolomitico, «per fare un centimetro di suolo ci vogliono mediamente 350 mila anni. Un processo lunghissimo. Se tu hai un tappeto di soli venti o trenta centimetri di terreno il taglio di un albero rappresenta uno stress… Figurarsi un disboscamento come quello progettato!». Il rischio? «Per gli errati utilizzi da parte dell’uomo gli altri boschi simili sono scomparsi. Una volta che butti giù hai il deserto. Con tutto il rispetto per il lieve sollievo dato alla disoccupazione nella zona: vale la pena di distruggere un tesoro ambientale unico?»

Foresta demaniale Marganai, area dei primi interventi di taglio (loc. Caraviu e su Isteri, Comune di Domusnovas)

Foresta demaniale Marganai, area dei primi interventi di taglio (loc. Caraviu e su Isteri, Comune di Domusnovas)

Dicono i difensori del disboscamento: lo facevano pure i nostri nonni. Vero, ma non così massicciamente. Un intervento tanto brutale lo fece solo, un secolo e mezzo fa, nel 1856, il conte emiliano Pietro Beltrami. Non a caso ricordato come «l’Attila della Sardegna». Certo, la foresta del Marganai sopravvisse. Ma proprio quegli abbattimenti, dicono gli esperti, hanno reso fragilissimo l’equilibrio. E aumentato i rischi.

Tanto più che, spiegano Stefano Deliperi e Francesco Aru, «l’Europa è disponibile in questi casi a intervenire finanziando la conservazione di aree di particolare interesse. In pratica, con la direttiva Habitat dice: se tu non la tocchi, quella foresta antica miracolosamente sopravvissuta, ti do io i soldi. Facciamo un contratto: quanto vale quel legno all’ettaro? Ti pago il valore di mercato. Se da questa una lecceta puoi ricavare 7.000 euro a ettaro te li do io». E allora perché Comune ed Ente Foreste non scelgono questa alternativa? «Perché qui c’è il ritorno in voti, favori, servizi collaterali…»
Tesi della giunta: relazione sbagliata. «Il nostro territorio l’abbiamo sempre difeso», ha spiegato il vicesindaco Gianpaolo Garau a Sardiniapost.it : «Ogni santo giorno in Comune c’è la processione. Non c’è lavoro, le persone non sanno come andare avanti. Noi dobbiamo dare una risposta». Di quanti occupati parliamo? «Su un taglio di 35 ettari di lecceta, 50/60 persone. Una boccata d’ossigeno per sette/otto mesi, poi per altri sei mesi potranno contare sul sussidio di disoccupazione». «Perché se contestate quei risultati non commissionate uno studio scientifico?». «Gli esperti bisogna pagarli e il Comune non ha soldi, siamo alla disperazione, con i disoccupati che vengono in municipio tutti i giorni. Non possiamo buttare i soldi per gli studi». Testuale. Come se un errore catastrofico non avesse poi conseguenze catastrofiche: desertificazione, frane, disastri ad ogni «bomba d’acqua»…
Nel frattempo, L’Unione Sarda titolava scandalizzata sui fondi europei: «Por e Pac, Sulcis maglia nera: non sa spendere 58 milioni». Sintesi: «Nella provincia più povera d’Italia il 63% dei fondi assegnati non è stato ancora speso…». In compenso, il sindaco Angioletto Deidda e la sua giunta, quelli senza soldi per gli studi, hanno deciso di dare 3.647 euro a un avvocato perché quereli il giornalista Pablo Sole, che da mesi denuncia i rischi del disboscamento. Ha scritto qualcosa di falso? No, dice la delibera: ha «messo in cattiva luce l’operato dell’Amministrazione…». Boh…

 

 

foresta mediterranea

foresta mediterranea

(foto F.A., S.D., archivio GrIG)

 

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  1. Mara
    settembre 7, 2015 alle 4:11 pm

    I MIEI cittadini, i MIEI disoccupati, questo folle ha un delirio di grandezza da curare. Quando il Marganai comincerà a franare a valle, saranno tutti a piangere per la Montagna Assassina. Grazie all’ottimo Stella per l’articolo così incisivo, temo non basterà a fermare la follia. Storicamente in Sardegna le peggiori turpitudini sono state commesse in nome dei “posti di lavoro”. Portoscuso (e Ottana, e Porto Torres.. ecc) docet.

  2. settembre 7, 2015 alle 4:12 pm

    vere sacche di sottosviluppo culturale al governo di questi paesi … e l’ambiente, che è di tutti, paga il conto come sempre! è vergognoso!

  3. Nicola Putzu
    settembre 7, 2015 alle 8:33 pm

    @ Stefano Deliperi: trovo interessante il riferimento che Stella fa ad una tua considerazione (insieme al biologo Aru) sulla possibilità che l’UE finanzi la conservazione della foresta, integra, con un corrispettivo di 7.000€/ettaro risparmiato. Mi potresti spiegare più nel dettaglio a che misura finanziaria ti riferisci? Ci sono esempi di questo tipo in altre aree europee? Ti ringrazio.

    • settembre 7, 2015 alle 11:30 pm

      la considerazione, da parte mia, nasce dalla sistematica presenza nelle varie programmazioni comunitarie di misure per la gestione “naturalistica” dei S.I.C./Z.P.S.
      Per esempio:

      * misura 1.5 “rete ecologica regionale” del P.O.R. Sardegna 2000-2006;

      * linea di intervento 4.2.1. del P.O. FESR 2007-2013 – Asse IV;

      * misura 323 del P.S.R. 2007-2013.

      La quantificazione dell’importo per ettaro penso sia del dott. Aru.

      Stefano Deliperi

      • Nicola Putzu
        settembre 8, 2015 alle 8:27 pm

        Grazie Stefano. Molto chiaro e dettagliato.

    • Francesco
      settembre 14, 2015 alle 11:33 am

      Egr.o Sig. Nicola Putzu, il dott. Deliperi gli ha risposto correttamente, ancor più dettagliatamente a tutti i lettori in uno specifico articolo, ma è stata scordata la misura più importante del caso specifico “Marganai” da noi proposta ,ma non ascoltata, (i 7000,00 euro) prevista dalla direttiva UE “Natura 2000”, cioè le misure contrattuali.
      Infatti, la direttiva 92/43/CEE (Habitat) del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli Habitat naturali e semi-naturali e della flora e fauna selvatiche, in particolare all’articolo 2 secondo e terzo paragrafo che dispongono: “2. Le misure adottate a norma della presente direttiva sono intese ad assicurare il mantenimento o il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente, degli habitat naturali e delle specie di fauna e flora selvatiche di interesse comunitario. 3. Le misure adottate a norma della presente direttiva tengono conto delle esigenze economiche, sociali e culturali, nonché delle particolarità regionali e locali.”;
      -all’articolo 6 primo e secondo paragrafo che dispongono: “1. Per le zone speciali di conservazione, gli Stati membri stabiliscono le misure di conservazione necessarie che implicano all’occorrenza appropriati piani di gestione specifici o integrati ad altri piani di sviluppo e le opportune misure regolamentari, amministrative o contrattuali che siano conformi alle esigenze ecologiche dei tipi di habitat naturali di cui all’allegato I e delle specie di cui all’allegato II presenti nei siti. 2. Gli Stati membri adottano le opportune misure per evitare nelle zone speciali di conservazione il degrado degli habitat naturali e degli habitat di specie nonché la perturbazione delle specie per cui le zone sono state designate, nella misura in cui tale perturbazione potrebbe avere conseguenze significative per quanto riguarda gli obiettivi della presente direttiva.”
      Quindi le misure contrattuali prevedono la possibilità per gli operatori tecnici (RAS, ecc.) di organizzare contratti Natura 2000 con i vari attori (agricoltori, proprietari, cacciatori, silvicoltori, associazioni, ecc.) dei siti. Questi contratti sono l’equivalente dei contratti d’agricoltura sostenibile ma adattati ai siti Natura 2000. Quindi tu prendi per contratto l’impegno di comportarti in una certa maniera e io ti elargisco un premio adeguato al valore dell’impegno preso.
      Un esempio concreto di misura contrattuale adottato dalla Regione Lazio è visionabile al link:
      http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&frm=1&source=web&cd=3&ved=0CCwQFjACahUKEwiX16OlfbHAhXDBBoKHU5BBro&url=http%3A%2F%2Fwww.regione.lazio.it%2Fbinary%2Frl_main%2Ftbl_delibere%2F218864.doc&usg=AFQjCNHn2OX0F3NFTdNzZXm3ZOUOFva0VQ
      Cordialmente saluto Francesco

  4. Terrae
    settembre 8, 2015 alle 2:56 am

    A Domusnovas ogni tanto qualche idea bizzarra mangia la pasta in testa al buonsenso.
    Corre voce che la Grotta di San Giovanni, monumento naturale regionale, circa 15 anni or sono, fu fatta oggetto di una profonda pulizia coi potenti getti d’acqua di un’idropulitrice per essere più accogliente con i visitatori.
    E ora … Una bella ripulita alla montagna … in attesa delle prossime piogge d’ottobre, sperando che il cielo non ce le mandi troppo copiose e furiose come negli ultimi anni.

  5. settembre 8, 2015 alle 2:56 pm

    da Sardinia Post, 7 settembre 2015
    Domusnovas, adesso c’è anche il Corsera nella lista nera del sindaco: http://www.sardiniapost.it/pronto-intervento/domusnovas-adesso-ce-anche-il-corsera-nella-lista-nera-del-sindaco/

  6. settembre 9, 2015 alle 5:03 pm

    interrogazione parlamentare presentata dai senatori Enrico Buemi (http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Attsen/00017879.htm, Autonomie, P.S.I.) e Fausto Guilherme Longo (http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Attsen/00029121.htm, Autonomie).
    Nessun cenno, come sempre, da rappresentanti istituzional eletti in Sardegna.

    ******************************************************************************************************

    Interrogazione

    Ai Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e delle politiche agricole, alimentari e forestali.

    – Premesso che:

    la Sardegna, seconda isola più estesa del mar Mediterraneo è ricca di montagne, boschi, pianure, corsi d’acqua, coste rocciose e lunghe spiagge sabbiose e per la varietà dei suoi ecosistemi l’isola è stata definita metaforicamente come un micro-continente;

    in epoca moderna molti viaggiatori e scrittori hanno esaltato la sua bellezza, rimasta incontaminata almeno fino all’età contemporanea, nonché immersa in un paesaggio che ospita le vestigia della civiltà nuragica;

    tra le bellezze naturali, a pochi chilometri da Cagliari, vi è il Complesso Forestale Marganai, composto da sei unità gestionali ricadenti nei comuni di Iglesias, Fluminimaggiore, Domusnovas, Buggerru, Gonnesa. Tra queste la foresta demaniale di Marganai, la cui superficie totale è di circa 5560 ettari;

    il clima del complesso è quello tipico delle zone meridionali sarde con estati calde, lunghe ed asciutte ed inverni miti e moderatamente piovosi con surplus idrico da ottobre a maggio e con un deficit idrico nei mesi di luglio, agosto e parte di settembre. La vegetazione del complesso è rappresentata principalmente da macchia mediterranea, pascolo ed attività mineraria. Seguono in termini di diffusione i boschi di latifoglie a dominanza di leccio e corbezzolo. Le sugherete per lo più miste al leccio sono diffuse maggiormente nell’Inglesiente e nel Fluminese. Le aree artificiali sono rappresentate prevalentemente da rimboschimenti puri o misti di conifere. L’area del massiccio è altresì ricca di numerosi endemismi tra cui l’Helichrysum montelinasanum, Ophris holoserica subsp. chestermannii e Sesleria insularis subsp. morisiana, ed altre specie orofile. I corpi costieri di Funtanamare e Portixeddu rivestono un particolare interesse dal punto di vista ambientale-sistematorio, infatti rappresentano esempi notevoli di consolidamento dunale iniziati a partire dai primi anni cinquanta;

    nel territorio vive una fauna molto interessante: cinghiali, martore, volpi, gatti selvatici, conigli, lepri, ma anche il raro geotritone del’Iglesiente, la raganella sarda e il discoglosso, poi pernici, colombacci, ghiandaie, merli, poiane, sparvieri, gheppi, falco di palude e pescatore, qualche coppia di aquila reale e falco pellegrino. Sono presenti anche mufloni e cervi, grazie al programma di ripopolamento intrapreso negli anni ’70;

    tanto premesso per quanto concerne la ricchezza ambientale del citato territorio,
    risulta piuttosto inquietante l’atteggiamento di certi amministratori locali, come il sindaco di Domusnovas (CI), che pretendono di trattare il bosco – nel caso specifico la Foresta demaniale del Marganai (Iglesias, Domusnovas, Fluminimaggiore) – come se fosse un banale deposito di legna da ardere o da biomassa;

    non sono soltanto docenti universitari e professionisti del settore ad essere molto preoccupati per le nuove politiche forestali e, in particolare, quelle inerenti la Foresta demaniale del Marganai, ma soprattutto i cittadini, consapevoli dei gravi ed evidenti rischi di erosione;

    il taglio della foresta causerà indubbiamente nefaste conseguenze ambientali, con gravi alterazioni al terreno, un incremento del ruscellamento e dell’erosione, la riduzione della capacità ricostitutiva della copertura vegetale, la scomparsa di alcune delle specie animali e così via;
    il quotidiano “Il Corriere della Sera” del 7 settembre 2015 titola una delle pagine della cronaca “La selva preistorica del Sulcis che diventa legna da ardere”;

    «tanto più che» riporta l’articolo di stampa «l’Europa è disponibile in questi casi a intervenire finanziando la conservazione di aree di particolare interesse…. E allora perché Comune ed Ente Foreste non scelgono questa alternativa? ….Forse per altri interessi?… Tesi della giunta: relazione sbagliata. «Il nostro territorio l’abbiamo sempre difeso», ha spiegato il vicesindaco «Ogni santo giorno in Comune c’è la processione. Non c’è lavoro, le persone non sanno come andare avanti. Noi dobbiamo dare una risposta». Di quanti occupati parliamo? «Su un taglio di 35 ettari di lecceta, 50/60 persone. Una boccata d’ossigeno per sette/otto mesi, poi per altri sei mesi potranno contare sul sussidio di disoccupazione». «Perché se contestate quei risultati non commissionate uno studio scientifico?». «Gli esperti bisogna pagarli e il Comune non ha soldi, siamo alla disperazione, con i disoccupati che vengono in municipio tutti i giorni. Non possiamo buttare i soldi per gli studi». Testuale. Come se un errore catastrofico non avesse poi conseguenze catastrofiche: desertificazione, frane, disastri ad ogni «bomba d’acqua»;
    nel frattempo, L’Unione Sarda titolava scandalizzata sui fondi europei: «Por e Pac, Sulcis maglia nera: non sa spendere 58 milioni». Sintesi: «Nella provincia più povera d’Italia il 63% dei fondi assegnati non è stato ancora speso…». In compenso, il sindaco Angioletto Deidda e la sua giunta, quelli senza soldi per gli studi, hanno deciso di dare 3.647 euro a un avvocato perché quereli il giornalista Pablo Sole, che da mesi denuncia i rischi del disboscamento. Ha scritto qualcosa di falso? No, dice la delibera: ha «messo in cattiva luce l’operato dell’Amministrazione…»;

    considerato che:

    è stata in proposito presentata una petizione popolare, sottoscritta da più di 3.200 cittadini, al Presidente della Regione autonoma della Sardegna e al Commissario straordinario dell’Ente Foreste della Sardegna per fermare i tagli boschivi,

    si chiede di sapere:

    quali urgenti iniziative intendano intraprendere i Ministri in indirizzo, nell’ambito delle rispettive competenze, al fine di scongiurare il taglio di 540 ettari di bosco, che provocherà senza alcun margine di dubbio il peggiore disastro ambientale.

    BUEMI, Fausto Guilherme LONGO

    ___________________________________________________________

    da Sardinia Post, 9 settembre 2015
    Appello in Senato contro i tagli nel Marganai: “Governo scongiuri disastro”: http://www.sardiniapost.it/cronaca/appello-in-senato-contro-i-tagli-nel-marganai-governo-scongiuri-disastro/

  7. settembre 10, 2015 alle 2:55 pm

    da L’Unione Sarda, 10 settembre 2015
    Foresta Marganai, un’interrogazione: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20150910085724.pdf

  8. Mara
    settembre 10, 2015 alle 3:59 pm

    Regione Sardegna: i cittadini ti hanno delegato ANCHE per tutelare l’isola. Se ci sei BATTI UN COLPO!

  9. settembre 11, 2015 alle 11:00 pm

    da Sardinia Post, 11 settembre 2015
    Stop al disboscamento del Marganai: interrogazione di Perra (Psi) in Aula: http://www.sardiniapost.it/politica/stop-al-disboscamento-del-marganai-linterrogazione-di-perra-psi-in-consiglio-regionale/

  10. Carlo Forte
    settembre 12, 2015 alle 11:38 am

    Regione Sardegna,cosa sarà il prossimo patrimonio da distruggere?Montessu?Monte Sirai?La nostra vita la state già distruggendo da tempo,ci mancava il marginai………Cosa non si fa per rimanere a galla…….

  11. settembre 14, 2015 alle 7:24 pm

    toh…

    da Sardinia Post, 14 settembre 2015
    Tagli nella lecceta del Marganai, esposto di Italia Nostra alla magistratura: http://www.sardiniapost.it/cronaca/taglio-nella-lecceta-del-marganai-esposto-di-italia-nostra-alla-magistratura/

  1. dicembre 31, 2015 alle 2:44 pm

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