Come si tutelano gli alberi monumentali a Veggiano (PD).


Veggiano, albero monumentale "ignoto" all'Amministrazione comunale

Veggiano, albero monumentale “ignoto” all’Amministrazione comunale

Come abbiamo detto in precedenza, la  legge n. 10 del 14 gennaio 2013, “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani” è stata una piccola-grande rivoluzione verde per le città.

Ma come viene applicata in concreto?

Vediamo uno fra i tanti esempi, Veggiano, cittadina di quasi 5 mila abitanti in Provincia di Padova.  

Ce ne parla Michele Favaron, responsabile padovano del GrIG e, soprattutto, residente a Veggiano.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

albero e neve

albero e neve

 

A VEGGIANO L’AMMINISTRAZIONE SE NE FREGA DELLA LEGGE E DEGLI ALBERI MONUMENTALI.

“A Veggiano non ci sono alberi monumentali” giura e spergiura il vice sindaco PD di Veggiano, Simone Marzari, durante la seduta del consiglio comunale del 22 luglio 2015, regolarmente registrata e pubblicata integralmente su youtube dal M5S (min. 12:00, https://www.youtube.com/watch?t=597&v=cdTskt1SKos)

Si desta quindi il consigliere comunale UDC, un rilassato Nicola Zordan, che brontola “tra l’altro non c’è arrivata nessuna comunicazione dalla Regione (riguardo al censimento degli alberi monumentali NdR)”.

“Non hai scritto un libro sulla storia di Veggiano?” interviene con una domanda retorica il sindaco NCD Anna Lazzarin, in soccorso a Marzari.

“E’un po’ fuori contesto (il censimento degli alberi monumentali a Veggiano? NdR)” se ne esce infine Marzari, pasticciando con le parole, lasciando allibita la consigliera M5S Giovanna Libero, firmataria della mozione in discussione, sul censimento degli alberi monumentali nel territorio comunale di Veggiano (PD).

La mozione viene quindi bocciata con i quattro voti contrari della lista di maggioranza (larga intesa) “Nuove Energie”: Anna Lazzarin, Simone Marzari, Nicola Zordan, Letizia Piccolo. Assente Michele Sartori.

Giovanna Libero contro tutti insomma, eppure l’unica dalla parte della legge.

Il censimento degli alberi monumentali è infatti previsto dall’art. 7 della legge n. 10/2013 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani” http://www.altalex.com/documents/leggi/2013/02/04/norme-per-lo-sviluppo-degli-spazi-verdi-urbani; e come ogni norma che si rispetti della Repubblica Italiana “E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato”.

Libero aveva giustamente voluto ricordare ai colleghi che l’elenco comunale degli alberi monumentali andava stilato entro il 31 luglio 2015.

Ma suvvia, consigliera Libero, non crede anche lei che se a Veggiano ci fossero degli alberi monumentali “si vedrebbero perché il territorio di Veggiano è pianeggiante”, proprio come afferma Marzari?

Oppure, nonostante il libro “Veggiano, frammenti di storia e vita quotidiana”, è il racconto di Marzari a non essere convincente?

Secondo l’art. 7, comma 1, della legge n. 10/2013, per «albero monumentale» si intendono: a) l’albero ad alto fusto isolato o facente parte di formazioni boschive naturali o artificiali ovunque ubicate ovvero l’albero secolare tipico, che possono essere considerati come rari esempi di maestosita’ e longevita’, per eta’ o dimensioni, o di particolare pregio naturalistico, per rarita’ botanica e peculiarita’ della specie, ovvero che recano un preciso riferimento ad eventi o memorie rilevanti dal punto di vista storico, culturale, documentario o delle tradizioni locali; b) i filari e le alberate di particolare pregio paesaggistico, monumentale, storico e culturale, ivi compresi quelli inseriti nei centri urbani; c) gli alberi ad alto fusto inseriti in particolari complessi architettonici di importanza storica e culturale, quali ad esempio ville, monasteri, chiese, orti botanici e residenze storiche private.

Veggiano, Villa Tommasini, Magnolia grandiflora (da S. Marzari, "Veggiano, frammenti di storia e vita quotidiana”, pag. 87)

Veggiano, Villa Tommasini, Magnolia grandiflora (da S. Marzari, “Veggiano, frammenti di storia e vita quotidiana”, pag. 87)

Inoltre, secondo il comma 4 del medesimo articolo, “(…) per l’abbattimento o il danneggiamento di alberi monumentali si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 5.000 a euro 100.000.”

Allora, quale sanzione sarebbe spettata, ad esempio, ai proprietari di Villa Tommasini, in Via Borgo, 7 – Fraz. S. Maria di Veggiano, che in questi ultimi anni hanno fatto magicamente sparire una Magnolia grandiflora monumentale dal giardino della Villa? (pianta che compare proprio a pag 87 del libro di Simone Marzari)

A chi addebitare poi l’uccisione del Platano monumentale sul ponte di Trambacche di Veggiano, lungo la SP72, con un fusto che a 1.20 m da terra misura 2.90 m di circonferenza, ritratto perfettamente in forma il 24 giugno 2011, proprio alle spalle del sindaco Anna Lazzarin in compagnia di Barbara Degani e Roberto Marcato http://www.dgtvonline.com/2011/06/padova-aperto-il-nuovo-ponte-di-trambacche/ e poi brutalmente sfigurato sotto l’amministrazione Lazzarin, da potature assassine compiute nel modo e nel tempo sbagliato, fino a portarlo a morte?

E il consigliere Zordan, residente a Trambacche, lungo la strada provinciale 72, proprio di fronte alla Zona di ripopolamento e cattura (ZRC), non si è mai accorto dell’esistenza di due colossali Pioppi cipressini che, a 1.20 m di altezza misurano quasi 3.70 m di circonferenza?

Quanto tempo impiegherebbe il consigliere Zordan per trovare, in tutto il circondario, dei Pioppi cipressini delle medesime dimensioni? Non gli basterebbe una vita probabilmente.

E ancora, non si è accorto che sul finire di Via Pelosa B, proprio in linea d’aria con la sua abitazione, ci sono ben sei Farnie (Querce) pregiatissime, che arrivano fino a 2.70 m di circonferenza a 1.20 m da terra, e un Pioppo nero che misura 3.20 m di crf affacciato su uno stagno?

E Simone Marzari, nel suo “girare tanto” non si è accorto di altre due Farnie monumentali in mezzo ai campi di fronte Via Pra’ Bassi, purtroppo non avvistabili dalla finestra del Municipio?

Veggiano, Villa Tommassini, è stata tagliata la Magnolia grandiflora (2015)

Veggiano, Villa Tommassini, è stata tagliata la Magnolia grandiflora (2015)

E visto che non c’è differenza tra alberi monumentali che vivono su aree pubbliche e private, perché l’amministrazione di Veggiano intende sminuire e deprezzare la casa con la Quercia monumentale tra Via S.Marco e Via S.Giovanni a Trambacche, o la casa a righe con il Frassino monumentale tra Via Pra’ Bassi e Via Pelosa, o quella con il Platano monumentale in Via Chiuse, laterale di Via Sabbioni, in centro a Veggiano? Quante decine di migliaia di euro in più valgono quelle case, proprio perché un albero monumentale vivo cresce nel loro giardino? (La American Forestry Association ha valutato in circa 57.000 $ il valore globale di un albero urbano (pianta matura di 50 anni).

E la Quercia di oltre cinquant’anni in una stradina laterale di Via Borgo, non sarà anch’essa da custodire in previsione di entrare nel registro degli alberi monumentali o già tutt’ora candidabile?

Cosa dire poi dello straordinario gruppo di Olmi che crescono sulla sommità di un rialzo in mezzo ai campi, che si incontrano sulla destra percorrendo l’argine da Veggiano a Trambacche, lungo il fiume Tesina?

E, sempre lungo la SP72, superato il ponte sul fiume Bacchiglione in direzione San Marco, non c’è forse un doppio filare di Platani (quattordici piante) che, se non per anzianità, per la loro unicità in tutta Veggiano e la loro valenza ambientale – paesaggistica, potrebbero essere anch’essi inclusi nel registro degli alberi monumentali? E tra i grossi Pioppi in fondo a Via Argine Sinistro, siamo sicuri che non ci sia nessuna pianta candidabile? Quanti ce ne sono ancora nascosti nei giardini privati? Quante rarità botaniche potrebbero esserci, indipendentemente dall’anzianità?

Infine, quanti ce n’erano, avrebbero potuto esserci, e non ci sono più per l’indolenza e l’ignoranza della politica?

E’ davvero scandaloso e inaccettabile che ancora una volta l’Amministrazione comunale di Veggiano si nasconda dietro la mancanza di fondi e di personale per non adempiere ad obblighi di legge o per respingere mozioni sulla salvaguardia ambientale, sulla tutela della salute pubblica e così via.

Anche perché, di nuovo, l’art. 7, comma 5, della legge n. 10/2013 afferma “5. Per l’attuazione del presente articolo e’ autorizzata la spesa di 2 milioni di euro per l’anno 2013 e di 1 milione di euro per l’anno 2014.”. In quali meandri della politica, a tutti i livelli, sono finiti questi soldi? Perché poi non ci si è avvalsi dell’aiuto del Corpo Forestale dello Stato?

Se questa Amministrazione, come altre, avesse dato buona prova di sé, avrebbe trovato una moltitudine di volontari e di professionisti agronomi, forestali, biologi, botanici, ecc. pronti ad aiutare gratuitamente qualsiasi amministrazione in difficoltà economica, di tempo o di personale.

Ma a Veggiano si respingono le mozioni sull’obbligo di utilizzo di posate, stoviglie e bicchieri lavabili e riutilizzabili nelle sagre paesane (invece che in plastica inquinante usa e getta) http://www.veggiano5stelle.it/?p=844  solo per compiacere la Pro Loco e le Parrocchie di Veggiano, e nonostante Etra S.p.a. offra un servizio di noleggio lavastoviglie apposta per le feste paesane, e si continuano a perdere occasioni per tutelare l’Ambiente e la Salute Pubblica. L’Amministrazione ne risponda.

Michele Favaron, residente a Veggiano

 

Veggiano, albero

Veggiano, albero

 

da Il Gazzettino di Padova, 26 agosto 2015

Cittadino sbugiarda il Comune: «Ecco tutti gli alberi secolari».

 

Il Gazzettino di Padova, 29 agosto 2015

Il Gazzettino di Padova, 29 agosto 2015

 

 

 

 

(foto M.F., archivio GrIG)

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