Qualche riga sul turismo in Sardegna.


Cagliari, Poetto, cestini e rifiuti

Cagliari, Poetto, cestini e rifiuti

anche su Il Manifesto Sardo (“Il turismo in Sardegna“), n. 197, 1 agosto 2015

 

Il turismo potrebbe essere una delle principali voci positive dell’economia in Sardegna, tuttavia il bilancio non è così felice come dovrebbe.

Perché?

Proviamo a fare qualche considerazione.

Più di 937 mila turisti italiani per oltre 4,3 milioni di presenze e una durata media del soggiorno di 4,6 giorni, più di 750 mila stranieri in arrivo per più di 3,7 milioni di presenze e una durata media del soggiorno di quasi 5 giorni (dati Sardegna Statistiche, luglio 2015)[1], con una spesa giornaliera dei turisti stranieri di quasi 105 euro al giorno per ciascun turista e un contributo all’economia sarda pari a 597 milioni di euro (vds. Il turismo straniero in Italia, Enit)[2]

Il contributo del settore turistico al prodotto interno lordo (P.I.L.) sardo è solo del 5% (dati C.R.E.L., 2013), rispetto al dato nazionale del 10,1% (dati E.N.I.T., 2014), e la forte differenza non può essere spiegata con la sola sensibile presenza del c.d. turismo sommerso, cioè svolto in strutture e con servizi in nero, incidenza che può superare anche il 70% (Rapporto Crenos 2015 sull’economia sarda).

Tresnuraghes, Corona Niedda e, sullo sfondo, Capo Marrargiu (foto Benthos)

Tresnuraghes, Corona Niedda e, sullo sfondo, Capo Marrargiu (foto Benthos)

Aumentano i turisti stranieri (46% fra tutti gli arrivi nel 2013, 29% nel 2004, Rapporto Crenos 2015 sull’economia sarda), ma “ancora nel 2013 ben l’83% delle presenze si concentra nei mesi tra giugno e settembre”, vengono quasi esclusivamente per il mare, straordinario, unico.     Sono soprattutto i turisti di provenienza estera che vengono nella c.d. bassa stagione, con un ottimo tasso di fidelizzazione (ben il 74%, vds. Crenos, Destinazione Sardegna. Analisi della domanda turistica, 2015).

Che cosa dovremmo fare per attirare un maggior numero di turisti in Sardegna?

Ci vorrebbe una seria politica del turismo e una ancor più seria politica dei trasporti, roba mai vista in questa splendida Isola nel bel mezzo del Mediterraneo.

E non possiamo occuparcene in questa sede, il discorso andrebbe molto lontano.

Solo un paio di considerazioni su un settore fra i più innovativi e redditizi del turismo internazionale, il turismo naturalistico.

Cagliari, la I A della Scuola Media "V. Alfieri" sul sentiero naturalistico e archeologico della Sella del Diavolo

Cagliari, la I A della Scuola Media “V. Alfieri” sul sentiero naturalistico e archeologico della Sella del Diavolo

I parchi naturali generano in Italia ormai un fatturato diretto e indiretto superiore ai 9 miliardi di euro annui, solo i parchi nazionali d’Italia generano un giro d’affari di 2 miliardi di euro all’anno con un’occupazione di 86 mila posti di lavoro (4 mila diretti, 17 mila per servizi, 65 mila per turismo, agricoltura, artigianato, commercio), con 2.450 centri visita, strutture culturali e circa 34 milioni in media di visitatori ogni anno.

In poche parole, in tutta Europa la presenza di aree naturali protette, adeguatamente pubblicizzate e munite di servizi, contribuisce non poco al contesto economico-sociale locale.

Per esempio, anche la sola presenza di un flusso turistico di 100 mila visitatori annui nelle zone del tanto bistrattato parco nazionale del Gennargentu – Golfo di Orosei, per una presenza media di soli tre giorni ciascuno, calcolando una spesa giornaliera complessiva di soli 100 euro, significherebbe una ricaduta economica diffusa di 30 milioni di euro annui.  Qualcuno è in grado di dire che altro attualmente garantisca un simile contributo economico costante nelle aree interne della Sardegna?

Airone bianco maggiore (Ardea alba)

Airone bianco maggiore (Ardea alba)

Un miglioramento concreto dell’offerta turistica, con oggetti turistici realmente appetibili per il mercato turistico internazionale, come le aree naturali protette, i beni culturali e i musei, l’enogastronomia e l’ospitalità nei centri storici possono davvero garantire un salto di qualità in positivo per la Sardegna e la propria economia.

Eppure ancora non se ne prende coscienza e si continua a dispensare soldi pubblici per le più disparate elucubrazioni sulle teorie più improbabili su questo o quest’altro sito archeologico, su questa ricerca fondamentale per lo sviluppo economico o quest’altra consueta impresa mineraria senza futuro.

Ma quando diventeremo grandi in Sardegna?

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

arco del Gennargentu, manifesto listato a lutto

Parco del Gennargentu, manifesto listato a lutto

_________________________________

[1] Esattamente 937.996 turisti italiani, con 4.315.949 presenze, permanenza media 4,60 giorni; 759.240 turisti stranieri con 3.756.773 presenze, permanenza media 4,95 giorni (vds. http://www.sardegnastatistiche.it/documenti/12_103_20150702151349.pdf).

[2] Esattamente una spesa giornaliera pro capite pari a euro 104,90 (http://www.enit.it/it/studi.html, elaborazione Enit su dati Banca d’Italia, 2014).

 

Cavallino della Giara

Cavallino della Giara

(foto Benthos, C.B., S.D., archivio GrIG)

 

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  1. Terrae
    agosto 2, 2015 alle 11:24 am

    Il turismo ambientale si può declinare in mille modi.
    Quando si sintetizza in “pagare per entrare, pagare per vedere” per gente intruppata al pari di uno stabilimento balneare, credo che con la fruizione e l’amore per l’ambiente abbia ben poco da spartire.
    Personalmente preferisco la libertà di un trekking o di una scampagnata fruiti con responsabilità (se disturbi o fai danno, paghi, e paghi salato).
    Un luogo naturale o urbano salvaguardato è “appetibile” turisticamente nella misura il cui è curato e dunque vivibile e gradevole in primis per chi lo abita.
    Pensò che il turismo, proprio perché incide sulle risorse di una comunità (per esempio l’acqua), debba essere sempre e comunque “ambientale”, cioè estremamente rispettoso dei luoghi, delle risorse, del patrimonio e della cultura della gente che dà ospitalità, intimamente sinergico con gli altri settori economici del territorio.
    Promuovere un turismo specificamente ambientale può voler dire persino accettare che si può fare turismo anche depredando l’ambiente come s’è fatto finora con un’attività edilizia sciagurata e con un’altrettanto sciagurata lottizzazione delle spiagge e dei marciapiedi (e persino delle strade) delle nostre città e dei nostri paesi. E far gestire turisticamente i parchi naturali, o aree archeologiche a coop o associazioni … Beh, non è comunque diverso dalla concessione per un parcheggio o per uno stabilimento balneare, considerato che tutti si lavora per uno stipendio.
    E se riconsiderassimo TUTTO il sistema economico isolano partendo dall’idea che l’isola non è un prodotto da vendere arricchendo solo la propria povertà, ma un luogo straordinario dove vivere in armonia con l’ambiente naturale coltivando la propria identità?
    Magari tornando a essere quell’ Isola idea della Libertà stessa.

    • Arpia
      agosto 5, 2015 alle 3:36 am

      Un paio di interessanti considerazioni, hai dimenticato le rotatorie che come le sagre vanno di moda, immagino ci siano soldi da pappare se no questa cosa non sarebbe possibile. Ci sono molte cose da cambiare, la mentalita’ , il fatto che bisogna far capire che l’ambiente ripettato e pulito e’ la risorsa numero uno per chi via abita o vi transita, come far capire alla gente che il mangiare biologico non e’ una moda ma cibo un senza medicina come lo definivano gli anziani. Insomma non tutti hanno la mentalita’ pronta a capire le cose, se sento gente che vorrebbe ripristinare le fabbriche dopo tutto lo scempio che hanno creato a livello di salute e di rovina totale dei territori, ora per continuare gli scempi mandano in prima linea gli operai a piangere per il lavoro orrendo che ingrassa tanti. Se impiegassero le ditte sarde a bonificare tutti i danni fatti sarebbe gia’ un ottimo inizio, sarebbe giusto che chi ha rovinato la salute e la terra pagasse.

      • Terrae
        agosto 5, 2015 alle 8:16 pm

        Come dimostrano qui i tuoi post, l’argomento è talmente complesso che qualcosa sfugge. Chiedo venia.

  2. Carlo Forte
    agosto 2, 2015 alle 11:24 am

    In sardegna siamo già grandi,dobbiamo solo liberarci di chi usa i soldi pubblici per tenere in piedi carrozzoni.È tempo di cambiare………

  3. Carlo Forte
    agosto 3, 2015 alle 11:41 am

    Grande Terrae

    • Terrae
      agosto 3, 2015 alle 2:03 pm

      Grazie.

  4. Antonio
    agosto 3, 2015 alle 11:16 pm

    Sono cinque anni che mi onoro con due settimane del vostro splendido mare, due settimane volutamente al di fuori del periodo di massima affluenza turistica, in genere luglio. Mi permetto quindi di aggiungere alcune considerazioni personali.
    1) La naturalità di certi ambienti è di una bellezza sconcertante che riempie l’anima, prima che gli occhi e il cuore. Non prendere atto di questa meraviglia e della relativa fragilità è un crimine contro la Sardegna e contro se stessi.
    2) Pur con le dovute eccezioni ho sempre percepito la sensazione che tutto fosse in preparazione per il mese di agosto (lavori pubblici, manutenzioni …), come se solo in quel periodo si potesse fare turismo. E’ stupido e offre una sensazione sgradevole a chi sceglie un periodo diverso e in particolare a chi decide di venire in primavera, a giugno e luglio.
    3) Non è pensabile un aumento dei costo dei servizi (parcheggi) pari a quasi il 100% in tre anni. Se ieri pagavo volentieri per contribuire alla tenuta del patrimonio sardo oggi ho evitato di proposito ogni striscia blu laddove non strettamente necessaria. Il mio reddito non è aumentato del 100%!
    4) Se fortemente auspicabile la raccolta differenziata e il porta a porta, la cosa deve essere gestita in modo da rendere fattibile la raccolta ai turisti non in modo da complicargli la vita. A fronte di aumenti del prezzo dei parcheggi nel mio caso sono stati più che dimezzati i servizi in spiaggia costringendo gli utenti illuminati a portare a casa il proprio rifiuto. lo dice uno che in genere raccoglie in spiaggia più di ciò che porta.
    5) Non può essere tollerata la demenza, pur se in proprietà privata, quando la stessa crea danni all’ambiente e alla relativa percezione (impianti elettrici non a norma, auto parcheggiate in pineta, immondizie legate alla mancanza di servizi igienici …)
    6) Pur nella ovvia libertà di espressione e nella condivisione dell’amore per la musica rilevo un inquinamento acustico rilevante nelle aree da me frequentate (quest’anno anche il rave a San Silverio … chissà cosa ne pensa il Santo!), per quanto mi riguarda è uno dei motivi che mi spinge a non tornare. Si può tollerare la musica qualche giorno ma non tutte le sere e non fino alle 6.30 del mattino.
    7) è assolutamente necessario tutelare i fondali e i bagnanti dall’inciviltà dei natanti e dei pescatori subacquei che ignorano ogni norma riguardante la navigazione e la pesca.
    8) l’uso dell’acqua, per quanto da me visto, non tiene in alcuna considerazione la possibilità di ricarica della falda con gravi rischi di salinificazione delle falde costiere.
    9) in ultimo rilevo una comunicazione con il turista con ampi margini di miglioramento e volta ancora una volta a coinvolgere il turista di ferragosto non gli altri.

    Sono stato in Gallura di Ponente ed è uno dei posti più belli che ho visto ma non condivido le attuali modalità di gestione del territorio e del turismo. La Sardegna è meravigliosa ma per accogliere i turisti bisogna crescere in professionalità e cordialità e in questo penso ci sia molto da lavorare.

    PS
    Ma ci sono leggi regionali contro le ricevute sui fitti turistici?

    • Arpia
      agosto 5, 2015 alle 3:20 am

      Ho poi letto il commento di questo utente e vorrei far notare un tipo di inquinamento oltre che acustico pure luminoso di cui quasi nessuno sa’, poi al punto 7 non posso che sentire in modo profondo il dolore, si,si forestale e capitaneria e tutti gli altri signori siete occupati, in pochi, sovraccarichi avete la cornetta staccata! Ma ogni tanto andate a vedere cosa succede e intervenite a qualche chiamata! Piu ‘ si segnala e meglio e’ anche con lettere e emails anche se le telefonate vanno a orecchio sordo! Io ormai dopo mille frustrazioni ulro, lo sanno quei sub, (si dopo le canne da pesca pure i sub) che erano dove stavo entrando a fare il bagno e che devono stare a centinaia di metri e sono in mezzo ai bagnanti col fucile carico anni ’80 a cercare di pescare pesci che sarebbe come sparare sulla croce rossa, completamente disinformati , illegali e cretini a sto’ punto, hanno pure loro tutta l’attrezzatura dalla muta con un mare che sa di brodo, ai gran borsoni ma non hanno la piu’ pallida idea di nessuna norma. Siccome va fan c…. non e’ una ingiuria si puo’ usare! Capisco sempre di piu’ quando la gente frustrata prende in mano le redini e poi ci si stupisce quando la gente si azzuffa. lasciamo perdere se no mi esce il fumo delle orecchie. Stile buddista non si deve attaccare o aggredire ma manco subire in silenzio e farsi schiacciare. Poi i sub mi pare che debbano pure stare a 500 metri con barca e persona che li aspetta su per soccorso e forse pure legati al mezzo, ma di certo con bandierina e boa ma ben distanti, chi e’ meglio informato di me sulle norme puo’ informare tutti a proposito. Insomma. Ai signori con i gommoni che si avvicinano a 10 metri con i motori accesi potete pregare che non avete una targa cosa che renderei obbligatoria se no vi farei tante di quelle segnalazioni, le multe per me non bastano e i controlli non esistono deve esserci qualcosa di molto piu’ serio, se uno mette a rischio la vita di un natante dev’essere severamente punito e vorrei finisse nel suo casellario. Queste cose stressano persone abili, abbiamo mai pensato se la persona che fa’ il bagno non puo’ difendersi perche’ disabile fisico mentale o entrambi, o non parla la lingua e non sa’ come difendersi pensiamo che dobbiamo sempre rispettare le regole di sicurezza sempre in eccesso e mai, mai, mai in difetto.

  5. Arpia
    agosto 5, 2015 alle 2:42 am

    Ho dato uno sguardo veloce, ma il turismo e’ un tema a me molto noto, dall’infanzia ho vissuto in mezzo ad un ambiente di tipo turistico e ho per mia grande fortuna, viaggiato e vissuto in altri paesi. Il discorso e’ talmente vasto che vorrei farlo in una parte notturna dopo un vinello sardo casereccio che non fa’ mai male e una diurna per vedere se le idee combaciano. Anche se in vino veritas. Sul turismo vorrei dire ai sardi un paio di cose, se volete che il denaro rimanga in Sardegna smettetetela di fare i camerieri e i leccapiedi perche’ rimmarrete sempre a quei livelli, l’imprenditoria , nel senso di prendere le redini del proprio lavoro e denaro non fa’mai male, le lingue servono anche basiche dai negozi ai bar a qualsiasi conversazione online. Di certo non fa’ entrare denaro nelle tasche dei sardi chi prenota con le compagnie non sarde che portano via il malloppo e lasciano in terra sarda cemento e scarichi. Smettetela di pensare che i turisti vadano osannati, sono persone come me, voi e come tutti, nulla piu’ nulla meno, questo fatto di mettere la gente erroneamente sul piedistallo ha creato un falso senso di superiorita’ e inferiorita’ che sfocia in un patetico razzismo, gentili ma non servili e quando serve, s…..i. si perche’ quando si tratta di difendere la vostra terra , l’ambiente e il mare cari sardi vi voglio vedere tirare fuori le unghie, non sono i turisti a difendere la terra ma voi vi dovete muovere. Basta con ste’ sagre di porcetti, cinghiali e pecore in agrodolce bolliti o arrosto, ormai siamo una sagra che non si ferma piu’, gli altri hanno i carnevali noi l’abbiamo presa con le sagre, meglio se piene di carne e dove si pagano dieci euro di biglietto! Fatemi almeno la sagra della melanzana e la zucchina che tanti che hanno gli orti buttano via. Fatemi un paio di sagre senza ammazzare animali, mettetemi i treni ecologici per le connessioni principali, bonificate la tossica zona di Porto Torres, si lo so’ che pure in altre zone non si scherza. Mettete cartelli di rispetto ambientale ovunque e battetevi per togliere tutto ci’ che e’ tossico, poi che dire creare dei siti online dove esistono veri sardi che fanno cose interessanti, ecologisti, animalisti ecc. Questi turisti li vogliamo solo se rispettano la terra , la gente e i luoghi e se quando vengono ci arricchiscono spiritualmente, vogliamo avere noi un buon ricordo del turista e che il turista narri belle cose di noi e della nostra terra, chi non ha nulla da offrirci e ci toglie parcheggiandosi in testa, buttando cemento, portandosi via le risorse e danneggiando le risorse , disturbando e essendo cafone, non lo vogliamo.
    Durante la mia infanzia ricordo un tipo di turismo molto piu’ pacato e amante dei luoghi, piu’ colto , rispettoso e romantico, meno razzista e meno consumista, forse e’ l’eta’, ma alcuni di quei vecchi amici li sento ancora parlare con amore e nostalgia e vedo un amore vero e puro per la terra che dovrebbe ritornare. La Sardegna come l’Africa (anche se diverse in parte ma unite da un sottile filo), stimolano i sensi in un modo che a volte toglie il fiato, godiamoci questo miracolo amiamo la natura senza remore o limiti.

  6. Arpia
    agosto 5, 2015 alle 1:04 pm

    Volevo aggiungere un commento divertente, amando il buon cibo ho voluto vedere un paio di commenti su un noto sito di ricensioni, un locale di santa teresa di gallura, ha il manager che fa’ dei commenti incredibili! Ho visitato diversi locali in vari posto del mondo e fatto pranzi a sacco, insomma sono una persona che ama assaggiare anche in posti sperduti cio’ che ci viene offerto, nulla budella a tutto c’e’ un limite o cervella di scimmia o simili! Iinsomma il commento del locale critica i vari clienti che ne criticano, prezzi cibo e atmosfera, quando vedo queste cose io penso no voglio visitare quel locale. Possibile che un manager o un proprietario non abbia la delicatezza per attirare i clienti?! Quello che lo ha criticato ma anche quello che legge rimane perplesso dalle risposte. Se un cliente critica il cibo di un locale ben venga, “One man’s meat is another man’s poison” come si dice in inglese, abbiamo tutti palati e gusti diversi, cari signori impariamo da altri luoghi il customer service! Se uno fa’ delle critiche invece di andargli addosso con uscite aggressive e patetiche , possiamo dire una frase del tipo, “caro utente siamo rammaricati che non abbia trovato il nostro cibo, l’ambiente o il costo di suo gradimento saremmo lieti di riaverla nel nostro locale e di offrirle un servizio e un cibo a lei gradito, la attendiamo di nuovo presso il nostro locale per cercare di trovare la migliore soluzione che porti cliente e locale a comunicare e alla piena soddisfazione per entrambi” Ora non per fare i servili verso nessuno ma per essere professionisti, non scrivo i nomi dei locali ma se il cibo ad alcuni non e’ piaciuto o il servizio non e’ piaciuto possibile che sia pure vero, non e’ che uno deve rispondere trattando i clienti da mascalzoni, ho mangiato persino delle pizze che facevano veramente schifo in locali sulla spiaggia che tanti sognerebbero di gestire, opinioni e gusti diversi bisogna cercare di venirsi incontro quando si ha un’attivita’, il servizio clienti in alcuni settori in Sardegna e’ confuso o non esiste o diventa esageratamente servile, essere professionali non fa’ mai male a nessuno ovunque ci si trovi.
    Una volta criticai una frittura dicendo al cameriere che non era fatta in modo corretto, lui lo disse allo chef o meglio al cuoco che dall’interno tiro’ un insulto e parolacce varie al nostro numero di tavolo, trovai la cosa incredibile. E questa e’ la famosa Gallura! AHHHAH!

  7. Arpia
    agosto 6, 2015 alle 2:39 pm

    Terrae dimmi e dicci cosa sfugge, confrontarsi esprimere le proprie opinioni non puo’ che far riflettere, dobbiamo come sardi smetterla di essere individualisti e avere paura di esprimerci e confrontarci, ok siamo testardi, burberi e fieri, ma poi ci sono coloro che si vendono o vengono venduti per due fabbriche che ci affogano e ammazzano! Insomma come sardi dobbiamo imparare a confrontarci intellettualmente e a prenderci e lasciarci un po’ come i pesci che danzano. Non ho nulla contro l’essere isolati, liberi e individualisti ma vorrei anche che i sardi che amano la propria terra e vogliono difenderla a denti stretti si uniscano in modo pulito e onesto nei siti online o nella relta’. Posso dire che ascolto molto, che ho un atteggiamento molto opinionated e non ho timore di confrontarmi faccia a faccia con chi penso sia in torto marcio. Se si rispettano la terra gli animali la natura e ci si batte contro le cose che non ci sembrano corrette forse ogni piccola voce puo’ creare una grossa voce, non facciamoci mai fermare da chi pensa di metterci in un angolo, io non voglio avere padroni e mi auguro per i sardi che imparino non solo ad emigrare a testa bassa ma che vadano a testa alta ovunque e che viaggino nel mondo e imparino e scambino idee ed esperienze di vita. Ora ci sono delle compagnie aeree che permettono con poche euro di muoversi in europa, muoviamoci, scambiamo casa o stanze impariamo e condividiamo, conoscere altre terre, altri popoli ed esperienze possono solo arricchirci. Si dice spesso che la gente critica ma non ha idee o idee positive da proporre, potrei suggerire di indicare posti interessanti da visitare, i miei angoli segreti di certo non ve li dico, ma chissa’ potrei darvi il nome del mio ortolano! Oppure potrei dirvi che Capo Testa ogni volta che vado mi fa’ impazzire, che Orune e Orgosolo mi piacciono anche se criticati, che mi sorprende che Alghero abbia chiuso delle zone per scarichi! Che a Castelsardo si mangia bene che Sedini che me culpa non conscevo e’ da visitare per le cose interessanti che ha da offrire che l’Isola di San Pietro e Caprera sono dei posti meravigliosi che il giro in barca da Santa Teresa nelle isole mi piace, un mio amico di Seoul S.Korea dopo venti anni ricorda ancora la vista turistica e il risotto! Che mi piace prendere il traghetto solo per andare a cena in Corsica, mi piace mangiare il gelato a S.Teresa, il torrone dal furgone ad Alghero mi piace andarmene in giro tra i silenzi degli stazzi di Tempio, mi piace camminare tra le terre dei miei nonni, mi piace chiedere al mio vecchio padre delle sue immersioni negli ann i’60 e ’70, mi piace parlare con degli amici francesi di come era la Sardegna quando arrivarono da bambini negli anni ’70. Che anni fa’ capitai per caso a Bosa e che la trovai veramente pittoresca anche se il pastore che ci caccio dal castello perche’ doveva chiudere mi fece pensare! Chi commenta dovrebbe raccontare il proprio mondo e invitarci a visitare dei posti interessanti. Noam Chomsky, una delle persone che adoro e che stimola i miei sensi dice che, non dovremmo guardare per eroi ma per buone idee, tra le tante cose intelligenti che dice.
    Approfitto per ricordare ai sardi che siamo una minoranza etnica dobbiamo proteggere ma anche essere aperti verso le altre minoranze.

    • Terrae
      agosto 6, 2015 alle 7:06 pm

      Giusto per capirci e per evitare incomprensioni su cose oggettivamente banali, nella mia risposta al tuo post del 5 agosto, riferendomi al tuo rilievo sul mio precedente ragionamento, ho scritto
      “QUALCOSA SFUGGE”
      intendendo dire
      “qualcosa MI sfugge”.
      Finisco; sono fuori tema sul titolo del post iniziale.

  8. Arpia
    agosto 8, 2015 alle 9:06 pm

    Ennesimo turista della lista dei famosi cafoni, che ovviamente non hanno limite, anche se i cafoni si trovano pure locali. Mentre facevamo snorkelling per piu di due ore arriva un genio con una bolognese pronto a tirare. Metodo informativo, mio, relax che ha portato a nulla sfociato poi in una discussione e alle solite voci e parole che volano, finche’ non ha capito che non stavo giocando e ha deciso di andare via. Aspetto sempre, invano ovviamente, che chi di competenza vigili su ambiente e territorio ed inizi a mettere cartelli informativi che in alcuni comuni sono presenti in altri totalmente assenti. Ho letto un articolo sull’alto numero di turisti che porta via la sabbia dalle spiagge bloccati all’eroporto credo di Cagliari, vedo da anni tante discussioni sul tema. Una delle cose piu’ incredibili e’ quando ad avere le bottiglie di sabbia o altro sono i bambini, i genitori quasi con voler apparire tenerissimi esordiscono dicendo: “ma sono solo bambini la prendono per giocare”, certo peccato che la tutela ambientale non sia ne uno scherzo ne una cosa stagionale e che i genitori devono essere educati per primi in modo che educhino i loro figli, anche se ad alcuni viene spontaneo educarsi da soli. Ci sono per fortuna alcuni che ragionano ma spesso pensano che sia tutto permesso e che le regole siano delle stupide imposizioni esagerate. Ma la colpa e’ di chi non controlla, cani in zone vietate, pesca in zona vietata, spazzatura lasciata in giro, cose prese vietate , zone abusate come le dune ecc. gommoni che navigano e attaccano il motore dove vogliono alcuni non hanno neanche i remi sara’ difficile che si possano allontanare a 200 metri dalla costa rocciosa e a 300 metri dalla spiaggia se non hanno manco i remi a bordo! Insomma come dico sempre le regole non hanno senso se non vengono applicate e se non si vigila su ambiente e territorio. Si e’ permesso alle fabbrica e ad un sistema di vari tipi, civile, si fa’ per dire civile, o militare, di inquinare in modo irreversibile anche in zone parco e vicine ai parchi che trovo un folle controsenso, vedi Asinara e Porto Torres e La Maddalena solo per citare alcune anomalie e poi ci permettiamo il lusso di avere questo atteggiamento di lasciar fare, per cemento, fogne, abusivismo edilizio che sulle coste e’ una cosa ormai talmente diffusa che pare, pura follia, ma dove la realta’ supera la fantasia. C’e’ un sommerso incontrollato incredibile, ma se poi siamo pure incapaci di controllare e tutelare le coste a questo punto tutto il sistema non funziona e’ discutibile e non ha alcun senso.
    Magari un comitato territoriale di cittadini guidati da una onlus o simile che vigili sul territorio e informi, magari a queste persone chi di competenza reagirebbe in modo diverso rispetto al cittadino comune che pensano li stia solo disturbando quando chiede un intervento!!!!!!!!!!!!!!!!
    Ps il mare era una favola.

  9. agosto 13, 2015 alle 11:59 pm

    A.N.S.A., 13 agosto 2015
    ANSA/ Turismo: Sardegna agosto record, 1mln passeggeri in scali.
    Si rivedono gli italiani. Federalberghi, ora destagionalizziamo: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2015/08/13/ansa-turismo-sardegna-agosto-record-1mln-passeggeri-in-scali_639dff6b-7a19-45ce-869e-79e7fef369b3.html

  10. agosto 20, 2015 alle 2:50 pm

    da La Nuova Sardegna, 19 agosto 2015
    Il sorpasso: nel 2017 i turisti stranieri in Sardegna supereranno gli italiani.
    L’isola sempre più meta internazionale. L’assessore regionale Morandi: è la nostra strategia. «Si accorcia la forbice tra presenze nazionali ed estere in una stagione molto positiva». (Luca Rojch): http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2015/08/19/news/il-sorpasso-nel-2017-i-turisti-stranieri-in-sardegna-supereranno-gli-italiani-1.11955802

  11. agosto 27, 2015 alle 2:53 pm

    cultura turistica.

    da L’Unione Sarda, 27 agosto 2015
    SCONCERTANTE RACCONTO DI UNA CRONISTA IN VACANZA A SANTA TERESA DI GALLURA.
    Un listino per residenti e uno per pelare i turisti? (Paola Bacchiddu): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20150827083714.pdf

  12. giugno 19, 2016 alle 10:54 pm

    un posto misconosciuto e splendido a Cagliari 😉

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