Il disastro ottuso del carbone in Sardegna.


Carbonia, miniera di Serbariu, anni '50

Carbonia, miniera di Serbariu, anni ’50

Per decenni si è insistito nell’utilizzo del carbone Sulcis e nella prospettiva di un suo utilizzo pulito, sequestrandone le emissioni di anidride carbonica (Co 2), fra i principali responsabili dei cambiamenti climatici.  La Sotacarbo s.p.a. (proprietà ENEA e Regione autonoma della Sardegna, ambedue al 50 %) è stata fra i principali animatori di questa politica energetica.

Politica di utilizzo del carbone Sulcis pesante in termini ambientali e molto costosa in termini finanziari.  Ma la tecnologia per il sequestro di Co 2 è lungi dall’esser ora attuabile e, quando lo sarà, sarà forse troppo tardi per le condizioni climatiche del Pianeta. 

Nel mentre, la classe politica e i sindacati – soprattutto quelli sulcitani – hanno preteso che venisse foraggiata con centinaia di milioni di euro la follìa del carbone Sulcis fin quando la Commissione europea ha chiesto conto degli “aiuti di Stato” ritenuti illegittimi alla Carbosulcis s.p.a. per la gestione della miniera di carbone di Monte Sinni (Gonnesa, CI) e delle connesse attività di ricerca per l’uso c.d. sostenibile del carbone (comunicazione Commissione europea 2013/C/ 20/01).

Si tratta di almeno 405 milioni di euro.

Carbonia, miniera di Serbariu (anni '50)

Carbonia, miniera di Serbariu (anni ’50)

E ora chi paga?

Domanda sempre più attuale dopo l’approvazione definitiva del c.d. decreto Destinazione Italia (decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145, convertito con modificazioni nella legge 21 febbraio 2014, n. 9), che, all’art. 1, commi 11°-14°, prevede la possibilità per la Regione autonoma della Sardegna di bandire una gara internazionale entro il 30 giugno 2016 “per realizzare una centrale termoelettrica a carbone, dotata di apposita sezione di impianto per la cattura e lo stoccaggio dell’anidride carbonica prodotta, da realizzare sul territorio del Sulcis Iglesiente, in prossimita’ del giacimento carbonifero, assicurando la disponibilita’ delle aree e delle infrastrutture necessarie” 

Al Soggetto imprenditoriale vincitore “e’ assicurato l’acquisto da parte del Gestore dei servizi energetici S.p.a. dell’energia elettrica prodotta e immessa in rete dall’impianto, dal primo al ventesimo anno di esercizio, al prezzo di mercato maggiorato di un incentivo fino a 30 Euro/MWh sulla base della produzione di energia elettrica con funzionamento a piena capacita’ di cattura della CO2 e del funzionamento del relativo stoccaggio nonche’ rivalutato sulla base dell’inflazione calcolata sull’indice Istat, per un massimo di 2100 GWh/anno”.autarchia

Gli incentivi saranno pagati da tutti gli italiani con un sovrapprezzo della bolletta energetica per un importo complessivo di 60 milioni di euro annui, ben 1,2 miliardi di euro per il ventennio di agevolazioni previste.        Come se non bastasse, poi, si può inquinare con un po’ di serenità imprenditoriale, perchè  “in caso di funzionamento della centrale termoelettrica in assenza di cattura e stoccaggio della CO2, le emissioni di gas serra attribuite all’impianto sono incrementate del 30%.

Anche qui, però, c’è il rischio di subìre l’ennesima procedura di contestazione comunitaria, per cui “Il rapporto tra l’ammontare complessivo di tale incentivo e il costo totale di investimento sostenuto dal vincitore della gara non deve superare le proporzioni consentite dalle norme comunitarie sugli aiuti di Stato e nessun incentivo puo’ essere concesso prima della approvazione da parte della Commissione europea.

Soldi buttati, ambiente, degradato, contesto economico-sociale in sfacelo.  E’ possibile fare di peggio?

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

La Nuova Sardegna, 22 giugno 2014, 1

La Nuova Sardegna, 22 giugno 2014, 2

 

(foto da Sardegna Digital Library, mailing list culturale)

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  1. Giovanni Battista Puggioni
    giugno 23, 2014 alle 11:04 am

    Scrivevo sulel pagine di Sassari Sera fra il 1969 e il 1978. Già allora si denunciava la follia della Carbosulcis. Una politica senza capo nè coda, senza uno straccio di idea, senza un’idea di piano industriale ha consentito lo sperpero di vagonate di miliarid. Vogliamo continuare così? Questa storia deve finire. In Sardegna non ci sono solo i minatori del Sulcis. Volete salvarli? Fatelo ma con progetti seri che abbiano un futuro. Interessante la rassegna stampa relativa alle soluzioni trovare altrove per valorizzare turisticamente siti dismessi. Noi continuiamo a stare a guardare.

  2. Angelo Naseddu
    giugno 23, 2014 alle 1:27 pm

    E’ evidente però che parla di cose che non conosce. Dopo la guerra del Kippur e la conseguente grande impennata del costo del greggio (per chi non ricorda la domenica si girava a targhe alterne, pari e dispari) il carbone sarebbe stato competitivo. Però invece di far ripartire SUBITO la miniera (era ENEL) ci fu tutta una strategia dilazionistica, complice anche un certo tipo di stampa, costituzione nuova società, ritardi ecc. che hanno fatto solo gli interessi di un certo modello energetico petroliodipendente. Poi magari all’allora finmeccanica conveniva costruire obsolete centrali con gruppi a policombustibile. Lasciamo dunque stare i minatori e lo stesso Sulcis o almeno DOCUMENTARSI bene di emettere sentenze.

  3. shardana
    giugno 23, 2014 alle 2:15 pm

    Mi scusi angelo,lei dimentica il poter inquinante del carbone sulcis famoso per le sue alte percentuali di sostanze volatili quali il zolfo e per quello usato pochissimo dal l’enel che ci utilizza come una discarica tra l’altro a cielo aperto.Vada a nuraxi figus e si renderà conto che siamo prigionieri di inquinatori e di una classe politica corrotta e obsoleta che ha confuso il diritto al lavoro con il voto di scambio,dimenticando si Enel per prima il diritto alla salute del popolo sulcitano.Saluti a lei e alla giunta regionale che parla di fabbriche e non si cura delle morti che le fabbriche hanno causato

  4. Bio IX
    giugno 23, 2014 alle 3:13 pm

    Mi scuso per la ripetizione, ma mi sembra assolutamente pertinente: “Gli scienziati hanno già dato la loro ricetta per tornare ad una Natura più “tranquilla”: dobbiamo uscire dall’era del petrolio e del carbone e da un’industrializzazione selvaggia che dell’ambiente s’infischia bellamente. Altre possibilità? Nessuna” (fonte: http://www.lastampa.it/2014/06/19/blogs/nanopatologie/siamo-fregati-2RU8lYD3looAKNH4Y7qYRO/pagina.html )
    Se poi si vuole continuare a non intendere … niente di nuovo.

  5. Riccardo Pusceddu
    giugno 23, 2014 alle 8:27 pm

    se si fossero dati tutti questi soldi direttamente ai minatori adesso costoro sarebbero tutti ricchi o comunque capaci di cambiare mestiere con fondi sufficienti. Invece i soldi hanno arricchito i soliti ignoti (o dovrei dire noti?) lasciando nella miseria e nell’incertezza i minatori.

  6. shardana
    giugno 23, 2014 alle 8:57 pm

    Grazie bio IX altro che scusarti…….chi si dovrebbe scusare è latitante e la cosa vergognosa è che loro,quelli che ben pensano,hanno inteso da un pezzo che stiamo morendo a causa dei veleni,ma per mantenere un pugno di lavoratori che li tiene al potere non hanno nessuna intenzione di cambiare.Si arrichiscono con i soldi che le multinazionali della morte gli danno per nascondere la verità e il popolo è tenuto in silenzio con elemosine,ambulanze sponsor ai comuni avvelenati.Ė il caso del giro tonno sponsorizzato dalla portovesme Srl.Sono anni che rubano e inquinano ma a nessuno sembra importi nulla ,neanche a chi per dovere dovrebbe fermare il genocidio in corso.

  7. Bio IX
    giugno 23, 2014 alle 11:08 pm

    http://www.lastampa.it/2014/06/19/blogs/nanopatologie/siamo-fregati-2RU8lYD3looAKNH4Y7qYRO/pagina.html cit.:
    “Ma chi detiene il potere economico è sordo e cieco. Se mi si consente di offrire il mio punto di vista, è anche ingenuamente ottuso perché la Natura è, in un certo senso, molto democratica: non fa differenze di ceto né di casta. Dunque, nessun riguardo nei loro confronti o in quello dei loro figli. Del resto, quando si condivide la stessa barca e la barca fa acqua…
    Scienza e, soprattutto, buon senso c’insegnano che dalle leggi naturali non si deroga. Sul buon senso non giurerei, ma la scienza è una caratteristica unica dell’Uomo, eppure, con un’ingenuità senza pari, l’Uomo pensa di poter agire di nascosto: insomma, d’imbrogliare la Natura. È fin troppo ovvio che le sue possibilità di passarla liscia sono pari a zero, più o meno come lanciarsi dal decimo piano mettendo in programma di abolire nel frattempo la legge di gravità. Eppure questi siamo noi (chi per azione, chi per omissione, chi per supponenza, chi per ignoranza e chi per interesse, aggiungo io, ndr).
    Ma c’è un altro aspetto cui pare nessuno presti l’attenzione dovuta. Le industrializzazioni sfrenate emettono nell’ambiente una profusione di gas velenosi o, comunque, critici per l’equilibrio naturale, CO2 in primis tra quelli noti anche ai non addetti ai lavori, ma emettono anche polveri. I processi industriali che si svolgono ad alta temperatura, tutti senza esclusione, rilasciano nell’ambiente polveri tanto più minuscole quanto più alta è la temperatura alla quale sono prodotte, e queste vengono respirate e vengono mangiate con la frutta, la verdura e i cereali contaminati. La burocrazia ce ne ha messo di tempo ad accettarlo, ma ora è ufficiale: queste polveri, specie le più piccole, sono capaci d’invadere il corpo entrando in tutti gli organi e in tutti i tessuti, cervello e sperma compreso. Senza che ci si possa sorprendere quelle polveri riescono ad inquinare anche la prole che si sta sviluppando nel grembo della madre. Inutile che qualcuno s’illuda: la Biologia non accetta raccomandazioni. Così, chi oggi tiene il timone di questa dantescamente “piccioletta barca” che, sovraccarica, solca l’Universo senza che nessuno ne conosca l’approdo e decide quanto e come avvelenarla non potrà illudersi. Il destino di tutti sarà pure il suo, un destino che di poesia non ha niente perché un cancro è quanto di meno aulico si possa pensare.
    Ci sarà qualcuno che saprà gridare abbastanza forte da svegliare questo mondo di sonnambuli per fermarne la corsa verso un baratro che non sarà solo di chi corre nel sonno ma anche quello di chi, senza colpe, sta arrivando dopo di loro?”

    • Riccardo Pusceddu
      giugno 24, 2014 alle 1:00 am

      chi ha scritto l’articolo che riporti fa un’analisi superficiale quando dice che la natura e democratica. La natura infatti e’ costituita anche dall’uomo. Egli e’ un fattore che produce squilibrio ma non per questo un fattore che non interagisce con l’ambiente seppure parzialmente, correggendo quello che accadrebbe in natura senza di esso. Mi spiego meglio: dire che la natura punisce tutti indiscriminatamente perché siamo tutti sulla stessa barca e una semplificazione che non corrisponde a verità. La barca e’ la stessa ma se affonda c’e’ chi s’e’ dotato di salvagente, chi c’ha la scialuppa di salvataggio a remi e chi quella a motore. Un fenomeno democratico come la natura quindi può produrre quando si metta l’uomo in conto, una profonda deriva antidemocratica. I mezzi con i quali si ottiene questa deriva sono anzi la causa stessa di questa deriva. Tutti coloro che alterano la natura e i suoi cicli lo fanno per acquisire un vantaggio nei confronti dei propri simili quando la natura finirà col, per così dire, “ribellarsi” come avviene oggi e come sempre più avverrà in futuro.

  8. Angelo Naseddu
    giugno 24, 2014 alle 8:43 am

    Per Shardana, a Nuraxi Figus ho lavorato oltre 20 anni in sottosuolo. Prima della Carbosulcis ho prestato servizio presso l’AGIP per circa 10 anni in ricerca petrolifera. La questione dello Zolfo del carbone Sulcis le conosco bene ed è però bene ricordare che I COMPETENTI del carbone Sulcis e parlo dell’Ing, Giorgio Carta, del prof. Mario Carta, del prof Piga ed altri altri ancora avevano imposto la gassificazione come processo del Carbone a monte di una centrale a ciclo combinato. Non si è fatto nulla e però la termocentrale ha prodotto per anni utilizzando in deroga olio combustibile ATZ che per me significa ALTO TENORE IN ZOLFO! Ma già l’ENEL non si tocca!

  9. shardana
    giugno 24, 2014 alle 11:11 am

    Forse non ci capiamo angelo ENEL =CLIMA KILLER per usare un termine coniato da Greenpeace,anche loro latitanti dal bubbone sulcis.È utto il sistema che va condannato non solo le multinazionali che ci hanno succhiato l’anima rendendo un territorio dipendente dall’assistenzialismo industriale,industria che non è mai stata competitiva ed è stata un buco nero per le casse della regione dalla quale hanno tutti attinto a piene mani.Se lei ha lavorato alla carbosulcis sà bene tutta la storia truffe comprese ,quindi non devo stare a raccontargliela.Perchè non parla dei depositi del carbone Enel a nuraxifigus e del male che arrecano ai cittadini con le loro polveri e le autocombustioni.Sa bene anche che ci sono associazioni di nuraxi che si battono assieme ad angelo cremone da anni.Visto che ha lavorato a nuraxi,mi dica in tutta sincerità quanto carbone sulcis viene estratto ed usato.Ė una miniera non di carbone ,ma di soldi,soldi della comunità che andrebbero indirizzati in altri progetti,ma nessuno vuole mollare perchè la miniera di carbone è diventata una miniera d’oro per politici,controllori silenti,sindacalisti,autorità e mi dispiace dirlo lavoratori.

    • Angelo Naseddu
      luglio 2, 2014 alle 4:59 pm

      Guardi, è evidente che parla solo ideologicamente e senza nessuna cognizione dei fatti e delle tematiche, pertanto la pianto qui. Una domanda: lei usa l’auto? e il riscaldamento? utilizza oggetti metallici?

      • Riccardo Pusceddu
        luglio 2, 2014 alle 6:32 pm

        Per Angelo Naseddu e Shardana: non capisco l’oggetto del contendere visto che mi pare siate tutt’e due contrari all’uso del carbone del Sulcis. Mi sono perso qualcosa? Inoltre non mi pare che Shardana parli molto ideologicamente quando dice che quelle non sono miniere di carbone ma di soldi.

  10. settembre 1, 2014 alle 2:54 pm

    da L’Unione Sarda, 1 settembre 2014
    Trenta milioni dal governo per le ricerche della Sotacarbo. Piano da 1,2 miliardi per il carbone pulito. (Luca Mascia): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_82_20140901083802.pdf

    • Riccardo Pusceddu
      ottobre 8, 2014 alle 11:23 pm

      Grazie GrIG

  11. ottobre 2, 2014 alle 2:58 pm

    era ora.

    dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna

    Industria, via libera dall’Ue al Piano Sulcis.
    La Commissione europea ha approvato il piano di aiuti per la chiusura della miniera di carbone di Nuraxi Figus, ormai non più competitiva, entro dicembre 2018: http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=264328&v=2&c=205&t=1

    _________________________________________________

    da L’Unione Sarda, 2 ottobre 2014
    Il sì di Bruxelles al piano di aiuti per la dismissione entro il 2018
    L’Ue chiude la Carbosulcis. (Antonella Pani): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20141002091849.pdf

  12. ottobre 3, 2014 alle 2:55 pm

    da La Nuova Sardegna, 3 ottobre 2014
    Carbosulcis, 200 milioni per riconvertire la miniera. (Tamara Peddis): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/100779_Carbosulcis_200_milioni_per_riconvertire_la.pdf

    _________________________________________

    da L’Unione Sarda, 3 ottobre 2014
    Carbosulcis, lenta eutanasia. Quale futuro per i lavoratori? (Antonella Pani): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/100766_Carbosulcis_lenta_eutanasia_Quale_futuro_pe.pdf

  13. Shardana
    ottobre 8, 2014 alle 2:08 pm

    Carbosulcis,43milioni di€ spesi senza gara chiesto il giudizio per 12 dirigenti………Una bella parentopoli,non c’è che dire,bella cricca di imboscati che dai cognomi mi sembrano molto vicini a politici e sindacalisiti di grido.Con quale coraggio poi si arrestano 3 ragazzi con una pianta in casa…….In galera i COMPAGNI di merenda,che stanno gestendo in maniera mafiosa il futuro del sulcis

  14. ottobre 8, 2014 alle 4:22 pm

    da La Nuova Sardegna, 8 ottobre 2014
    Carbosulcis, spese senza gara: chiesto il giudizio per 12 dirigenti.
    L’inchiesta sulla società della Regione, l’accusa per tutti è di abuso d’ufficio: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2014/10/08/news/carbosulcis-spese-senza-gara-chiesto-il-giudizio-per-12-dirigenti-1.10076750

  15. Shardana
    ottobre 8, 2014 alle 8:48 pm

    Grazie grig

  16. Fabrizio De Andrè
    ottobre 9, 2014 alle 3:32 pm

    Cicilloni,crò……CASTA e biri……………siete tutti coinvolti

  17. novembre 7, 2014 alle 2:52 pm

    dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna

    Sotacarbo, un’alleanza con la Cina per la ricerca sull’energia pulita. Paci: in Sardegna ottime competenze sul carbone da vendere nel resto del mondo.
    Un’alleanza scientifica fra Sardegna e Cina per potenziare l’attività di ricerca nei settori dell’energia e dello sviluppo sostenibile, in particolare sull’uso sostenibile di combustibili fossili. La sancisce il protocollo d’intesa sottoscritto oggi fra Sotacarbo e Cers (China Energy Research Society) e approvato dall’Assessorato alla Programmazione della Regione Sardegna e dall’Ambasciata cinese in Italia, che prevede lo sviluppo di diverse attività in comune per un periodo iniziale di 5 anni. (http://www.regione.sardegna.it/xml/getpage.php?cat=7875)

    CAGLIARI, 6 NOVEMBRE 2014 – Un’alleanza scientifica fra Sardegna e Cina per potenziare l’attività di ricerca nei settori dell’energia e dello sviluppo sostenibile, in particolare sull’uso sostenibile di combustibili fossili. La sancisce il protocollo d’intesa sottoscritto oggi fra Sotacarbo e Cers (China Energy Research Society) e approvato dall’Assessorato alla Programmazione della Regione Sardegna e dall’Ambasciata cinese in Italia, che prevede lo sviluppo di diverse attività in comune per un periodo iniziale di 5 anni. “La fase dell’estrazione del carbone in Sardegna, che così come era concepita finora è chiaramente chiusa, ha lasciato nella nostra terra competenze, esperienze e know how che ora dobbiamo utilizzare per stringere partnership tecnologiche con Paesi come Cina e Stati Uniti che sul carbone puntano moltissimo, soprattutto in chiave di energia pulita per il futuro – dice l’assessore regionale a Programmazione e Bilancio Raffaele Paci – Senza essere autoreferenziali siamo consapevoli che quelle competenze rappresentano una risorsa decisiva per indirizzare l’utilizzo globale delle fonti fossili su binari sostenibili. Dobbiamo dunque studiare e sviluppare nuove tecnologie in Sardegna – conclude Paci – per venderle nel resto del mondo”.

    I TEMI DI RICERCA COMUNE – Tra i vari temi di ricerca individuati, che saranno oggetto della collaborazione, si possono segnalare le tecnologie per la cattura e lo stoccaggio della CO2, l’ossi-combustione, l’efficienza energetica e le energie rinnovabili. Ambiti eterogenei e diversificati, ma in linea con le innovative linee di attività del nuovo Polo Tecnologico per l’energia pulita e con i relativi programmi di sviluppo definiti a livello nazionale e regionale. L’accordo di collaborazione scientifica tra Sotacarbo, che dal 1989 rappresenta l’Italia nel Clean Coal Centre dell’Agenzia internazionale per l’Energia, e Cers è il primo sottoscritto nell’ambito delle attività del nuovo Polo tecnologico e certifica l’importanza a livello internazionale delle attività svolte nell’ex miniera di Serbariu a Carbonia nel Centro di ricerche Sotacarbo. Le relazioni avviate con il mondo industriale e della ricerca cinese seguono un percorso analogo a quello appena avviato da Sotacarbo col Department of Energy (Doe) degli Stati Uniti, che solo un mese fa ha incontrato a Washington i vertici aziendali per porre le basi per definire termini e contenuti di una futura collaborazione. “Oggi a Pechino c’è un meeting internazionale importantissimo e, per evitare picchi di inquinamento, abbiamo dovuto chiudere metà parco macchine e metà industrie – dice il presidente del Cers Yu Xinyang – Ma queste iniziative non possono essere la soluzione. Sono accordi come quelli di oggi che tracciano la strada per risolvere il problema dell’inquinamento a lungo termine”.

    IL POLO DI ECCELLENZA – Il 2 agosto 2013 il Ministero italiano dello Sviluppo Economico e la Regione Sardegna hanno firmato l’accordo per la creazione di un polo di eccellenza per la produzione di energia pulita e la costruzione di una centrale elettrica a carbone nel Sulcis con tecnologia a basso impatto ambientale. L’8 agosto 2014, il Mise, la Regione, Enea e Sotacarbo hanno firmato un accordo per un programma decennale nel nuovo polo di eccellenza sull’energia pulita. Partner del calibro del Cers, di Shenhua o del Doe garantiscono che l’eccellenza promessa dal neonato Polo tecnologico del Sulcis non resti una chimera ma abbia concretizzazione immediata. “L’accordo sottoscritto con il supporto della Giunta regionale con la China Energy Research Society è il primo passo concreto verso l’internalizzazione del Centro Ricerche Sotacarbo – dice il presidente di Sotacarbo Mario Porcu – L’attenzione dei maggiori gruppi industriali della Cina è un riconoscimento della validità dell’impostazione tecnologica e strategica voluta dalla Società, e evidenzia la capacità attrattiva, nei confronti di importanti investitori stranieri, dei progetti di ricerca avviati da Sotacarbo nel Polo tecnologico dell’Energia pulita”.

    L’ESPERIENZA DELLA CINA – La Cina basa il suo sistema elettrico sul carbone ed è il secondo produttore mondiale di CO2. E’ comunque prevista una diminuzione percentuale nell’uso di questa fonte, che però aumenterà in quantità e rimarrà, comunque, la principale del paese asiatico. Pur non avendo sottoscritto il protocollo di Kyoto, la Cina partecipa alle principali iniziative internazionali finalizzate all’incremento dell’efficienza di conversione energetica degli impianti di produzione elettrica e alla riduzione delle emissioni della CO2.

  18. Shardana
    novembre 7, 2014 alle 8:06 pm

    ………..un’alleanza scientifica tra sardegna e Cina per potenziare l’attività di ricerca nei settori dell’energia e dello sviluppo sostenibile in particolare sull’uso sostenibile dei combustibili fossili……….la CRICCA DEI FOSSILI continua ad andare forte.ogni promessa è debito.Voti in cambio di posti di lavoro,che bastardi,speculano sulla pelle della gente.I CINESI NON POSSONO PIÙ INQUINARE A CASA LORO E VENGONO IN SARDEGNA TANTO CANCRO PIÙ CANCRO MENO…….È umiliante essere presi per il culo e non poter fare niente contro chi ci avvelena.Che cambiamento con il PDEXMENOELLE eh Grig ?

  19. novembre 14, 2014 alle 2:48 pm

    da L’Unione Sarda, 14 novembre 2014
    Nuova iniezione di soldi per Carbosulcis: http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/103057_Nuova_iniezione_di_soldi_per_Carbosulcis.pdf

  20. Fabrizio De Andrè
    dicembre 17, 2014 alle 10:09 am

    Altri arresti nel sulcis nelle cricche succhia soldi,oggi è toccato all’ex presidente e al sindacalista dell’IGEA.Le accuse sono il solito voto di scambio e peculato.Come si è potuto permettere a questi gruppi di delinquenti di ridurre in ginocchio un intero territorio,altro che occupazione di pozzi,in galera complici compresi.Anche se vi credete assolti siete tutti coinvolti

  21. gennaio 29, 2015 alle 2:56 pm

    A.N.S.A., 29 gennaio 2015
    Inchiesta Carbosulcis: 12 a giudizio.
    Gup accoglie richiesta pm, contestati appalti per 40 mln di euro: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2015/01/29/inchiesta-carbosulcis-12-a-giudizio_723f1575-287e-49b3-b125-df87ccb4e716.html

    ____________________________________________________________

    da La Nuova Sardegna, 29 gennaio 2015
    CARBOSULCIS. Soldi pubblici spesi senza gara, manager a giudizio.
    L’inchiesta della guardia di finanza coordinata dalla Procura di Cagliari è nata dall’esposto di un dipendente. Dodici persone, dal direttore generale ai consiglieri di amministrazione, accusate di abuso d’ufficio. In cinque anni dilapidati 43 milioni di euro: http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2015/01/29/news/soldi-pubblici-spesi-senza-gara-manager-a-giudizio-1.10759988

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    da L’Unione Sarda, 29 gennaio 2015
    Dodici imputati eccellenti per i 40 milioni di beni adati senza gara d’appalto.
    Carbosulcis, cda a giudizio. Abuso d’ufficio, a processo ex dirigenti e responsabili. (Veronica Nedrini): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20150129085234.pdf

  22. Fabrizio De Andrè
    gennaio 29, 2015 alle 7:53 pm

    Sempre le stesse persone,le stesse famiglie,gli stessi circoli di partito.È vergognoso come queste cricche possano continuare a manipolare soldi pubblici e come possano essere ancora in giro.Tra l’altro verranno nuovamente assegnati soldi all’IGEA per le bonifiche. Minchia ma siamo veramente impazziti?Se nò collusi.

  23. febbraio 10, 2015 alle 2:50 pm

    a che serve la miniera di carbone? Per discarica.

    da L’Unione Sarda, 10 febbraio 2015
    Ceneri, business fra le polemiche. (Sandro Mantega): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20150210083223.pdf

  24. febbraio 20, 2015 alle 2:58 pm

    nessuno stupore.

    da L’Unione Sarda, 20 febbraio 2015
    Raffica di perquisizioni alla Carbosulcis. S’indaga sulla gestione dei rifiuti della miniera. Perquisizioni anche nelle sedi della società di brokeraggio di Nino Granara e della Fin Invest, riconducibile al nipote dell’ex assessore regionale Giorgio Oppi: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2015/02/20/rifiuti_raffica_di_perquisizioni_alla_carbosulcis_s_ipotizza_il_r-6-408652.html

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    da La Nuova Sardegna, 20 febbraio 2015
    GONNESA. Appalti alla Carbosulcis, blitz dei carabinieri.
    In corso perquisizioni negli uffici amministrativi e nelle abitazioni di ex politici e imprenditori. (Tamara Peddis): http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2015/02/20/news/appalti-alla-carbosulcis-blitz-dei-carabinieri-1.10902701

  25. febbraio 23, 2015 alle 2:57 pm

    da La Nuova Sardegna, 21 febbraio 2015
    Carbosulcis e Geoparco: sotto accusa Granara. (Mauro Lissia): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/108022_Carbosulcis_e_Geoparco_sotto_accusa_Granara.pdf

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    da L’Unione Sarda, 21 febbraio 2015
    Gara e fidejussioni, nuova inchiesta sulla Carbosulcis. (Vito Fiori): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/108038_Gara_e_fidejussioni_nuova_inchiesta_sulla_C.pdf

  26. febbraio 24, 2015 alle 2:58 pm

    da L’Unione Sarda, 24 febbraio 2015
    CARBOSULCIS. Acquistata una dozzina di Range Rover. Le accuse della Cgil.
    Dodici Suv e progetti “spariti”: la grande miniera degli sprechi. (Vito Fiori): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20150224105951.pdf

    —————————

    Sulla società regionale, la settimana scorsa si è abbattuta un’autentica bufera giudiziaria.
    Sono tre le indagini aperte di recente dalla Procura: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20150224110144.pdf

  27. Fabrizio De Andrè
    giugno 25, 2015 alle 12:01 pm

    Non solo rubavano stipendi senza fare nulla,anche in pensione senza averne i requisiti.ma non è una vergogna quello che succede?

  28. luglio 9, 2015 alle 2:50 pm

    da La Nuova Sardegna, 8 luglio 2015
    Carbonia, dalla Cina per l’ossicombustione di Sotacarbo.
    L’ambasciatore Li Ruiyu in visita al centro ricerche della Grande Miniera di Serbariu per vedere di persona una tecnologia che sta suscitando grande interesse in numerose aziende cinesi. (Gianfranco Nurra): http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2015/07/08/news/carbonia-dalla-cina-per-l-ossicombustione-di-sotacarbo-1.11743867

  29. agosto 7, 2015 alle 5:30 pm

    da L’Unione Sarda, 7 agosto 2015
    GONNESA . Previsto un incontro a Bruxelles per rivedere il piano di dismissione.
    Carbosulcis: stop al carbone, si punta alla ricerca. (Antonella Pani): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20150807090655.pdf

  30. Fabrizio De Andrè
    settembre 1, 2015 alle 8:27 am

    I nostri cari sindacalisti minatori……..lingua lunga braccia corte.Siamo stanchi di spaccarci la schiena per mantenere in piedi ilSISTEMA SULCIS,idrovora succhia soldi.Altro che Digos per chi scrive Liberiamo le città dalla mafffffia…..LIBERATECI DAL MALE

  31. settembre 4, 2015 alle 2:56 pm

    da L’Unione Sarda, 4 settembre 2015
    Nuovo blitz alla Carbosulcis. (Vito Fiori): http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/117944_Nuovo_blitz_alla_Carbosulcis.pdf

    _________________________________________________________

    da La Nuova Sardegna, 4 settembre 2015
    Carbosulcis, truffa allo Stato: anche tre sindacalisti indagati per i mega stipendi.
    L’inchiesta della Procura di Cagliari sulle retribuzioni nell’azienda pubblica che gestisce la miniera di Nuraxi Figus: buste paga troppo pesanti in rapporto alle mansioni svolte. Carabinieri e polizia acquisiscono altri documenti: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2015/09/04/news/miniera-carbosulcis-truffa-allo-stato-mega-stipendi-indagati-anche-3-sindacalisti-1.12036733

  32. Carlo Forte
    settembre 11, 2015 alle 11:29 am

    6 indagati alla carbosulcis per stipendi gonfiati….3 sono sindacalisti……….fosse solo quello.DELINQUENTI LORO E CHI LI PROTEGGE

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