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E’ reato uccidere “altri” animali cacciabili per legge, ma non compresi nel calendario venatorio regionale.


branco di Cervi europei (Cervus elaphus)

branco di Cervi europei (Cervus elaphus)

 

Non basta che la specie animale (nel caso concreto il Cervo nobile, Cervus elaphus) sia in linea astratta considerata cacciabile per legge (legge n. 157/1992 e s.m.i. e normative regionali), ma dev’essere anche ricompresa fra quelle cacciabili nel periodo temporale di riferimento in base all’emanato calendario venatorio regionale per la presente stagione di caccia.

Altrimenti l’uccisione anche di un solo esemplare integra gli estremi del reato di cui all’art. 30, comma 1°, lettera h, della legge n. 157/1992 e s.m.i.

E’ quanto ribadito dalla Suprema Corte di cassazione, con la sentenza Sez. III, 14 febbraio 2014, n. 7242, ribadendo un orientamento giurisprudenziale consolidato.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

Cervo europeo (Cervus elaphus)

Cervo europeo (Cervus elaphus)

dalla Rivista telematica di diritto ambientale Lexambiente, 30 novembre 2014

Cass. Sez. III 7242 del 14 febbraio 2014 (ud.9 gen. 2014)
Pres. Mannino Est. Amoresano Ric. Marinilli
Caccia e animali. Abbattimento di animali non inclusi nelle specie cacciabili indicate nel calendario venatorio regionale

In materia di caccia integra il reato punito dall’art. 30 lettera h) della legge n. 157 del 1992 l’abbattimento di specie animali non ricomprese in quelle espressamente indicate come cacciabili nel calendario venatorio, purchè adottato dalla singola regione, purchè mediante regolamento, e non mediante legge, in considerazione di quanto evidenziato dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 20 del 2011.

 

anatre_in_voloqui il testo della sentenza Cass. pen., Sez. III, 14 febbraio 2014, n. 7242.

 

(foto P.F., S.D., archivio GrIG)

  1. giannantonio
    gennaio 9, 2015 alle 7:33 am

    Da non addetto ai lavori, lil rapporto mi sembra talmente ovvio che mi sembra impossibile che si stato necessario ricorrere alla Suprema Corte di Cassazione: quasi mi sorge il dubbio che qualche avvocato, pur di incrementare i propri introiti, sollevi questioni improponibili.

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