Verso una positiva revisione della direttiva comunitaria sulla valutazione di impatto ambientale.


foresta mediterranea

foresta mediterranea

L’Assemblea plenaria del Parlamento europeo europeo ha approvato a maggioranza la relazione “sulla proposta di direttiva del Paramento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2011/92/UE concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati” dell’ on. Andrea Zanoni (A.L.D.E.).

Nel luglio scorso era già intervenuta l’approvazione da parte della Commissione ENVI Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare del Parlamento europeo.

L’on. Andrea Zanoni è stato anche delegato ad avviare le negoziazioni con la Commissione europea e gli Stati membri riuniti nel Consiglio dell’Unione europea, come previsto dalla procedura di adozione definitiva della direttiva.

Comunque sarà una direttiva V.I.A. molto più efficace per la concreta difesa dell’ambiente, delle risorse naturali e della salute dei cittadini.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Firenze, veduta panoramica

Firenze, veduta panoramica

Rivoluzione verde, il Parlamento europeo approva la relazione di Zanoni sulla nuova direttiva di Valutazione Impatto Ambientale – VIA.

Il Parlamento europeo approva a Strasburgo la nuova direttiva VIA e affida al suo relatore, l’eurodeputato Andrea Zanoni, il mandato di iniziare i negoziati con Consiglio e Commissione. Entro il 2016 la nuova VIA che riguarda anche il gas di scisto.

Zanoni: “Giorno storico per la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini in Europa. Abbiamo sconfitto la lobby delle industrie che inquinano di più

Approvata una direttiva sulla Valutazione d’Impatto Ambientale VIA che tutelerà più l’ambiente e i cittadini e meno gli interessi di quelle lobby dell’industria che inquinano di più”. E’ il commento a caldo di Andrea Zanoni, eurodeputato ALDE, membro della commissione ENVI Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare, all’approvazione di oggi a Strasburgo della nuova direttiva VIA di cui è relatore. “Abbiamo sconfitto il blocco più conservatore dell’Aula, composto dalle destre e dai popolari (di cui fanno parte Pdl e Udc, ndr) che non volevano l’approvazione di una direttiva più verde. Adesso andiamo avanti con le negoziazioni con Commissione e Consiglio per far entrare in vigore al più presto questo testo rivoluzionario”.

Il Parlamento europeo ha approvato oggi a Strasburgo la relazione “sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2011/92/UE concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati” dell’eurodeputato Andrea Zanoni (339 favorevoli e 293 contrari) concedendogli anche il mandato di iniziare le negoziazioni in prima lettura (332 favorevoli e 311 contrari) con Consiglio e Commissione europea. La valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati riguarda circa 200 tipologie di progetti, dalla costruzione di ponti, porti, autostrade, discariche di rifiuti, fino agli allevamenti intensivi di pollame o suini. Nei suoi 28 anni di applicazione, la normativa ha ricevuto solo 3 modifiche marginali.

Maggior coinvolgimento dei cittadini, VIA obbligatoria per il gas di scisto, lotta al conflitto d’interessi, monitoraggio post opera, sanzioni per chi sgarra, stop alle deroghe, norme contro lo spezzettamento dei progetti ovvero contro il cosiddetto “salami slicing” e protezione della biodiversità sono solo alcune delle novità che prevede il testo adottato  spiega euforico Zanoni  Oggi al Parlamento europeo abbiamo compiuto un passo storico verso una maggiore tutela ambientale in Europa nel contesto della realizzazione delle grandi infrastrutture che troppo spesso vengono realizzate con poco se non scarso rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini. Inizierò i negoziati con le altre istituzioni forti di un consenso parlamentare che chiede maggiori tutele per l’ambiente in cui vivono 500 milioni di europei. Da Strasburgo arriva oggi una risposta sonora a tutte quelle lobby, e ai loro rappresentanti politici, che hanno cercato di far prevalere i loro interessi invece che il bene comune”, conclude l’eurodeputato.

Arborea, S'Ena Arrubia (foto Raniero Massoli Novelli)

Arborea, S’Ena Arrubia (foto Raniero Massoli Novelli)

PUNTI CHIAVE della NUOVA DIRETTIVA VIA approvata dal PARLAMENTO EUROPEO

Questi i punti chiave della nuova Direttiva Ue sulla VIA su cui Zanoni ha puntato:

1 – Conflitto di interessi

L’assoluta indipendenza dell’autorità competente dal committente deve essere assicurata. In alcuni casi, nonostante la separazione formale tra autorità competente e committente, in particolare quando quest’ultimo è un soggetto pubblico, si verifica spesso un’impropria commistione tra i due attori, tale da inficiare l’obiettività del giudizio.

2 – Sanzioni

Previsione di sanzioni proporzionate e dissuasive in caso di violazione alle norme nazionali che derivano da questa direttiva, compresi casi di conflitto d’interesse e corruzione.

3 – Gas di scisto

Includere nell’allegato I della direttiva (obbligatorietà di Valutazione d’Impatto Ambientale VIA) i cosiddetti “idrocarburi non convenzionali” ovvero  gas di scisto e del gas naturale da giacimenti di carbone, sia nella fase di “estrazione” che in quella di “esplorazione” per evitare i danni della fratturazione idraulica.

4– Salami slicing

Prendere in maggior attenzione all’effetto cumulativo dell’impatto ambientale di più progetti nella stessa zona e azioni volte a contrastare il cosiddetto “salami slicing” ovvero lo spacchettamento di un singolo progetto in sotto progetti per evitare l’obbligo di valutazione ambientale complessiva.

5 – Maggiori informazioni

Il committente deve fornire maggiori informazioni sui rischi per la salute della popolazione interessata da un determinato progetto e sulle eventuali ripercussioni sul paesaggio e patrimonio culturale circostrante.

6- Nuovi progetti sottoposti a VIA.

Oltre al gas di scisto, dovranno essere sottoposti a VIA obbligatoria (allegati I della direttiva) tutta una serie di progetti prima esclusi, come le demolizioni di precedenti strutture, parchi a tema (come acquatici, parchi divertimento, delfinari ecc,), campi da golf su terreni aridi e cave per estrazione dell’oro.

7 – Eliminazione delle deroghe

Non sono più concesse ai Paesi membri deroghe speciali per esentare determinati progetti dalla VIA con l’eccezione di quelle motivate con ragione di sicurezza pubblica.

8 – Coinvolgimento del pubblico

Rafforzare il ruolo del pubblico interessato in tutte le fasi della procedura in ottemperanza alla Convenzione di Århus. Una buona governance necessita di momenti di dialogo tra i soggetti interessati e di una procedura chiara e trasparente, rafforzando il sostegno alle decisioni adottate e riducendo il numero e i costi dei contenziosi legali che si riscontrano quando manca un’effettiva condivisione del progetto.

Gabbiano reale mediterraneo (Larus michahellis)

Gabbiano reale mediterraneo (Larus michahellis)

CRONISTORIA della NUOVA DIRETTIVA VIA

Il 26 ottobre 2012 la Commissione europea ha presentato la sua proposta di modifica della Direttiva 2011/92/UE sulla VIA che ha introdotto nuovi fattori ambientali sui quali misurare l’impatto dei progetti come la biodiversità, l’uso efficiente delle risorse naturali e i rischi di catastrofi naturali e di origine umana tra i fattori sui quali si devono valutare gli impatti di un progetto. E’ stato poi per la prima volta avanzato il concetto di prendere in considerazione le alternative ragionevoli al progetto.

Il 17 dicembre 2012 Andrea Zanoni è stato nominato relatore della relazione sulla nuova VIA per il Parlamento europeo (commissione parlamentare competente è la ENVI Ambiente, e per parere la TRAN Trasporti e PETI Petizioni).

L’11 luglio 2013 la commissione ENVI Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare ha approvato (48 voti a favore e 15 contrari) la relazione “sulla proposta di direttiva del Paramento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2011/92/UE concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati”.

La relazione sulla nuova direttiva VIA sarebbe dovuta essere votata nella sessione plenaria del Parlamento europeo di settembre 2013. Tuttavia l’ostruzionismo dei gruppi più conservatori e la formale richiesta di rinvio della Sinistra unitaria europea GUE ne ha posticipato la votazione ad ottobre.

Nella sessione plenaria di ottobre Zanoni ha proposto un emendamento, approvato da tutto il gruppo politico ALDE, per cercare una maggioranza più ampia a sostegno dell’inclusione della procedura di VIA obbligatoria anche per la “esplorazione, limitatamente alla fase che prevede l’applicazione di fratturazione idraulica, ed estrazione” del gas non convenzionali (scisto e gas provenienti da giacimenti di carbone).

Mercoledì 9 ottobre 2013 il Parlamento europeo ha approvato la relazione di Zanoni e gli ha concesso pieno mandato di iniziare i negoziati con Consiglio e Commissione europea a nome del Parlamento europeo. La nuova direttiva VIA va quindi verso un accordo in prima lettura e l’entrata in vigore entro il 2016.

Ufficio Stampa Eurodeputato Andrea Zanoni

Email stampa@andreazanoni.it

Tel (Bruxelles) +32 (0)2 284 56 04

Tel (Italia) +39 0422 59 11 19

Blog  www.andreazanoni.it

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Facebook ANDREA ZANONI

Youtube AndreaZanoniTV

Roma, Pantheon

Roma, Pantheon

(foto R.M.N., E.R., S.D., archivio GrIG)

  1. Laura
    ottobre 11, 2013 alle 7:58 PM

    Complessivamente ci sono dei miglioramenti, ma attendiamo di vedere la traslazione della direttiva europea alla normativa nazionale; anche la concreta applicazone dei punti sopra elencati, ossia la maggiore partecipazione dei cittadini. Mi preoccuperei invece dell’inclusione delle esplorazioni e coltivazioni di gas shale, poichè ciò preanuncia la discesa in campo di una serie di metodi estrattivi non convenzionali che al momento non offrono alcuna sicurezza sul piano ambientale e sanitario. Anche il maggior approfondimento nei contenuti è da valutare concretamente, ossia quali metodi saranno richiesti negli approfondimenti. Attualmente i contenuti richiesti non sono insuffiecienti come elencazione dei temi da trattare e delle garanzie richieste, quindi si pone il problema dove sta il discrimine. Ma attendiamo di vedere l’applicazione delle novità introdotte che daranno modo di valutare la portata delle modifiche.

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