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Rapporto sulle Terre Collettive in Italia.
qui puoi firmare la petizione popolare per la difesa delle terre collettive ” a rischio” in Sardegna.
Molti non sanno neppure che esistono. Almeno altrettanti fan finta che non esistano.
Sono le terre collettive in Italia.
Che cosa sono.
“La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati”, così afferma l’art. 42 della Costituzione, dimenticando le terre collettive, i terreni a uso civico, i demani civici, le partecipanze, le università agrarie e le tante altre denominazioni oggi compendiate nella definizione di domini collettivi riconosciuti dalla Repubblica (art. 1 della legge n. 168/2017 e s.m.i.) e dalla giurisprudenza costante (cfr. sentenze Corte cost. nn. 178/2018, 113/2018, 103/2017, 210/2014, 345/1997, 46/1995, 210/2014, 103/2017, 178/2018 e ordinanze Corte cost. nn. 71/1999, 316/1998, 158/1998, 133/1993. Vds.. anche Cass. civ., SS.UU., 12 dicembre 1995, n. 12719; Cass. pen., Sez. III, 29 maggio 1992, n. 6537).
La titolarità di quelle terre è collettiva, della collettività locale stanziata in quel territorio.
Di quelle terre dev’essere salvaguardata la funzione economico-sociale della fruibilità collettiva e la funzione della tutela ambientale/paesaggistica (art. 142, comma 1°, lettera h, del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).
I domini collettivi, i terreni a uso civico e i demani civici (legge n. 1766/1927 e s.m.i., legge n. 168/2017, regio decreto n. 332/1928 e s.m.i.) costituiscono un patrimonio di grandissimo rilievo per le Collettività locali, sia sotto il profilo economico-sociale che per gli aspetti di salvaguardia ambientale, valore riconosciuto sistematicamente in sede giurisprudenziale.
I diritti di uso civico sono inalienabili, indivisibili, inusucapibili e imprescrittibili (artt. 3, comma 3°, della legge n. 168/2017 e 2, 9, 12 della legge n. 1766/1927 e s.m.i.). I domini collettivi sono tutelati ex lege con il vincolo paesaggistico (art. 142, comma 1°, lettera h, del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.). Ogni atto di disposizione che comporti ablazione o che comunque incida su diritti di uso civico può essere adottato dalla pubblica amministrazione competente soltanto a particolari condizioni, previa autorizzazione regionale e verso corrispettivo di un indennizzo da corrispondere alla collettività titolare del diritto medesimo e destinato a opere permanenti di interesse pubblico generale (artt. 12 della legge n. 1766/1927 e s.m.i.).
I cittadini appartenenti alle collettività locali sono gli unici titolari dei diritti di uso civico nei rispettivi demani civici (artt. 2, commi 3° e 4°, e 3, commi 1° e 2°, della legge n. 168/2017 e s.m.i.). Inoltre, il regime giuridico dei demani civici prevede la “perpetua destinazione agro-silvo-pastorale” (art. 3, comma 3°, della legge n. 168/2017), nonché “l’utilizzazione del demanio civico … in conformità alla sua destinazione e secondo le regole d’uso stabilite dal dominio collettivo” (art. 3, comma 5°, della legge n. 168/2017).
Quindi, i beni in proprietà collettiva sono soggetti per legge a vincolo di destinazione e a vincolo ambientale: non possono essere oggetto di una concessione amministrativa che ne importi la trasformazione.
Un grande patrimonio ambientale collettivo che dobbiamo conservare e custodire per le generazioni future.
Dove sono, quanto sono estesi.
In tutta Italia sono presenti boschi, pascoli, terreni agricoli, zone umide, litorali di proprietà collettiva, sebbene spesso tuttora oggetto di mire speculative e utilizzi incongrui.
Alcuni sono casi noti, come le Regole Ampezzane in Veneto, la Partecipanza del Bosco delle Sorti in Piemonte, altri lo sono diventati per esser stati recuperati da violente occupazioni illegittime, come il demanio civico di Troina in Sicilia, o per aver costituito oggetto di gravi fenomeni di turbamento della convivenza civile come a Lula in Sardegna.
Ma in diversi casi sono stati malgestiti da parte degli stessi Comuni che avrebbero dovuto gestirli nell’esclusivo interesse delle collettività locali titolari dei diritti, come accaduto a Rocca d’Evandro, in Campania, dove il demanio civico è stato oggetto di alienazioni illegittime a fini industriali e di cui è stato ordinato il recupero (ottobre 2025) grazie a sentenza del Commissario per gli Usi Civici di Napoli in seguito a ricorso del Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) o a Serdiana, in Sardegna, dove decine di ettari appartenenti al demanio civico sono stati utilizzati come discarica da parte di una società di gestione dei rifiuti, attualmente oggetto di un giudizio pendente davanti al T.A.R. Sardegna. Ovvero al Pian Grande di Castelluccio di Norcia, con terreni a uso civico trasformati in parcheggi per veicoli, fin quando provvedimenti di sequestro e pronunce di Commissario per gli Usi Civici e Corte d’Appello di Roma, grazie a ricorsi GrIG e Mountain Wilderness, hanno sanzionato l’illegittimo utilizzo (2018-2021).
Recentemente, dopo decenni di colpevole trascuratezza, in diversi zone del territorio nazionale c’è stata una positiva inversione di tendenza, grazie a una maggiore attenzione dovuta a vari fattori, non ultime diverse azioni legali portate avanti nel corso degli anni.
Ci si chiede quale sia l’estensione delle terre collettive.
Si stima che costituiscano il 7-10% del territorio nazionale italiano, ma non vi sono dati precisi conosciuti e consultabili.
Dai dati molto risalenti dell’Istituto Nazionale di Economia Agraria (INEA) emergeva, grazie a un censimento voluto dall’allora Commissario ed economista Manlio Rossi Doria, che al 1947 erano stati oggetto di accertamento della presenza di diritti di uso civico 3.053.028 ettari (dei quali 2.574.226 gestiti dai relativi Comuni e 494.584 gestiti da Associazioni agrarie di varia denominazione), circa il 10% del territorio nazionale, mentre accertamenti successivi tuttora non completati fanno propendere per almeno altri due milioni di ettari di terre collettive.
Terre collettive in Italia al 31 dicembre 1947 (in ettari, fonte INEA)
| aree geografiche | demani civici (gestiti da Comuni) | associazioni agrarie | totale |
| Regione Alpina | 1.446.246 | 287.484 | 1.733.720 |
| Pianura Padana | 20.306 | 3.051 | 23.357 |
| Appennino settentrionale | 67.830 | 33.058 | 100.888 |
| Appennino centrale | 173.727 | 117.880 | 285.815 |
| Lazio | 110.087 | 53.121 | 163.208 |
| Mezzogiorno | 386.692 | 0 | 386.692 |
| Sicilia | 44.534 | 0 | 44.534 |
| Sardegna | 314.814 | 0 | 314.814 |
| Totale | 2.574.226 | 494.584 | 3.053.028 |
Nel 1985 veniva effettuata una nuova stima di massima, che individuava in “tre milioni di ettari per le superfici a bosco e pascolo e per 250.000 ettari per la coltura agraria e altre destinazioni di pubblico generale interesse” (G. Faraone, Progetto di legge governativo sugli usi civici, in Terre collettive ed usi civici fra Stato e Regione, Regione Lazio – Atti del Convegno Fiuggi, 25-27 ottobre 1985, Roma, Iger, pag. 34).
Il monitoraggio del Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG).
L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) fin dalla sua fondazione nel 1992 è impegnata per la difesa delle terre collettive in tutto il territorio nazionale.
Per provare a delineare un quadro seppure sintetico dell’attuale situazione delle terre collettive italiane ha avviato un monitoraggio generale.
E’ stata, quindi, inviata (4 novembre 2025) una specifica istanza di accesso civico e di informazioni ambientali a tutte le Regioni e alle Province autonome di Trento e Bolzano per avere i rispettivi dati delle estensioni dei demani civici, dei provvedimenti di recupero ai demani civici dei terreni illegittimamente occupati e degli eventuali trasferimenti di diritti di uso civico effettuati.
Sono pervenute le seguenti risposte:
* Regione autonoma della Valle d’Aosta (nota prot. n. 9849 del 10 novembre 2025) ha comunicato la sussistenza di una trentina di consorterie per la gestione dei domini collettivi nel territorio regionale, con specifico registro (il Registro valdostano delle consorterie vede attualmente 24 consorterie riconosciute e 11 in attesa di riconoscimento), ma non sono disponibili dati sull’estensione complessiva, su eventuali provvedimenti di reintegro e di alienazione;
* Regione Lombardia (nota prot. n. 212847 del 12 novembre 2025): “l’accertamento degli usi civici e dei domini collettivi in Regione Lombardia, così come la sistematizzazione delle informazioni presenti negli archivi, sono attualmente in corso”, tuttavia, “le informazioni … sono in parte desumibili dall’ultimo report relativo agli usi civici in Regione Lombardia, che risale al 1997, che analizza gli usi civici che insistono sui comuni lombardi”. Dal Report del 1997 risultano su 1546 Comuni 1048 non hanno demanio civico, 19 solo diritti di pesca, 160 con demanio civici accertato, 5 con demanio civico e diritti di pesca, 2 con demanio civico e diritti su acque minerali, 245 con istruttorie aperte, 34 con demanio civico ma con istruttoria non conclusa, 4 con diritti di pesca ma istruttoria non conclusa, 29 ancora imprecisati;
* Regione autonoma della Sardegna (nota prot. n. 21547 del 12 novembre 2025): in sintesi, ha comunicato quanto segue.
Secondo quanto oggetto di provvedimenti di accertamento, risultano terreni a uso civico in 340 Comuni sui 369 su cui sono state condotte le operazioni. I Comuni sardi sono 377: mancano ancora le attività di accertamento su 7 Comuni, nei quali si stima, comunque, la presenza di terre collettive.
In 30 Comuni, al termine delle operazioni, non sono risultati terreni a uso civico.
Complessivamente (considerando anche gli ultimi 7 Comuni dove devono esser svolte le operazioni di accertamento, ma dove se ne stima la presenza), dovrebbero essere 348 su 377 i Comuni dove sono presenti i demani civici, ben il 92% dei Comuni sardi.
Sono stati, inoltre, verificati e aggiornati i dati (estensione, catasto, ecc.) relativi ai 340 demani civici accertati (luglio 2021).
L’estensione complessiva delle terre collettive finora accertate è di circa 303.676 ettari, pari al 12,62% dell’Isola.
Sui 348 Comuni sardi con presenza di demani civici sono 198 quelli dotati del regolamento comunale di gestione degli usi civici e solo 64 quelli muniti di piano di valorizzazione e recupero delle terre civiche, mentre migliaia di ettari occupati illecitamente attendono il recupero alla fruizione collettiva (ne risulta effettuato soltanto uno, nel territorio comunale di Carloforte, inerente circa 48 ettari di terreno)..
Sono ormai numerose le operazioni autorizzate di trasferimenti di diritti di uso civico da terreni irreversibilmente trasformati ad altri terreni con valenza ambientale nei territori comunali di Siamaggiore, Santa Giusta, Monti, Abbasanta, Oristano, Benetutti, Borore, San Vero Milis, Lanusei, Vallermosa, Urzulei, Ardauli, Sindia.
* Regione Liguria (nota prot. n. 542423 del 17 novembre 2025): “non si dispone di un elenco/inventario dei terreni Liguri soggetti ad usi civici”, non sono stati adottati “provvedimenti di recupero al demanio civico di terreni illegittimamente occupati”, mentre, con deliberazione della Giunta regionale 22 dicembre 2023, n. 1323, è stato autorizzato il solo trasferimento di diritti di uso civico “dal terreno di mq. 397, individuato al foglio 24 mappale 501, al terreno di mq 700, individuato al foglio 20 mappale 52”, nel Comune di Toirano (SV);
* Regione Veneto (nota prot. n. 627625 del 17 novembre 2025): è disponibile una scheda generale sui domini collettivi nel territorio regionale, nonché l’elenco catastale aggiornato nel file Excel c1102160_TerreUsoCivico. Questa, in sintesi, la situazione:
“Sul totale dei 563 Comuni del Veneto, per 269 era stata accertata l’inesistenza di terreni ad uso civico già dal Commissario per la liquidazione degli usi civici, in applicazione alla L. 1766/1927.
Per i rimanenti 294 Comuni, in applicazione della L.R. 31/1994, la situazione relativa all’accertamento delle terre ad uso civico è la seguente:
• in 69 Comuni sono state completate le operazioni di riordino delle terre ad uso civico e tra questi 8 Comuni non presentano terreni soggetti a questo vincolo;
• in 86 Comuni sono state attivate ma non ancora completate le operazioni di riordino delle terre ad uso civico;
• 131 Comuni non hanno ancora promosso le operazioni di riordino delle terre ad uso civico;
• In 8 Comuni è stato effettuato l’aggiornamento catastale dei terreni elencati nei provvedimenti emessi dal Commissario per la liquidazione degli usi civici, in applicazione alla L. 1766/1927.
La rappresentazione cartografica della situazione degli usi civici in Veneto è scaricabile al link.
Inoltre,
“• Sono circa 83.000 gli ettari di terreni ad uso civico complessivamente accertati nei 69 Comuni che hanno chiuso le operazioni di riordino. Inoltre sono circa 555 gli ettari dei terreni sclassificati per trasformazioni che li hanno resi non più recuperabili all’uso civico. Infine sono circa 1710 gli ettari di terreni ad uso civico oggetto di occupazioni che rientrano nel demanio civico.
• Il numero di autorizzazioni rilasciate dalla Regione del Veneto per l’alienazione di terreni ad uso civico dal 1994 al 2021 è di circa 80 per un totale di 18 ettari. Lo scopo prevalente per la vendita riguarda la realizzazione di strutture turistico-ricettive.
• Il numero di autorizzazioni al mutamento di destinazione delle terre ad uso civico dal 1994 al 2021 si attesta su circa 250 per un totale di circa 800 ettari. Lo scopo prevalente di queste autorizzazioni riguarda l’uso dei terreni per piste da sci, attività estrattiva, parcheggi e strade, strutture turistico-ricettive ed impianti energetici/tecnologici.
* Regione Calabria (nota prot. n. 906017 del 25 novembre 2025): ha comunicato la realizzazione di un portale informatico “Terre Civiche” che consente ai soli Comuni e al locale Commissario per gli Usi Civici (https://terreciviche.regione.calabria.it/index.html) l’accesso a tutte le informazioni disponibili in materia, mentre è disponibile “un estratto tabellare del Registro generale degliusi civici, con funzioni di pubblicità puramentenotiziale” che “riporta l’elenco dei terreni che sono stati oggetto di accertamento demaniale individuati per provincia, comune, foglio, particella, numero e data del provvedimento” (qui l’estratto aggiornato al 20 ottobre 2025). Tuttavia non risulta disponibile un quadro complessivo delle terre collettive esistenti nella Regione, dei recuperi, delle alienazioni a qualsiasi titolo.
* Regione Umbria (nota prot. n. 62629 del 27 novembre 2025): ha comunicato la realizzazione di un portale informatico accessibile al pubblico (Dati e informazioni sulle terre di uso civico in Umbria – Regione Umbria) da cui emerge che “il patrimonio complessivo delle proprietà pubbliche dell’Umbria, più o meno soggette agli usi civici è di 84.161, ettari, pari a poco più del 10% della superficie territoriale della Regione, di cui il 67% sono boschi (56.049 ettari pari a poco più di 1/5 della superficie di tutti i boschi della Regione, che ammontano a circa 60.000 ettari), il 30% pascoli e cespugliati e il 3% coltivi e incolti. La proprietà delle Comunanze Agrarie è di circa 52.177 ettari, mentre quella dei Comuni è di circa 31.984 ettari. Con il termine generico di ‘Comunanze Agrarie sono indicate tutte quelle associazione agrarie con proprietà collettive di uso civico e che in Umbria assumono ben 14 denominazioni diverse:” (indagine Ente di Sviluppo Agricolo in Umbria – ESAU, 1984), con apposita cartografia.
Un quadro ampio delle terre collettive in Umbria emerge dalla recente indagine condotta dalla Corte dei conti e conclusa con Deliberazione Sez. Controllo Umbria, 31 dicembre 2024, n. 151/2024/VSG.
* Regione autonoma del Friuli – Venezia Giulia (nota prot. n. 834832 del 2 dicembre 2025): ha comunicato che “sono stati accertati gli usi civici nei seguenti Comuni in:
- Provincia di Gorizia: Doberdò del Lago, Grado, Monfalcone e Sagrado;
- Provincia di Pordenone: Andreis, Aviano, Budoia, Tramonti di Sopra e Tramonti di Sotto
- Provincia di Trieste: Duino Aurisina, Monrupino, Muggia, Sgonico e Trieste (per alcune frazioni)
- Provincia di Udine: Arta Terme (per alcune frazioni), Attimis, Bicinicco, Bordano, Campoformido, Carlino, Cavazzo Carnico, Cervignano del Friuli, Codroipo, Comeglians, Forni Avoltri, Forni di Sopra, Forni di Sotto, Gemona del Friuli, Marano Lagunare, Mereto di Tomba, Moggio Udinese, Muzzana del Turgnano, Ovaro, Palmanova, Paluzza, Pocenia, Porpetto, Precenicco, Pulfero, Ravascletto, Rigolato, Sauris, Sutrio, Rivignano Teor, Tolmezzo, Trasaghis e Varmo”.
L’estensione è stimata in circa 55.000 ettari, pari al 7% della superficie regionale
* Regione Emilia – Romagna (nota orot. n. 1220791 del 3 dicembre 2025): ha comunicato che i diritti di uso civico sono presenti in 65 Comuni sui 330 esistenti nel territorio regionale, mentre “la superficie totale del territorio regionale è di 2.250.967 ettari, dei quali 55.856 ettari costituiscono l’estensione complessiva dei beni in relazione ai quali sono accertate sia l’esistenza sia la consistenza di diritti di uso civico”.
E’ disponibile il portale informativo regionale sui “Enti beni collettivi e usi civici”, una specifica rappresentazione cartografica, l’elenco dei decreti di accertamento negativo da parte del Commissariato per gli Usi Civici di Bologna,
* Regione Toscana (nota prot. n. 941473 del 3 dicembre 2025): ha comunicato che “la superficie del territorio toscano dove è stata ad sino ad oggi accertata la presenza di demanio collettivo civico si estende per 21.439 ettari, in Lunigiana, in Garfagnana, in Maremma, in alcune Isole dell’Arcipelago Toscano, nell’area Pisana, in alcune zone appenniniche e nella Val diChiana aretina, interessando in tutto 46 comuni. Alcuni di questi sono interessati anche dalla presenza di terre di proprietà pubblica o privata gravata da diritti di uso civico mentre 2 comuni sono interessati solo dalla presenza di beni di proprietà pubblica gravati da diritti di uso civico. Le terre gravate con il procedimento amministrativo di liquidazione possono fare incrementare nel tempo il demanio civico attraverso lo scorporo e la cessione di quote.
Per altri 7 comuni toscani in passato era stata accertata la presenza di terreni soggetti a uso civico ma con istruttorie di dubbio risultato e per questo dovranno essere a breve nuovamente sottoposti a supplementi istruttori di accertamento.
Ci sono poi 2 comuni per i quali la qualitas soli è in fase di accertamento gudiziario presso il tribunale speciale per gli Usi Civici.
In 187 Comuni toscani è stata invece accertata la totale assenza di usi civici, causata prevalentemente da norme preunitarie abolitive promulgate dai vari reggenti.
Restano 29 comuni che ancora non hanno mai avuto un accertamento compiuto ma che saranno sottoposti a istruttoria di accertamento negli immediati anni a venire.”
Numerosi provvedimenti di reintegra o di alienazione nel corso del tempo sono stati pubblicati nella banca dati regionale.
Questa la suddivisione delle varie Province:
In Provincia di Grosseto ci sono 6844 ha di demanio collettivo civico così distribuito nei comuni:
1 Campagnatico 515 ha, presenti anche terre di proprietà privata gravate
2 Castell’Azzara 1000 ha
3 Castiglione della Pescaia 850 ha, presenti anche terre di proprietà privata gravate
4 Cinigiano 290 ha
5 Civitella Paganico 230 ha, presenti anche terre di proprietà privata gravate
6 Grosseto 500 ha, presenti anche terre di proprietà privata gravate
7 Isola del Giglio 480 ha
8 Massa Marittima 225 ha
9 Montieri 125 ha, presenti anche terre di proprietà privata gravate
10 Orbetello 4 ha, presente anche il diritto civico di pesca in tutta la laguna
11 Roccalbegna 160 ha
12 Roccastrada 1220 ha, presenti anche terre di proprietà privata gravate
13 Semproniano 720 ha
15 Sorano 525 ha
In Provincia di Arezzo ci sono 335 ha di demanio collettivo civico così distribuito nei comuni:
1 Arezzo 175 ha, presenti anche terre di proprietà pubblica e privata gravate
2 Subbiano 120 ha
3 Badia Tedalda 30 ha
4 Castiglion Fiorentino 10 ha
Sono 22 i comuni che ancora non sono stati indagati: Anghiari, Bucine, Capolona, Caprese Michelangelo, Castel Focognano, Castelfranco Piandiscò, Castiglion Fibocchi, Chiusi della Verna, Loro Ciuffenna, Montemignaio, Monterchi, Montevarchi, Ortignano Raggiolo, Pieve Santo Stefano, Poppi, Pratovecchio, San Giovanni Valdarno, Sansepolcro, Sestino, Stia, Talla , Terranuova Bracciolini.
In Provincia di Firenze ci sono 55 ha di demanio collettivo civico così distribuito:
1 Firenzuola 20 ha
2 San Godenzo 35 ha con presenti anche terre di proprietà pubblica e privata gravate.
In Provincia di Pistoia c’è solo Pescia con 22 ha di demanio collettivo civico.
In Provincia di Pisa ci sono 1565 ha di demanio collettivo civico così distribuiti:
1 Monteverdi Marittimo 880 ha
2 Volterra 495 ha
3 Lajatico 30 ha
4 Vecchiano 160 ha
In Provincia di Livorno ci sono 3058 ha di demanio collettivo civico così distribuiti:
1 Bibbona 3 ha
2 Capraia Isola 1750 ha
3 Campo nell’Elba compresa l’Isola di Pianosa 970 ha, presenti anche terre di proprietà privata gravate
4 Marciana 165 ha
5 Capoliveri 170 ha, presenti anche terre di proprietà privata gravate.
Il comune di Porto Azzurro presenta solo terre di proprietà pubblica e privata gravate.
In Provincia di Lucca ci sono 6023 ha di demanio collettivo civico così distribuiti:
1 Castiglione Garfagnana 30 ha
2 Pescaglia 48 ha
3 Careggine 800 ha
4 Sillano Giuncugnano 4330 ha, più numerosi torrenti recentemente dichiarati di proprietà collettiva civica con sentenza del Commissariato UC L.U.T. n. 12/2025
5 Barga 740 ha
6 Stazzema 75 ha e anche terre di proprietà privata gravate
Il comune Camaiore ha solo terre di proprietà pubblica gravate da diritti.
Il Comune di Vagli di Sotto e di Careggine hanno il diritto civico di pesca nell’omonimo lago.
Ci sono inoltre 6 comuni con accertamenti passati dubbi e in fase di riaccertamento amministrativo: Borgo a Mozzano, Fabbriche di Vergemoli, Gallicano, Piazza al Serchio, Molazzana, Minucciano.
Ci sono due comuni per i quali la presenza o meno di terreni soggetti a uso civico è in fase di accertamento giudiziario cioè Seravezza e Vagli di Sotto.
Ci sono 4 comuni che non sono mai stati indagati: Camporgiano, Castelnuovo Garfagnana, Lucca, Villa Basilica.
In Provincia di Massa Carrara ci sono 3537 ha di demanio collettivo civico così distribuiti
1 Fivizzano 60 ha
2 Montignoso 100 ha
3 Zeri 1960 ha
4 Tresana 640 ha
5 Comano 77 ha
6 Aulla 40 ha
7 Bagnone 660 ha
Il comune di Pontremoli ha un accertamento passato dubbio e sarà a breve sottoposto a un riaccertamento amministrativo.
Ci sono 3 comuni che non sono mai stati indagati: Licciana Nardi, Mulazzo, Fosdinovo.
Tutti i comuni della Provincia di Prato sono con totale assenza accertata di Usi Civici.
Tutti i comuni della Provincia di Siena sono con totale assenza accertata di Usi Civici.
* Regione Campania (nota prot. n. 683543 del 4 dicembre 2025): i domini collettivi variamente nominati costituiscono una parte importante del territorio regionale; “le aree interessate, che con i 350.000 (Trecentocinquantamila) ettari di terre collettive, circa il 30% della Regione, rappresentano una risorsa vitale per una pianificazione territoriale volta a soddisfare esigenze di pubblica utilità per i 540 comuni della Regione Campania”. Il Servizio Amministrativo Usi Civici della Regione ha competenza in materia, tuttavia non dispone di dati aggiornati sui provvedimenti di recupero ai demani civici dei terreni illegittimamente occupati e degli eventuali trasferimenti di diritti di uso civico effettuati, di volta in volta pubblicati sul Bollettino ufficiale della Regione Campania;
* Regione autonoma Siciliana (nota Presidenza prot. n. 27723 del 4 dicembre 2025): dopo una comunicazione interlocutoria, non è pervenuta alcuna risposta.
La Regione autonoma Siciliana non sembra disporre di un quadro complessivo delle terre collettive esistenti nella Regione.
Risulta disponibile soltanto un elenco generico di Comuni non interessati da diritti di uso civico, una cartografia dei terreni a uso civico nel territorio comunale di Palermo (ex Feudo Barca) e un elenco di terreni già facenti parte del demanio civico palermitano e oggi sdemanializzati.
* Provincia autonoma di Trento (nota prot. n. 953102 del 4 dicembre 2025): ha comunicato che al 31 dicembre 2024 l’estensione dei demani civici era pari a ettari 371.478, pari al 59,85% del territorio provinciale. Nel corso del 2024 sono stati trasferiti i diritti di uso civico da 11 ettari in differenti 12 ettari.
I soggetti titolari e gestori dei demani civici sono: la Comunità territoriale della Val di Fiemme, la Comunità di Primiero, la Comunità della Valsugana e Tesino, la Comunità dell’Alta Valsugana e Bernstol, la Comunità della Valle di Cembra, la Comunità della Val di Non, la Comunità della Val di Sole, la Comunità delle Giudicarie, la Comunità dell’Alto Garda e Ledro, la Comunità della Vallagarina, la Comunità general de Fascia, la Magnifica Comunità degli Altipiani Cimbri, la Comunità Rotalian –Königsberg, la Comunità della Paganella, il Territorio Val d’Adige, la Comunità della Valle dei Laghi, la Magnifica Comunità di Fiemme, la Regole di Spinale e Manez.
* Provincia autonoma di Bolzano/Bozen (nota prot. n. 934712 del 4 dicembre 2025):ha comunicato che “in merito all’estensione dei demani civici nel territorio della Provincia Autonoma, non disponiamo di dati precisi”, ma essi possono esser ricavati consultando i singoli registri tavolari. Inoltre, “per quanto riguarda provvedimenti di recupero al demanio civico di terreni illegittimamente occupati, informiamo che non abbiamo adottato provvedimenti in tal senso negli ultimi anni ” e “in merito ai provvedimenti di autorizzazione al trasferimento dei diritti di uso civico emanati in applicazione dell’articolo 3 della legge 20 novembre 2017, n. 168, informiamo che fino ad oggi non abbiamo applicato tale articolo né adottato alcuna misura in tal senso”.
Nel territorio provinciale vi sono 113 amministrazioni di beni di uso civico che vengono gestite da un comitato, mentre vi sono 70 amministrazioni di beni a uso civico gestite dai Comuni con gestione separata.
L’estensione, da rappresentazione grafica risulta comunque consistente.
* Regione Lazio (nota prot. n. 1244156 del 18 dicembre 2025): ha comunicato l’adozione di 17 provvedimenti di reintegra demaniale e di 18 provvedimenti di permuta/alienazione di terreni a uso civico da parte dell’Area Usi Civici della Regione. A partire dal 2025 sono state delegate all’ARSIAL (Agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione dell’agricoltura del Lazio) una serie di competenze in materia, fra cui “la realizzazione della ‘Carta dei domini e beni collettivi della Regione Lazio’, funzionale ai diversi livelli di pianificazione territoriale, nonché la digitalizzazione, metadatazione e gestione della documentazione presente presso fondi documentali relativa ai beni di proprietà collettiva ed ai beni gravati da diritti di uso civico.”. Ulteriore richiesta GrIG (26 novembre 2025) all’ARSIAL non ha portato alcun esito. La Regione Lazio non sembra disporre di un quadro complessivo delle terre collettive esistenti nella Regione;
* Regione Marche (nota prot. n. 3003916 del 21 gennaio 2026): ha comunicato che “non si dispone di un Inventario né alfanumerico né cartografico dei terreni e beni sottoposti all’uso civico”. Sussiste unicamente un’indagine condotta nel 2000 condotta presso l’archivio del Commissariato per gli Usi Civici di Bologna (competente per Emilia-Romagna e Marche).
“Tutti i provvedimenti regionali e, dal 2009, unionali successivi (che si sostanziano in alienazioni, affrancazioni, permute, mutazioni d’uso ed occupazioni per motivi di pubblica utilità, es. realizzazione/rettifica di strade, superstrade, acquedotti, invasi, ed altre opere pubbliche di servizio alla popolazione), non sono stati catalogati e sistematicizzati”.
* Regione Abruzzo: non ha fornito alcuna risposta. Tuttavia, dal sito web istituzionale, è possibile ricavare l’estensione dei terreni a uso civico su 314.000 ettari, pari a circa un terzo del territorio regionale.
* Regione Molise: non ha fornito alcuna risposta.
* Regione Basilicata: non ha fornito alcuna risposta. Dall’analisi svolta per la pianificazione paesaggistica, emerge la presenza di diritti di uso civico in almeno 44 Comuni della Basilicata. Da una risalente ricognizione effettuata (2013) dall’allora Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici della Basilicata risultarono 134.085 ettari a uso civico. E’ disponibile un portale regionale per l’accesso controllato alle informazioni disponibili.
* Regione Puglia: non ha fornito alcuna risposta. Tuttavia, da un risalente accertamento regionale (Mastromarco, 2001), si può dedurre la presenza o meno di terreni a uso civico nei vari Comuni. Dal sito web istituzionale si evince la presenza di diritti di uso civico nei territori di 67 Comuni (2024) e l’insussistenza in altri 122 Comuni. E’ disponibile una cartografia.
* Regione Piemonte: non ha fornito alcuna risposta. Tuttavia, dal sito web istituzionale, è possibile ricavare l’estensione dei terreni a uso civico su 288.721 ettari in 690 Comuni piemontesi (57%), mentre in altri 178 (12%) sono in corso di accertamento e in 190 (15%) sussiste dichiarazione di inesistenza. Nei restanti 138 Comuni (16%) la presenza dei diritti di uso civico è da verificare.
Terre collettive in Italia al 31 dicembre 2025 (in ettari, fonti Regioni/Prov. autonome)
| Regione/Provincia autonoma | estensione usi civici (in ettari) | recuperi usi civici | trasferimenti diritti uso civico |
| Valle d’Aosta | n.d. | n.d. | n.d. |
| Piemonte | 288.721 | n.d. | n.d. |
| Lombardia | n.d. | n.d. | n.d. |
| Prov. Trento | 371.478 | 0 | 1 |
| Prov. Bolzano | n.d. | 0 | 0 |
| Veneto | 83.000 | 0 | 0 |
| Friuli – Venezia Giulia | 55.000 | n.d. | n.d. |
| Liguria | n.d. | 0 | 1 |
| Emilia-Romagna | 55.856 | n.d. | n.d. |
| Toscana | 21.439 | 0 | 0 |
| Marche | n.d. | n.d. | n.d. |
| Umbria | 84.161 | n.d. | n.d. |
| Lazio | n.d. | 17 | 18 |
| Abruzzo | 314.000 | n.d. | n.d. |
| Molise | n.d. | n.d. | n.d. |
| Campania | 350.000 | n.d. | n.d. |
| Puglia | n.d. | n.d. | n.d. |
| Basilicata | 134.085 | n.d. | n.d. |
| Calabria | n.d. | n.d. | n.d. |
| Sicilia | n.d. | n.d. | n.d. |
| Sardegna | 303.676 | 1 | 13 |
Conclusioni, necessariamente provvisorie.
Questa prima indagine nazionale sulla consistenza dei domini collettivi ha fornito una panoramica con poche luci e molte ombre.
In alcune parti del territorio nazionale le terre collettive costituiscono un fenomeno di grande rilevanza: nella Provincia autonoma del Trentino costituiscono quasi il 60% del territorio, in Abruzzo e in Campania rappresentano circa un terzo del territorio regionale, in Sardegna, in Piemonte, in Umbria, nella Provincia autonoma di Bolzano e in Valle d’Aosta costituiscono senz’altro una parte consistente del territorio, eppure manca una valida e adeguata considerazione a livello nazionale e in buona parte delle Regioni.
E’ emersa a livello generale una scarsa correttezza della gestione per salvaguardare ambiente e titolarità collettiva dei patrimoni civici, con diverse Regioni (in particolare Marche, Sicilia, Lombardia, Liguria, Lazio, Molise, Puglia, Basilicata) prive anche di conoscenza delle dimensioni del fenomeno sul proprio territorio regionale.
In gran parte delle Regioni, poi, non risulta conoscibile in modo agevole per i cittadini l’estensione e l’ubicazione delle terre collettive, costituiscono positive eccezioni, a titolo di esempio, l’Inventario delle Terre Collettive della Sardegna, la Piattaforma Terre Civiche della Calabria, il portale informativo regionale sui “Enti beni collettivi e usi civici” dell’Emilia-Romagna.
Fra gli esempi migliori di gestione sul piano dell’efficacia e della correttezza gestionale possono evidenziarsi la Provincia autonoma di Trento, la Regione Emilia-Romagna, la Provincia autonoma di Bolzano, mentre in corso di sensibile miglioramento negli ultimi anni è senz’altro la Regione autonoma della Sardegna.
Il Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG), da sempre impegnato in materia al fianco delle collettività locali più sensibili, proseguirà con le opportune azioni in campo legale e della sensibilizzazione perché possano esser raggiunti gli obiettivi della concreta tutela e buona gestione delle terre collettive.
Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)
(foto Raniero Massoli Novelli, E.R., J.I., S.L., M.C.G., M.D., S.D., archivio GrIG)
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- Codice dell'ambiente (decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.)
- Codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.)
- Testo unico dell'edilizia (D.P.R. n. 380/2001 e s.m.i.)
- direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, la fauna, la flora
- direttiva n. 2009/147/CE sulla salvaguardia dell'avifauna selvatica
- V.I.A. e V.A.S. di competenza regionale (Sardegna)
- normativa nazionale sulla caccia (legge n. 157/1992 e s.m.i.)
- normativa regionale sulla caccia (l.r. Sardegna n. 29/1998 e s.m.i.)
- legge quadro nazionale sulle aree protette (legge n. 394/1991 e s.m.i.)
- legge quadro regionale sulle aree protette (l.r. Sardegna n. 31/1989)
- normativa sul diritto all'informazione ambientale (decreto legislativo n. 195/2005)
- normativa nazionale sull'elettrosmog (legge n. 36/2001 e s.m.i.)
- limiti all'inquinamento elettromagnetico ad alta frequenza (D.P.C.M. 8 luglio 2003)
- limiti all'inquinamento elettromagnetico a media-bassa frequenza (D.P.C.M. 8 luglio 2003)
- normativa nazionale sugli usi civici (legge n. 1766/1927 e s.m.i.)
- regolamento attuativo in materia di usi civici (regio decreto n. 332/1928 e s.m.i.)
- normativa regionale sugli usi civici (l.r. Sardegna n. 12/1994 e s.m.i.)
- normativa sul vincolo idrogeologico (regio decreto n. 3267/1923 e s.m.i.)
- legge quadro nazionale sul randagismo (legge n. 281/1991 e s.m.i.)
- normativa regionale su animali e anagrafe canina (l.r. Sardegna n. 21/1994)
- normativa sul "ritorno" al nucleare (legge n. 99/2009)
- Convenzione europea sul paesaggio (20 ottobre 2000)
- Comuni abilitati alle funzioni amministrative in materia di paesaggio (Sardegna)
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- legge sul procedimento amministrativo (legge n. 241/1990 e s.m.i.)
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