Tanto chiasso e tante parole al vento, il GrIG preferisce fatti concreti in difesa del paesaggio e della legalità.
Sulla vicenda della speculazione immobiliare di Cala Finanza, sul litorale di Loiri Porto San Paolo, ormai da settimane si legge e si sente di tutto.
Prese di posizione comunali per la tutela ferrea del territorio, a parole.
Assicurazioni di bontà progettuale da parte dei carioca galluresi.
Minestroni ricostruttivi che disegnano gli immancabili complotti.
Capipopolo improvvisati e di lunga data, esempi di diversamente onesti, somministratori di improbabili quadri normativi.
Insomma, chi più ne ha, più ne metta.
Il rischio è quello di non capir più nulla.
Al GrIG prendiamo in considerazione solo fatti concreti.
Di concreto ci sono una petizione popolare con decine di migliaia di adesioni, manifestazioni di sensibilizzazione promosse da residenti, una sana e accesa indignazione popolare.
Di tangibile c’è anche una grande attenzione da parte dei mezzi d’informazione nazionali e locali.
E azioni legali, perché le leggi camminano sulle gambe degli uomini e non basta che esistano normative di tutela e pianificazione paesaggistica, ma bisogna farli applicare nella quotidianità.
Dopo varie istanze (25 febbraio 2026 e 6 aprile 2026) che han portato alla luce la scandalosa speculazione e permesso di ricostruire atti e intenzioni, l’associazione di protezione ambientale nazionale Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG), rappresentata e difesa dall’Avv. Carlo Augusto Melis Costa, del Foro di Cagliari, pertanto interviene a sostegno del ricorso della Regione autonoma della Sardegna per l’annullamento dell’autorizzazione unica ZES n. 74 del 9 febbraio 2026 in favore della Tavolara Bay s.r.l. per la realizzazione, a due passi dal mare, della prima parte di un grande intervento di trasformazione immobiliare sulla costa gallurese fra Cala Finanza e Punta La Greca (Comune di Loiri Porto San Paolo) davanti all’Isola di Tavolara,
L’area (una cinquantina di ettari sul mare, altre decine di ettari nel retroterra) ricca di macchia mediterranea, risulta interessata da un progetto immobiliare ben più ampio rispetto a quello attualmente oggetto di procedura ZES, promosso dalla Tavolara Bay s.r.l., costituita dalla società brasiliana Jhsf Participações (titolare della catena alberghiera di lusso Fasano) e da altri soci.
Per la prima parte del progetto è stato chiesto l’accesso alle procedure semplificate di cui alla Zona Economica Speciale (ZES) unica per il Mezzogiorno (operativa dall’1 gennaio 2024 grazie al decreto-legge n. 124/2023, convertito nella legge n. 162/2023).
In progetto complessivamente un hotel a cinque stelle da 50 camere, 30 ville (tipologie da 500 e da 200 metri quadri), ristoranti, servizi commerciali e turistici, un porto turistico, un campo da golf.
Può una disciplina normativa nata per favorire l’insediamento di nuove iniziative imprenditoriali (la disciplina della zona economica speciale unica per il Mezzogiorno – ZES) diventare uno strumento di eversione del quadro giuridico di rilievo costituzionale per la tutela del paesaggio/ambiente (il Codice dei beni culturali e del paesaggio, decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e della normativa sulla conferenza di servizi (artt. 14 e ss. della legge n. 241/1990 e s.m.i.)
Può la disciplina sulla ZES fare carta straccia delle competenze assegnate alla Regione autonoma della Sardegna dallo statuto speciale (legge costituzionale n. 3/1948)
La risposta passa dalla vicenda di Cala Finanza – Punta La Greca, sul litorale di Loiri Porto S. Paolo, in Gallura.
E si inizierà a vedere l’8 luglio 2026 davanti al T.A.R. Sardegna.
Gruppo d’intervento Giuridico (GrIG)
(foto per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)











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