Il GrIG interviene nella procedura di approvazione del piano di individuazione delle zone di accelerazione terrestri per l’ubicazione degli impianti energetici da fonti rinnovabili.
La petizione Si all’energia rinnovabile, no alla speculazione energetica! si firma qui.
L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) ha inviato (21 aprile 2026) un atto di intervento nella procedura di valutazione ambientale strategica (V.A.S.) relativa al Piano regionale di individuazione delle zone di accelerazione terrestri per l’ubicazione in Sardegna di impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili (art. 6 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.).
Il piano è uno strumento di particolare importanza in un ambito decisamente di estremo rilievo per la gestione del territorio, delle risorse naturali, dei valori storico-culturali, del contesto economico-sociale isolano.
Il GrIG ha chiesto, in primo luogo, che le aree di bonifica ambientale da inquinamento industriale d’interesse nazionale (S.I.N.) siano prima risanate e solo in seguito possano essere utilizzate a fini di produzione energetica.
Attualmente le bonifiche ambientali in Sardegna procedono con estremo rilento.
Analoga bonifica dev’essere preventivamente effettuata per i siti contaminati da amianto (attualmente ben 1.706).
Ulteriore richiesta riguarda la precisazione necessaria a livello cartografico delle zone di accelerazione, oggi meramente indicativa.
Inoltre, è stata chiesta l’indicazione di limiti massimi insediativi nelle singole zone di accelerazione, per evitare alterazioni climatiche locali, e la certificazione d’invarianza idraulica al fine di evitare un aumento del rischio di impermeabilizzazione dei suoli e di alluvione (il 19% del territorio sardo è esposto a pericolosità idraulica).
E’ stato anche richiesto il massimo rispetto – dovuto comunque per legge – per i terreni a uso civico (legge n. 1766/1927 e s.m.i., legge n. 168/2017, regio decreto n. 332/1928 e s.m.i., legge regionale Sardegna n. 12/1994 e s.m.i.) ed è stata espressa molta preoccupazione per il carattere obbligatorio, ma non vincolante dell’autorizzazione paesaggistica in tali zone.
Infine, è stata chiesta la massima trasparenza sulle verifiche e il monitoraggio, affidati all’A.R.P.A.S.
Il GrIG auspica l’accoglimento di tali osservazioni perché la transizione energetica non divenga fonte di degrado di beni ambientali e culturali, nonché del territorio.
Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)
(foto da mailing list ambientalista, S.D., archivio GrIG)





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