Roma, ma è così difficile rispettarla?


Roma, Viale dei Quattro Venti, pullus caduto dal nido su albero tagliato (29 aprile 2025)

A Roma la gestione del verde pubblico – e degli alberi, in particolare – lascia a desiderare.

E’ possibile una buona volta garantire una protezione concreta e non solo sulla carta agli alberi della Città Eterna?   

Da un lato Roma è la capitale europea con il più esteso patrimonio di verde pubblico (oltre 400 chilometri quadrati di verde pubblico tra giardini, parchi, ville storiche e riserve naturali e circa 350 mila alberi), tuttavia l’adozione di opportune Linee strategiche sul verde urbano di Roma (2023) non pare si sia tradotta ancora in efficaci e riconosciute attività di gestione del verde pubblico con particolare riferimento ai valori paesaggistici e storico-culturali che contribuiscono fondamentalmente a rendere l’Urbe quella Città unica che tutto il mondo ammira.

Roma, rimozione alberi nel centro (marzo 2026)

Secondo i dati recentemente pubblicizzati (marzo 2025) dall’Assessora all’agricoltura e ambiente di Roma Capitale Sabrina Alfonsi, fra il novembre 2021 e il febbraio 2025 sono stati piantati 29.665 alberi, ne sono stati abbattuti 13.281, sono state rimosse 10.365 ceppaie ed effettuate 120.000 potature.

Che cosa si aspetta a rispettar leggi – gran parte del centro è tutelata con vincolo paesaggistico e vincolo culturale (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) – e il Regolamento del Verde Pubblico e Privato e del Paesaggio Urbano di Roma Capitale?

Si può migliorare, parecchio.  E sarebbe ora che tutte le amministrazioni pubbliche competenti siano richiamate a una corretta gestione del patrimonio naturalistico e del verde pubblico romani.

E’ necessario, però, anche l’intervento urgente del Ministero della Cultura, dei Carabinieri e della Procura della Repubblica, nonchè una dignitosa presa d’atto della pesante situazione della gestione del verde pubblico romano che porti anche alla rimozione non degli alberi, ma di chi non è in grado di dare l’opportuno indirizzo politico-amministrativo al fondamentale ambito dell’amministrazione pubblica capitolina.

Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

da Il Fatto Quotidiano, 8 aprile 2026

Taglio degli alberi di Roma, il presidente del Gruppo di Intervento Giuridico: “Una gestione sconcertante”.

L’associazione ha presentato esposti e fatto istanza di accesso civico: “Alcune amministrazioni capiscono solo la lingua dei tribunali”. (Elisabetta Ambrosi)

“Su una vicenda di così grande rilevanza come quella legata alla gestione del patrimonio arboreo di Roma non potevamo non intervenire. Anche per chiarire che tagliare in una zona vincolata senza autorizzazione paesaggistica è un reato”. Stefano Deliperi è il presidente del Gruppo di Intervento Giuridico (GrG), un’associazione ambientalista che si occupa, ormai da più di trent’anni, della difesa dell’ambiente e della salute pubblica in tutto il territorio nazionale. “Siamo nati a Cagliari, ma poi siamo arrivati in tutte le regioni d’Italia e facciamo questa attività sia con iniziative proprie sia in base alle tantissime segnalazioni da parte di cittadini, di comitati e di associazioni locali, ne arrivano ormai più di 3.000 all’anno”.

Avete pubblicato una nota molto dura sulla gestione degli alberi di Roma da parte di questa amministrazione, definendola “sconcertante”.

Il patrimonio verde romano è uno tra più estesi per quanto riguarda le capitali europee, eppure viene gestito in maniera decisamente poco adeguata. Infatti, gran parte della città di Roma è tutelata sia con vincolo paesaggistico che con vincolo culturale. Questo significa che nessuno può svegliarsi la mattina e tagliare un albero perché ritiene che ci siano problemi di sicurezza o altro, problemi che spesso e volentieri non sono poi adeguatamente certificati e dimostrati. Qualsiasi tipo di intervento deve essere preventivamente autorizzato sia sotto il profilo paesaggistico che sotto il profilo culturale. Ma questo non avviene.

Roma, Via San Gregorio, taglio dei Pini (dic. 2020)

Che cosa avete fatto, nello specifico?

In data 31 marzo, abbiamo fatto specifica istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozioni degli opportuni provvedimenti riguardo la gestione del verde di Roma Capitale, coinvolgendo il ministero della Cultura, la Sopraintendenza Capitolina e per l’Archeologia, l’Agenzia Roma Natura, i Carabinieri del Nucleo di Tutela Patrimonio Culturale e Forestale e informando la procura della Repubblica.

Quali sono le violazioni principali ipotizzate?

Violazione del vincolo paesaggistico, violazione del vincolo culturale, violazione della normativa in materia di tutela delle aree Rete Natura 2000,violazione dello stesso Regolamento del verde comunale, ad esempio rispetto alle capitozzature, che sono vietate. La confusione regna nella gestione del verde pubblico e forse è il minimo che si possa dire.

Quali sono stati i casi di cattiva gestione?

Penso per esempio al caso di Viale Quattro Venti che i romani conoscono bene. Si è scoperto che il taglio degli alberi che era privo di autorizzazioni storico-culturali della Soprintendenza speciale per l’Archeologia. La via è tutelata, quindi senza autorizzazioni non si poteva tagliare nulla. Oltretutto il taglio avvenne in pieno periodo nidificazione e nell’assenza di dimostrazione del pericolo o della malattia degli alberi. Noi abbiamo provveduto a fare le opportune denunce sia a livello amministrativo, che a livello penale. Sappiamo che la segnalazione alla Procura della Repubblica di Roma è arrivata.

aree naturali protette gestite da Roma Natura

L’altro fronte sul quale si è intervenuti con tagli pesanti è quello dei pini storici o alberi del centro storico.

Vogliamo scoprire se le autorizzazioni c’erano o meno. Nell’ultima azione legale fatta proprio nei giorni scorsi, abbiamo chiesto tutti gli atti relativamente ai tagli degli alberi avvenuti praticamente dall’inizio di gennaio di quest’anno in tutta l’area del centro storico di Roma, oltre a quelli avvenuti in alcune delle più importanti ville storiche, da Villa Borghese a Villa Pamphili. Tra l’altro quelle aree fanno parte di una area protetta anche ai sensi della Rete Natura 2000. Quindi in quelle aree deve essere fatto anche un ulteriore procedimento alla Valutazione di Incidenza Ambientale che non ci risulta sia è stato fatto.

Gli amministratori temono le conseguenze penali di casi tragici. Oppure giustificano gli abbattimenti con i cantieri.

Purtroppo possono avvenire eventi imponderabili ed esserci eventi atmosferici particolari. Anche un albero sano può cadere, ma se non ci sono né pericoli né malattie accertate non si deve tagliare. La scusa dei cantieri è assurda, non è che possiamo fare tabula rasa per dei lavori. Continuiamo a dimenticare che se l’albero sorge su un’area pubblica fa parte del patrimonio collettivo e tagliarlo significa anche impoverire sotto il profilo economico il patrimonio di tutti. Con conseguenze sanitarie pesanti.

Roma, il Colosseo visto dal parco di Colle Oppio

(foto per conto GrIG, D.S., S.D., archivio GrIG)

  1. aprile 24, 2026 alle 8:00 am

    Il passaggio sulla selciatura di via dei Fori Imperiali con materiali non durevoli fa riflettere: sembra quasi che si scelga l’effimero per dovere, non per amore della città. A Bologna, dove vivo, abbiamo lo stesso problema con i sampietrini che si sfaldano ogni inverno. Forse manca una cultura della manutenzione programmata, non solo degli interventi d’emergenza.

  2. aprile 24, 2026 alle 10:40 PM

    L’osservazione sul degrado diffuso anche nelle zone turistiche più celebri è purtroppo confermata ogni giorno da chi ci vive. Basta vedere come certi angoli di Trastevere, un tempo curati, siano oggi lasciati all’incuria tra rifiuti e scritte sui muri. Una città che non rispetta sé stessa finisce per allontanare anche chi vorrebbe amarla.

  3. aprile 28, 2026 alle 4:40 am

    Il punto sull’uso di materiali non durevoli per la selciatura di via dei Fori Imperiali è emblematico: sembra quasi che si scelga l’effimero per dovere, non per amore della città. A Bologna, dove vivo, abbiamo situazioni simili con lastricati che si rifanno ogni pochi anni, e la sensazione è sempre quella di una manutenzione frettolosa più che di un progetto di rispetto. Forse manca davvero un coordinamento tra chi progetta e chi custodisce il quotidiano.

  4. aprile 29, 2026 alle 12:20 PM

    Il passaggio sulla mancanza di una rete fognaria adeguata in zone come l’Eur colpisce davvero: sembra assurdo che una città eterna arretri su servizi di base. Qui a Napoli, problemi simili con gli allagamenti dopo ogni temporale fanno pensare a una trascuratezza sistemica, più che a semplice sfortuna.

  5. Maggio 1, 2026 alle 12:01 PM

    da Salviamo il Paesaggio, 1 maggio 2026

    Taglio degli alberi di Roma, il Gruppo di Intervento Giuridico: “Una gestione sconcertante”.

    L’associazione ha presentato istanza di accesso civico. Numerosi i tagli di alberi ad alto fusto nel centro storico nel corso dei primi mesi del 2026, nel pieno periodo di riproduzione dell’avifauna.

  6. Maggio 2, 2026 alle 3:50 am

    Il punto sulla selciatura di via dei Fori Imperiali con materiali non durevoli è davvero rivelatore: sembra quasi che l’effimero venga scelto per dovere, non per amore della città. A Bologna, dove vivo, situazioni simili si verificano con le pavimentazioni storiche, spesso sostituite con asfalti provvisori che diventano definitivi.

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