Esposto contro il disastro del Monte Catria.


Marche, Monte Catria innevato

Una nuova azione legale – dopo quella dell’agosto 2019 – avverso l’ampliamento del già assurdo il “comprensorio sciistico” del Monte Catria.

Dieci associazioni ambientaliste nazionali e marchigiane hanno presentato un esposto presso la Procura della Repubblica di Urbino denunciando quelle che ritengono essere le irregolarità con le quali si è proceduto alla realizzazione di nuove piste e di nuovi impianti sul Monte Acuto, nel massiccio del Monte Catria, progetto presentato dal comune capofila di Frontone (PU).

Le Associazioni ritengono che siano state disattese le prescrizioni della provincia di Pesaro ed Urbino e dell’Unione Montana del Catria e Nerone, provocando quel disastro ambientale oggi ben visibile in loco ed a distanza di chilometri e chilometri, nonostante le osservazioni delle Associazioni ambientaliste più volte inviate nel corso degli anni.

Le condotte descritte e documentate relative sia alla fase autorizzativa quanto a quella esecutiva del progetto in questione dimostrano, a parere delle scriventi Associazioni, la realizzazione di opere diverse da quelle indicate nel progetto ed oggetto di autorizzazioni amministrative, oltre che una ripetuta e grave violazione anche delle prescrizione imposte quali condizioni essenziali ai fini dell’esclusione del progetto dall’ Assoggettabilità alla Valutazione di Impatto Ambientale, con tutti i conseguenti danni ambientali già causati e causandi”.

Frontone, Monte Catria, lavori complesso sciistico (2019)

Le ipotesi di reato sui quali viene chiesto quindi l’accertamento da parte della Magistratura riguardano il danneggiamento aggravato, la distruzione o deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto, la distruzione o deturpamento di bellezze naturali, l’aver eseguito opere in assenza di autorizzazione o in difformità da essa, la falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, la falsità commessa da pubblici impiegati incaricati di un servizio pubblico, l’abuso d’ufficio.

L’esposto si conclude con la richiesta di voler valutare ogni iniziativa compreso il  sequestro preventivo ex art. 321 c.p. in via d’urgenza del cantiere e/o di tutte le aree interessate da interventi in violazione di legge e/o prescrizioni autorizzative, sussistendone tutti i presupposti di legge.

Nella redazione dell’esposto ci si è avvalsi degli avvocati Valentina Copparoni e Tommaso Rossi dello Studio Legale Rossi Copparoni & Partners di Ancona e delle perizie del prof. Fabio Taffetani, ordinario di botanica presso la Università Politecnica delle Marche, del geologo dott. Andrea Dignani e del contributo dello scomparso prof. Gabriele Fangi, sempre della Università Politecnica delle Marche.

La Alleanza della Associazioni Ambientaliste Marchigiane di Club Alpino Italiano, Federazione Pro Natura, Gruppo di Intervento Giuridico, Italia Nostra, Lega Anti Caccia, Lega Anti Vivisezione, Legambiente, Lipu, Lupus in Fabula, WWF Italia

Frontone, Monte Catria, lavori complesso sciistico (2019)

(foto A.L.C., F.C., archivio GrIG)

  1. donatella
    luglio 5, 2020 alle 10:14 pm

    “Le Associazioni ritengono che siano state disattese le prescrizioni della provincia di Pesaro ed Urbino e dell’Unione Montana del Catria e Nerone, provocando quel disastro ambientale oggi ben visibile in loco ed a distanza di chilometri e chilometri, nonostante le osservazioni delle Associazioni ambientaliste più volte inviate nel corso degli anni.”
    GRAZIE,
    spero che l’unione faccia la forza!

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