Uno scempio chiamato “comprensorio sciistico”.


Marche, Monte Catria innevato

Vorrebbero ampliare il “comprensorio sciistico” del Monte Catria, in Provincia di Pesaro – Urbino, e attrarre almeno 60 mila sciatori all’anno, utilizzando anche le piste da sci di fondo, seppure ammettendo qualche difficoltà, perchè “visto l’innevamento esclusivamente naturale la ‘Fondo Valle’ è utilizzabile solamente quando la neve scende copiosamente al disotto dei 350 m slm”.

In realtà, il “comprensorio sciistico” del Monte Catria (realizzato negli anni ’70 del secolo scorso, poi chiuso, rimasto vent’anni in abbandono e riaperto nel 2009) dispone – per stessa ammissione del Comune di Frontone (territorio dove ricade) – di soli 7 chilometri complessivi di piste da sci, con un potenziale massimo di 16 chilometri.

Senza voler scomodare il comprensorio sciistico Dolomiti Superski, che vanta ben 1.200 chilometri di piste da sci, è ben difficile sostenere anche solo sotto il profilo economico un comprensorio sciistico che abbia meno di un centinaio di chilometri di piste da sci.

E una seria analisi costi-benefici dovrebbe essere alla base di qualsiasi investimento, soprattutto quando vengono stanziati in proposito un bel po’ di fondi pubblici (il complesso degli interventi costerebbe 3,741 milioni di euro).

Frontone, Monte Catria, lavori complesso sciistico (2019)

I lavori di ampliamento hanno già comportato tagli boschivi (almeno 3 mila metri quadri di bosco), sbancamenti di terreno e rocce, apertura di viabilità, ecc. in violazione della normativa paesaggistica e di difesa idrogeologica, oggetto di indagini, accertamenti e denuncia all’Autorità giudiziaria competente e irrogazione di sanzioni amministrative ( 5 mila euro) da parte del Gruppo Carabinieri Forestale di Pesaro Urbino (novembre 2018).

Eppure i lavori proseguono, grazie a una provvidenziale proroga (decreto dirigenziale Trasporto pubblico locale, Logistica e Viabilità Regione Marche n. 716 del 17 maggio 2019) fino all’aprile 2020: ci sono da spendere 671 mila euro concessi (decreto assessoriale n. 59/TPL del 28 marzo 2014) al Comune di Frontone per interventi di “Adeguamento, miglioramento e messa in sicurezza delle piste da sci del monte Catria”.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha, quindi, inoltrato in proposito (23 agosto 2019) una specifica istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti, coinvolgendo i Ministeri dell’ambiente e per i beni e attività culturali, la Regione Marche, la Soprintendenza per archeologia, belle arti e paesaggio per le Marche, la Provincia di Pesaro Urbino, il Comune di Frontone, i Carabinieri Forestale, informando la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Urbino.

Frontone, Monte Catria, lavori complesso sciistico (2019)

L’area in argomento è tutelata con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e rientra nel sito di importanza comunitaria (S.I.C.)/Zona di protezione speciale (Z.P.S.) “Monte Catria – Monte Acuto – Monte della Strega (codice IT5310019) ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, la fauna e la flora.     Ogni sensibile intervento di modifica deve esser autorizzato dopo conclusione positiva di specifica procedura di valutazione di incidenza ambientale (D.P.R. n. 357/1997 e s.m.i.).

Non solo. i progetti relativi a comprensori sciistici di determinate dimensioni (“piste da sci di lunghezza superiore a 1,5 km o che impegnano una superficie superiore a 5 ettari”) devono essere preventivamente sottoposti a procedura di verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale (V.I.A.), ai sensi del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i. e della legge regionale Marche n. 11/2019. Nella Regione Marche l’autorità competente per tali procedimenti è la Provincia.

Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus confida in un rapido intervento delle amministrazioni pubbliche coinvolte, nonché negli accertamenti di magistratura e polizia giudiziaria.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Frontone, Monte Catria, lavori complesso sciistico (2019)

(foto per conto GrIG)

  1. agosto 24, 2019 alle 12:49 pm

    da Vivere Urbino, 24 agosto 2019
    Monte Catria, uno scempio chiamato comprensorio sciistico: https://www.vivereurbino.it/2019/08/24/monte-catria-uno-scempio-chiamato-comprensorio-sciistico/743957/

    ______________

    da Flaminia e dintorni, 24 agosto 2019
    Gruppo d’Intervento Giuridico onlus: “Sul Catria uno scempio chiamato comprensorio sciistico”: https://www.flaminiaedintorni.it/2019/08/24/gruppo-dintervento-giuridico-onlus-sul-catria-uno-scempio-chiamato-comprensorio-sciistico/

  2. donatella
    agosto 26, 2019 alle 6:01 pm

    grazie!

  3. settembre 2, 2019 alle 2:48 pm

    da Il Fatto Quotidiano, 31 agosto 2019
    Gli impianti sciistici sul Catria sono poco usati e rovinano l’ambiente. Coi nostri soldi. (Fabio Balocco): https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/08/31/gli-impianti-sciistici-sul-catria-sono-poco-usati-e-rovinano-lambiente-coi-nostri-soldi/5405668/?fbclid=IwAR28g35GWFQAc4wnRdLePpmWU_X5JLVaeU5oPaoQWFu0RXl4UYuusWdWqiE

  4. ottobre 2, 2019 alle 7:53 pm

    sul vicino Monte Nerone.

    COMUNICATO STAMPA
    MONTE NERONE: ENNESIMO SCEMPIO

    La politica di sviluppo sciistico promosso dalla Regione Marche nella provincia di Pesaro ed Urbino continua a fare danni.
    Oltre agli scempi che ora tutti possono vedere sulle pendici del monte Acuto (massiccio del Catria), una nuova minaccia incombe sul vicino Monte Nerone, dove da anni è in attività, precaria ed altalenante, una modesta stazione sciistica, situata ad una altitudine tra i 1275 e i 1405 metri s.l.m.
    Paventiamo, e ci spaventa, il rischio che gli Enti competenti a deliberare sul progetto, possano autorizzare la richiesta di un nuovo impianto di illuminazione per la pista n. 1 e per il relativo skylift, con l’installazione di 16 nuovi pali alti fino a nove metri, e i relativi cavidotti di collegamento.
    Oltre a questo, i gestori dell’impianto hanno richiesto l’autorizzazione a costruire una briglia per captare l’acqua da un torrente sito nei pressi del rifugio Corsini, al fine di alimentare i cannoni per la neve artificiale, che saranno ulteriormente aumentati di numero.
    Ciò che preoccupa maggiormente le associazioni ambientaliste, tuttavia, è l’impianto di illuminazione notturna, che per il momento si prevede resti acceso 40 ore all’anno, ma che poi, nulla vieta, possa essere utilizzato con maggiore frequenza. L’illuminazione artificiale della pista da sci e dell’impianto di risalita avrà un impatto altamente dannoso non soltanto sulla fauna ed avifauna stanziali, ma rappresenterà una fonte di rilevante inquinamento luminoso, essendo situato ad alta quota ed avendo come superficie riflettente il bianco della neve.
    A nulla potrebbero essere valse le circostanziate istanze inoltrate dall’Associazione Ambientalista La Lupus in Fabula, da Cielo Buio e da Pro Natura, che chiedono all’Ente competente di non autorizzare l’impianto. Le motivazioni addotte dai privati per giustificare l’opera, sono le stesse che hanno supportato i disastri perpetrati sul Catria: potenziamento dell’offerta turistica e sicurezza nella fruizione delle piste.
    La Regione, gli Enti locali continuano a ritenere che sia vantaggioso in termini economici puntare sullo sci da discesa su montagne con impianti sotto i 1400 mt. s.l.m., disinteressandosi dell’impatto ambientale ed ignorando i sempre più manifesti effetti dei cambiamenti climatici in atto.
    Le associazioni ambientaliste si opporranno con ogni mezzo a questo ennesimo scempio, nonché al reiterato sperpero di denaro pubblico, compiuto avvalendosi della nefasta portata dell’ormai anacronistica legge regionale n. 22/2001 (Disciplina degli impianti di trasporto a fune in servizio pubblico, delle piste da sci e dei sistemi di innevamento programmato), che auspichiamo il Legislatore voglia quanto prima riformare.

    La Alleanza della Associazioni Ambientaliste Marchigiane
    Forum Paesaggio Marche (Salviamo il Paesaggio), Gruppo di Intervento Giuridico, Italia Nostra, Legambiente, Lega Anticaccia, Lega Anti Vivisezione, Lega Italia Protezione Uccelli, Lupus in Fabula, Federazione Pro Natura, WWF Italia

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