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Lettera aperta al Ministro dell’ambiente Costa e al Ministro per lo sviluppo economico Di Maio sul gasdotto “Rete Adriatica”.


simulazione posa gasdotto (Studio Newton, Fano)

Al Ministro dell’Ambiente Dott. Sergio Costa,

Al Ministro dello Sviluppo Economico Dott. Luigi Di Maio,

L’ assemblea dei cittadini riunita a Sulmona nella sala Consiliare del Comune il 27 Giugno 2019 per discutere del tema «Centrale e Metanodotto Snam: una battaglia da vincere», dopo aver ascoltato le relazioni degli esperti sugli aspetti sismici, climatici, energetici, sanitari e giuridici del problema, e dopo ampio dibattito, ha approvato alla unanimità la seguente risoluzione:

L’ assemblea esprime la propria totale contrarietà al progetto della Snam denominato «Rete Adriatica», con particolare riferimento ai tratti appenninici.

tracciato progetto gasdotto “Rete Adriatica” e rischio sismico (elaborazione Il Fatto Quotidiano su dati I.N.G.V.)

Trattasi di un progetto assolutamente inutile poiché l’Italia non necessita di ulteriori approvvigionamenti di gas in quanto i consumi interni sono notevolmente inferiori alla capacità di importazione già esistente.

Tale progetto si configura come un inammissibile spreco di denaro pubblico che verrebbe a gravare sui cittadini. La Snam,  che ambisce a diventare l’ Hub del Gas del sud Europa, ne ricaverebbe lauti profitti mentre tutti i costi e i rischi verrebbero scaricati sulle popolazioni dei territori attraversati dal mega gasdotto.

È del tutto irragionevole insistere nel far passare il «Rete Adriatica» lungo la dorsale appenninica, ovvero nelle aree più altamente sismiche della penisola, già colpite pesantemente dai disastrosi terremoti degli ultimi anni.

Come è irragionevole la distruzione di territori di elevatissima qualità ambientale e ricchi di biodiversità quali sono quelli dell’ Appennino.

Umbria, Appennino, boschi

Ai danni ambientali si sommerebbero quelli causati alle economie locali e quelli alla salute dei cittadini in conseguenza delle sostanze inquinanti emesse dalla centrale di compressione che la Snam intende costruire a Sulmona in località Case Pente. Anche la centrale di compressione verrebbe situata in un’area ad altissimo rischio sismico.

Quando la scienza non è in grado di dare risposte certe e definitive, quale è appunto il caso del rischio sismico, i pubblici poteri devono applicare il principio di precauzione, sancito dalla normativa italiana ed europea.

Questo, però, nel caso in oggetto non è avvenuto, anteponendo così, ai diritti costituzionalmente riconosciuti dei cittadini e dei territori, i cospicui interessi economici e finanziari che sono dietro a questa operazione.

È paradossale, inoltre, chea fronte degli impegni che il nostro Paese è tenuto ad assumere per l’abbandono delle fonti fossili, causa prima dei cambiamenti climatici che stanno mettendo a rischio la sopravvivenza del pianeta Terra, si continui ad autorizzare, in modo del tutto anacronistico, impianti come quelli in discussione.

Il Governo di un Paese, la cui Costituzione afferma solennemente che «la sovranità appartiene al popolo», ha il dovere di ascoltare la volontà popolare e quella dei suoi rappresentanti istituzionali che, alla unanimità, si sono pronunciati contro il progetto della Snam.

Sulmona, manifestazione contro il gasdotto “Rete Adriatica”

Pertanto l’assemblea chiede:

  • che non vengano autorizzati i tratti appenninici della «Rete Adriatica»;
  • che non venga rilasciata l’ Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) per l’ esercizio della centrale di compressione prevista a Sulmona;
  • che venga effettuata una nuova Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) sui tratti appenninici del mega gasdotto e della centrale, essendo inconcepibile una VIA senza scadenza, cioè «eterna»;
  • che, sull’ intera opera, venga effettuata la Valutazione Ambientale Strategica (VAS).

Si chiede inoltre un incontro urgente al fine di discutere l’intera problematica”.                                                                                                            L’Assemblea dei cittadini                                                   

                                                                                                                                                                                                                                                                

Comitati cittadini per l’ambiente Sulmona (Giovanna Margadonna)

Coordinamento No Hub del Gas (Dott. Mario Pizzola)

Comitato No Tubo (Matteo Ottaviani)

Comitato Medici per l’ambiente Valle Peligna (Dott. Silverio Gatta)

Associazione Gruppo d’Intervento Giuridico onlus (Dott. Stefano Deliperi)

Associazione Orsa Pro Natura Peligna (Dott.ssa Maria Clotilde Iavarone)

Collettivo AltreMenti Valle Peligna (Giorgia Mazzotta)

Collettivo studentesco Sulmona (Lorenzo Pagliaro)

Appennino Umbro-Marchigiano, alba sotto la neve

(simulazione Studio Newton – Fano, foto A.L.C., G.M., archivio GrIG)

  1. gennaio 25, 2021 alle 11:01 am

    riceviamo e pubblichiamo volentieri

    L’INUTILE GASDOTTO SULMONA – FOLIGNO A UN PASSO DALL’AUTORIZZAZIONE

    Mentre il neo Presidente americano Joe Biden ha annunciato il rientro degli Stati Uniti negli Accordi di Parigi sul clima e lo stop alla costruzione del contestato oleodotto Keystone XL dalle sabbie bituminose del Canada, il Governo italiano si appresta a dare il via libera all’inutile, costosissimo e dannoso metanodotto Sulmona-Foligno.
    La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha infatti convocato per giovedì 28 gennaio 2021, alle ore 12, in modalità video-conferenza, la seconda riunione per l’autorizzazione del metanodotto della Snam.
    La inutilità del progetto Linea Adriatica, di cui fa parte il metanodotto Sulmona-Foligno, è stata attestata anche dall’ENI nelle sue osservazioni al piano decennale Snam 2020-2029. L’ENI scrive che si tratta di “investimenti che non sono necessari a garantire il soddisfacimento della domanda nazionale” e che comportano il rischio di “innescare per decenni una spirale di tariffe di trasporto crescenti” a carico dei consumatori italiani “in un contesto in cui le infrastrutture potrebbero diventare stranded (incagliate) e contribuire esse stesse a rendere meno competitivo il gas”. Anche l’Anigas, l’associazione delle imprese aderenti a Confindustria che si occupano della distribuzione del metano, solleva le stesse osservazioni dell’ENI, preoccupata che l’aumento delle tariffe del gas comporti un aumento dei costi e, di conseguenza, una riduzione della competitività delle imprese.
    E’ incredibile, inaccettabile e contro ogni principio democratico che il Governo voglia imporre a tutti i costi al nostro territorio e all’intero Appennino centrale (aree dalla grande qualità ambientale e dall’ elevato rischio sismico) un’opera che viene bocciata perfino dai soggetti economici che dovrebbero essere tra i primi a sostenerla!
    Alla convocazione per il 28 gennaio è stato allegato uno studio sulla sismicità effettuato dall’INGV, studio che però riguarda esclusivamente la centrale di compressione di Sulmona mentre, nella prima riunione tenutasi il 4 aprile 2018 presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, si era deciso che sarebbe stato effettuato uno specifico studio sismico anche per il tracciato del metanodotto. Questo impegno è stato ribadito dal Direttore Generale del Ministero dello Sviluppo Economico ing. Gilberto Dialuce nella lettera del 14.11.2018 inviata al Comune di Sulmona, al Presidente dell’INGV e alla Regione Abruzzo, ed è stato confermato anche dalla Snam nella lettera del 4.12.20 indirizzata sia al Ministero dello Sviluppo Economico che alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
    Il coordinamento No Hub del Gas ha inviato a tutti gli Enti coinvolti nel procedimento autorizzativo (ben 55) una lettera con cui – stante l’assenza dello studio dell’ INGV relativo al metanodotto – si invitano gli Enti stessi a chiedere il rinvio della riunione del 28 gennaio e la sua riconvocazione dopo la effettuazione dello studio. Qualora la richiesta di rinvio non dovesse essere accolta il coordinamento auspica che gli Enti esprimano voto contrario all’autorizzazione e richiedano al Governo, oltre allo studio mancante, una nuova Valutazione di Impatto Ambientale e una approfondita analisi costi/benefici sull’intera opera (metanodotto e centrale) che tenga conto anche dei costi ambientali, dei costi per le economie locali e dei costi e rischi per la salute e la sicurezza dei cittadini.
    Il ruolo della politica è più che mai decisivo in questa fase conclusiva del procedimento. Facciamo appello alle forze politiche e a tutti i nostri rappresentanti istituzionali, dai Parlamentari ai Sindaci ai Consiglieri regionali e provinciali, a far sentire forte la loro voce di protesta e intervenire sul Governo nazionale affinché non venga perpetrata questa ennesima e inaudita aggressione ai diritti del nostro territorio!

    Sulmona, 25 gennaio 2021

    Coordinamento No Hub del Gas

    Info: Giovanna 3284776001 – Mario 3478859019 – Riccardo 3471809769 Email: sulmonambiente@gmail.com –http://sulmonambientewordpress.com/https://www.facebook.com/pages/Comitato-Ambiente-Sulmona/163437587047697 – pagina Fb Coordinamento No Hub del Gas

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