Home > acqua, beni culturali, biodiversità, demani civici e diritti di uso civico, difesa del territorio, paesaggio, pianificazione, società, sostenibilità ambientale > L’Agenzia Argea Sardegna sospende le “chiudende” al Golgo, ma l’Inventario generale delle Terre Civiche sparisce dal sito web della Regione autonoma della Sardegna.

L’Agenzia Argea Sardegna sospende le “chiudende” al Golgo, ma l’Inventario generale delle Terre Civiche sparisce dal sito web della Regione autonoma della Sardegna.


Baunei, Golgo As Piscinas, Cinghialetto morto nel tentativo di superare la recinzione (giugno 2018) - Copia

Baunei, Golgo-As Piscinas, Cinghialetto morto nel tentativo di superare la recinzione (giugno 2018)

Con la determinazione Servizio Territoriale Ogliastra n. 4616 del 4 settembre 2018  l’agenzia regionale Argea Sardegna ha, finalmente, sospeso l’efficacia della propria determinazione Agenzia A.R.G.E.A.- Servizio Territoriale Ogliastra n. 681 del 24 febbraio 2016 con cui aveva mutato e sospeso i diritti di uso civico nell’area del Golgo – As Piscinas di Baunei (NU) per consentire la realizzazione di servizi turistici di vario genere, concessione poi effettuata con determinazione Responsabile Servizio tecnico Comune Baunei n. 188 del 22 giugno 2016 per ben 4,79 ettari.

L’ha fatto “fino al perfezionamento dell’iter autorizzativo in materia archeologico – paesaggistico – ambientale” dopo che la Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Sassari ha intimato (nota prot. n. 8558 del 9 luglio 2018) al Comune di Baunei (NU) la rimessione in pristino dell’area del Golgo – As Piscinas in quanto sono state realizzate opere (recinzioni) senza alcuna autorizzazione storico-culturale (art. 21 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).

Baunei, Golgo, recinzione (marzo 2018) - Copia

Baunei, Golgo-As Piscinas, recinzione, la nuove “chiudende” (2018)

E’ evidente che i provvedimenti autorizzatori comunali siano illegittimi e da revocare, mentre le opere realizzate debbano essere rimosse immediatamente.

Come sostenuto dal Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e da più parti, in particolare il gruppo consiliare di opposizione e un ampio numero di baunesi, la recinzione è illegittima, la concessione è quantomeno parzialmente illegittima.

All’arrivo del caldo estivo erano giunti i primi decessi di esemplari di fauna selvatica impossibilitata ad accedere alle uniche risorse idriche dell’Altopiano del Golgo, arriva la liberazione di As Piscinas, dove, da sempre fauna selvatica e bestiame allo stato semi-brado vanno ad abbeverarsi.

Baunei, Golgo As Piscinas, Bovino all'abbeverata (così era prima della realizzazione della recinzione)

Baunei, Golgo-As Piscinas, bestiame domestico all’abbeverata prima delle “chiudende”

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus aveva da tempo inoltrato (29 marzo 2018) una specifica istanza per la revoca, quantomeno parziale, della concessione di terreni a uso civico effettuata nell’area del Golgo – As Piscinas di Baunei (NU) e del relativo provvedimento di mutamento e sospensione dei diritti di uso civico per la realizzazione di servizi turistici.[1]

La determinazione Responsabile Servizio tecnico Comune Baunei n. 188 del 22 giugno 2016 ha, infatti, concesso circa 4,79 ettari di terreni appartenenti al demanio civico di Baunei (legge n. 1766/1927 e s.m.i., regio decreto n. 332/1928 e s.m.i., legge regionale Sardegna n. 12/1994 e s.m.i., decreto Commissario Usi Civici Sardegna n. 294 del 30 dicembre 1943), comprendenti il sito d’interesse archeologico di As Piscinas, “conche naturali formatesi nella roccia, dove si raccolgono le acque piovane, modificate dall’uomo per la fusione dei metalli e per riti magici o di culto[2], tutelato quale “bene culturale” (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), nonché il monumento naturale Su Sterru (legge regionale Sardegna n. 31/1989 e s.m.i., decreto Ass.re Difesa Ambiente R.A.S. n. 3110 del 2 dicembre 1993).

Baunei, Golgo, recinzione (marzo 2018) (2)

Baunei, Golgo-As Piscinas, le nuove “chiudende” (2018)

Tuttavia, la “concessione di valorizzazione”, comprendendo e consentendo la realizzata recinzione di siti d’interesse archeologico, contrasta palesemente e insanabilmente con il regolamento comunale per l’esercizio dei diritti di uso civico (deliberazione C.C. Baunei n. 30 del 5 novembre 2012), il quale prevede che:

* “non possono essere oggetto di concessione… sorgenti e acque pubbliche, beni archeologici o storici” (art. 5);

* “non potranno maiessere recintate le fonti, gli abbeveratoi, i corsi d’acqua e qualsiasi altra struttura d’interesse pubblico” (art. 12);

* “tutte le recinzioni (…) dovranno essere realizzate in modo da salvaguardare … il libero accesso alle sorgenti, alle acque pubbliche ed ai beni archeologici e storici” (art. 64);

Inoltre, le disposizioni per la fruizione dei beni culturali e loro eventuali provvedimenti di concessione sono previste negli artt. 101 e ss. del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i. (codice per i beni culturali e il paesaggio).

Baunei, Baccu Goloritzè

Baunei, Baccu Goloritzè

E’ del tutto evidente che tali siti d’interesse archeologico non potessero essere oggetto di qualsiasi concessione né, tantomeno, potessero essere recintati.

La popolazione di Baunei è apertamente contraria a tale concessione (e alla conseguente recinzione), l’Amministrazione comunale ha promesso revoche che non sono ancora giunte al contrario dei danni alla fauna.

Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus auspica la rapida attuazione dei provvedimenti della Soprintendenza sassarese e dell’agenzia Argea Sardegna, che iniziano a riportare legalità nella gestione del demanio civico di Baunei (già in passato oggetto di discutibili utilizzi) e la fruizione pubblica di beni archeologici e ambientali che non possono e non devono esser “privatizzati” in alcuna forma e per qualsiasi motivo.

stemma Regione Sardegna

stemma Regione Sardegna

Luci e ombre, poi, sul fronte della trasparenza, fondamentale presupposto per il rispetto e la corretta gestione dei demani civici che – è bene ricordarlo – sono stimati in 4-500 mila ettari, cioè un sesto della Sardegna: da un lato sono avvenuti i primi recuperi di terreni a uso civico illegittimamente occupati da privati e proseguono le promulgazioni dei provvedimenti di accertamento da parte dell’agenzia Argea Sardegna (siamo a 56 demani civici in altrettanti Comuni nel 2018), dall’altro non è più disponibile online sul sito web istituzionale della Regione l’Inventario generale delle Terre civiche finalmente realizzato nel 2012 e finora raggiungibile in http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=215979&v=2&c=1306&t=1http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=215979&v=2&c=1306&t=1.

E’ sparito senza alcuna comunicazione, senza alcuna informazione.

Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus in questi giorni ne chiede conto con una specifica istanza di accesso civico e informazioni ambientali ai vertici della Regione autonoma della Sardegna.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

________________

[1] Sono stati coinvolti il Comune di Baunei, l’Agenzia A.R.G.E.A., il Ministero per i beni e attività culturali, la Soprintendenza per archeologia, belle arti e paesaggio di Sassari, il Servizio tutela paesaggio di Nuoro della Regione autonoma della Sardegna, informati, per quanto di competenza, il Commissario per gli Usi Civici e la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lanusei.  In proposito il Gruppo consiliare del Partito dei Sardi aveva presentato due interpellanze in Consiglio regionale (la n. 346/A e la n. 347/A), finora senza risposta.

[2]vds. piano di valorizzazione e recupero delle terre civiche di Baunei, cap. 11.2, pag. 38, piano approvato con deliberazione C.C. Baunei n. 31 del 5 novembre 2012 e con decreto Presidente R.A.S. n. 132 del 15 ottobre 2013.

 

Gennargentu, nevaio

Gennargentu, nevaio

qui i demani civici in Sardegna:

* n. 236 demani civici in altrettanti Comuni presenti nell’Inventario generale delle Terre civiche (2012) ora non raggiungibile nel sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna;

* n. 56 demani civici in altrettanti Comuni accertati nel corso del 2018:

Isili (determinazione n. 4684 del 7 settembre 2018), Barrali (determinazioni n. 4547 del 24 agosto 2018 e n. 4462 dell’8 agosto 2018), Escolca (determinazione n. 4458 dell’8 agosto 2018), Villasor (determinazione n. 4450 dell’8 agosto 2018), Lanusei (determinazione n. 4435 del 6 agosto 2018), Villa San Pietro (determinazione n. 4434 del 6 agosto 2018), Tratalias (determinazione n. 4425 del 6 agosto 2018), Lunamatrona (determinazione n. 4421 del 6 agosto 2018, rettifica della determinazione n. 4127 dell’11 luglio 2018); Suelli (determinazione n. 4050 del 6 luglio 2018); Giba (determinazione n. 4024 del 5 luglio 2018); Elini (determinazione n. 3870 del 26 giugno 2018); Pimentel (determinazione n. 3741 del 19 giugno 2018), Pauli Arbarei (determinazione n. 3740 del 19 giugno 2018), Furtei (determinazione n. 3739 del 19 giugno 2018), Cheremule (determinazione n. 3738 del 19 giugno 2018), Collinas (determinazione n. 3663 del 14 giugno 2018), Ittireddu (determinazione n. 3371 del 6 giugno 2018), Masullas (determinazione n. 3315 del 5 giugno 2018), Teti (determinazione n. 3308 del 4 giugno 2018), Soleminis (determinazione n. 3179 del 30 maggio 2018determinazione n. 2979 del 24 maggio 2018), Usassai(determinazione n. 3092 del 29 maggio 2018), Bottida (determinazione n. 3089 del 29 maggio 2018), Romana (determinazione n. 3087 del 29 maggio 2018), Luogosanto (determinazione n. 3081 del 29 maggio 2018), Bortigiadas (determinazione n. 3084 del 29 maggio 2018), Telti (determinazione n. 3078 del 29 maggio 2018), Meana Sardo (determinazione n. 3019 del 28 maggio 2018), Belvì (determinazione n. 2980 del 24 maggio 2018), Bulzi (determinazione n. 2978 del 24 maggio 2018), Tresnuraghes (determinazione n. 2745 del 16 maggio 2018), Monteleone Roccadoria(determinazione n. 2732 del 15 maggio 2018), Portoscuso (determinazione n. 3999 del  3 luglio 2018, rettifica, determinazione n. 2653 del 14 maggio 2018, rettifica demanio civico con esclusione dell’area industriale ai sensi della legge n. 123/2017),  Padru (determinazione n. 2151 del 18 aprile 2018), Olmedo (determinazione n. 2150 del 18 aprile 2018), Noragugume (determinazione n. 2149 del 18 aprile 2018), Atzara (determinazione n. 2148 del 18 aprile 2018), Ussaramanna (determinazione n. 1339 del 19 marzo 2018), Villanovaforru (determinazione n. 1338 del 19 marzo 2018), Ortueri (determinazione n. 828 del 27 febbraio 2018), Tinnura (determinazione n. 827 del 27 febbraio 2018), Gonnosnò (determinazione n. 755 del 22 febbraio 2018), Sarule (determinazione n. 754 del 27 febbraio 2018), Osidda (determinazione n. 753 del 22 febbraio 2018), Ovodda (determinazione n. 752 del 22 febbraio 2018), Lodine (determinazione n. 728 del 21 febbraio 2018), Tadasuni (determinazione n. 653 del 16 febbraio 2018), Ilbono (determinazione n. 567 del 9 febbraio 2018), Soddì (determinazione n. 532 del 7 febbraio 2018), Pompu (determinazione n. 423 del 31 gennaio 2018), Ollastra (determinazione n. 422 del 31 gennaio 2018), Semestene (determinazione n. 420 del 31 gennaio 2018);

* sono risultati inesistenti i diritti di uso civico in favore dei cittadini di Simala (determinazione n. 3865 del 26 giugno 2018), Villamar (determinazione n. 3742 del 19 giugno 2018), Baressa (determinazione n. 3314 del 5 giugno 2018), Luras (determinazione n. 3086 del 29 maggio 2018), Castiadas (determinazione n. 2977 del 24 maggio 2018, nel territorio comunale di Castiadas sono presenti terreni dei demani civici di Muravera, San Vito, Villaputzu), Villaputzu, per le località Camisa e L’Annunziata nel territorio comunale di Castiadas (determinazione n. 2976 del 24 maggio 2018).

 

ginepro, mare, cielo

ginepro, mare, cielo

(foto per conto GrIG, J.I., archivio GrIG)

Annunci
  1. Riccardo Pusceddu
    settembre 13, 2018 alle 1:02 pm

    Ma chi avrebbe dovuto fornire questi fantomatici “servizi turistici di vario genere” e di che genere si tratta e perche’ e necessario recintare l’area?

  2. Riccardo Pusceddu
    settembre 13, 2018 alle 9:39 pm

    Siamo sicuri che i diritti di uso civico siano inesistenti per i comuni nella lista in calce a questo articolo?

  3. F.Mura
    settembre 14, 2018 alle 12:55 pm

    Il sacco delle terre pubbliche è un boccone troppo grosso .Risulta difficile pensare che i predatori vi rinuncino con una improbabile conversione alla legalità.

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: