Via concessioni e recinzioni dai siti archeologici del Golgo!


Baunei, Golgo, recinzione (marzo 2018) - Copia

Baunei, Golgo, recinzione (marzo 2018)

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato (29 marzo 2018) una specifica istanza per la revoca, quantomeno parziale, della concessione di terreni a uso civico effettuata nell’area del Golgo – As Piscinas di Baunei (NU) e del relativo provvedimento di mutamento e sospensione dei diritti di uso civico per la realizzazione di servizi turistici.

La determinazione Responsabile Servizio tecnico Comune Baunei n. 188 del 22 giugno 2016 ha, infatti, concesso circa 4,79 ettari di terreni appartenenti al demanio civico di Baunei (legge n. 1766/1927 e s.m.i., regio decreto n. 332/1928 e s.m.i., legge regionale Sardegna n. 12/1994 e s.m.i., decreto Commissario Usi Civici Sardegna n. 294 del 30 dicembre 1943), comprendenti il sito d’interesse archeologico di As Piscinas, “conche naturali formatesi nella roccia, dove si raccolgono le acque piovane, modificate dall’uomo per la fusione dei metalli e per riti magici o di culto[1], tutelato quale “bene culturale” (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), nonché il monumento naturale Su Sterru (legge regionale Sardegna n. 31/1989 e s.m.i., decreto Ass.re Difesa Ambiente R.A.S. n. 3110 del 2 dicembre 1993).

L’esercizio dei diritti di uso civico era stato in precedenza sospeso con determinazione Agenzia A.R.G.E.A.- Servizio Territoriale Ogliastra n. 681 del 24 febbraio 2016.

Baunei, Golgo, recinzione (marzo 2018) (2)

Baunei, Golgo, recinzione (marzo 2018)

Tuttavia, la “concessione di valorizzazione”, comprendendo e consentendo la realizzata recinzione di siti d’interesse archeologico, contrasta palesemente e insanabilmente con il regolamento comunale per l’esercizio dei diritti di uso civico (deliberazione C.C. Baunei n. 30 del 5 novembre 2012), il quale prevede che:

* “non possono essere oggetto di concessione … sorgenti e acque pubbliche, beni archeologici o storici” (art. 5);

* “non potranno mai essere recintate le fonti, gli abbeveratoi, i corsi d’acqua e qualsiasi altra struttura d’interesse pubblico” (art. 12);

* “tutte le recinzioni (…) dovranno essere realizzate in modo da salvaguardare … il libero accesso alle sorgenti, alle acque pubbliche ed ai beni archeologici e storici” (art. 64);

Inoltre, le disposizioni per la fruizione dei beni culturali e loro eventuali provvedimenti di concessione sono previste negli artt. 101 e ss. del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i. (codice per i beni culturali e il paesaggio).

E’ del tutto evidente che tali siti d’interesse archeologico non potessero essere oggetto di qualsiasi concessione né, tantomeno, potessero essere recintati.

Baunei, Baccu Goloritzè

Baunei, Baccu Goloritzè

Sono stati coinvolti il Comune di Baunei, l’Agenzia A.R.G.E.A., il Ministero per i beni e attività culturali, la Soprintendenza per archeologia, belle arti e paesaggio di Sassari, il Servizio tutela paesaggio di Nuoro della Regione autonoma della Sardegna, informati, per quanto di competenza, il Commissario per gli Usi Civici e la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lanusei.

Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus auspica rapidi provvedimenti che riportino legalità nella gestione del demanio civico di Baunei (già in passato oggetto di discutibili utilizzi) e la fruizione pubblica di beni archeologici e ambientali che non possono e non devono esser “privatizzati” in alcuna forma e per qualsiasi motivo.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

________________________

[1] vds. piano di valorizzazione e recupero delle terre civiche di Baunei, cap. 11.2, pag. 38, piano approvato con deliberazione C.C. Baunei n. 31 del 5 novembre 2012 e con decreto Presidente R.A.S. n. 132 del 15 ottobre 2013.

 

Baunei, Baccu Goloritzè

Baunei, Baccu Goloritzè

(foto per conto GrIG, J.I., archivio GrIG)

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  1. Mara
    aprile 2, 2018 alle 8:46 am

    E’ demenziale recintare la piana del Golgo, uno dei punti più incantevoli e selvaggi di Sardegna. Gli amministratori di Baunei si son montati la testa, pensando che il loro demanio sia di proprietà privata dei Baunesi. Recinterebbero a pagamento anche il vaso da notte della nonna. Bisogna fermarli. Grazie GRIG!

  2. V.
    aprile 2, 2018 alle 6:55 pm

    Buonasera, provo a fare qualche osservazione per contribuire alla riflessione (sperando di non ricevere risposte stizzite, come purtroppo a volte accade su questi forum).
    Dal punto di vista della corretta gestione del demanio civico, l’importante dovrebbe essere che sia garantita la fruizione dei beni ai cittadini di Baunei, recinzione o meno. Gli altri, se è necessario per garantire la tutela dei beni e, perchè no, per creare dei posti di lavoro, che paghino. D’altra parte altre volte ci siamo trovati d’accordo su questo sito a proporre il numero chiuso per le spiagge che diventano formicai ed immondezzai. Poi, esagero, io recinterei anche la Sella del Diavolo per l’uso che a volte ne fanno con le bici e le moto, e la notte recinterei il Poetto, visto che la mattina è pieno di schifezze lasciate dai bivaccanti notturni. Anzi, il Poetto lo chiuderei anche di giorno, perchè schifezze ne vengono abbandonate di continuo (cicche di sigarette, cartacce, bustine con le feci dei cani, ma tanto vale fategliela fare sulla sabbia!). Poi recinterei le zone ricche di funghi, perchè ormai, quando ne escono, diventano come i centri commerciali. E a Santa Gilla o Molentargius se non si mette una recinzione e pure la videosorveglianza vanno con i camion a buttare detriti. E a Tuerredda nella calette ci scendono con il fuoristrada, mica lo muovono il sedere per fare quattro passi in paesaggi stupendi. Insomma, il quesito è quali mezzi si possono utilizzare per frenare l’approccio predatorio ai beni naturali. Anche il Golgo sarebbe bello libero e aperto al libero accesso di tutti, ma l’ultima volta che sono andato alcuni anni fa era pieno di fuoristrada e moto, ho quasi avuto paura nella stradina che porta alla voragine. Allora forse anche la recinzione può avere un senso ?

    • aprile 2, 2018 alle 10:25 pm

      Buonasera V.,

      il rispetto del territorio va al di là della presenza di diritti di uso civico.
      Dev’esserci sempre, così come dev’esserci vigilanza e “sana” repressione dei comportamenti illegiti o cafoneschi, a prescindere dalla titolarità di spiagge, boschi, aree di rilievo naturale, ecc.
      Sul Golgo è lo stesso regolamento comunale per la fruizione dei diritti di uso civico che vieta concessioni e recinzioni su aree d’interesse archeologico e sorgenti.
      Al Poetto, per esempio, le persone devono accedere e i cafoni vanno sanzionati.
      E così dappertutto.
      In alcune aree dagli equilibri molto delicati (es. Tuerredda, le calette di Baunei, la Pelosa, ecc.) gli accessi nei periodi di maggiore afflusso (es. estate) vanno limitati, va posto il numero chiuso. Poco importa la titolarità dei terreni.

      Stefano Deliperi

    • G. C.
      aprile 8, 2018 alle 9:26 am

      Caro V.,

      faccio qualche riflessione anche io. Il numero chiuso e la recinzione hanno moventi ed effetti diversi.
      Il numero chiuso limita il numero di persone che possono accedere a un luogo. Questo è necessario, ma una SELEZIONE di chi può accedere è ancora più importante. Questo si può fare impedendo l’accesso alle auto. Nessuna recinzione è necessaria ma al massimo uno sbarramento sulla strada, qualche chilometro a monte. Solo i visitatori volenterosi, disposti ad affrontare qualche chilometro di cammino si avventurerebbero. Gli altri, i turisti della domenica, gli incivili etc. non si spingerebbero lontano dalla loro automobile. Gli effetti? niente strade nuove e relativi sbancamenti, meno traffico e consumi di carburante, nessun rifiuto, meno disturbo per flora e fauna… salute delle risorse ambientali/paesaggistiche/turistiche garantita nel tempo.
      Recintare beni ambientali e far pagare un biglietto di ingresso non suppone direttamente che il numero di visitatori venga limitato, non attua alcuna selezione sul visitatore tipo e risponde principalmente al desiderio di fare cassa. Di spremere le risorse di un territorio che non si sa amministrare e sfruttare altrimenti che imponendo dazietti molto irritanti, perché le emergenze naturali non hanno alcun bisogno di esser gestite.* La recinzione snatura il paesaggio e guasta l’esperienza del visitatore. Incappare in una recinzione come quella in foto, nel cuore di un contesto relativamente poco antropizzato come quello del Golgo, annienta all’istante l’atmosfera che si ricerca visitando questi luoghi. Altro e più importante effetto è l’esclusione da una porzione di territorio dei suoi abitanti: come fanno gli asini o le vacche dell’altopiano ad abbeverarsi alle conche d’acqua?

      Giuseppe Congiu

      *il discorso è un po’ più complesso ovviamente e si può pensare anche ad un pagamento per fruire delle risorse naturali di un luogo, ma solo se queste vengono realmente protette, e se parallelamente viene offerto un servizio serio (ad esempio l’ingresso a Sa Sedda ‘e sos Carros” a Lanaitho è giustificabile, quello a Sa Oche no. Quello a Su Gorroppu no.)

  3. aprile 2, 2018 alle 10:46 pm

    da Casteddu online, 29 marzo 2018
    Grig: “Via concessioni e recinzioni dai siti archeologici del Golgo”.
    L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato un’istanza per la revoca della concessione di terreni a uso civico effettuata nell’area del Golgo – As Piscinas di Baunei: http://www.castedduonline.it/grig-via-concessioni-recinzioni-dai-siti-archeologici-del-golgo/

  4. V.
    aprile 3, 2018 alle 11:04 am

    Buongiorno, grazie per la replica cortese.
    Agli amministratori di Baunei suggerirei di adeguare il regolamento, di verificare l’acquisizione dei nulla osta paesistici, se necessari, prima di fare qualsiasi intervento, e di garantire l’evidenza pubblica per individuare i gestori dei siti archeologici e naturalistici.. Inoltre potrebbero comunicare meglio i motivi e le finalità dell’intervento e replicare in modo documentato e motivato alle vostre richieste. Anche perchè sennò passa e si moltiplica il messaggio negativo (e lesivo per l’immagine del Comune e e dei suoi cittadini) che Baunei gestisca in modo scorretto il suo demanio civico, mentre probabilmente non è così. Nel merito, personalmente non avrò problemi a pagare qualche euro per accedere a Su sterru, come non ne ho avuto a Oliena per Sa oche o a Goni a Pranu Mutteddu e via dicendo. Purtroppo penso che le recinzioni e la gestione del territorio stiano diventando necessari, il confine tra cafonaggine e approccio predatorio e criminale ai beni naturali e culturali è sottile, e il cafone impunito resterà tale. e come tale si comporterà nei confronti dei beni incustoditi.

  5. maggio 24, 2018 alle 2:46 pm

    Consiglio regionale della Sardegna

    * Interpellanza n. 346/A
    CONGIU – CHERCHI – DESINI – MANCA Pier Mario – UNALI sull’illegittima autorizzazione al mutamento di destinazione d’uso con correlativa sospensione dell’esercizio dell’uso civico relativamente all’area sita nell’altipiano di Golgo e comprendente al suo interno Su Sterru e As Piscinas: http://consiglio.regione.sardegna.it/XVlegislatura/interpellanze/346

    ——————–

    Interpellanza n. 347/A
    CONGIU – CHERCHI – DESINI – MANCA – UNALI sull’assegnazione in concessione a privato di area gravata da uso civico e ricadente nel Sito di interesse comunitario e Zona di protezione speciale Golfo di Orosei: http://consiglio.regione.sardegna.it/XVlegislatura/interpellanze/347

  1. luglio 11, 2018 alle 10:10 am

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