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La cattiva gestione delle coste comporta il blocco dei fondi comunitari.


Villasimius, ruspe al lavoro nella spiaggia di Is Traias (luglio 2017)

La Commissione europea – Direzione generale ambiente ha comunicato alla Città metropolitana di Cagliari, titolare del progetto LIFE “Res Maris”, che non procederà a liquidare “il secondo pre-finanziamento” per ragioni di carattere amministrativo e per ragioni di carattere ambientale.

Infatti, “la seconda motivazione, ben più grave, riguarda le informazioni apprese a mezzo stampa riguardo l’attuale stato del sito ITB040020 Isola dei Cavoli, Serpentara, Punta Molentis e Campulongu, oggetto del progetto Res Maris e precedentemente interessato anche dal progetto LIFE07 NAT/IT/000509 Providune … Considerando soprattutto che anche l’Area Marina Protetta Capo Carbonara – Comune di Villasimius è beneficiario del progetto”, non si ritiene ammissibile  “l’attuale situazione che ben documenta attività contrarie agli obiettivi di progetto”.

Villasimius, Punta Molentis, rifiuti (10 agosto 2017)

Insomma, se prendi fondi comunitari per salvaguardare ambienti naturali, devi assicurarne la corretta gestione. In più, a Bruxelles leggono i giornali e i siti web italiani.

Sulla costa di Is Traias e di Punta Molentis – oggetto delle “informazioni apprese a mezzo stampa” dalla Commissione europea – non è stata riscontrata con tutta evidenza una gestione impeccabile.

Amministratori pubblici e beneficiari di simili progetti impareranno qualcosa?

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

lettera Commissione europea su progetto LIFE Res Maris (1)

 

lettera Commissione europea su progetto LIFE Res Maris (2)

 

L’Unione Sarda, 20 ottobre 2017

 

Villasimius, Punta Molentis, campo bocce improvvisato sulle dune (10 agosto 2017)

 

sì, non c’è dubbio, chiarirete tutto, il progetto è stato realizzato a regola d’arte, però dune e spiagge d’estate vengono trattate da bestie. Naturalmente senza alcuna offesa per le bestie, quelle vere…

L’Unione Sarda, 21 ottobre 2017

(foto per conto GrIG, J.I., archivio GrIG)

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  1. Mara
    ottobre 21, 2017 alle 3:31 pm

    Sarebbe interessante leggere cosa risponderanno le amministrazioni interessate:
    – scusate, ma i soldi non bastavano…
    – eh… per un paio di pezzetti di carta…
    – in effetti siamo dei maiali, ma mandate altri soldi, ci ravvederemo…
    Che vergogna. Scommetto che a Bruxelles aspetteranno a lungo le “sollecite spiegazioni”, gli scaricabarile italiani durano secoli.

  2. Juri
    ottobre 22, 2017 alle 11:35 am

    Il progetto Res Maris è un’ottima cosa ma purtroppo è in buona parte vanificato dall’assalto estivo alle spiagge abbinato alla pressoché totale assenza di controlli e al menefreghismo di chi dovrebbe gestire il territorio. Ad esempio, le delimitazioni delle aree dunali sono spesso ignorate anche perché l’amministrazione comunale neanche si preoccupa di ripristinare i tratti abbattuti (vedasi Punta Molentis, settore nord est) dando per prima il cattivo esempio.
    E poi bisogna decidersi: o si attua un’area marina protetta oppure si dice chiaro e tondo che si rinuncia perché a dettar legge dev’essere la famosa “crescita turistica” senza se e senza ma.
    Le due finalità non possono convivere e il Comune di Villasimius ha evidentemente scelto da tempo la seconda opzione, come dimostrano gli abnormi ampliamenti dei parcheggi della spiaggia di Porto Giunco (900 posti auto!) con la compromissione di una vasta prima “naturale”, di Punta Molentis (200 posti auto per una piccola striscia di sabbia qual è quella spiaggia), l’espansione fuori misura del un tempo piccolo punto ristoro sito nell’estremità della stessa P.M. con tanto di gruppo elettrogeno sulla scogliera che ammorba l’aria in tutta la spiaggia (alla faccia della zona B di riserva generale), il liberi tutti a Serpentara ora raggiungibile senza restrizioni (tranne una piccola porzione), la privatizzazione di Porto Giunco, con abnormi concessioni che hanno invaso anche la ecologicamente molto vulnerabile striscia meridionale dell’arenile a dispetto dell’evidente emergenza ambientale provocata dall’erosione (e infatti i lettini ora sono ben dentro il bagnasciuga). Per non parlare delle banquette di posidonia rimosse sventrando la spiaggia a colpi di ruspa fin dentro l’acqua.
    Tutte cose che vanno in senso diametralmente opposto alle più ovvie pratiche di gestione di un’area marina protetta e anzi spesso sono in aperto contrasto con le norme che si applicano anche nelle spiagge ” di periferia”.

    E allora o si cambia registro oppure è meglio chiudere l’AMP e destinare i notevoli contributi pubblici che la finanziano ad attività più utili per la collettività.
    Altrimenti si replica ciò che accadeva quando i sindaci della Barbagia che da un lato tuonavano contro il parco, dall’altro pretendevano di incassare ugualmente i finanziamenti ad esso destinato.

  3. Juri
    ottobre 22, 2017 alle 11:55 am

    Mi chiedo come mai la visita di monitoraggio non sia stata pianificata nella stagione balneare, ossia nel momento in cui si può verificare se le forme di tutela siano adeguate e producano gli effetti attesi.
    Così magari i monitoratori avrebbero potuto verificare se è vero o no che le dune di Punta Molentis sono sistematicamente usate come aree per stendere asciugamani e i ginepri come ombrelloni, se è vero o no che ci sono gruppi elettrogeni a due metri dal mare che inquinano l’aria fino alla spiaggia 16 ore al giorno, se è vero o no che si ormeggia allegramente a 80 m dalla spiaggia e via dicendo.
    Insomma, sembra un viaggio abbastanza inutile quello dei commissari, almeno che non vengano loro mostrati i ginepri con mezzo metro di radici esposte, la decina di ettari di terreni prima a pascolo ora adibiti a parcheggi sterrati in riva allo stagno dei Notteri, le condizioni da “deposito alla rinfusa” della punta estrema di Punta Molentis, gli stalli di sosta ricavati a colpi di ruspa nella macchia sempre a P.M., etc..

  4. novembre 16, 2017 alle 5:59 pm

    da Il Sarrabus News, 15 novembre 2017
    VILLASIMIUS, Fondi europei sospesi, il sindaco: “Noi abbiamo operato correttamente”: http://ilsarrabus.news/villasimius-fondi-europei-sospesi-il-sindaco-noi-abbiamo-operato-correttamente/

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