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Ruspe sulla spiaggia di Is Traias, a Villasimius!


Villasimius, ruspe al lavoro nella spiaggia di Is Traias (luglio 2017)

Ruspe e mezzi meccanici han sferragliato non poco in queste ultime settimane sulla spiaggia di Is Traias, sul litorale di Villasimius (Sud Sardegna).

Per quale motivo? Forse per rimuovere le alghe?  Chi ha autorizzato i lavori?

Per rispondere a fondamentali esigenze di tutela ambientale, l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato (1 agosto 2017) in proposito una specifica richiesta di urgenti accertamenti al Corpo forestale e di vigilanza ambientale e ai Carabinieri del N.O.E.

Giglio di mare (Pancratium maritimum)

La piccola spiaggia appartiene al demanio marittimo (art. 822 e ss. cod. civ.), è tutelata con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), si affaccia sull’area marina protetta “Capo Carbonara”, mentre è sempre vietato “transitare e/o sostare con automezzi, motocicli, ciclomotori e veicoli di ogni genere” (art. 3, comma 1°, lettera g, dell’ ordinanza balneare 2017 per la Sardegna).

Negli anni scorsi sono stati condotti lavori simili nella vicina spiaggia di Porto Luna: su segnalazioni del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, i Carabinieri del N.O.E., a istanza della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari e su disposizione del G.I.P. del Tribunale (proc. pen. R.G.N.R n. 9768/15; R.G.I.P. n. 7484/15), posero sotto sequestro preventivo (12 novembre 2015) l’area della spiaggia interessata dai lavori.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico auspica che possa esser fatta rapidamente definitiva chiarezza su lavori svolti su un bene ambientale di grande rilievo.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Villasimius, ruspe al lavoro nella spiaggia di Is Traias (luglio 2017)

 

L’Unione Sarda, 3 agosto 2017

(foto per conto GrIG, archivio GrIG)

 

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  1. Arturo
    agosto 2, 2017 alle 9:21 am

    ma sono pazzi?

  2. Carlo Forte
    agosto 2, 2017 alle 12:07 pm

    Purtroppo no…..la legge ti permette scempi sul territorio,tanto sono solo alghe la gente deve lavorare.Quello che mi fa paura è il vuoto in campo ambientale,ignoranza della classe politica?Sistema?Come si può parlare di turismo se offriamo un territorio sventrato,inquinato,saccheggiato….Le belle acque trasparenti e le immagini cartolina sempre più circondate dal degrado sono messe a nudo dalla realtà.

  3. Riccardo Pusceddu
    agosto 2, 2017 alle 12:44 pm

    Grazie ancora al GRiG per questa opera di vigilanza e denuncia! Continuate cosi vi prego!

  4. Juri
    agosto 2, 2017 alle 4:33 pm

    Sotto la presidenza Soru la Regione Sardegna, consapevole dei rischi ambientali, aveva dettato precise direttive su come procedere alla rimozione della posidonia “spiaggiata”e aveva emesso anche uno specifico provvedimento (determina n. 942 del 7 aprile 2008).
    La rimozione della posidonia è infatti intrinsecamente dannosa per l’ecosistema ma il danno può essere limitato se si agisce con la necessaria cautela e buone pratiche.
    Passato Soru, si è assistito ad una strisciante inversione di tendenza che oggi consente di portare allegramente a termine scempi vergognosi e incredibili come questo, con una spiaggia trasformata, in tutta tranquillità, in una sorta di cantiere edile, devastata da scavi profondi e movimenti “sabbia” come se fosse una cava, nella totale assenza, preventiva e repressiva, di chi, per precipuo compito istituzionale, dovrebbe prevenire simile sfaceli.
    In questo caso, per dire, sarebbe per esempio interessante sapere come mai la stazione competente per territorio del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, espressamente indicata nella determina del 2008 come l’ente a cui demandato il controllo di queste operazioni, non ha impedito un simile intervento.
    O come sia possibile che la suddetta determina regionale venga sistematicamente interpretata alla rovescia, ad esempio con l’utilizzo delle aree dunali come sede di scarico di centinaia di metri cubi di posidonia che vanno a sepellire la vegetazione pioniera e con la sistematica asportazione, insieme alla posidonia, di decine di tonnellate di sabbia (vedasi Cala Pira, Cannesisa, etc..).

  5. Porico
    agosto 2, 2017 alle 7:33 pm

    Gentile Juri, io avrei una teoria., la quale invero risente di quella Andreottiana sul pensar male .. . I Sindaci dei Comuni costieri ,quando non gestiscono attraverso parenti o sodali le attività connesse al turismo estivo, sono comunque fortemente influenzati da quelli che le conducono.
    La natura si è permessa di sporcare le spiagge con la posidonia prima della stagione turistica ? Via con le ruspe :ripulire il tutto. E poco importa se si perderanno tonnellate di sabbia quarzifera che madre a natura ha prodotto con processi durati centinaia di migliaia di anni.
    Per la prossima stagione si vocifera di una leggina Regionale per risolvere il problema ,una volta per tutte. Asfaltare le spiagge!

    • Juri
      agosto 2, 2017 alle 11:26 pm

      Caro Porico, difficile negare la tua teoria, ma i vari enti/corpi di vigilanza dovrebbero servire anche (soprattutto) a contrastare proprio gli effetti negativi delle “distorsioni amministrative” che tu evidenzi… ma evidentemente ne sono vittime anche loro.

  6. agosto 2, 2017 alle 8:00 pm

    da Sardegna Oggi, 1 agosto 2017
    Ruspe sferragliano nella spiaggia di Is Traias. Infuria la polemica, “è zona tutelata”: http://www.sardegnaoggi.it/Cronaca/2017-08-01/37161/Ruspe_sferragliano_nella_spiaggia_di_Is_Traias_Infuria_la_polemica_e_zona_tutelata.html

    ____________

    da You TG, 1 agosto 2017
    Ruspe nella spiaggia di Is Traias, la denuncia degli ecologisti: “Chi ha autorizzato i lavori?”: http://www.youtg.net/v3/index.php/in-sardegna/1909-ruspe-nella-spiaggia-di-is-traias-la-denuncia-degli-ecologisti-chi-ha-autorizzato-i-lavori

    __________

    da Casteddu online, 1 agosto 2017
    Villasimius, ruspe sulla spiaggia Is Trais. Grig:”Chi ha autorizzato?”.
    L’associazione ambientalista ha presentato denuncia alla Forestale e ai Noe: “Per quale motivo ruspe e mezzi meccanici hanno sferragliato in queste settimane sulla spiaggia? Per rimuovere le alghe? Chi ha autorizzato?”: http://www.castedduonline.it/area-vasta/oltre-la-554/49850/villasimius-ruspe-sulla-spiaggia-is-trais-grig-chi-ha-autorizzato.html

    _____________

    da Buongiorno Alghero, 1 agosto 2017
    Ruspe sulla spiaggia dell’area marina protetta: http://www.buongiornoalghero.it/contenuto/0/30/95729/ruspe-sulla-spiaggia-dell-area-marina-protetta

    ___________________

    da Sardinia Post, 2 agosto 2017
    Ruspe in spiaggia a Villasimius, il Grig: “Chi ha autorizzato i lavori?”: http://www.sardiniapost.it/cronaca/ruspe-spiaggia-villasimius-grig-autorizzato-lavori/

  7. Juri
    agosto 2, 2017 alle 11:40 pm

    L’allegato 1 alla delibera regionale D.G.R. 40/13 del 06 Luglio 2016 recante “i nuovi Indirizzi per la gestione della fascia costiera che sostituiscono, annullandole, le linee guida approvate con la precedente deliberazione n. 27/7 del 13 maggio 2008” indica come unica opzione possibile nei casi come quelli di Is Traias il “mantenimento in loco” e invece l’arenile è stato tranquillamente sventrato anche sotto il livello del mare.

    INDICAZIONI OPERATIVE PER LE OPZIONI DI GESTIONE DELLA POSIDONIA
    Opzione 0) – Mantenimento in loco
    Il mantenimento in loco della posidonia accumulata rappresenta l’opzione di gestione da preferire in quanto garantisce la naturalità dei processi di accumulo e degrado di tali biomasse che si è visto essere fondamentali per la conservazione della biocenosi marina nonché per l’equilibrio della morfodinamica litoranea, considerati gli effetti di protezione diretta ed indiretta dei litorali in erosione rispetto alle forzanti meteo-marine. Inoltre, il mantenimento in loco produce effetti positivi, diretti e indiretti, per la conservazione degli habitat di interesse comunitario e per le biocenosi animali della spiaggia.In ogni caso è fatto salvo l’obbligo di garantire la pulizia delle spiagge dai rifiuti antropici (rimozione e smaltimento a norma di legge di rifiuti plastici, metallici etc., ovvero residui lignei di notevole pezzatura).
    L’OPZIONE DI MANTENIMENTO IN LOCO È L’UNICA AMMISSIBILE NEI CASI IN CUI, A CAUSA DEL GRAVE LIVELLO DI EROSIONE RAGGIUNTO DALL’ARENILE, IL DEPOSITO DI POSIDONIA ARRIVI FIN SOTTO IL LIVELLO DEL MARE. IN QUESTI CASI, PUR SCAVANDO, L’ACQUA AFFIORA E NON CONSENTE DI ASCIUGARE LA BIOMASSA E DI CONSEGUENZA DI SEPARARNE LA FRAZIONE SABBIOSA.

    E anche quando si utilizzano mezzi meccanici, si evidenzia che essi “non dovranno in alcun caso arrecare danno all’arenile”.

    http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_73_20160707112529.pdf

    http://www.regione.sardegna.it/j/v/2425?s=285930&v=2&c=13544&t=1

  8. Porico
    agosto 3, 2017 alle 8:18 pm

    Tutto molto chiaro. Il vero problema è che viviamo in un paese che odia la legalità. Cosa recepita pure dalle 5 polizie ,a giudicare dalla loro costante inerzia .

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