Rio Irvi – Piscinas, avvelenamento continuo.


Arbus, foce del Rio Irvi-Piscinas "rosso"

Arbus, foce del Rio Irvi-Piscinas “rosso”

Nei giorni scorsi si è tenuto ad Arbus (VS) un dibattito pubblico promosso dall’associazione Arbus 20e20 riguardo il pesante inquinamento determinato dalla fuoruscita di metalli pesanti dai cantieri minerari dismessi di Casargiu, sempre nel territorio comunale di Arbus.  In precedenza si era tenuto un sopralluogo.

Nulla di nuovo, se non la necessità di 40 milioni di euro per gli interventi più immediati e l’affermazione di Michele Caria, amministratore delegato della società regionale Igea s.p.a. (obbligata dalla legge alle bonifiche ambientali), secondo cui “quel fiume che nasce da Casargiu e arriva fino alle dune di Piscinas trasportando il suo carico di metalli pesanti continuerà a uscire inesorabilmente dal sottosuolo. La cosa da fare è impedirgli di arrivare a Piscinas”.

Sembrano parole un po’ banali, quasi da scoperta dell’acqua calda.  Soprattutto sembrano un esercizio del classico scaricabarile.

In realtà, soldi pubblici, opere pubbliche e cantieri sono stati posti in essere in questi ultimi anni, con risultati sconcertanti.

Già con ordinanza del Sindaco di Arbus n. 3068 del 26 gennaio 1998 (confermata con sentenza del Tribunale superiore delle acque pubbliche n. 122 del 6 dicembre 2001) veniva disposto a carico della Società Italiana Miniere – SIM s.p.a. (ora I.G.E.A. s.p.a.) la bonifica ambientale dello scarico inquinante e del letto del corso d’acqua, ma gli interventi sono tuttora ineseguiti.

Non solo.

Per risolvere il problema del grave inquinamento ambientale venne finanziato (art. 17 della legge regionale n. 4/2000) uno specifico impianto di trattamento delle acque con un importo di euro 981.268,11 da parte della Regione autonoma della Sardegna. L’impianto è stato successivamente realizzato nel 2007-2008 dalla Provincia del Medio Campidano, ma si ignora sia il grado di funzionamento che l’efficacia, visto il perdurare dei fenomeni di inquinamento.   Da successive richieste del Comune di Arbus alla Provincia del Medio Campidano l’impianto sembrerebbe mai attivato.

Arbus, Rio Irvi-Piscinas "rosso"

Arbus, Rio Irvi-Piscinas “rosso”

In proposito, le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra hanno chiesto (25 giugno 2012) informazioni ambientali, interventi di bonifica e l’esperimento dell’azione per danno ambientale)   il Ministero dell’ambiente, l’A.R.P.A.S., la Provincia del Medio Campidano, il Comune di Arbus, il Corpo forestale e di vigilanza ambientale, la Commissione europea, i Carabinieri del N.O.E. e, per gli aspetti rispettivamente di competenza penale ed erariale la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari e la Procura regionale della Corte dei conti per la Sardegna.

L’A.R.P.A.S. – Dipartimento di Cagliari aveva comunicato (nota n. 22369 del 23 agosto 2012) i risultati delle analisi effettuate nel corso d’acqua del Rio Irvi – Piscinas, e nel mare prospiciente la foce in seguito alla specifica richiesta di informazioni a carattere ambientale e adozione degli opportuni interventi (25 giugno 2012), riguardo lo scarico di acque inquinate da metalli pesanti dal pozzo minerario dismesso di Casargiu, in Comune di Arbus (VS).

Sono stati effettuati i campionamenti “delle acque provenienti dalla galleria mineraria presente in località Casargiu (Pozzo Fais) … delle acque provenienti dalla seconda galleria situata nel promontorio che ospita la miniera di Casargiu” e “n. 3 prelievi di acqua di mare prospiciente la foce del Rio Piscinas”.  Inoltre, l’A.R.P.A.S. – Dipartimento di Cagliari effettua controlli mensili per la salvaguardia della salute pubblica (decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i. e D.M. n. 260/2010).

I risultati sono stati drammatici: “nei tre campioni di acqua di mare è stato riscontrato un contenuto di Cadmio superiore allo standard di qualità previsto dal D.M. 260/2010”, cioè da 1 μg/l  a 4 μg/l.

Inoltre, “nei due campioni di acqua proveniente dalle gallerie è stata riscontrata la presenza di metalli pesantiFerro fino a 223900 μg/l, Manganese fino a 56960 μg/l, Zinco fino a 680500 μg/l, Cobalto fino a 1450 μg/l, Nichel fino a 2375 μg/l, Arsenico fino a 90 μg/l,Cadmio fino a 1100 μg/l e così via.

Elevati tenòri di metalli pesanti sono stati riscontrati nei campionamenti mensili 2011-2012 nel Rio Piscinas (soprattutto Cadmio, Rame, Nichel, Piombo, Zinco) e nel Rio di Naracauli (soprattutto Cadmio, Zinco).

I risultati delle analisi, per l’adozione degli opportuni provvedimenti di natura amministrativa e penale, sono stati inoltrati a tutti gli altri Soggetti pubblici competenti.

Finora non è seguito alcun intervento risolutivo.

Arbus, Rio Irvi-Piscinas "rosso"

Arbus, Rio Irvi-Piscinas “rosso”

Oltre all’inquinamento ambientale sono evidenti i riflessi anche riguardo alla balneabilità del litorale.

Il litorale di Arbus appartiene al demanio marittimo (artt. 822 e ss. cod. civ.), mentre il corso del Rio Piscinas-Irvi è classificato “acqua pubblica” (regio decreto n. 1775/1933 e s.m.i.; legge n. 36/1994 e s.m.i.; decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.).     L’area in argomento ospita alcuni dei più suggestivi siti di archeologia mineraria (Ingurtosu, Naracauli, Piscinas), rientranti nel Parco geominerario, storico, ambientale della Sardegna (legge n. 388/2000, D.M. Ambiente 16 ottobre 2001).   E’ ricoperta in buona parte di macchia mediterranea evoluta, contempla ambienti dunali unici nel Mediterraneo tutelata con specifico vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), mentre la fascia dei mt. 300 dalla battigia marina, le sponde fluviali e gli ambienti dunali sono tutelati con specifico vincolo di conservazione integrale (legge regionale n. 23/1993).  L’area è, inoltre, destinata a riserva naturale regionale “Monte Arcuentu – Rio Piscinas” (legge regionale n. 31/1989 – allegato “A”) ed è interamente classificata quale sito di importanza comunitaria (S.I.C.) “Monte Arcuentu e Rio Piscinas” (direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali).

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra auspicano rapidi interventi per la bonifica ambientale di corsi d’acqua, litorale, dune interessate da un inquinamento tanto duraturo quanto frutto di lassismo e incuria, nonché azioni finalizzate al risarcimento del danno ambientale e all’accertamento delle responsabilità.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Amici della Terra

 

tabella analisi Rio Piscinas

 

tabella analisi Rio di Naracauli

Arbus, Dune di Piscinas

Arbus, Dune di Piscinas

 

La Nuova Sardegna, 1 marzo 2016

(foto S.D., archivio GrIG)

 

 

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  1. M.A.
    marzo 1, 2016 alle 1:30 pm

    La costa verde, seppur bellissima e unica proprio in virtù della sua macchia mediterranea, è una vera e propria bomba ecologica. Chi vive nei dintorni lo sa. Per una buona parte della sua estensione ospita un’ oasi. I monti di Montevecchio, tra Arbus e Guspini che ospitvano le miniere fino a qualche decennio fa, sono oggi delle “gruviere” abbandonate all’erosione. Il rio piscinas non è l’unico fiume rosso. Un altro fiume rosso, scende da Sciria (Montevecchio), “s’arriu e sa mena” e attraversa tutta la campagna guspinese per andare a sfociare all’estremità opposta della costa verde, lasciando in molti tratti il segno della sua tossicità. SIC, Geo Parco, un sacco di bellr sigle che promettono fior di quattrini per bonificare e incentivare il turismo, ma nel mentre che si fa? si pensa prima a restaurare l’ ex colonia di Funtanazza, ma alla fine…tutto rimane così com’è! Come può andare avanti una politica turistica atta a creare i servizi se manca l’essenziale, ossia la salubrità del luogo dove questi vengono costruiti. Nella costa verde il verde è un arma a doppio taglio in quanto tutto quel verde funge da “tappeto” per nascondere le “polveri” di un mondo passato che continua a inquinare, e ci da solo l’illusione di un senso di “natura” e “salubrità”.

  2. marzo 1, 2016 alle 3:03 pm

    da Sardinia Post, 1 marzo 2016
    ALLARME INQUINAMENTO AD ARBUS. Ecologisti in campo per Piscinas.
    Grig e Amici della terra chiedono la bonifica del fiume dei veleni: http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2016/03/01/news/ecologisti-in-campo-per-piscinas-1.13049866

    ____________________________________________________

    da Sardinia Post, 29 febbraio 2016
    Veleni nel paradiso di Piscinas, gli ambientalisti: “Bonificare il rio Irvi”: http://www.sardiniapost.it/cronaca/veleni-nel-paradiso-di-piscinas-gli-ambientalisti-bonificare-subito-il-rio-irvi/

    _______________________________________

    da CagliariPad, 29 febbraio 2016
    Fiume dei veleni a Piscinas, ecologisti: “Chiederemo i danni”.
    Sos inquinamento per il Rio Irvi, a Piscinas: ambientalisti in pressing per chiedere le bonifiche del corso d’acqua. Paura soprattutto per i paradisi delle campagne e delle coste di Arbus: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=26797

    __________________________________

    da Illa TV, 1 marzo 2016
    Piscinas, “inquinamento nel Rio Irvi”: http://www.illatv.it/piscinas-inquinamento-nel-rio-irvi/

  3. Terrae
    marzo 1, 2016 alle 4:59 pm

    Purtroppo si dimostra che un luogo ameno e selvaggio (e bellissimo) come questo, non necessariamente è pure un luogo incontaminato.

    Nell’articolo si fa cenno alla balneabilità del mare prospiciente le foci dei due corsi d’acqua.
    Va ricordato che i tratti di mare prospiciente le foci sono normalmente interdetti alla balneazione.
    Mentre il divieto di balneazione lungo un tratto costiero, è determinato esclusivamente dal superamento delle concentrazioni di parametri biologici quali l’escherechia-coli e i colibatteri intestinali che denunciano la contaminazione fecale dell’acqua di balneazione.

    E se poi uno sbevazza un po’ d’acqua di mare con arsenico … Ma chi se ne frega! Guarda che sole, guarda che mare!

  4. marzo 2, 2016 alle 3:01 pm

    riceviamo e pubblichiamo volentieri.

    Salve,

    scrivo in relazione all’articolo “Rio Irvi – Piscinas, avvelenamento continuo”.

    In data 14/09/2012, in qualità di Consigliere Provinciale del Medio Campidano, avevo presentato un’interrogazione a riguardo, citando anche il lavoro svolto dalla Vostra Associazione in quanto la gran parte dei dati erano stati attinti dalle vostre segnalazioni.
    Nell’interrogazione cercavo di ripercorrere la vicenda e domandavo se la Giunta disponesse di ulteriori informazioni, se l’impianto di trattamento acque finanziato dall’art. 17 della l.r. 4/2000 fosse stato effettivamente realizzato, entrato in funzione o, in caso contrario, quale fossero i motivi che ne impedissero il funzionamento e quali altre azioni avesse intrapreso la Giunta Provinciale per far si che l’area fosse finalmente bonificata e salvaguardata.
    Il testo dell’interrogazione e della risposta lo potete trovare pubblicato nella pagina che usavo a suo tempo per informare su ciò che avveniva in Consiglio: https://www.facebook.com/notes/notizie-dal-consiglio-provinciale-del-medio-campidano-by-andrea-mura/interrogazione-sulla-bonifica-di-rio-irvi-piscinas/387236821346778.

    Copio e incollo parte della risposta dell’allora Ass. De Fanti (ora Sindaco di Guspini), che pubblicai a suo tempo nella pagina previamente indicata:


    L’Assessore ha rivelato che “l’impianto di trattamento delle acque che si immettevano nel Rio Irvi fuoriuscenti dalla galleria Fais nella miniera di Casargiu ubicato nel Comune di Arbus, venne finanziato a favore della Provincia di Cagliari, delegata quindi alla realizzazione dell’opera, la quale a seguito della specifica delega regionale, ha portato avanti il procedimento necessario per la realizzazione dell’opera”.

    “Tali lavori sono stati portati avanti dalla stessa Provincia di Cagliari, con la sola Direzione Lavori svolta da tecnici di questo ente, e con il controllo continuo dell’ufficio del Commissario delegato per l’emergenza ambientale delle Aree minerarie del Sulcis Iglesiente e del Guspinese”.

    Quindi la Provincia del Medio Campidano, stando a quanto scritto dall’Assessore, ha partecipato solamente alla direzione lavori.

    “I lavori sono stati ultimati e sono state eseguite molteplici prove di funzionamento con conseguente emissione di certificato di collaudo finale delle opere che comunque ha sancito l’insufficienza di quanto realizzato rispetto allo scopo prefissato, e ciò soprattutto in termini di portata da trattare”

    Insomma, si è fatto un impianto e poi ci si è resi conto che non bastava allo scopo.

    “A seguito di numerose visite l’intero impianto è stato riconsegnato alla società IGEA, già concessionaria delle aree”.

    “Con delibera della Giunta Regionale 44/16 del 31/10/2007 veniva finanziato € 1.000.000 a IGEA Spa per la realizzazione di un modulo per il trattamento dei fanghi e per la gestione sperimentale dell’impianto di trattamento delle acque. Di detto finanziamento da notizie apprese indirettamente l’IGEA a tutt’oggi ha in essere una ipotesi di utilizzo di un trattamento di tipo innovativo con il coinvolgimento di una società estera.”

    Infine l’Ass. precisa che “tutta l’area è sottoposta a Commissariamento con poteri in capo al Commissario delegato per l’emergenza ambientale delle aree minerarie del Sulcis Iglesiente e Guspinese nella figura del Presidente della Giunta regionale”.

    Spero possano essere informazioni utili.
    Cordiali saluti.

    Andrea Mura

  5. Carlo Forte
    marzo 3, 2016 alle 11:35 am

    Noi speriamo sempre in arresti utili,cosa che purtroppo non avviene mai,perchè la tavolata è sempre più grande e più altolocata.Saluti anche a lei signor mura

  6. luglio 9, 2016 alle 10:39 pm

    da Stop devastazioni, per i Diritti Sociali e Ambientali, 8 luglio 2016
    IN SARDEGNA UN FIUME ROSSO DI VELENI SFREGIA UN CAPOLAVORO DELLA NATURA. INDIGNAMOCI!: https://stopdevastazioni.wordpress.com/2016/07/08/in-sardegna-un-fiume-rosso-di-veleni-sfregia-un-capolavoro-della-natura-indignamoci/

  1. luglio 8, 2016 alle 5:40 pm

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