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Rio Irvi-Piscinas e mare: cadmio e metalli pesanti, ma anche acqua, per fortuna.


Arbus, foce del Rio Irvi-Piscinas “rosso”

L’A.R.P.A.S. – Dipartimento di Cagliari ha comunicato (nota n. 22369 del 23 agosto 2012) i risultati delle analisi effettuate nel corso d’acqua del Rio Irvi – Piscinas, e nel mare prospiciente la foce in seguito alla specifica richiesta di informazioni a carattere ambientale e adozione degli opportuni interventi (25 giugno 2012), riguardo lo scarico di acque inquinate da metalli pesanti dal pozzo minerario dismesso di Casargiu, in Comune di Arbus (VS).

Sono stati effettuati i campionamenti “delle acque provenienti dalla galleria mineraria presente in località Casargiu (Pozzo Fais) … delle acque provenienti dalla seconda galleria situata nel promontorio che ospita la miniera di Casargiu” e “n. 3 prelievi di acqua di mare prospiciente la foce del Rio Piscinas”.  Inoltre, l’A.R.P.A.S. – Dipartimento di Cagliari effettua controlli mensili per la salvaguardia della salute pubblica (decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i. e D.M. n. 260/2010).

I risultati sono drammatici: “nei tre campioni di acqua di mare è stato riscontrato un contenuto di Cadmio superiore allo standard di qualità previsto dal D.M. 260/2010”, cioè da 1 μg/l  a 4 μg/l.

Inoltre, “nei due campioni di acqua proveniente dalle gallerie è stata riscontrata la presenza di metalli pesanti: Ferro fino a 223900 μg/l, Manganese fino a 56960 μg/l, Zinco fino a 680500 μg/l, Cobalto fino a 1450 μg/l, Nichel fino a 2375 μg/l, Arsenico fino a 90 μg/l, Cadmio fino a 1100 μg/l e così via.

Elevati tenòri di metalli pesanti sono stati riscontrati nei campionamenti mensili 2011-2012 nel Rio Piscinas (soprattutto Cadmio, Rame, Nichel, Piombo, Zinco) e nel Rio di Naracauli (soprattutto Cadmio, Zinco).

Arbus, Rio Irvi-Piscinas “rosso”

I risultati delle analisi, per l’adozione degli opportuni provvedimenti di natura amministrativa e penale, sono stati inoltrati anche agli altri Soggetti pubblici interessati dalle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra (che hanno chiesto anche l’esperimento dell’azione per danno ambientale):   il Ministero dell’ambiente, l’A.R.P.A.S., la Provincia del Medio Campidano, il Comune di Arbus, il Corpo forestale e di vigilanza ambientale, la Commissione europea, i Carabinieri del N.O.E. e, per gli aspetti rispettivamente di competenza penale ed erariale la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari e la Procura regionale della Corte dei conti per la Sardegna.

Ricordiamo alcuni importanti fatti precedenti.

Già con ordinanza del Sindaco di Arbus n. 3068 del 26 gennaio 1998 (confermata con sentenza del Tribunale superiore delle acque pubbliche n. 122 del 6 dicembre 2001) veniva disposto a carico della Società Italiana Miniere – SIM s.p.a. (ora I.G.E.A. s.p.a.) la bonifica ambientale dello scarico inquinante e del letto del corso d’acqua, ma gli interventi sono tuttora ineseguiti.

Non solo.  Per risolvere il problema del grave inquinamento ambientale venne finanziato (art. 17 della legge regionale n. 4/2000) uno specifico impianto di trattamento delle acque con un importo di euro 981.268,11 da parte della Regione autonoma della Sardegna. L’impianto è stato successivamente realizzato nel 2007-2008 dalla Provincia del Medio Campidano, ma si ignora sia il grado di funzionamento che l’efficacia, visto il perdurare dei fenomeni di inquinamento.   Da recenti richieste del Comune di Arbus alla Provincia del Medio Campidano l’impianto sembrerebbe mai attivato.

Oltre all’inquinamento ambientale sono evidenti i riflessi anche riguardo alla balneabilità del litorale.

Arbus, Rio Irvi-Piscinas “rosso”

Il litorale di Arbus appartiene al demanio marittimo (artt. 822 e ss. cod. civ.), mentre il corso del Rio Piscinas-Irvi è classificato “acqua pubblica” (regio decreto n. 1775/1933 e s.m.i.; legge n. 36/1994 e s.m.i.; decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.).     L’area in argomento ospita alcuni dei più suggestivi siti di archeologia mineraria (Ingurtosu, Naracauli, Piscinas), rientranti nel Parco geominerario, storico, ambientale della Sardegna (legge n. 388/2000, D.M. Ambiente 16 ottobre 2001).   E’ ricoperta in buona parte di macchia mediterranea evoluta, contempla ambienti dunali unici nel Mediterraneo tutelata con specifico vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), mentre la fascia dei mt. 300 dalla battigia marina, le sponde fluviali e gli ambienti dunali sono tutelati con specifico vincolo di conservazione integrale (legge regionale n. 23/1993).  L’area è, inoltre, destinata a riserva naturale regionale “Monte Arcuentu – Rio Piscinas” (legge regionale n. 31/1989 – allegato “A”) ed è interamente classificata quale sito di importanza comunitaria (S.I.C.) “Monte Arcuentu e Rio Piscinas” (direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali).

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra auspicano rapidi interventi per la bonifica ambientale di corsi d’acqua, litorale, dune interessate da un inquinamento tanto duraturo quanto frutto di lassismo e incuria, nonché azioni finalizzate al risarcimento del danno ambientale e all’accertamento delle responsabilità.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

(tabelle A.R.P.A.S., foto S.D., archivio GrIG)

  1. capitonegatto
    settembre 11, 2012 alle 9:21 am

    La propieta’ della miniera non ha bonificato dopo 12 anni dalla sentenza !!!
    La regione dopo 7 anni finisce il depuratore pagato dai contribuenti , ma che evidentemente non depura !!!
    Con una miniera inattiva , non c’e’ alcun accenno ai motivi del perdurare dell’inquinamento!!!
    Tutti non rispondono delle loro responsabilita’ !!!
    Ecco il vero spread che uccide il paese e fiacca la coscienza di ognuno di noi.

  2. lucia
    settembre 11, 2012 alle 9:35 am

    E’ pazzesco quello che si legge!
    Ma davanti a tale evidenza, ci sarà qualche personaggio che proverà un sentimento di vergogna??!…

  3. icittadiniprimaditutto
    settembre 11, 2012 alle 9:48 am

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  4. Juri
    settembre 11, 2012 alle 9:52 am

    Praticamente da un metro cubo d’acqua si tirano fuori 700 g di zinco, 220 g di ferro e 56 g di manganese!

  5. Nikki
    settembre 11, 2012 alle 3:37 pm

    per fortuna che c’è anche un po’ di acqua in mezzo ai metalli pesanti e per fortuna che ci siete voi a denunciarlo: sono disgustato da chi doveva fare e non ha fatto, indipendentisti, Oppi, Cappellacci, parco geominerario, sindacalisti, Igea dovrebbero solo vergognarsi!

  6. Cl
    settembre 12, 2012 alle 10:58 am

    pazzesco…il territorio é abitato anche da esempllari di cervo sardo, quando vanno ad abbeverarsi assumono tutto questo veleno, e a nessuno frega niente! Cosa si aspetta a bonificare il territorio?

  7. settembre 12, 2012 alle 3:05 pm

    da La Nuova Sardegna, 12 settembre 2012
    PISCINAS. Metalli pesanti, grave inquinamento del rio Irvi. (Luciano Onnis) (http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20120912082541.pdf)

    ARBUS. Quello che si temeva è confermato: il rio Irvi, il fiume rosso che dalle miniere dismesse di Casargiu, fra Montevecchio e Ingurtosu, sfocia nel mare di Piscinas dopo 7 chilometri, è fortemente inquinato. L’Agenzia regionale per l’ambiente ha riscontrato un contenuto di cadmio da 1 a 4 microgrammi per litro d’acqua. Nei campioni prelevati all’uscita delle due gallerie di Casargiu è emersa la presenza anche di altri metalli pesanti: arsenico, nichel, cobalto, zinco, manganese, ferro.

    L’analisi conferma: «Il cadmio inquina le acque di Piscinas». Arbus, il responso dell’Agenzia regionale per l’ambiente non lascia spazio a dubbi sulla presenza di veleni nel rio Irvi. (Luciano Onnis) (http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20120912082603.pdf)

    ARBUS. Quello che si temeva – e che comunque già si sapeva – è confermato: il rio Irvi, il fiume rosso che dalle miniere dismesse del cantiere di Casargiu, fra Montevecchio e Ingurtosu, sfocia nel mare di Piscinas dopo un percorso di oltre sette chilometri nella valle dei cervi ed essersi incuneato, una volta confluito nel rio Piscinas, ai piedi delle dune sabbiose e aver attraversato in un tratto la sconfinata spiaggia, è fortemente inquinato. E inquina lo specchio di mare in cui si getta. Le analisi del Dipartimento di Cagliari dell’Arpas, sono inflessibili e danno risultati che le associazioni ambientaliste Gruppo di intervento giuridico e Amici della terra definiscono «drammatici». L’Agenzia regionale per l’ambiente ha recentemente effettuato i campionamenti delle acque provenienti dalla galleria mineraria di Pozzo Fais (a Casargiu) e dalla seconda dello stesso cantiere e di quelle prelevate (tre volte, a distanza di giorni) nel mare prospiciente la foce del rio Irvi-Piscinas. Le analisi di laboratorio sono mettersi le mani nei capelli, anche in considerazione della rilevanza ambientale e paesaggistica dell’intero compendio di Piscinas. Nei tre campioni di acqua prelevati in mare è stato riscontrato un contenuto di cadmio da 1 a 4 microgrammi per litro d’acqua, ben superiore allo standard di qualità previsto da uno specifico decreto ministeriale. Nei campioni prelevati invece all’uscita delle due gallerie di Casargiu, è emersa la presenza di diversi metalli pesanti: arsenico, nichel, cobalto, zinco, manganese, ferro oltre allo stesso cadimio. Gli stessi trovati poi nel rio Irvi-Piscinas e nel rio Naracauli, altro corso d’acqua fuoriuscente dall’omonimo cantiere. «Adesso che tutte le parti interessate, a cui avevamo segnalato il forte inquinamento prodotto dalle miniere dismesse – afferma Stefano Deliperi, portavoce del Gruppo d’intervento giuridico –, sanno auspichiamo rapidi interventi per la bonifica ambientale di corsi d’acqua, litorale e dune interessate da un inquinamento tanto duraturo quanto frutto di lassismo e incuria. Chiediamo azioni finalizzate al risarcimento del danno ambientale e all’accertamento delle responsabilità». Un’azione in tal senso era stata avviata lo scorso marzo dal sindaco di Arbus, Francesco Atzori, nei confronti dell’Igea, erede delle pertinenze minerarie ex Sim passate alla Regione. «Non siamo più disposti a tollerare questa situazione di inquinamento – aveva tuonato il primo cittadino –, chi di competenza (Igea) ha il dovere e l’obbligo di risolvere il problema».

    E ora l’Igea deve avviare il piano di risanamento. (Luciano Onnis) (http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20120912082637.pdf)

    Le ferite prodotte dalle acque minerarie a Piscinas sono state lasciate aperte nel tempo da amministrazioni comunali distratte e incuranti. Recentemente (e finalmente), il sindaco in carica ha convocato d’imperio una conferenza di servizio con Provincia, Asl 6 e ovviamente Igea, che ha in cassa un bel milioncino di euro per avviare il risanamento del rio Irvi e depurare le acque che escono da Pozzo Fais. L’Igea ha garantito, con il suo presidente Battista Zurru, che presto comincerà, a monte, la cura per guarire le ferite causate dal fiume dei veleni che sfregiano Piscinas. Sarà così?

  8. settembre 20, 2012 alle 9:51 am

    PREMESSO CHE

    il litorale di Arbus appartiene al demanio marittimo (artt. 822 e ss. cod. civ.), mentre il corso del Rio Piscinas-Irvi è classificato “acqua pubblica” (regio decreto n. 1775/1933 e s.m.i.; legge n. 36/1994 e s.m.i.; decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.). Nell’area sono situati alcuni siti di archeologia mineraria (Ingurtosu, Naracauli, Piscinas), rientranti nel Parco geominerario, storico, ambientale della Sardegna (legge n. 388/2000, D.M. Ambiente 16 ottobre 2001). La fascia dei mt. 300 dalla battigia marina, le sponde fluviali e gli ambienti dunali sono tutelati con specifico vincolo di conservazione integrale (legge regionale n. 23/1993). L’area è, inoltre, destinata a riserva naturale regionale “Monte Arcuentu – Rio Piscinas” (legge regionale n. 31/1989) ed è interamente classificata quale sito di importanza comunitaria (S.I.C.) “Monte Arcuentu e Rio Piscinas” (direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali).

    RICHIAMATA

    l’ordinanza del Sindaco di Arbus n. 3068 del 26 gennaio 1998 (vedasi allegato A), con la quale si ordinò alla Soc. SIM – Società Italiana Miniere (ora IGEA S.p.a.) con sede a Iglesias in località “Monte Agruxiau”, «l’adozione di tutti gli interventi atti ad impedire l’ulteriore immissione di acque dal pozzo minerario dismesso denominato “Casargiu” al rio Irvi-Piscinas ed al successivo intervento di bonifica del letto del fiume».
    Sull’ordinanza la SIM – Società Italiana Miniere sollevò un ricorso dinanzi al Tribunale superiore delle acque pubbliche. Il ricorso fu rigettato nel 1998 (vedasi allegato B) nella parte in cui imponeva alla SIM SpA di adottare tutti gli interventi atti ad impedire l’emissione di acque dal pozzo minerario al rio Irvi, mentre il Giudice Delegato ritenne di sospendere il disposto dell’ordinanza, laddove ingiungeva di intraprendere gli interventi di bonifica da effettuarsi sui letto del fiume. II ricorso è stato poi totalmente respinto dalla sentenza n°122/2001 del 6 dicembre 2001 (vedasi allegato C). A quanto risulta, gli interventi sono tuttora ineseguiti.

    VISTA

    La legge regionale n. 4/2000, con la quale, «per risolvere il problema del grave inquinamento ambientale» venne finanziato, con un importo di euro 981.268,11, uno specifico impianto di trattamento delle acque.
    L’art.17 della l.r. 4/2000, intitolato “Interventi di risanamento ambientale” e avente il fine di «fronteggiare i fenomeni di inquinamento del sottosuolo, del suolo, dell’aria, dell’acqua, anche attraverso interventi specifici di recupero e valorizzazione ambientale» autorizzava per l’anno 2000 la spesa di lire 15.000.000.000, destinata prioritariamente a specifici interventi straordinari: lire 7.000.000.000 per risanare i fenomeni di inquinamento in atto nell’area industriale di Porto Torres e nel Golfo dell’Asinara; «quanto a lire 2.660.000.000 per fronteggiare le gravi emergenze ambientali presenti nelle aree del Parco geominerario storico ambientale della Sardegna riconosciuto dall’UNESCO; quanto a lire 2.660.000.000 per fronteggiare le gravi emergenze ambientali presenti nelle aree ex minerarie di Montevecchio e Ingurtosu; quanto a lire 2.660.000.000 per il recupero dei siti degradati nella Sardegna centrale con particolare riferimento all’area industriale di Ottana».
    Il comma 3 del medesimo articolo stabiliva che gli stanziamenti fossero disposti «in favore delle amministrazioni provinciali che operano con il concorso dei Comuni e dei Consorzi industriali interessati sulla basi di un piano di ripartizione ed intervento approvato dalla Giunta regionale sentito il parere della competente Commissione consiliare».
    Il comma 4, invece, stabiliva che «relativamente agli interventi di cui al presente articolo le Amministrazioni provinciali», fossero tenute, qualora avessero individuato «responsabilità ambientali ai sensi delle vigenti norme di legge, a richiedere il risarcimento delle spese sostenute per gli stessi interventi». I proventi provenienti da tale previsione sarebbero dovute essere destinate, dalle stesse Province, all’ulteriore «adeguamento degli strumenti di controllo, monitoraggio e prevenzione della qualità dell’aria, delle acque e dei suoli».

    RICORDATA

    La lettera del 2 maggio 2007 dell’Assessore all’Ambiente e Tutela del Territorio della Provincia del Medio Campidano al Presidente della Regione Sardegna, nella quale si rese noto che il 18 aprile 2007 il dirigente dell’Assessorato all’Ambiente del Medio Campidano consegnò i lavori di realizzazione dell’impianto di trattamento della acque inquinate da metalli pesanti che fuoriescono dal pozzo di Casargiu in Comune di Arbus e che si riversano sulla spiaggia di Piscinas. Nella lettera si esprimeva «il timore, condiviso dall’Amministrazione Provinciale e da quella Comunale, visto l’iter procedurale pregresso, che tra sei mesi quando verranno ultimate le opere e spesi i 981.268,11 € non vi siano le risorse necessarie all’avvio dell’impianto, non essendo stato peraltro nemmeno individuato il soggetto titolato a farlo».
    Nella lettera in questione si richiese «di considerare prioritariamente lo stanziamento, immediato e con carattere pluriennale, degli oneri di gestione dell’impianto stimati in circa 400.000 euro all’anno, e la previsione delle risorse per interventi di completamento dell’opera finalizzati al miglioramento della stessa e ad una maggiore affidabilità di funzionamento».
    La lettera si concludeva esternando la disponibilità dell’Amministrazione ad assumere la gestione dell’impianto suddetto.

    RICORDATA INOLTRE
    la lettera inviata in data 3 luglio 2007 dall’Assessore all’Ambiente e Tutela del Territorio della Provincia del Medio Campidano al Presidente della Regione Sardegna, in cui si rimarcò «l’urgenza estrema di un intervento concordato con la Regione per la problematica inerente la realizzazione dell’impianto di trattamento della acque inquinate da metalli pesanti che fuoriescono dal pozzo di Casargiu in Comune di Arbus e che si riversano sulla spiaggia di Piscinas».
    Nella lettera si richiese di «fissare quanto prima un incontro tecnico tra tutti i soggetti interessati per evitare che un finanziamento di oltre 980.000 € si concluda con la realizzazione di un’opera che non si può avviare»

    VISTA
    la lettera del Sindaco di Arbus del 27 marzo 2012 (allegato D) in cui, «constatato che a tutt’oggi persiste lo sversamento delle acque inquinate da metalli pesanti che fuoriescono dal pozzo minerario sito in loc. Casargiu, acque che si riversano nella spiaggia di Piscinas», si chiese «quali siano i motivi che impediscono tuttora I’avviamento dell’impianto di trattamento delle acque inquinanti, realizzato dalla Provincia nel corso del 2007 con la quale si è chiesto al Presidente della Provincia del Medio Campidano e all’Assessore Regionale all’Ambiente».

    APPRESO CHE

    in data 23 agosto 2012 l’A.R.P.A.S. – Dipartimento di Cagliari ha comunicato (nota n. 22369) i risultati delle analisi effettuate nel corso d’acqua del Rio Irvi – Piscinas, e nel mare prospiciente la foce. Le analisi sono state effettuate in seguito alla specifica richiesta di informazioni a carattere ambientale e adozione degli opportuni interventi fatta dall’associazione Gruppo di Intervento Giuridico, associazione la cui attività «è improntata all’utilizzo dello “strumento diritto” per difendere il territorio e le sue valenze ambientali, naturalistiche, paesaggistiche, archeologiche, storiche e culturali», e da cui derivano parte delle informazioni oggetto della presente interrogazione.
    L’ARPAS ha comunicato di aver effettuato i campionamenti «delle acque provenienti dalla galleria mineraria presente in località Casargiu (Pozzo Fais), delle acque provenienti dalla seconda galleria situata nel promontorio che ospita la miniera di Casargiu” e “n. 3 prelievi di acqua di mare prospiciente la foce del Rio Piscinas».
    Inoltre l’A.R.P.A.S. – Dipartimento di Cagliari effettua mensilmente controlli per la salvaguardia della salute pubblica (decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i. e D.M. n. 260/2010).
    Nei tre campioni di acqua di mare è stato «riscontrato un contenuto di Cadmio superiore allo standard di qualità previsto dal D.M. 260/2010», cioè da 1 μg/l a 4 μg/l. Oltretutto, «nei due campioni di acqua proveniente dalle gallerie è stata riscontrata la presenza di metalli pesanti»: Ferro fino a 223900 μg/l, Manganese fino a 56960 μg/l, Zinco fino a 680500 μg/l, Cobalto fino a 1450 μg/l, Nichel fino a 2375 μg/l, Arsenico fino a 90 μg/l,Cadmio fino a 1100 μg/l e così via. Elevati tenori di metalli pesanti sono stati riscontrati inoltre nei campionamenti mensili 2011-2012 nel Rio Piscinas (soprattutto Cadmio, Rame, Nichel, Piombo, Zinco) e nel Rio di Naracauli (soprattutto Cadmio, Zinco).

    FATTE TUTTE QUESTE PREMESSE
    IL SOTTOSCRITTO CONSIGLIERE PROVINCIALE
    INTERROGA LA GIUNTA

    Per sapere:
    -se le informazioni ivi contenute siano esatte e se la Giunta dispone di ulteriori informazioni meritevoli di essere portate a conoscenza del Consiglio;
    -se sia stato effettivamente realizzato l’impianto di trattamento delle acque finanziato dall’art. 17 della legge regionale 4/2000, se esso sia mai entrato in funzione e, in caso contrario, quali siano i motivi che ne impediscono il funzionamento;
    -quali azioni la Giunta ha intrapreso o intende intraprendere per far si che l’area oggetto della presente interrogazione sia finalmente bonificata e salvaguardata.

    Il Consigliere Provinciale
    Andrea Mura

    Interrogazione protocollata il 14/09/2012

    • novembre 28, 2012 alle 2:55 pm

      il consigliere provinciale Andrea Mura segnala che, a tutt’oggi, non sono pervenute risposte, in particolare riguardo l’operatività e l’efficienza dell’impianto di depurazione.

      Vds. https://www.facebook.com/notes/notizie-dal-consiglio-provinciale-del-medio-campidano-by-andrea-mura/interrogazione-sulla-bonifica-di-rio-irvi-piscinas/387236821346778

    • dicembre 21, 2012 alle 5:01 pm

      riceviamo dal consigliere provinciale Andrea Mura e pubblichiamo volentieri.

      Dopo ben 90 gg (invece che dei 30 gg regolamentari), dopo vari solleciti, dopo che stava per partire la segnalazione all’Assessorato degli Enti Locali, l’Assessore De Fanti si è finalmente degnato di rispondere all’interrogazione sulla bonifica del Rio Irvi-Piscinas.
      L’Assessore ha rivelato che l’impianto di trattamento delle acque che si immettevano nel Rio Irvi fuoriuscenti dalla galleria Fais nella miniera di Casargiu ubicato nel Comune di Arbus, venne finanziato a favore della Provincia di Cagliari, delegata quindi alla realizzazione dell’opera, la quale a seguito della specifica delega regionale, ha portato avanti il procedimento necessario per la realizzazione dell’opera”.
      “Tali lavori sono stati portati avanti dalla stessa Provincia di Cagliari, con la sola Direzione Lavori svolta da tecnici di questo ente, e con il controllo continuo dell’ufficio del Commissario delegato per l’emergenza ambientale delle Aree minerarie del Sulcis Iglesiente e del Guspinese”.
      Quindi la Provincia del Medio Campidano, stando a quanto scritto dall’Assessore, ha partecipato solamente alla direzione lavori.
      “I lavori sono stati ultimati e sono state eseguite molteplici prove di funzionamento con conseguente emissione di certificato di collaudo finale delle opere che comunque ha sancito l’insufficienza di quanto realizzato rispetto allo scopo prefissato, e ciò soprattutto in termini di portata da trattare”
      Insomma, si è fatto un impianto e poi ci si è resi conto che non bastava allo scopo.
      “A seguito di numerose visite l’intero impianto è stato riconsegnato alla società IGEA, già concessionaria delle aree”.
      “Con delibera della Giunta Regionale 44/16 del 31/10/2007 veniva finanziato € 1.000.000 a IGEA Spa per la realizzazione di un modulo per il trattamento dei fanghi e per la gestione sperimentale dell’impianto di trattamento delle acque. Di detto finanziamento da notizie apprese indirettamente l’IGEA a tutt’oggi ha in essere una ipotesi di utilizzo di un trattamento di tipo innovativo con il coinvolgimento di una società estera.
      Infine l’Ass. precisa che “tutta l’area è sottoposta a Commissariamento con poteri in capo al Commissario delegato per l’emergenza ambientale delle aree minerarie del Sulcis Iglesiente e Guspinese nella figura del Presidente della Giunta regionale”.
      Andrea Mura

  9. ottobre 14, 2012 alle 5:15 pm

    Reblogged this on Fabio Argiolas.

  10. dicembre 5, 2012 alle 2:49 pm

    e nessuno se n’è accorto?

    da L’Unione Sarda, 5 dicembre 2012
    Arbus. Zona di Piscinas. «Sono sparite due dune dalla spiaggia»: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_146_20121205083750.pdf

  11. giugno 13, 2013 alle 2:55 pm

    da La Nuova Sardegna, 13 giugno 2013
    Sulla costa di Arbus non sventolano più le “Cinque vele”.
    Da qualche anno le spiagge del litorale vengono ignorate Inquinamento dal Rio Irvi e soprattutto mancanza di servizi. (Luciano Onnis)

    ARBUS. C’erano una volta bandiere blu e cinque vele a suggellare con il marchio “dop” le già certificate preziosità naturalistiche e marine del litorale arburese. Altri tempi, e neppure molto lontani. Ma ormai da qualche anno nessuno pianta più bandierine e veleggia per questi mari: Piscinas, Scivu e Torre dei Corsari, tanto per citare le perle maggiori e rinomate, sono sistematicamente escluse dai riconoscimenti ufficiali da parte di più o meno certificati enti e organismi turistico-ambientalisti auto autorizzatisi al rilascio di vele e bandierine. Però, è anche vero che se la costa di Arbus e le sue località più rappresentative non rientrano nelle strategie promozionali della Fee (Fondazione per l’educazione ambientale), che pianta le “Bandiere Blu” sui litorali, e di Legambiente e Touring che mettono in acqua le barchette a cinque vele – dove naturalmente ritengono loro – il mare è più pulito e incontaminato, altrettanto vero è che Arbus non fa molto per meritarsi gli ambìti riconoscimenti. O perlomeno, non è capace di meritarseli. Un esempio vale per tutti: Piscinas, località rinomata a livello internazionale per la sua selvaggia bellezza e per le sue dune di candida sabbia alte anche 50 metri ed estese verso l’interno per oltre un chilometro, paga il dazio per quel vergognoso sfregio che è lo sversamento in mare del Rio Irvi, il “fiume rosso” proveniente dai cantieri minerari dismessi di Casargiu, sette chilometri a monte dalla costa, fra Ingurtosu e Montevecchio. Il risultato, purtroppo, è che le sue acque cariche di cadmio, arsenico, piombo e altri metalli pesanti non possono superare i vari test di laboratorio sulla loro limpidezza e incontaminazione che vengono effettuati periodicamente per conto di chi poi rilascia bandierine e vele. Un piccolo scorcio dello sconfinato spiaggione di Piscinas è attraversato da questo fiumiciattolo della vergogna e l’antistante tratto di mare riceve le acque reflue delle vecchie miniere. Niente di pericoloso per la salute dei bagnanti (così dicono gli addetti ai controlli sanitari), ma lo sfregio rimane. Ma va comunque chiarito che il solo “fiume rosso” non è la causa del far rotta delle cinque vele verso altri lidi e delle bandierine blu ammainate: ci sono da mettere nel conto anche i servizi ai bagnanti che stanno venendo progressivamente a mancare, spingendo di fatto villeggianti e turisti verso altri lidi più attrezzati. Insomma, qualche mea culpa non guasterebbe.

    ——————————–

    Quel depuratore che esiste solo sulla carta.

    La storia è vecchia, fin’ora senza fine. Il Rio Irvi inquina lo scrigno naturalistico di Piscinas sotto l’indifferenza più o meno generale. È così da quando sono state chiuse le miniere, nel 1992. Provincia di Cagliari prima e del Medio Campidano poi, Comune di Arbus e infine Igea. È tutto uno scaricabarile di attribuzioni e responsabilità che non mette d’accordo nessuno. Perché nessuno si vuole mettere d’accordo. Il maggiore imputato è l’Igea: ha un sacco di soldi (importi milionari) dati dalla Regione per realizzare a Casargiu il depuratore a bocca di miniera, di cui non si vede traccia.

  12. gennaio 19, 2016 alle 2:47 pm

    ancora non è cambiato nulla.

    da La Nuova Sardegna, 18 gennaio 2016
    Arbus, un fiume di veleni scorre vicino alle dune di Piscinas.
    Si aggrava la situazione del rio Irvi: il suo carico di inquinamento mette a rischio l’eden naturalistico. (Luciano Onnis): http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2016/01/18/news/arbus-un-fiume-di-veleni-vicino-alle-dune-di-piscinas-1.12797966

  13. febbraio 29, 2016 alle 2:43 pm

    da L’Unione Sarda, 29 febbraio 2016
    Arbus, il fiume dei veleni: i fanghi al cadmio scorrono fino a Piscinas. (Enrico Fresu): http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/02/29/arbus_il_fiume_dei_veleni_i_fanghi_al_cadmio_scorrono_fino_a_pisc-68-473446.html

    _________________________________________________

    da La Nuova Sardegna, 29 febbraio 2016
    A Piscinas eterno fiume di veleni.
    L’ad di Igea: inevitabile l’inquinamento dalla miniera, impossibile da risanare. L’esperto: non è vero. (Luciano Onnis): http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2016/02/29/news/a-piscinas-eterno-fiume-di-veleni-1.13042109?ref=hfnscaer-3

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