Home > "altri" animali, biodiversità, caccia, difesa del territorio, paesaggio, parchi naturali, società, sostenibilità ambientale > Biologo sbugiarda Federcaccia – Padova, al resto ci pensa il GrIG.

Biologo sbugiarda Federcaccia – Padova, al resto ci pensa il GrIG.


Isola della Cona (foce dell'Isonzo), Volpe e Nutria (foto Luca Iancer)

Isola della Cona (foce dell’Isonzo), Volpe e Nutria (foto Luca Iancer)

“Le nutrie si moltiplicano e le volpi non le cacciano” e ancora “La foto apparsa sui quotidiani è quasi certamente un fotomontaggio”[1]. Così Oscar Stella, presidente di Federcaccia Padova, in una lettera pubblicata su Il Mattino di Padova del 31 gennaio 2016[2].

Ebbene, dopo la ripassata della Dott.ssa Carlotta Fassina[3] – laureata in Scienze Naturali – per Stella arriva anche l’umiliazione del Biologo Davide Asnicar, dell’Università di Padova:

«Che la Volpe sia un predatore della Nutria – asserisce Asnicar – è un fatto suffragato dalla Letteratura scientifica. Mi è bastato fare due ricerche sulle banche dati a disposizione dei ricercatori ed ecco saltar fuori due pubblicazioni scientifiche a questo proposito: uno studio italiano del 2016 pubblicato sulla rivista “Journal of Wildlife Diseases” e uno francese del 2013 pubblicato su “Veterinary Parasitology”. Entrambi gli articoli parlano di parassiti, in questo caso protozoi e batteri, che vivono a spese della Nutria (Myocastor coypus), ma anche della Volpe (Vulpes vulpes). In Biologia diciamo che Nutria e Volpe sono gli organismi ospiti di questi parassiti, e cioè hanno questi parassiti. Il motivo per cui sia la Nutria che la Volpe sono infestati da certi protozoi, come il cestode Echinococcus multilocularis o il Toxoplasma gondii, ad esempio, si spiega proprio con la predazione della Nutria da parte della Volpe (Umhang et al., 2013)[4]: la Volpe si infesta mangiando la Nutria. In pratica i protozoi vengono passati attraverso la dieta di questi animali. I parassiti utilizzano la nutria e altri organismi come ospiti intermedi, la volpe come ospite definitivo. È un fatto frequente in natura che riguarda moltissimi animali. Non solo, nello studio italiano (Zanzani et al., 2015)[5], si legge espressamente: “The most common causes of death for juvenile coypu in Europe are trapping, shooting, and predation by foxes (Vulpes vulpes)”. Insomma, la Volpe è un predatore della Nutria, senza ombra di dubbio, come testimoniato anche da diverse fotografie e video che ritraggono la volpe con cuccioli di nutria tra le fauci.» 

Isola della Cona (foce dell'Isonzo), Volpe e Nutria (foto Luca Iancer)

Isola della Cona (foce dell’Isonzo), Volpe e Nutria (foto Luca Iancer)

E così, dopo la figuraccia di Oscar Stella e di Federcaccia, affondati da una naturalista e da un biologo, passiamo all’ “elezione” (per così dire) di Stella nel Consiglio dell’Ente Parco naturale regionale dei Colli Euganei.

Vediamo come è andata…

Oscar Stella è stato eletto solamente dal Presidente del Consiglio regionale, Roberto Ciambetti (Liga Veneta – Lega Nord), su proposta della minoranza tosiana (“Lista Tosi per il Veneto” o “Il Veneto del fare – Flavio Tosi”, tanto per capirci). Ciò è avvenuto nonostante le molte candidature e curricula presentati, da parte anche di persone istruite e di non cacciatori.

Ma da dove salta fuori l’Oscar? E perché è stato proposto dai tosiani?

Per capirlo, è sufficiente guardare l’organigramma di Federcaccia Veneto[6].

Il Presidente di Federcaccia Veneto è…(rullo di tamburi)…Flavio Tosi! Olè!

Il Vicepresidente di Federcaccia Veneto è…(rullo di tamburi)…Oscar Stella! Olè!

Il Presidente di Federcaccia Padova è…sempre Oscar Stella!

Dunque nessuna meritocrazia, come si pavoneggia Stella sul mattino del 22 feb. ’16[7] , ma spartizione politica bell’e buona!

Isola della Cona (foce dell'Isonzo), Volpe e Nutria (foto Luca Iancer)

Isola della Cona (foce dell’Isonzo), Volpe e Nutria (foto Luca Iancer)

Chi sarà allora il Vicepresidente di Federcaccia Padova?[8] Riccardo Masin! E chi è Riccardo Masin? Il Sindaco di Galzignano Terme[9], Comune del Parco Regionale dei Colli Euganei!

[Ecco spiegato perché Stella, sul mattino del 22 feb. ’16,[10] riferisce di aver organizzato un evento, proprio a Galzignano Terme, assieme ad “Ekoclub International”. Ekoclub International, così come la “Fondazione per la cultura rurale” di Maria Cristina Caretta e di Sergio Berlato, sono il braccio disarmato dei cacciatori. Onlus che si dichiarano “ambientaliste”[11] (leggere per credere) attraverso le quali i cacciatori entrano in possesso delle migliori oasi e riserve naturali, come il Bosco di Dueville-Sorgenti del Bacchiglione in provincia di Vicenza (in mano alla Fondazione per la cultura rurale) e l’Oasi di Valle Canneviè-Porticino nel Parco del Delta del Po (in mano a Ekoclub International). Nessuno sa poi cosa accada dentro queste “aree naturali protette”.]

E chi fa parte del Consiglio dell’Ente Parco Colli Euganei… se non i sindaci dei comuni ricadenti nel comprensorio euganeo?[12]

E chi fa parte del Comitato Esecutivo dell’Ente Parco Colli Euganei, se non Riccardo Masin, Sindaco di Galzignano Terme e Vicepresidente di Federcaccia Padova, Assessore con delega (tenetevi forte) a “Lotta ai cinghiali e agli animali nocivi al territorio”?[13]

Volpe che ha predato una Nutria (foto Aldo Tonelli)

Volpe che ha predato una Nutria (foto Aldo Tonelli)

Standing ovation!!

L’epilogo della storia è che il Parco Regionale dei Colli Euganei, così come la “lotta ai cinghiali”, è in mano a Federcaccia. Cioè la categoria dei cacciatori, responsabile dell’immissione abusiva dei cinghiali sui Colli Euganei negli anni ‘90, coloro i quali hanno tutto l’interesse a perpetuare la presenza dei Cinghiali sui Colli, così da poter sfogare la propria passione sanguinaria In saecula saeculorum, sono gli stessi che poi hanno in mano le redini del Parco Naturale dei Colli Euganei e gli stessi ad avere il potere decisionale di approvare o di affossare progetti incruenti di controllo della fertilità di Cinghiali e Daini sui Colli Euganei.[14]

Gli unici progetti sensati, efficaci, scientifici, etici, conformi ad un Parco Naturale protetto, che protetto non è più[15][16].

Un anno fa dicevamo “Fuori i cacciatori dal Parco naturale dei Colli Euganei![17]

Adesso diciamo: fuori i cacciatori dall’Ente Parco Colli Euganei!

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus – Veneto                              Coordinamento Protezionista Padovano

 

___________________________________________________________________

[1] http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2016/01/07/news/caccia-alla-volpe-colpevole-errore-1.12735789

[2] http://ricerca.gelocal.it/mattinopadova/archivio/mattinodipadova/2016/01/31/padova-le-nutrie-si-moltiplicano-e-le-volpi-non-le-cacciano-22.html

[3] http://ricerca.gelocal.it/mattinopadova/archivio/mattinodipadova/2016/02/04/padova-document2-20.html

[4] Umhanga G., Richommea C., Bouchera J-M., Guedonb G., Boué F., 2013, Nutrias and muskrats as bioindicators for the presence of Echinococcus multilocularis in new endemic areas, Vet. Parasitol. 197: 283– 287

[5] Zanzani S.A., Di Cerbo A., Gazzonis A.L., Epis S., Invernizzi A.,Tagliabue S., Manfredi M.T., 2016. Parasitic and bacterial Infections of Myocastor coypus in a metropolitan area of northwestern Italy, J. Wildl. Dis. 52:126-130

[6] http://www.federcaccia.org/regione_struttura.php

[7] http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2016/02/22/news/oscar-stella-ribatte-la-mia-scelta-sara-un-valore-aggiunto-1.13004314

[8] http://www.federcacciapadova.it/organigramma.asp

[9] http://www.galzignanoterme.org/zf/index.php/trasparenza/index/index/categoria/79

[10] http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2016/02/22/news/oscar-stella-ribatte-la-mia-scelta-sara-un-valore-aggiunto-1.13004314

[11] http://www.ekoclub.it/?page_id=2

[12] http://www.parcocollieuganei.com/index.php/it/home-page/organi

[13] http://www.parcocollieuganei.com/index.php/it/home-page/organi

[14] https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2015/05/26/cinghiali-in-aumento-in-tutta-europa-la-figuraccia-dei-colli-euganei-di-fronte-alla-scienza/

[15] https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2015/02/21/cinghiali-dei-colli-euganei-la-grande-ingiustizia/

[16] https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2014/08/19/annullato-8-trofeo-colli-euganei-25-anni-dopo-i-cacciatori-accettino-il-parco-protetto/

[17] https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2014/12/03/fuori-i-cacciatori-dal-parco-naturale-dei-colli-euganei/

 

Cinghiale (Sus scrofa)

Cinghiale (Sus scrofa)

 

Il Mattino di Padova, 26 febbraio 2016

Il Mattino di Padova, 26 febbraio 2016

(foto Aldo Tonelli, Luca Iancer, A.A., archivio GrIG)

Annunci
  1. M.A.
    marzo 1, 2016 alle 9:03 pm

    Domanda diretta: secondo voi l’uomo ha il diritto e il ruolo di controllare gli animali con la predazione al fine di gestire una determinata popolazione animale ? Il vero problema etico-ecologico ruota solo su questo.
    La volpe si sa (anche se ormai non è più scontato nella società attuale) si nutre di piccoli roditori. Si dovrebbe sapere anche che la Nutria (un roditore!) sia una specie alloctona in Eura.
    Se 1+1=2 , quindi se la volpe mangia un roditore e se la Nutria è un roditore, perché la volpe non dovrebbe cacciare e mangiare la Nutria? Infatti, udite udite, le volpi cacciano e mangiano le nutrie! 😀
    E quindi? La volpe è un animale nato ed evoluto per cacciare i roditori presenti nel nostro ecosistema quindi non l .nutrie. Le prede per antonomasia della volpe sono ratti, conigli, e lepri. Tutti gli altri sono occasionali ivi compresa la Nutria. La volpe, pur cacciando le nutrie, non è nata biologicamente per cacciare un roditore d’acqua. La volpe non caccia in apnea, non nuota per cacciare, ma preda la Nutria solo quando questa è fuori dall’acqua. Inoltre la Nutria a differenza degli altri roditori ha i mezzi (due incisivi importanti) per difendersi, perciò non tutte le occasionali predazioni terminano con un successo.
    È capitato anche a me di trovare scheletri di Nutria in alta collina, lontano dai canali e quasi certamente ce l’ha portato la volpe. È vero che la volpe caccia la nutria, ma solo in determinate condizioni. Certamente non nell’habitat della Nutria ossia nell acqua in mezzo ai canali.
    In conclusione il fatto che sia dimostrato che la volpe possieda gli stessi batteri e protozoi tipici della nutria, giustificabile con il fatto che se ne cibi, non dimostra che sia in grado di controllarne da sola la popolazione.
    Se la volpe dovesse scegliere tra bagnarsi la pelliccia per una Nutria in grado di difendersi e di nuotare o tentarsi un topolino o un coniglio al pascolo oppure il pollo nel pollaio, non è stupida. Se la Nutria si dovesse trovare lontana dal canale magari in cerca di cibo, o in cerva di altri canali e se la volpe incontra la nutria allora si potrebbe innescare il meccanismo predatorio.
    Sappiate che gli animali sono programmati al risparmio energetico o meglio è inutile per loro (incosciamente lo sanno) cibarsi di una Nutria il cui apporto calorico è inferiore alle calorie consumate nella predazione e per tanto il loro istinto gli dirotta su altre prede. Stesso motivo per il quale un branco di lupi (se possono scegliere), quando nel loro habitat si trovano a disposizione il bestiame oltre alla fauna, prediligono il vitello o il cavallo al cinghiale che mena o al cervo che parte 100 km/h. Risparmio energetico, meno fatica, alta disponibilità di cibo, meno pericolo di lesioni durante la predazione.
    L’uomo (o meglio il cacciatore) in Natura serve!

    • marzo 1, 2016 alle 9:48 pm

      la Volpe caccia la Nutria sì o no? Si. Il resto è gazzosa, con tutto il rispetto 😉

      • M.A.
        marzo 1, 2016 alle 9:59 pm

        La gazzosa è la vostra che per ovvi motivi scientifici fa si che la predazione occasionale delle volpi non incide in nessun modo sulla popolazione delle nutrie. 😉
        Riscaldando l’acqua si ottiene l’acqua calda! 😀
        la volpe preda roditori -> la Nutria è un roditore -> la volpe preda la Nutria. Le volpi sono evolute per cacciare roditori sulla terra non in acqua.
        Quindi il fatto che la volpe possa nutrirsi con la Nutria è vero ma avviene in maniera occasionale, ossia quando questa si trova fuori dall’acqua.
        Quanto incide la predazione di una nutria “una a tantum” su una consistente popolazione di nutrie? Zero! 🙂

      • marzo 1, 2016 alle 10:04 pm

        ma hai letto l’articolo o parli solo per sentire la tua voce?
        L’articolo parla del presidente padovano di Federcaccia che ha negato che le Volpi ‘chiappino le Nutrie.
        Ed è stato smentito. Tu stesso lo smentisci. Poi puoi far pure tutte le elucubrazioni che vuoi, ma non c’entra nulla con l’oggetto dell’articolo.
        E’ semplice 😀

    • Terrae
      marzo 2, 2016 alle 12:00 pm

      Facendo il tuo ragionamento, perché l’Uomo dovrebbe cacciare animali selvatici, quando può tranquillamente entrare in una macelleria di fiducia e farsi dare ciò he più gli aggrada scegliendo tra un vasto assortimento di carni? Peraltro risparmiando energie fisiche ed economiche per attrezzatura e annessi e connessi … e persino guadagnando più tempo da dedicare a moglie, figli e amici.

      Mi permetto di anticipare una tua eventuale risposta considerando il “divertente piacere” della caccia, della cacciagione, e dei banchetti coi compagni di battuta.

      Resta comunque che la volpe caccia la nutria, e la caccia proprio in virtù dell’abbondanza di prede.

      Penso che il problema nutrie sarebbe meno importante se si smettesse di perseguitare un (bellissimo) animale come è la volpe.

      Per il surplus e le emergenze, lo detto in altri post, preferisco l’intervento delle guardie forestali a quello dei cacciatori.

      Caro M.A., lo dico senz’astio: il cacciatore (inteso come soggetto praticante la caccia ludica) in natura NON SERVE, ma indubbiamente SI SERVE, arrogandosi il diritto di spegnere altre vite per mero divertimento.

      E perdonami se trovo la cosa semplicemente immorale. Se poi ci si mette anche la malafede di cricche di volponi … ecco quelli andrebbero abbattuti (a colpi di sentenze in tribunale).

      Buona caccia.

      • M.A.
        marzo 2, 2016 alle 1:38 pm

        Scusa Terrae, ma il “divertente piacere” rientra nella sfera socio-culturale ed etologica della caccia (intesa come predazione dell’uomo). Dal punto di vista ecologico l’uomo ha la sua funzione nell’ambiente naturale ed essendo all’apice della catena alimentare ha il diritto-dovere e indirettamente tenere sotto controllo una specie faunistica. So che ormai oggi giorno il “diritto naturale” sta per essere sovvertito…le attuali tendenze, ahimè lo dimostrano. Cmq, sta di fatto che il cacciatore quando la sua attività viene normata e inserita all’interno di una realtà ambientale complessa, svolge attivamente e positivamente il suo ruolo. La fallimentare gestione delle aree protette con surplus di ungulati (di ogni tipo) e arrangiamenti con introduzione di predatori (lupo) che entra in contrasta con le attività antropcosi (allevamento) lo dimostra. Per anni il tentativo di chi si adopera nella sfera ecologica è di esiliare l’uomo furori dal contesto naturale in quanto ritenuto dannoso e far si che una natura ormai malata guarisca da sola. A mio avviso bisogna rivalutare tante cose…siamo stati e saremo il cancro di questo Pianeta ma ricorda siamo anche l’unica medicina.
        Per quanto riguarda un intervento delle guardie forestali, non cambierebbe nulla concettualmente perché è sempre “caccia” ossia agenti che praticano un prelievo e spesso anche con un “divertente piacere” (sono sempre uomini) e chissà magari a fine giornata lavorativa fanno emergere fuori anche l’aspetto socio-culturale ed etologico della predazione.
        Cmq non preoccuparti, le future generazioni di cacciatori saranno super specializzati ed informati in materia ambientale e chissà..magari stipendiati! 😉

      • Terrae
        marzo 2, 2016 alle 3:52 pm

        Ciccia che strafalcione!

        Leggasi:
        “Per il surplus e le emergenze, L’HO detto in altri post, ….”.

        Chiedo scusa.

        Per la vergogna, ho già indossato il cilicio sotto il saio e sparso cenere in capo. Giuro!

  2. M.A.
    marzo 2, 2016 alle 1:08 am

    Che c’entra? Io, seppur cacciatore, mica sono l’avvocato perso della Federcaccia! 🙂 Penso che sia stata male interpretata e che la pensi come me.
    La volpe seppur “occasionalmente” preda le nutrie in quanto roditori, non effettua un controllo importante sulla popolazione delle nutrie tale da ridimensionarla, poiché biologicamente si è evoluta per predare roditori sulla terra e non in acqua e predilige cacciare gli animali per cui la natura l’ha programmata (lepri, conigli, ratti etc).

    • marzo 2, 2016 alle 6:42 am

      la Volpe preda chi viene “offerto” dall’ambiente in cui vive, é un predatore “versatile”, preda anche i rifiuti, se non trova altro. Nel Nord Est comunque preda le Nutrie spesso e volentieri, come riscontrato. E contribuisce a contenerne il numero. É innegabile, tranne che per quel genio della Federcaccia padovana 😉

  3. max
    marzo 2, 2016 alle 7:18 am

    SENZA TANTE PIPPE ALLE VOLPI NON SI DEVE SPARARE; ANCHE QUI’ CHI HA ANIMALI DA PIUME E’ SUFFICENTE CHE TENGA UN METICCIO ” DI CARATTERE”TIPO QUALUNQUE TIPO DI TERRIER O ANCHE PITTBUL. I CACCIATORI SI ISCRIVANO AI CORSI DI GUERRA SIMULATA.
    COSA DIVERSA X LE NUTRIE CHE ESSENDO ANIMALI ” NOCIVI”( ANCHE L’UOMO LO E’) MA COMMESTIBILI OK SPARARE LORO X MANGIARLE.
    LE SOLUZIONI SONO SOTTO GLI OCCHI.

  4. marzo 2, 2016 alle 11:08 pm

    Oh però le foto sono belle 😀

  5. Alessandro Nonnoi
    marzo 3, 2016 alle 1:13 am

    Facciamo un pò di chiarezza fra disquisizioni da pipaioli. Prima di tutto Il signor M.A. che con le sue ipotesi, ripeto ipotesi, scambia aglio per cipolla; ovvero roditori con nicchie o habitat con areale etc. La volpe è una specie euriecia (non è legata ad un habitat particolare) ma si adatta a seconda delle condizioni ambientali in cui circola. La volpe a causa della semplificazione degli habitat e della conseguente carenza di cibo, da parte della componente antropica, ha avuto la capacità di adattarsi a differenti condizioni presentatesi nell’arco evolutivo. Sta di fatto che la volpe ha trovato vantaggioso razziare allevamenti umani di gallinacei, conigli, etc. in cattività. Questo come conseguenza strettamente legata ad un’azione antropocentrica dei beni ambientali che per lei progressivamente sono venuti a mancare.Per quanto riguarda il rendimento energetico, il discorso non fa una grinza se una specie ha la possibilità di scelta, se questa possibilità vien meno alcune specie viventi hanno la capacità di adattarsi. La volpe è una di queste. Questa specie ha una elevata capacità oltre che velocità di adattamento grazie alla sue elevata fitness (capacità di adattamento basata su una lotta per la sopravvivenza). Le nutrie sono dei carnivori ed entrano in competizione con le volpi per animali di piccola taglia. Occupando la stessa nicchia trofica spesso la volpe in carenza di cibo, pur di non rischiare l’estinzione si nutre anche delle nutrie (per quanto a livello energetico e di sicurezza non sia il massimo). Questo perchè la nutria potrebbe costituire la sua unica fonte di sopravvivenza.
    Veniamo alle parassitosi: Qui voglio dire di non confondere prima di tutto la parassitologia con la microbiologia. I parassiti sono ben altra cosa dai batteri o Virus. Secondo vorrei precisare che anche fra i parassiti si stà facendo una certa confusione. Una cosa sono i protozoi, un’altra i cestodi che sono nematodi. I parassiti di solito hanno bisogno di un vettore per propagarsi e necessitano più ospiti per completare il loro ciclo biologico.
    Veniamo al dunque: Se il cestode Echinococcus multilocularis (che è un nematode) si trova nella nutria e nella volpe in differenti stadi del suo ciclo biologico . Ciò significa che ha bisogno di tutti e due gli ospiti per portare a termine l’intero ciclo. L’unico modo in cui il parassita può essere trasmesso è attraverso il cibo. Siccome la volpe è l’ospite finale per ragion di cose la volpe deve nutrirsi per infettarsi della nutria. In caso contrario il cestode rimarrebbe sul corpo della nutria sotto forma di cisti senza possibilità di riproduzione. Se quindi questo parassita si trova su questi due animali vuol dire che lo stesso parassita ha ritenuto conveniente starci. Ciò perchè la volpe si ciba copiosamente di nutrie e quindi favorisce una sua propagazione.
    E’ lo stesso meccanismo della tenia solium, un altro cestode (verme solitario), che trovò vantaggioso parassitare il maiale e l’uomo in quanto quest’ultimo si nutriva di carni suine. Quando l’uomo ha cominciato a controllare le carni e cuocerle per bene la teia solium è scomparsa.
    Scusate il discorso rischia di essere complesso, ma giusto per fare un po di precisione quando sopratutto i sostenitori della caccia sparano a zero senza cognizione di causa.

  6. M.A.
    marzo 3, 2016 alle 9:03 am

    Buongiorno esimio signor Nonnoi,la stavo leggendo con interesse scientifico fino a quando non ho letto e scoperto grazie a Lei che le Nutrie sono dei…CARNIVORI ?!?!?!?
    ahahahah.:D .D Mi ha fatto crollare tutto l’interesse che mi suscitava all’inizio del suo scritto.
    Ho apprezzato molto la spiegazione scientifica sul ciclo biologico dei cestodi, ma per il resto signor Nonnoi, dia retta a me, si compri un bel paio di scarponi, esca in campagna e studi bene le nutrie. Stavolta l’ha sparata grossa, più grossa del tizio della Federcaccia! 😀

  7. Alessandro Nonnoi
    marzo 3, 2016 alle 12:47 pm

    Le ripeto signor M.A. se vuole lezioni di ecoetologia aspetto una sua risposta sono disponibile il giovedì dalle 12 alle 14 per gli altri giorni vado per appuntamento.
    La nutria è un onnivoro ciò vuol dire che sia carnivoro ed erbivoro contemporaneamente giusto sempre per la precisione. In sardegna lungo il Flumendosa dove è stata introdotta, se lei non lo sapesse ancora, le nutrie a causa della scarsità d’acqua si stanno adattando ad ambienti più secchi nutrendosi prevalentemente di piccoli roditori e di biacchi (Coluber viridiflavus Lacèpedé) a causa della penuria dell’acquatica biscia viperina Natrix maura (Linnaeus, 1758) (Nonnoi-Usala 2001 Modificazioni della nicchia tropica della specie Myocastor coypus Molina 1782). In questa modificazione sistemica entra in competizione con la volpe (Vulpes vulpes L. 1758). Non ho altro da dire solo vorrei ripeterle che attualmente si è stata riscontrata da alcuni psicologi della Barkley university la sindrome umana del cacciatore e tutte le complicanze ad essa collegate. Questa si chiama, Sindrome schizzo- antropocentrica. Per quanto riguarda la campagna le consiglio, per sfogare la sua ansia, di fare come quotidianamente faccio io. Anzichè andare in giro con un bel giocattolo a tracolla per poi fare le solite picchettate con gli amici le consiglierei per il suo interesse di prendere una bella vanga ad “andi a marrai e scrazai” . La terra ha bisogno di braccianti non di cantastorie. Si riguardi mi raccomando pensi prima alla sua incolumità fisica e psichica prima di preoccuparsi del controllo faunistico che come ben ha spiegato Gauss si sanno ben autoregolarsi senza la necissittà di interventi umani di sorta. Auguri per la sua salute e quella delle altre specie animali.

    Errata corrige: Echinococcu multilocularis è un Platelminta non un Nematode

    • M.A.
      marzo 3, 2016 alle 2:52 pm

      Carissimo, avessi tempo di farmi due risate passerei con estremo piacere.
      Detto ciò, confermo il fatto che la Nutria sia opportunista in determinate situazioni, ma da qui a definirla Carnivora ce ne passa.
      Colgo l’occasione per farle notare che il controllo faunistico senza l’ausilio dell’uomo come predatore avvieni in ambienti in cui l’ecosistema non è alterato dalle attuali attività umane. Ossia é pura teoria, che non trova riscontro nella realtà. Guardi un pó come funziona l’equilibrio faunistico all’interno delle aree protette. Una meraviglia!
      Ahahah..alla sindrome del cacciatore antropocentrico si contrappone quello dell’ecologista laureato che in virtù dei suoi studi, se competente, deve abbandonare le sua visione disneyana e riconoscere la funzione ecologica dell’uomo come predatore data dalla sua evoluzione, e la giustificazione etica dell’uccidere per nutrirsi. Nell’attesa che questo miracolo accada, mi godo ancora le teorie più bizzarre e fuori da ogni logica naturale ed ecologica del controllo faunistico tramite contraccettivi. Quando i fallimenti dovuti alla vostra visione sballata dell’interazione uomo-regno animale daranno i loro frutti, sarò ben lieto di aiutarvi per alleviare la vostra disperazione.
      Augurando un lieto ritorno alla realtà, le auguro una buona serata.

  8. max
    marzo 3, 2016 alle 3:08 pm

    a forza di parlare di nutrie mi avete messo appetito…

  9. Alessandro Nonnoi
    marzo 3, 2016 alle 10:55 pm

    Ma di che cosa sta parlando! Ha scoperto l’ape Maia? No forse è una realtà parallela. forse non esiste è solo frutto della mia immaginazione. Con chi sta disquisendo. Forse ho capito. Probabilmente è stato assorbito da qualche buco nero per evitarle di fare figuracce. Passiamo ad altro. Addio realtà parallela.

  10. M.A.
    marzo 4, 2016 alle 12:28 pm

    Sig. Nonnoi,
    non ho la minima idea di chi sia, ma è indifferente!
    Della serie che Lei per me può essere l’ XY qualunque o uno dei più grandi luminari della biologia ambientale, che, per ciò che mi riguarda, la mia concezione non cambia.
    Il problema di fondo dei biologi ambientali, dei laureati in Scienze Naturali o semplicemente degli ecologisti in senso lato (persone comuni che lottano per la difesa dell’ambiente), che vivono ciò come una missione: la difesa della natura dal suo cancro: l’uomo.
    Non mi riferisco all’uomo in generale, ossia il cittadino comune che vive nel suo palazzo e svolge la sua vita, l’architetto o l’ingegnere nel loro studio o il prete nella sua chiesa, ma difenderla solamente da quelle categorie di persone che con l’ambiente in generale hanno un rapporto diretto o indiretto che ne causa uno stravolgimento dello stesso con delle ripercussioni.
    E’ giustissimo e ne condivido l’ideale e la logica e il principio.
    Ma la vecchia scuola, e parti delle ricerche scientifiche che ne derivano, pretendevano di dimostrare che per ripristinare ecosistemi alterati, popolazioni faunistiche in bilico, etc etc la soluzione ideale sarebbe esiliare l’uomo da quel contesto, e studiare come la Natura risolva miracolosamente i problemi creati trovando un giusto equilibrio da sola.
    Le varie leggi e conseguenti aree protette sono nate in virtù di questi studi e di questi principi. Oggi giorno, a distanza di 30-40 anni molte della suddette aree giacciono nel più totale abbandono, e se vero che in determinate aree la natura ha trovato degli equilibri è vero che molti di questi equilibri sono “malati” .
    L’uomo che sia allevatore, agricoltore o cacciatore è parte in essere di quel sistema e non può non farne parte.
    E’ questo il principio su cui mi batto,
    Oggi giorno la società è radicalmente cambiata, e mi rendo conto che proporre alcuni principi è difficile.
    Il mio auspicio per il futuro è che la categoria dei cacciatori (quell’esigua minoranza) si smacchi da tutti i preconcetti derivanti dalla “vecchia scuola”, e venga utilizzata come una risorsa.
    Una risorsa perchè in questa nuova società esistono ancora persone con un innato istinto predatorio che può essere utilizzato attivamente per il bene comune: la natura.
    Laddove non ci sia questa crescita culturale, prima o poi, stia tranquillo, ci metterà una pezza lo Stato spesso scontentando gli uni e gli altri con effetti devastanti per l’ambiente.
    Smettiamo di guardare il cacciatore come la figura del “campagnolo buzzurro sbevazzone che va in giro armato a seminare morte, in virtù della sua natura, osteggiando la sua virilità.
    Questa è solo una visione di facciata che fa parte della cultura rurale.
    Mi creda sotto la figura del cacciatore c’è molto di più da scoprire e spesso all’interno della categoria di quelli che si definiscono cacciatori, nell’ignoranza nemmeno si accorgono del ruolo importante che svolgono.

    Saluti

  11. Federico L. Montanari
    marzo 6, 2016 alle 7:09 pm

    Premetto che dal 1965 mi occupo di tutela e gestione degli ambienti naturali e conosco abbastanza bene il mondo venatorio -avendo fatto parte come esperto nelle commissioni di esame per la licenza di caccia- ed approfonditamente il territorio del delta del Po -essendo stato il luogo prevalente dell’attività di ricerca e di lavoro professionale-.
    Non è mia abitudine intervenire nelle discussioni quando degenerano in risse, come accade sul blog del GrIG, però all’affermazione:
    “Ekoclub International, così come la “Fondazione per la cultura rurale” di Maria Cristina Caretta e di Sergio Berlato, sono il braccio disarmato dei cacciatori. Onlus che si dichiarano “ambientaliste”[11] (leggere per credere) attraverso le quali i cacciatori entrano in possesso delle migliori oasi e riserve naturali, come il Bosco di Dueville-Sorgenti del Bacchiglione in provincia di Vicenza (in mano alla Fondazione per la cultura rurale) e l’Oasi di Valle Canneviè-Porticino nel Parco del Delta del Po (in mano a Ekoclub International). Nessuno sa poi cosa accada dentro queste “aree naturali protette”.]”
    ritengo necessario aggiungere due precisazioni.
    1 – Ekoclub internazional è una Associazione di protezione ambientale riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente come risulta dall’elenco pubblicato nel sito del Ministero all’indirizzo http://www.minambiente.it/pagina/elenco-delle-associazioni-di-protezione-ambientale-riconosciute
    Tale riconoscimento è l’atto conclusivo di un’istruttoria svolta dal Ministero secondo quanto previsto dalla legge (vedi: http://www.minambiente.it/pagina/associazioni-di-protezione-ambientale-legge-8-luglio-1986-n-349).
    2 – Non è difficile -o impossibile a chiunque- conoscere cosa accade dentro l’oasi di protezione della fauna di Valle Canneviè-Porticino, dato che è ampiamente e totalmente visibile dal perimetro -essendo peraltro di superficie limitata- e di libero accesso al suo interno lungo percorsi segnalati e punti di osservazione dell’avifauna. Potrei essere scarsamente informato -e una documentata contraria precisazione mi sarebbe oltremodo gradita- ma non mi risulta che quando la Provincia di Ferrara ha attivato la gara per l’affidamento in gestione ci siano stati altri pretendenti, comprese altre associazioni ambientaliste presenti sul territorio.

  12. marzo 7, 2016 alle 5:45 pm

    Dal sito di Ekoclub International (http://www.ekoclub.it/?page_id=2): “La differenza di Ekoclub da altre associazioni ambientaliste è la centralità dell’uomo rispetto all’ambiente e di conseguenza la sua possibilità di raccogliere i frutti vegetali ed animali della terra… ” Se ci piace usare termini a sproposito diciamo pure che Ekoclub (che mette al centro l’uomo) è un’associazione ambientalista. Allora accetteremo anche di poter chiamare il coltello… forchetta, il cucchiaio… spremiagrumi, il cacciavite… trapano, che tanto le parole non hanno più un senso. Ma ormai si sa, il miglior modo per combattere e controllare il nemico è incorporarlo, fare proprio il suo lessico, dissimulare le sue stesse ambizioni e richieste (dopo averle completamente stravolte) istituzionalizzarlo (ad esempio quando è la politica di professione a penetrare dentro le associazioni per privarle del loro contenuto originario ed ammansirle). Così stanno facendo anche le associazioni di cacciatori sotto mentite spoglie (ma neanche tanto..). E tutto ciò è disgustoso. Ma del resto non è nuovo sentire dire da cacciatori “siamo noi i veri animalisti”. Il contrario in compenso non si è mai sentito, e sarebbe controproducente. Riguardo al Parco delle risorgive del Bacchiglione, in mano alla Fondaziona Cultura Rurale, ergo associazione cacciatori veneti, c’è chi meticolosamente sta raccogliendo le notizie dello schifo che sta accadendo là dentro dopo che è finita tra le grinfie dell’ACV. Buona lettura http://vecchiobosco.blogspot.it/
    Questo è quello che è successo poco tempo al bosco di dueville…ma guarda un po’ che coincidenza…http://www.ilgazzettino.it/vicenza_bassano/provincia/denunciato_dalle_guardie_zoofile_un_bracconiere_oltraottantenne-1539938.html
    Questo è quello che succede in provincia di Treviso: 10.000 euro per una commissione esterna che risolva le “problematiche che le popolazioni di corvidi suscitano all’ambiente”. Si legge “All’interno della commissione siedono due rappresentati dei cacciatori ma
    c’è anche il rappresentante di Ekoclub” e prima “Così sono invece rappresentati tutti: ambientalisti, cacciatori e coltivatori.”. Quindi 3 rappresentati dei cacciatori?
    Per carità…
    http://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2014/07/28/news/caccia-alla-volpe-esperti-da-10-000-euro-1.9674287
    Chissà quanti altri scheletri nell’armadio Ekoclub…
    Più che documentare i danni di queste “associazioni ambientaliste” sarebbe da tenerle lontane e basta. Chissà cos’hanno da dire le varie associazioni locali riguarardo al “quando la Provincia di Ferrara ha attivato la gara per l’affidamento in gestione ci siano stati altri pretendenti, comprese altre associazioni ambientaliste presenti sul territorio.”…

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: