Il silenzio dei sardi sui propri bambini avvelenati.


Sarroch, raffineria gruppo Saras

Sarroch, raffineria gruppo Saras

anche su Il Manifesto Sardo (“Il silenzio dei sardi sui bambini avvelenati“), n. 147, 1 giugno 2013

 

 

Eccola, la Sardegna.

E’ l’isola del sole, del mare e delle vacanze, dove si respira aria buona, ricca di iodio. L’isola della buona tavola, dei banditi e dei nuraghi. Magari i trasporti sono costosi e difficili, ma è un paradiso.

Questo pensano moltissimi continentali, italiani e stranieri, della nostra Isola, lì nel mezzo del Mediterraneo.

Luoghi comuni, ma anche mezze verità.

Però in Sardegna avvengono cose che altrove avrebbero provocato quasi certamente reazioni molto dure e determinate.

Qui, invece, il silenzio di quasi tutti.

Nel gennaio 2012 (nota stampa ASL n. 7 del 23 gennaio 2012) così avvertiva un comunicato stampa dell’Azienda sanitaria locale n. 7 di Carbonia, in seguito all’acquisizione di dati dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero dell’ambiente: “…si ritiene necessario informare la popolazione di Portoscuso di fare in modo di differenziare la provenienza dei prodotti ortofrutticoli da consumare per la fascia di età dei bambini da 0 a 3 anni. Occorre perciò fare in modo che in questa fascia di età non siano consumati esclusivamente prodotti ortofrutticoli provenienti dai terreni ubicati nel Comune di Portoscuso.

Portoscuso, polo industriale di Portovesme

Portoscuso, polo industriale di Portovesme

In precedenza, già nel 2008 L’Università di Cagliari (Dipartimento di sanità pubblica, Sezione Medicina del lavoro) nel corso di una ricerca (Plinio Carta, Costantino Flore) affermò chiaramente la sussistenza di deficit cognitivi in un campione di bambini di Portoscuso, dovuto a valori di piombo nel sangue superiori a 10 milligrammi per decilitro. La letteratura medica, infatti, indica un’associazione inversa statisticamente significativa tra concentrazione di piombo ematico e riduzione di quoziente intellettivo, corrispondente a 1.29 punti di QI totale per ogni aumento di 1 µg/dl di piomboemia.

Ma non finisce qui.

I 75 bambini delle scuole elementari e medie di Sarroch (CA) costituenti il campione della ricerca “presentano incrementi significativi di danni e di alterazioni del Dna rispetto al campione di confronto estratto dalle aree di campagna” (Burcei, in Provincia di Cagliari). Questo è uno dei passaggi fondamentali della ricerca svolta da otto ricercatori di assoluta fama internazionale (Marco Peluso, Armelle Munnia, Marcello Ceppi, Roger W. Giese, Dolores Catelan, Franca Rusconi, Roger W.L. Godschalk e Annibale Biggeri) e pubblicata recentemente sulla prestigiosa rivista internazionale di epidemiologia dell’Università di Oxford Mutagenesis.

Risultati altamente preoccupanti (per non dire altro) “in linea con quelli ottenuti da altri studi simili come quelli compiuti alla centrale termica di Taichung in Taiwan e a Pancevo, dove si trova il più grande polo petrolchimico della Serbia”, due fra i siti più conosciuti dagli epidemiologi quali luoghi a rischio di neoplasie e altre malattie provocate dall’inquinamento atmosferico.

Qualche reazione almeno “vivace”?

Neanche per sbaglio.

Qualche flebile voce del Presidente della Regione Ugo Cappellacci o del sempre ciarliero on. Mauro Pili?

Una parola di commento da parte di qualche feudatario elettorale delle zone interessate, l’on. Giorgio Oppi, la Presidente del Consiglio regionale Claudia Lombardo o il sen. Antonello Cabras, per esempio?

Uno straccio di considerazione da parte di Paolo Fadda, guarda caso Sottosegretario alla salute e unico sardo nel Governo Letta?

Nulla.

Almeno un comunicato stampa di un qualche sindacalista, una lettera di protesta di un qualsiasi genitore sulcitano?

Niente.

Portoscuso, polo industriale di Portovesme

Portoscuso, polo industriale di Portovesme

Hanno preso posizione solo la consigliere regionale Claudia Zuncheddu, che da anni in varie sedi affronta il grave problema, e alcuni senatori del Movimento 5 Stelle con un’interrogazione parlamentare un po’ dispersiva.

Che società è quella che permette silente l’avvelenamento dei propri bambini?

Rispetto ai deficit cognitivi  e alle alterazioni del d.n.a. infantili è quasi un “sollievo” la semplice maggiore incidenza di tumori, leucemie e mortalità degli adulti determinati dall’inquinamento industriale.

Per esempio, a Porto Torres, fra i lavoratori dell’area industriale, “sia per gli uomini sia per le donne sono presenti eccessi per il tumore del fegato … e la leucemia mieloide, mentre nella popolazione residente dei Comuni interessati dall’area industriale “sono stati osservati eccessi di mortalità per tutte le cause, le malattie dell’apparato digerente, i tumori maligni e il tumore del fegato, inoltre “si trovano eccessi significativi per tumore del fegato, tumore polmonare e tumore della prostata.

Infine, dal Registro tumori sassarese, si riscontrano “sia negli uomini sia nelle donne, aumenti per tutti i tumori maligni e tumore del colon, fegato e polmone (Rapporto S.E.N.T.I.E.R.I. – studio epidemiologico, Ministero della salute, aree industriali di Porto Torres, 2012).

fumi industrialiNon è un caso che in Sardegna – nella mitica isola del sole, del mare e delle vacanze – vi sia la maggiore estensione nazionale di siti contaminati: complessivamente 447.144 ettari rientrano nei due siti di interesse nazionale (S.I.N.) per le bonifiche ambientali del Sulcis-Iglesiente-Guspinese (D.M. n. 468/2001) e di Sassari-Porto Torres (L.n. 179/2002). Recentemente (31 gennaio 2013) è stato riclassificato quale sito di interesse regionale (S.I.R.) l’Arcipelago della Maddalena (O.P.C.M. 19 novembre 2008). Evitiamo noi sardi una volta tanto vittimismo e ignavia, è necessario realizzare bonifiche ambientali, riconversioni economico-sociali e anche almeno un po’ di giustizia.

Con un impegno in prima persona.

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

nota Assessore sanità R.A.S. n. 629 del 22 marzo 2013 su leucemie maschili nel Cagliaritano

nota Assessore sanità R.A.S. n. 629 del 22 marzo 2013 su leucemie maschili nel Cagliaritano

(foto da mailing list ambientalista, S.D., archivio GrIG)

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  1. max
    giugno 1, 2013 alle 7:33 am

    e’ l’eterno dilemma ; scegliere la salute o il lavoro?
    e’ pero’ il dilemma che hanno i paesi del terzo mondo ( ohps, volevo dire in via di sviluppo).
    quindi se facciamo 2+2 deduciamo che siamo un paese ( italia) del terzo mondo.
    e’ altrettanto vero che dovremmo essere gli artefici del nostro destino.
    quindi: aux armes mes citoyes ( in senso metaforico) gridavano gli insorti francesi…

  2. Mara
    giugno 1, 2013 alle 8:43 am

    Questo è l’articolo più bello e più triste scritto dal G.R.I.G. Ma l’appello – sacrosanto – a impegnarsi in prima persona è deprimente. Cosa può fare di concreto una pensionata normale come me? L’unica cosa che mi viene in mente è di lanciare una campagna internazionale su AAVAZ affinchè veniamo adottati dalla Germania….

  3. Shardana
    giugno 1, 2013 alle 11:36 am

    Mi scappa da ridere,anche se dovrei piangere…..Ah,pensate ancora che la gente non sappia che la sardegna dal punto di vista ambientale è un disastro,che è la zona più inquinata d’Italia secondo Greenpeace…Le più lette testate italiane scrivono sulle vergogne sarde,dei vini,dei formaggi degli alimenti in genere provenienti da zone avvelenate.Morti i sardi,ma sorde cieche e mute le istituzioni,con uno stato complice,anzi burattinaio di quei politici che hanno un bacino di voto di scambio nelle zone della disperazione.Senza contare i milioni di euro che spariscono invece di essere utilizzati nei territori,un giro di cricche,fratelli e parenti che gestiscono il territorio in maniera ❎❎❎❎❎❎❎.le nostre famose spiagge,dalle acque cristalline dove i colibatteri fecali vengono premiati con le bandiere blu dalle organizzazioni ambientaliste.I politici da voi citati,a parte la zuncheddu,i grillini,gli indipendentisti(non tutti) si nutrono della disperazione della gente e non hanno nessuna intenzione di cambiare,se nò il loro castello di carte crollerebbe…Siamo alla fine dobbiamo decidere…..SORDI o SARDI

  4. Anonimo0
    giugno 1, 2013 alle 1:35 pm

    Sorprendente il silenzio di tutti i segmenti societari ? Si, fino che il silenzio e’ , purtroppo, barattato per una pagnotta. Purtroppo…

    • Un'ora da Cagliari
      giugno 4, 2013 alle 10:57 am

      Sono d’accordo e aggiungo che è impossibile che detti politici , sindacalisti e affini contribuiscano a strappare il sipario ; non bisogna dimenticare che Fadda il viceministro era sindaco di Sarroch che Oppi è stato, o è ancora, presidente del consorzio industriale di Portoscuso . Da queste statistiche funeree mancano ancora dati; come ad esempio quello dell’aumento esponenziale di tumori a Carloforte da quando c’è l’alluminio e gli altiforni a Portoscuso . Due anni fa hanno bloccato a Portotorres dei tir carichi di rifiuti tossici e pericolosi diretti a Portovesme , e perché proprio lì? per essere bruciati e quindi “smaltiti” a poco prezzo negli altiforni

  5. Nico
    giugno 1, 2013 alle 2:48 pm

    due settimane fa ho accompagnato all’ultimo viaggio un lontano parente, tecnico specializzato al petrolchimico di Porto Torres per 32 anni e morto per cancro. almeno ha vissuto la sua vita, ma un bambino avvelenato da piccolo che vita vive? e noi sardi che cosa siamo quando stiamo zitti davanti a queste cose? che vergogna, peggio delle bestie

  6. max
    giugno 1, 2013 alle 3:41 pm

    a volte penso che i peggiori nemici dei sardi siano…i sardi.
    che sia un retaggio dei giudicati? troppo orgoglio fasullo e poca autostima? un certo lassismo unitamente ad un certo fatalismo, senso dell’ineluttabile? scarsa visione?
    i sardi assomigliano un po’agli irlandesi, pero’ questi sono riusciti ad attrarre investimenti tramite una politica di “tasse basse”. perche’ non provare?

  7. capitonegatto
    giugno 1, 2013 alle 3:58 pm

    Se le cose non vanno , bisognerebbe protestare in casa invece di andare a Montecitorio.
    La sensazione e’ che i governanti Sardi , in quanto Sardi , debbano essere in ogni caso messi al riparo dalle critiche.
    Se Porto Torres e’ inquinata , si vada in comune , in provincia , in regione. Idem per Cossoine, per il poligono di Quirra, ecc. E se le istituzioni non rispondono , alle prossime elezioni occorre cambiare e scegliere chi promette di occuparsi dei problemi , e che promette che le scelte importanti , ad es. per l’ecologia del territorio, saranno adottate solo se la gente lo accetta , magari con referendum ( non disattendendolo come per l’acqua pubblica )
    Se invece , per quieto vivere, o per paura di esporsi, si lascia perdere, allora non c’e’ cura alla malattia da inquinamento e alle sue conseguenze sulla salute di tutti.

  8. Occhio nudo
    giugno 1, 2013 alle 5:26 pm

    Conosco i miei conterranei e, ormai, ho capito un pochino come ragionano molti sardi: il silenzio sulla terribile vicenda dei bambini di alcune zone della Sardegna nasce dalla vergogna e dalla paura. Vergogna di cosa? Be’, è facile intuirlo: “mio figlio è sano, non ha alcun problema, e guai a chi lo mette in dubbio”. Paura di cosa? Da parte dei cittadini, paura, terrore, di perdere quel sottile filo che li tiene ancora all’interno della società e non li emargina, quel filo sottile è il lavoro e se le industrie fossero messe in discussione si metterebbe in discussione la loro stessa sopravvivenza (è il ricatto storico sul quale hanno fatto, e fanno la fortuna le grosse industrie); da parte degli amministratori pubblici, paura di dare un’immagine poco affascinante dell’Isola delle vacanze, quella che tanto piace ai turisti, ai continentali, agli “investitori”. Ecco perchè, vicende come questa vengono e verranno sempre nascoste, sottaciute, minimizzate. Sarebbe bello che tutti si impegnassero in prima persona, sarebbe molto bello, ma molti si limitano a mettere un commento in un blog, a mettere “mi piace” sulla bacheca, a rattristarsi, e aspettano che sia il Grig o qualche politico consapevole del proprio ruolo a muoversi. Ma l’indignazione e la tristezza altrui non danno da mangiare, la Saras sì.

  9. giugno 1, 2013 alle 6:34 pm

    la solita storia.i politici negano,collusi con la grande industria.a farne le spese i cittadini,col piombo nel sangue.a Taranto,dove io vivo il piombo e’ nelle urine di molti abitanti,assieme al veleno del camino E312 dell’Ilva.una ferita ,la tua,che conosco bene,visto che e’ all’ordine del giorno l’esponenziale curva in salita delle patologie legate all’inquinamento industriale.come per i tuoi luoghi,splendidi comunque sia,anche per Taranto come puoi vedere in queste ore,sembrerebbe difficile far convivere produzione e rispetto dell’ambiente.che fare?chiudere tutto e perdere posti di lavoro?bonificare un territorio due volte Taranto e poi attendere cinquanta anni per rivederlo puro?o scappare via dalla citta’ jonica?ti saluto,a presto.

  10. giugno 1, 2013 alle 9:28 pm

    Sindacati che difendete ad oltranza questa merda ,dicendo che ha portato benessere,pentitevi,in Paradiso c’è un angolo anche per voi.

  11. giugno 1, 2013 alle 11:37 pm

    Buonasera a tutti,
    sono tantissimi i lettori, tanti i commenti. Solo qualche ulteriore considerazione: lavoro e salute NON DEVONO essere in contrapposizione: chi viola questa semplice regola di buon senso per eccessiva avidità dev’essere messo “fuori dal mercato” e la sua azienda dev’essere nazionalizzata.
    Che può fare il singolo cittadino? Innanzitutto può sostenere associazioni – come il GrIG – e comitati che si battono concretamente contro questa follìa “velenosa”: più siamo e più forza hanno le nostre azioni per il “bene comune”.
    Coraggio, rimbocchiamoci le maniche.

    Stefano Deliperi

  12. arianna
    giugno 2, 2013 alle 2:08 pm

    Caro redattore di questo pregevole articolo, condivido e ringrazio per quanto scritto, informare é piú che mai indispensabile. Ma le chiedo…delle battaglie di iRS in proposito non ne sa nulla? Giusto uno, il vaso di Pandora dei veleni di Minciaredda ed il processo Eni, oppure potrei citarle anche i film inchiesta Oil 1 e 2 di Massimiliano Mazzotta. Diamo a Cesare quel che é di Cesare.

    • Occhio nudo
      giugno 2, 2013 alle 4:18 pm

      A parte il fatto che il Grig non si limita a scrivere articoli ma agisce, interviene concretamente nelle vicende, ma, di grazia, Arianna, cosa è stato detto e fatto da iRS riguardo al caso di cui si parla nell’articolo? Cioè riguardo al fatto che i bambini di Portoscuso presentano un deficit cognitivo, e quelli di Sarroch alterazioni del dna? Diamo a Cesare solo quello che è di Cesare non di più.

    • giugno 4, 2013 alle 3:05 pm

      iRS ha svolto qualche iniziativa riguardo la situazione ambientale e sanitaria di Sarroch in conseguenza della pubblicazione degli esiti della ricerca recentemente riportata dalla rivista internazionale di epidemiologia dell’Università di Oxford “Mutagenesis” e riguardante 75 bambini delle scuole elementari e medie di Sarroch?
      Se sì, la prego di inviarmi della documentazione in proposito e ne parleremo sicuramente.
      Se no, Arianna, lei è fuori strada.
      Proprio per dare a Cesare quel che è di Cesare, visto che questo è il fulcro dell’articolo.

      Stefano Deliperi

  13. Shardana
    giugno 2, 2013 alle 7:34 pm

    Mentre noi scriviamo se è opportuno dare o non dare a Cesare,portoscuso con un colpo di spugna non è più zona ad alto rischio ambientale.Chiedo gentilmente a GRIG se è vera questa notizia apparsa oggi,mi dicono,sul quotidiano nuova sardegna.Se ciò fosse vero,ci auguriamo che almeno voi,in nome del popolo inquinato e derubato del futuro prendiate delle posizioni.Grazie

    • giugno 2, 2013 alle 8:19 pm

      le cose sono un po’ diverse: il T.A.R. Sardegna – con sentenza Sez. I, 31 maggio 2013, n. 441 (http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Cagliari/Sezione%201/2003/200300817/Provvedimenti/201300441_01.XML) – ha detto che “è del tutto illogico … , con ciò condividendo le argomentazioni esposte in ricorso, come la Giunta Regionale abbia potuto reiterare nel 2003 la perimetrazione dell’area approvata nel 1990, senza tenere conto dei fenomeni di inquinamento e di squilibrio ambientale realmente presenti e della loro criticità effettiva”.
      In pratica, nel 2003 la Regione non ha fatto alcuna verifica sul reale inquinamento presente nel basso Sulcis e ha semplicemente “copiato” la prima dichiarazione di “zona a rischio di crisi ambientale” del 1990.
      Il T.A.R. ha accolto, quindi, il ricorso del Comune di Portoscuso.

  14. giugno 2, 2013 alle 9:33 pm

    L’ha ribloggato su Fabio Argiolas.

  15. Shardana
    giugno 3, 2013 alle 11:24 am

    Grazie grig

  16. Shardana
    giugno 3, 2013 alle 6:40 pm

    La regione non risponde mai quando si tratta di tutelare la salute della gente,ma non solo oggi,anche quando c’erano i rossi era lo stesso.Anzi forse peggio…..✊

  17. cremone angelo
    giugno 3, 2013 alle 11:56 pm

    E’ gravemente sbagliato e omissivo, dire che ha preso posizione solo la consigliera Zoncheddu e qualche 5 stelle. da dire anche,, con molto ritardo. Il consigliere provinciale Angelo Cremone, non ha bisogno di essere ricordato, ma è meglio se quando si vuole informare, non si lasci da parte chi invece era e continua ad essere presente sopratutto nel denunciare questi crimini, chiedendo anche l’arresto dei manager e trafficanti di morte. Comunque potete sempre recuperare, informando correttamente e dichiarare l’errore. Buon lavoro ( verificare quanto scritto, su qualsiasi motore di ricerca o sui mass media – il sottoscritto quando interveniva contro le fabbriche inquinanti, non si vedeva certo Lega Ambiente, politici e altre associazioni cosidette ambientaliste. Era dovere civico )

    • giugno 4, 2013 alle 3:01 pm

      nessun errore e nessuna omissione: come chiaramente scritto, ci si riferisce alla pubblicazione degli esiti della ricerca recentemente riportata dalla rivista internazionale di epidemiologia dell’Università di Oxford “Mutagenesis” e riguardante 75 bambini delle scuole elementari e medie di Sarroch.
      Non Portoscuso.
      I tuoi meriti, Angelo, sono stati sempre riconosciuti su questo blog (proprio nell’articolo pubblicato oggi c’è un video che ti riguarda) e in ogni altra occasione pubblica per la tua pluridecennale attività contro l’inquinamento (in ogni senso) dell’area di Portoscuso.
      Ma qui il riferimento riguarda Sarroch 😉

      Stefano Deliperi

  18. Shardana
    giugno 4, 2013 alle 11:54 am

    Mi scuso per quella che non voleva essere una omissione,ma come dice lei stesso “angelo cremone non ha bisogno di essere ricordato nelle lotte contro le fabbriche dei veleni,i trafficanti di morte,i politici e i sindacalisti servi delle multinazionali e tuttaquella cricca di burattinai e burattini che ha ridotto alla disperazione il sulcis”.Però mi dica come può conciliare la riapertura dell’eurallumina con il suo operato?Sà bene cosa tutto c’è sotto IL FANGO quindi………..

  19. giugno 4, 2013 alle 3:03 pm

    la principale industria del polo di Sarroch.

    da Sardinia Post, 4 giugno 2013
    Saras, nuovo allarme nella notte: http://www.sardiniapost.it/cronaca/saras-nuovo-allarme-nella-notte/

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    “A Sarroch, Pula e Assemini leucemie sopra la norma ma le istituzioni tacciono”: http://www.sardiniapost.it/cronaca/a-sarroch-pula-e-assemini-leucemie-sopra-la-norma-ma-le-istituzioni-tacciono/

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    Sarroch come Taiwan o la Serbia. Grig: “C’è la conoscenza ma manca l’azione”: http://www.sardiniapost.it/cronaca/sarroch-come-taiwan-o-la-serbia-grig-ce-la-conoscenza-ma-manca-lazione/

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    “Sarroch, tra i bambini danni al Dna”. (Davide Fara): http://www.sardiniapost.it/cronaca/sarroch-tra-i-bambini-danni-al-dna/

  20. giugno 6, 2013 alle 3:03 pm

    da L’Unione Sarda, 6 giugno 2013
    A Portoscuso non si può fare il vino, frutta e verdura vietate ai neonati. (http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20130606091005.pdf) L’allarme, finora rimasto inascoltato,del Gruppo di intervento giuridico. (Anthony Muroni)

    I periodici allarmi sui danni causati all’ambiente e alla salute dall’inquinamento industriale e minerario, ancor più da quello sedimentato e ormai dimenticato da decenni, non hanno fin qui sortito adeguate reazioni da parte delle istituzioni pubbliche. Non solo per quel che riguarda gli interventi diretti ma anche e soprattutto per l’assenza di un richiamo stringente agli “inquinatori”, affinché ripristinassero lo stato dei luoghi e rimuovessero l’origine dell’allarme.
    L’ALLARME. Eppure le prese di posizione e gli studi non mancano. Nel gennaio 2012, come ha ricordato nei giorni scorsi Stefano Deliperi del Gruppo di intervento giuridico, la Asl di Carbonia mise nero su bianco un allarme che si fondava su dati forniti dall’Istituto superiore di sanità e dal ministero dell’Ambiente: «Si ritiene necessario informare la popolazione di Portoscuso di fare in modo di differenziare la provenienza dei prodotti ortofrutticoli da consumare per la fascia di età dei bambini compresa dalla nascita ai tre anni. Occorre perciò fare in modo che in questa fascia d’età non siano consumati esclusivamente prodotti ortofrutticoli provenienti dai terreni ubicati nel comune di Portoscuso». Tutto nacque da uno studio condotto tra il 2010 e il 2011, quando i tecnici dell’Istituto superiore di sanità raccolsero campioni di tutto quel che si coltiva tra Portoscuso e Paringianu, nell’ambito di un’indagine sul rischio sanitario dei terreni.
    FRUTTA E VERDURA. Perché è necessario differenziare il consumo di frutta e prodotti dell’orto locali nei bambini più piccoli? Il rischio è sempre quello legato alla presenza di metalli pesanti nel suolo e alla conseguente piombemia (accumulo anomalo di piombo nel sangue). Nei primissimi mesi di vita, secondo quanto riferito allora dai medici, l’organismo assorbe più facilmente eventuali sostanze ed è certamente più sensibile. Nei bambini l’avvelenamento cronico da piombo può causare ritardo mentale, con disordini convulsivi, disturbi comportamentali con aggressività e regressione dello sviluppo. La sintomatologia può regredire spontaneamente se s’interrompe l’esposizione al metallo, ma se il danno avviene negli anni in cui i bambini sono maggiormente ricettivi nessuna interruzione all’esposizione dall’avvelenamento potrà mai far recuperare loro un deficit che si porteranno appresso tutta la vita. Come ha ricordato sempre Deliperi, in precedenza (nel 2008) già l’università di Cagliari (il dipartimento di sanità pubblica, nella sezione medicina del lavoro) nel corso di una ricerca affermò l’esistenza di deficit cognitivi in un campione di bambini di Portoscuso, dovuto a valori di piombo nel sangue superiori a dieci milligrammi per decilitro. NIENTE VINO. Sempre nel 2008 un’indagine realizzata dall’agenzia Arpas rivelò che l’uva coltivata a Portoscuso e Paringianu conteneva tracce di metalli pesanti ben oltre i limiti previsti per i cibi commestibili. I risultati, che arrivarono dopo circa tre mesi di indagine, fecero piombare nello sconforto i viticoltori di quei centri, cha da diverse stagioni agrarie si vedono privati della possibilità di raccogliere i frutti del loro lavoro. Già da anni i sindaci di Portoscuso sono obbligati a emettere ordinanze che vietano la vinificazione dell’uva e ne dispongono il conferimento alla cantina sociale di Sant’Antioco, unico ente abilitato nel territorio a ricevere il prodotto non commerciabile.

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    Terra ancora avvelenata. Milioni di metri cubi di scorie minerarie pericolose mai rimosse
    nell’Iglesiente, cresce l’allarme per l’aumento delle patologie. (Anthony Muroni): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20130606090853.pdf

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    Il ripristino ambientale atteso da anni e mai realizzato in maniera organica. Le bonifiche e il ruolo dell’Igea, storia di veti incrociati e burocrazia. (Anthony Muroni): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20130606091054.pdf

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    Il 21 dicembre 2012 la denuncia di Casa Sardegna. Esposto alla magistratura:
    «Punire chi ha inquinato». (Anthony Muroni): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20130606091227.pdf

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    L’anno scorso il via libera per risanare il rio S.Giorgio. (Antonella Pani): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20130606091314.pdf

  21. Mara
    giugno 7, 2013 alle 11:34 am

    TURISMO CULTURALE a SARROCH
    Si realizzeranno varie inno-
    vazioni come il lido,
    il porto turistico,
    la valorizzazione del
    centro storico e gli itinerari
    naturalistici e archeologici…

    E’ come leggere il Libro dei Sogni. E ai Turisti verrà fornita una mascherina, completamente GRATIS. Gentile omaggio della SARAS.

  22. giugno 7, 2013 alle 2:55 pm

    prospettive economico-sociali future per Sarroch: benestanti e malati?

    da L’Unione Sarda, 7 giugno 2013
    Industria. Oggi sarà presentato uno studio. Prevista anche la crescita del terziario. Polo Sarroch, non solo petrolio. «Migliorerà l’auto imprenditorialità e l’innovazione». (Lanfranco Olivieri): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20130607090548.pdf

  23. giugno 13, 2013 alle 2:46 pm

    da 5 Stelle Cagliari, 12 giugno 2013
    Il silenzio dei sardi sui propri bambini avvelenati: http://www.movimento5stellecagliari.it/?p=5337

  24. giugno 22, 2013 alle 11:04 am

    da L’Unione Sarda on line, 22 giugno 2013
    Nichel e piombo nel mare di Cagliari. Controlli fatti anche attraverso le cozze. Nichel, cadmio, cromo, vanadio e piombo nel mare che bagna il Golfo di Cagliari.: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2013/06/22/nichel_e_piombo_nel_mare_di_cagliari_controlli_fatti_anche_attraverso_le_cozze-6-319546.html

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    Sarroch, 2 operai ustionati. Il tubo perde acido fluoridrico. Ustionati dall’acido fluoridrico mentre operavano su una tubazione dell’ex Polimeri Europa che doveva essere completamente vuota: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2013/06/22/sarroch_2_operai_ustionati_il_tubo_perde_acido_fluoridrico-6-319535.html

    _______________________________

    da Sardinia Post, 22 giugno 2013
    Nichel e piombo: nel mare di Cagliari come nei terreni vicino alla Saras: http://www.sardiniapost.it/cronaca/nel-mare-di-cagliari-nichel-e-piombo-come-nei-terreni-vicino-alla-saras/

  25. giugno 30, 2013 alle 1:52 pm

    da La Nuova Sardegna, 30 giugno 2013
    IL SEMINARIO » AMBIENTE E SALUTE. I medici contro l’isola dei veleni «No alla centrale a carbone». Appello del sindaco Bianchi, oncologo: «Ribadisco la mia contrarietà a questo tipo di conversione». Migaleddu, presidente regionale dell’Isde: «Un sardo su tre vive in prossimità di un’area inquinata». (Paolo Merlini)

    NUORO. Siamo la regione più inquinata d’Italia, sostiene Greenpeace, addirittura più della tanto oltraggiata Campania, dove le ecomafie hanno avuto mani libere per decenni infossando veleni e rifiuti speciali di ogni tipo. Ma possiamo migliorare: in peggio, però, se non si muterà la politica energetica e industriale prossima ventura, fatta di nuovi inceneritori, trivellazioni, centrali elettriche a carbone o, secondo l’ultima tendenza, a biomasse, piccole o grandi che siano. L’allarme arriva dai Medici per l’ambiente, associazione che da tempo vuole sensibilizzare sul delicato rapporto tra inquinamento e salute. Non solo la nostra, intesi come cittadini del presente, ma quella dei nostri figli e nipoti, secondo quando emerge da una recente branca della genetica, la epigenetica, che analizza, con dati via via più allarmanti, le possibili modificazioni ereditabili da un individuo a partire dalla sua crescita nel ventre materno. L’occasione per parlare di temi di stringente attualità è stata offerta ieri al museo etnografico dall’Ordine dei medici, che ha promosso il seminario “Ambiente e salute” in collaborazione con l’Isde (International society of doctors for environment, cioè medici per l’ambiente), associazione guidata in Sardegna da Vincenzo Migaleddu e Domenico Scanu, presidente e vicepresidente. In apertura di seminario, protrattosi per l’intera giornata, il saluto del sindaco Sandro Bianchi è diventato un ulteriore appello contro la trasformazione della centrale termoelettrica di Ottana del gruppo Clivati, attualmente alimentata a olio combustibile: «Il convegno cade in un momento cruciale per l’ambiente della provincia, appunto il progetto di una centrale a carbone. Ho già espresso il mio no all’iniziativa e lo ribadisco, anche senza conoscere nel dettaglio il progetto – ha detto Bianchi, che di mestiere fa l’oncologo – . Ed è bene che questi argomenti non rimangano materia di discussione solo tra addetti ai lavori, ma che se ne parli diffusamente. In Sardegna ci sono troppi fumi, troppi veleni e troppi rifiuti, anche nascosti». Su Ottana ha detto la sua anche Claudia Zuncheddu, consigliere regionale e medico, che ha presentato un’interrogazione alla giunta Cappellacci sul recente episodio di inquinamento ambientale proprio nella piana di Ottana: il caso delle pecore annerite da una misteriosa nube tossica proveniente, secondo le indagini della magistratura, proprio dalla centrale di Ottana. Le cifre: 363 ettari inquinati, circa 4000 capi di bestiame colpiti. «Non ho ricevuto risposta – dice Zuncheddu –. Noto al contrario che qui, come in altre parti dell’isola, si prosegue con progetti in controtendenza e dannosi per la salute». Il caso delle “pecore nere” di Ottana è stato affrontato anche nell’intervento di Migaleddu («Ottana Energia ha attribuito il fenomeno all’incendio di sterpaglie, non sapevo che bruciandole si producessero idrocarburi alifatici», ha ironizzato). La sua è una disamina circostanziata delle emergenze ambientali dell’isola, in cui spesso si usa l’alibi della crisi occupazionale o del costo elevato dell’energia per avvallare operazioni finanziarie vantaggiose solo per pochi. «Perché convertire a carbone una centrale quando nello stesso territorio ce n’è una idroelettrica, quella del Taloro, che ha una potenza di 340 megawatt?». La Sardegna produce il dieci per cento in più di energia di quanta ne consumi, per la metà con centrali alimentate a olio combustibile. Perché non imboccare la strada delle energie rinnovabili, dice Migaleddu, fortemente critico sul progetto di una megacentrale a biomasse a Porto Torres. «Per alimentarla, come si ipotizza con piante di cardo, occorrerebbe coltivare una superficie di 1200 chilometri quadri. La stessa produzione di energia si avrebbe con un impianto fotovoltaico di 70 chilometri quadri». Forti critiche anche sul progetto Saras per Arborea: «Le stesse trivellazioni alla ricerca del gas inquinerebbero», dice Migaleddu, che parla di «razzismo ambientale» verso la Sardegna. E poi le cifre: in Sardegna le aree inquinate assommano a 445mila ettari, centomila più della Campania. Tutta colpa delle servitù militari (Quirra, Teulada) dove è stato sperimentato ogni genere di armamento? Affatto, perché nella nostra isola un abitante su tre, dice il presidente dell’Isde, vive in prossimità di un’area individuata come Sin, cioè sito da bonificare d’interesse nazionale (la zona industriale di Porto Torres, 4500 ettari, e la vasta area Sulcis-Iglesiente-Guspinese, per 442mila ettari). La media nazionale è un abitante su dieci. Poi ci sono gli inceneritori: anacronistici, inquinanti, spesso causa di patologie, al centro di traffici di rifiuti, come ha evidenziato Domenico Scanu. Un caso per tutti, Tossilo, dove la Regione progetta un nuovo impianto nonostante le proteste dei cittadini di Macomer. Un termovalorizzatore, guarda che novità.

  26. luglio 13, 2013 alle 10:35 am

    da La Nuova Sardegna, 13 luglio 2013
    Senatori 5 Stelle all’assalto della chimica.
    Presentata un’interrogazione sulla salute dei cittadini e sulla potenza della centrale a biomasse: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2013/07/13/news/senatori-5-stelle-all-assalto-della-chimica-1.7413054

  27. franco
    settembre 25, 2013 alle 8:38 am

    Capisco che il lavoro è importante, ma la salute dei propri figli ancora di più.E’ giusto protestare per i diritti dei lavoratori.Ma mettere la testa dentro la sabbia su un problema così importante è vergognoso.Come farà a giustificarsi un genitore , quando il figlio malato, gli dirà, ma papà TU SAPEVI E NON HAI FATTO NIENTE

  28. Shardana
    settembre 25, 2013 alle 12:50 pm

    Penso che quel tipo di lavoro,sia importante per i nostri politici, che fanno carte false per tenere in piedi fabbriche della morte.Ho letto giorni fa,che in sardegna dall’inizio dell’anno hanno chiuso 2000 attività commerciali……perchè nessuno se ne cura?Sembra che gli unici lavoratori siano quelli delle industrie…..mah

  29. ottobre 1, 2013 alle 2:49 pm

    da La Nuova Sardegna, 1 ottobre 2013
    Al vaglio i 75 casi di bimbi malati a Sarroch dopo la ricerca di otto scienziati.

    Nella mani della Procura c’è anche l’ormai noto studio epidemiologico condotto da otto ricercatori di fama internazionale su 75 bambini di Sarroch e pubblicato dalla rivista scientifica Mutagenesis. Dimostra come i piccoli che abitano vicino al polo industriale e sono esposti agli effetti sull’atmosfera delle guerre simulate condotte ogni anno al poligono interforze «presentano incrementi significativi di danni e di alterazioni del Dna rispetto al campione di confronto estratto dalle aree di campagna». Scrivono i ricercatori: «La qualità dell’aria rappresenta una questione ambientale di importanza primaria con potenziali effetti sulla salute dei bambini residenti nelle aree circostanti»

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    Teulada, materiale bellico in mare. La Procura cerca un nesso tra le attività del poligono e i casi di tumore.

    CAGLIARI. Il fondale del mare di Teulada interdetto alla pesca, il tratto in cui nell’arco di cinquantaquattro anni si sono concentrate le guerre simulate, è disseminato di relitti, frammenti di munizioni e resti di materiale bellico. E’ un dato certo, in aperto contrasto con la relazione tecnica riservata del Nurc – Nato undersea research center di La Spezia – per la quale in quello specchio d’acqua risulterebbero soltanto pochi rottami. Oltre il lavoro del Nurc, che è stato acquisito informalmente, la Procura ha in mano rapporti militari e informative piuttosto dettagliate, che descrivono una situazione completamente diversa da quella illustrata ma tenuta in parte riservata dalla Difesa. Si tratta di capire se il «cimitero» di materiale militare abbia provocato danni all’ambiente naturale e se l’insieme delle attività del poligono Nato possa essere messo in relazione con la morte avvenuta nel 2009 del caporalmaggiore Manolo Pinna, colpito da un tumore al cervello dopo due anni di servizio a Teulada, tra il 2001 e il 2002, e con le decine di altri casi di morte e di malattia denunciati nel corso degli ultimi anni. Un’indagine epidemiologica è in corso già da mesi, è stato il pm Emanuele Secci a disporla in silenzio. I risultati saranno il punto di partenza dell’inchiesta, che andrà avanti soltanto se l’incidenza di malattie collegabili all’attività militare sarà significativamente diversa da quella riscontrata in altri territori lontani dal poligono. La Procura affiderà anche una perizia medico-legale, necessaria per stabilire se i decessi denunciati dalle famiglie possano già ora essere considerati riconducibili alla presenza militare e all’uso di munizionamenti potenzialmente pericolosi per la salute umana. Dal confronto dei dati epidemiologici e medico-legali il magistrato dovrebbe infine ricavare un quadro attendibile della situazione di Teulada, secondo uno schema di lavoro sostanzialmente sovrapponibile a quello utilizzato dal pm Fiordalisi nell’inchiesta su Quirra. Quali che siano gli esiti sul fronte legato alla salute umana – l’indagine è iscritta sull’ipotesi di omicidio colposo – la Procura andrà comunque avanti sino in fondo per accertare eventuali danni all’ambiente. Un lavoro certamente difficile, che la collaborazione dei comandi militari sembra però rendere possibile. Finora infatti gli alti ufficiali che operano al poligono di Teulada hanno messo a disposizione della Procura tutta la documentazione disponibile. Forse sono maturi i tempi perché il progetto di fare luce finalmente e una volta per tutte sullo stato di Teulada e sui rischi collegabili all’attività militare possa diventare un progetto comune. Nel lavoro d’inchiesta, che va avanti da mesi, il pm Secci terrà conto anche dei dati raccolti dall’Università di Cagliari, da tempo impegnata in una ricerca sulle condizioni del mare di Sarroch e Pula, dove da anni viene segnalata una situazione di inquinamento industriale mai confermata da risultanze scientifiche definitive. Finora i ricercatori dell’ateneo cagliaritano hanno accertato una concentrazione anomala di idrocarburi nei molluschi filtratori, ma non è ancora chiaro se possa essere riferita all’attività della raffineria di Sarroch e alle altre industrie della zona.

  30. cinzia piras
    ottobre 8, 2013 alle 8:36 am

    Purtroppo siamo stanchi di non essere ascoltati ormai cosa possiamo fare? Vogliamo parlare anche di tantissimi casi di sclerosi multipla in Sardegna? Ormai il denaro fa da padrone e ai nostri politici non importa niente di noi poveri sfigati !!! Io personalmente ho una sorella di appena 30 anni malata di sclerosi multipla e diabete mellito 1 !ma in questo paese di ladri sei solo un numero!! Che tristezza!!anche perche’ quando cerchi di far sentire la tua voce tiprendono per una pazza visionaria!! E allora non ci resta che piangere in silenzio!!

  31. ottobre 30, 2013 alle 5:19 pm

    riceviamo e pubblichiamo volentieri.

    COMUNICATO STAMPA
    INQUINAMENTO A SANT’ELIA: ZUNCHEDDU, «SUBITO UNA CENTRALINA PER IL MONITORAGGIO DELL’ARIA INTORNO AL QUARTIERE»

    Cagliari, 30 ottobre 2013 – «Dopo quasi un decennio continuano ad essere pressoché ignorati, dal Ministero alla Regione, gli allarmanti risultati emersi dal rapporto pubblicato nel 2008 dall’Istituto Superiore di Sanità sulle percentuali di patologie tumorali e leucemie rilevate nel distretto sanitario di Cagliari ovest, che comprende non solo l’area intorno alla raffineria Saras, ma tutto il polo industriale di Macchiareddu e le popolazioni dell’hinterland». Lo ha affermato la consigliera regionale di SardignaLibera, nonché medico impegnato sul fronte della salute ambientale, Claudia Zuncheddu, depositando una mozione urgente per l’installazione di una centralina di monitoraggio dell’aria intorno al quartiere cagliaritano di S. Elia, costantemente esposto all’inquinamento atmosferico dei Poli Industriali del distretto di “Cagliari Ovest” (Macchiareddu e Sarroch).

    «In particolare – spiega Zuncheddu – dallo studio è emerso che negli ultimi decenni la popolazione maschile residente nel distretto sanitario di Cagliari ovest presentava un rischio elevato di emolinfopatie maligne, in particolare di leucemie. I rischi più elevati si manifestavano nei comuni di Pula, Sarroch e Assemini. I dati vengono confermati sia da un rapporto della Regione (2005), sia dallo studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinanti dell’Istituto Superiore della Sanità (2012)».

    «Ad oggi – continua Zuncheddu – vaste aree del cagliaritano, particolarmente esposte per posizione geografica all’inquinamento delle zone industriali di Sarroch e Macchiareddu, non sono oggetto di studi e monitoraggi. Tuttavia, negli anni, medici di base e specialisti hanno potuto constatare l’incremento non solo di patologie tumorali, linfomi, ma anche di altre malattie strettamente connesse con l’inquinamento ambientale: da quelle respiratorie, alle allergie, a quelle endocrine nella popolazione residente nel quartiere di Sant’Elia a Cagliari e nelle aree limitrofi».

    «Dalle testimonianze raccolte nello stesso quartiere – conclude Zuncheddu – emerge che da decenni l’azione dei venti espone costantemente quest’area ai forti miasmi provenienti verosimilmente dalla raffineria della Saras, distante pochi chilometri in linea d’aria dal quartiere cagliaritano, e con essi, evidentemente, anche ad agenti inquinanti dannosi per la salute dell’uomo».

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    Segreteria e Ufficio Stampa On.le Claudia Zuncheddu
    Consiglio Regionale della Sardegna
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  32. novembre 15, 2013 alle 2:55 pm

    da Sardinia Post, 14 novembre 2013
    Nell’Isola 7mila tumori all’anno. Gli oncologi: “Serve il registro regionale”: http://www.sardiniapost.it/cronaca/nellisola-7mila-tumori-allanno-gli-oncologi-serve-il-registro-regionale/

  33. maggio 15, 2014 alle 10:26 pm

    da Sardinia Post, 15 maggio 2014
    Sassari e Porto Torres, allarme tumori. (Piero Loi): http://www.sardiniapost.it/cronaca/sassari-porto-torres-allarme-tumori/

  34. angelo cremone
    maggio 19, 2014 alle 2:07 pm

    Scusandomi, leggo solo adesso l’intervento di Shardana – giugno 4, 2013 cui probabilmente conosce poco i fatti del mio operato, affermando : ” Però mi dica come può conciliare la riapertura dell’Eurallumina con il suo operato ? Sa bene cosa tutto c’è sotto il fango, quindi,,”. Rispondo innanzitutto mettendo in evidenza che il Bacino Fanghi Rossi Eurallumina è stato posto sotto sequestro con ipotesi di disastro ambientale, dopo che sul posto, con Elio Maccioni ( Poetoscuso Libera ) vi abbiamo portato la squadra del Noe, chiedendo di vedere e analizzare i Veleni che vi fuoriuscivano. Che per tanti anni, le mie denunce sugli smaltimenti illegali in quel bacino, compresi i fanghi tossici del Forno a Sale – Alumix ( fabbrica dove lavoravo e licenziato ) non trovavano il conforto della Magistratura. Il mio operato? L’Eurallumina, difficilmente credo che riaprirà ( per me, non riaprirà ) ma non è il sottoscritto che ha il potere di farla riaprire. Diversamente, riaprendo, credo che il mio operato sia quello di pretendere che si utilizzino le BAT ( migliori tecnologie esistenti ) cosa da sempre trascutata, evitando i crimini perpetrati e da me denunciati sino a questo momento, con prescrizioni da far rispettare con verifiche puntuali, diversamente da quanto fatto nel passato, con tanto di omissioni, da Noi sempre denunciate. Inoltre, quando si parla del silenzio nei confronti dei bambini avvelenati, e si nominano i fatti criminosi e vergognosi di Portoscuso, non sarebbe male, nominando cani e porci e altri che si sono prodigati denunciandone le violazioni, ricordare che ancora sul posto, c’è chi resiste contro certi delinquenti e trafficanti di morte, senza smettere di denunciarli e pretendere che tale male venga estirpato ” Ignorare il Male, significa esserne complici “.

  35. maggio 31, 2014 alle 10:55 am

    da CagliariPad, 30 maggio 2014
    Incidente a Sarroch, fuorusciti 300 litri di acido – FOTO (http://www.cagliaripad.it/photogallery.php?page_id=185)
    Nessuno è rimasto ferito e grazie al tempestivo intervento del servizio di prevenzione e protezione dell’azienda e dei vigili del fuoco, che con potenti getti d’acqua hanno vaporizzato l’acido, non si sono registrati danni all’ambiente: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=8943

  36. dicembre 3, 2014 alle 2:53 pm

    pregevole intervento al profumo di benzene del Sindaco di Sarroch Salvatore Mattana.

    da L’Unione Sarda, 3 dicembre 2014
    L’ INQUINAMENTO A SARROCH. (Salvatore Mattana): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20141203093150.pdf

  37. Fabrizio De Andrè
    dicembre 3, 2014 alle 7:44 pm

    Buoasera signor sindaco di SARROCH,le emissioni degli inquinanti nell’aria sono minori perchè è diminuita la produzione e poi per piacere,ARPAS.

  38. febbraio 20, 2015 alle 3:00 pm

    finalmente un intervento in proposito.
    Bisogna però dire che Massimo Dadea, medico, è stato consigliere e assessore regionale, ma in quella veste non si ricordano incisive azioni contro l’inquinamento e in favore delle “vittime”.
    Meglio tardi che mai.

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    da L’Unione Sarda, 20 febbraio 2015
    Indagine sui tumori, troppi rinvii. L’ISOLA DEI VELENI CHE NONVA ALL’EXPÒ. (Massimo Dadea) (http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_82_20150220083459.pdf)

    Il Piano Juncker di oltre 300 miliardi di euro per investimenti, disegna per la Sardegna un destino fatto di bio-raffinerie ed elettrodotti per trasferire, nel continente, l’energia prodotta. Tra i progetti finanziabili la bio-raffineria che il gruppo Mossi&Ghisolfi intende costruire a Portoscuso e che andrebbe ad aggiungersi all’impianto della Chimica Verde a Porto Torres. Decine di migliaia di ettari saranno destinati alla coltivazione del cardo, della colza, delle canne. Niente di nuovo sotto il cielo: consumo e rapina del suolo, emissioni inquinanti legate alla combustione di biomasse in aree già degradate. Eppure sono oramai tanti gli studi che certificano in Sardegna un disastro ambientale drammatico: ben 447 mila ettari di territorio sono inquinati da un carico di veleni che ha contaminato l’acqua, la terra, l’aria. Si badi, questo è un dato parziale visto che l’indagine epidemiologica “Sentieri” (Istituto Superiore di Sanità) ha interessato solo le aree industriali del Sulcis-Iglesiente-Guspinese e di Porto Torres, mentre sono rimaste escluse la piana di Ottana, l’area di Sarroch e le aree militari di Quirra e Teulada. In queste zone gli uomini, le donne, i bambini muoiono di più a causa di un’alta incidenza delle patologie neoplastiche: tumori della pleura e del polmone, linfomi e leucemie. Un’immagine della Sardegna leggermente diversa da quella che si vorrebbe proporre alla Expo di Milano, “l’Isola della qualità della vita”: dell’eccellenza ambientale e delle produzioni agroalimentari, della longevità. Quello che sconcerta è il comportamento schizofrenico delle istituzioni regionali: da un lato un gran da fare per accreditare un’immagine patinata dell’isola, dall’altro un atteggiamento da cattiva massaia, preoccupata più di occultare la sporcizia sotto il tappeto che di fare pulizia. A un anno dall’insediamento della nuova giunta regionale non c’è segnale della volontà di spezzare quell’odioso ricatto che, da oltre cinquant’anni, contrappone – in Sardegna – diritti costituzionalmente garantiti: il diritto al lavoro, il diritto alla salute, il diritto all’ambiente. Ed allora, cosa si aspetta ad avviare una indagine epidemiologica indipendente sull’intero territorio regionale e ad istituire il Registro regionale dei tumori, previsto dal piano sanitario del 2007? Cosa si aspetta a rivoluzionare la nostra organizzazione sanitaria, così che privilegi la salute dei cittadini rispetto ad una “sanità” incentrata sugli aspetti gestionali: nomine dei direttori generali, dei direttori sanitari e amministrativi, di nuovi primariati, istituzione di nuovi quanto improbabili ospedali? A nessuno sarà più consentito trincerarsi dietro le solite frasi di circostanza: non sapevo, non ero a conoscenza. Ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità di fronte alla legge e ai cittadini sardi.

  39. marzo 9, 2015 alle 2:57 pm

    da L’Unione Sarda, 7 marzo 2015
    La Sardegna è la regione più inquinata d’Italia. (Augusto Ditel): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/108887_La_Sardegna_e_la_regione_piu_inquinata_dIta.pdf

    —————————–

    8 marzo 2015
    Siti contaminati, l’assessore contesta i dati: http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/108971_Siti_contaminati_lassessore_contesta_i_dati.pdf

  40. marzo 11, 2015 alle 10:21 pm

    da Sardinia Post, 11 marzo 2015
    Bonifiche, la Giunta: “Solo l’1% del territorio sardo potenzialmente inquinato”: http://www.sardiniapost.it/politica/bonifiche-la-giunta-solo-l1-del-territorio-sardo-potenzialmente-inquinato/

    —————————————————————

    Bonifiche, riprogrammati fondi per 67 milioni. Interventi a Iglesias e a Guspini: http://www.sardiniapost.it/politica/bonifiche-riprogrammati-fondi-per-67-milioni-interventi-iglesias-e-guspini/

    ________________________________________________________

    da La Nuova Sardegna, 12 marzo 2015
    Bonifiche al via. Regione:ora gli interventi. (Umberto Aime): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/109151_Bonifiche_al_via_Regioneora_gli_interventi.pdf

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    da L’Unione Sarda, 12 marzo 2015
    Bonifiche: corsa per salvare i soldi, resuscitare Igea e i suoi contratti. (Cristina Cossu). http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/109139_Bonifiche_corsa_per_salvare_i_soldi_resusci.pdf

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    Sindacati in coro: «Speriamo sia la volta buona»: http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/109140_Sindacati_in_coro_Speriamo_sia_la_volta_buo.pdf

  41. max
    marzo 12, 2015 alle 7:15 am

    alla luce del piano dell’europa che riserva alla sardegna un futuro industriale e di hub dell’energia mi pare che altro non serva per dimostrare agli ambientalisti integralisti un po’ talebani che il turismo con “gli amnnessi e connessi”ovvero con un po’ di cemento e’ il male minore rispetto alcoa, vinilys, raffinerie moratti,centrali a gas enel,pale eoliche selvagge e chi + ne ha + ne metta. la sardegna deve scegliere RAPIDAMENTE cosa vuole fare da grande e vi sono 3 ipotesi:
    1) futuro industriale con multinazionali che vanno e vengono, inquinano e licenziano sempre trasformando la + bella regione d’italia in una grande discarica.
    2) futuro naif di pecorai, piccoli artigiani, migranti ed agricoltori giocoforza, isolazionaista.
    3) turismo con patti chiari: maestranze locali,architettura locale, materiali locali,convenzioni con societa’ vettori, tour operator e travels promoter internazionali e nostrani e se intervengono stranieri ricchi ( russi,cinesi o arabi del golfo) fare concessioni a fronte di investimenti massicci di questi in ambito culturale, sanitario, infrastrutturale.
    e’ giusto rispettare la legge , ma con l’attuale rigidita’ legislativa la sardegna diverra’ veramente un sardistan ma non in mano agli arabi ma ai potenti locali, tutti SARDI.
    chi vuole intendere intenda.

    • marzo 12, 2015 alle 11:16 pm

      Max, le cose non sono così semplici come le descrivi.
      In ogni caso, le coste sarde sono già piene di alberghi e “seconde case”, ambedue vuoti ormai per 10 mesi e mezzo all’anno.
      La Sardegna non ha bisogno nemmeno di un mattone in più.
      C’è bisogno, invece, di una seria politica turistica, mai esistita finora.
      Il turismo in Sardegna ha bisogno di servizi, di ampliare la stagione, di un’accurata promozione all’Estero, ha bisogno di trasporti a prezzi più contenuti, ha bisogno di “oggetti turistici” efficaci, come i parchi naturali, ha bisogno di un’accoglienza di qualità, professionale.
      Il turismo non equivale al “mattone”, tutt’altro.

      Stefano Deliperi

      • max
        marzo 13, 2015 alle 7:22 am

        Stefano la tua analisi e’ certamente piu’ puntuale della mia e probabilmente c’e’ gia’ troppo mattone “inoccupato” 11 mesi all’anno; questo pero’ non e’ uguale in tutte le microregioni sarde. nel sulcis c’e’ poco o nulla di ospitalita’e quello che c’e’ e’ inadeguato per un target che porta contribuzione SIGNIFICATIVA e che potrebbe apprezzare la natura selvaggia. chi ha i soldi vuole il top ma non necessariamente il casino ( costa smeralda). tu ribatterai giustamente che anche gli alberghi presenti sono sempre semivuoti e non tutti i turisti sono ricchi quindi concordo di dare la precedenza alla politica e successiva promozione del turismo; poi vedremo cosa fare.
        insomma non vuoi mettere il carro davanti ai buoi; probabilmente hai ragione.
        una cosa e’ certa; la sardegna langue. il sulcis e’ morto.

  42. Fabrizio De Andrè
    marzo 12, 2015 alle 10:33 am

    IGEA,PARCOGEOMINERARIO,EX ILA,CARBOSULCIS non mi sembrano gestite da multinazionali,Chi ha dato finanziamenti illeciti ad ALCOA ,PORTOVESMESRL?Chi ha aumentato la quantità di scorie da bruciare a portovesme?Chi porta avanti i progetti più insostenibili per la nostra isola?Quelli per i quali voi votate,ai quali fate pubblicità in campagna elettorale definendoli il meno peggio,dei quali pigliaru e la sua giunta sono oggi la massima espressione.La gestione del malaffare è nelle mani della partitocrazia sarda e dei loro complici.E ne avete del tempo ad aspettare il cambiamento,loro non hanno nessuna intenzione di cambiare.Lo dimostra il fatto,che l’attuale giunta reginale porta avanti le stesse schifezze e complicità delle giunte precedenti nei confronti delle cricche sulcitane.Per prenderci ancora di più per il culo,ci troviamo con Cappellacci che guida la “rivolta”contro le scorie radioattive e pili che fà la guerra contro le basi.Non diamo colpa agli altri per il momento che stiamo vivendo su la testa o i COMPAGNI DI MERenDa,non ci toglieranno la dignità per mantenere il loro “SISTEMA”.ANCHE SE ORA VI CREDETE ASSOLTI SIETE TUTTI COINVOLTI

    • marzo 12, 2015 alle 11:20 pm

      ma lascia stare Fabrizio De Andrè 😉
      Esci allo scoperto, mettici la faccia e candidati. Ti votiamo in massa.
      Fin quando tu e migliaia di persone come te vi limiterete a lamentarvi anonimamente nei commenti di un blog e sarete felici per uno slogan scritto non cambierà mai nulla.
      Bye.

      Stefano Deliperi

  43. Bio IX
    marzo 12, 2015 alle 12:30 pm

    Intanto, del registro tumori, che dovrebbe essere LA priorità, non c’è traccia. Chissà perché ….

  44. Carlo Forte
    marzo 12, 2015 alle 1:25 pm

    Perchè sono dei delinquenti patentati,il cancro della sardegna.Anche io penso che finchè questa gente starà al potere nulla cambierà avendo la legge che li protegge.In galera si va per il furto di un’aragosta non per il furto di miliardi e l’uccisione di migliaia di persone esposte ai veleni delle industrie.

  45. Fabrizio De Andrè
    marzo 13, 2015 alle 9:59 am

    Ciao Stefano,partecipo già attivamente alla vita politica del mio paese in un partito,ma la gente vota chi gli da lavoro per un mese,chi fa costruire,chi da impiego a portovesme. Nessuno vota per te se parli di albergo diffuso,parchi,percorsi naturalistici archeologici,enogastronomici,discariche abusive,inquinamento,ampliamento della stagione etc etc forse per questo motivo non sono mai stato eletto.Ma non mi arrendo ho ancora tempo e speranza dalla mia parte.Grazie per l’incoraggiamento però ne farò tesoro…..si son presi i nostri cuori sotto una coperta scura,la la la la la……..

  46. Bio IX
    marzo 13, 2015 alle 11:30 am

    … e anche un po’ (molto) stupidi, perché nella boccia di vetro che continuano ad avvelenare ci nuotano anche loro

    • Fabrizio De Andrè
      marzo 13, 2015 alle 7:41 pm

      Penso proprio di no BIO IX,loro non nuotano galleggiano.

  47. Bio IX
    marzo 13, 2015 alle 11:19 pm

    😉
    A parte gli scherzi, anche loro – chi più chi meno – fanno la loro parte di “filtri umani” perché respirano la stessa aria (difficilmente confinabile in determinate zone), bevono la stessa acqua, mangiano gli stessi cibi e si ammalano come tutti gli altri. Poi, certo, si può imputare tutto alla “sfortuna” ( http://www.vitalmicroscopio.net/2015/02/02/perche-contrarre-cancro-non-questione-bad-luck/ ), ma nel terzo millennio ci si aspetterebbe qualcosa di più avanzato della mera astrologia ….

  48. aprile 5, 2015 alle 12:28 pm

    da L’Unione Sarda, 4 aprile 2015
    Sarroch: il rione dei morti di tumore “Qui ho perso genitori e colleghi”: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2015/04/04/sarroch_capoterra_il_rione_dei_morti_di_tumore_ho_perso_madre_pad-6-413807.html

  49. max
    aprile 5, 2015 alle 1:06 pm

    amici sardi tirate fuori le palle ( nella grande guerra lo avete dimostrato); cambiate il vs destino. fate scelte coraggiose. siate orgogliosi di essere sardi come lo sono gli irlandesi ma voi siete meno spocchiosi e piu’ possibilisti.basta giudicati. uniti vincerete.il turismo e’ il vs futuro. il mondo invidia la sardegna.trasformate tutto quello che avete in oro( vini, formaggi, paesaggi,lingua, cultura,storia,archeologia,esoterismo e ignoto).
    considerati Sardi e non sardi.

  50. Pietro
    aprile 6, 2015 alle 12:51 am

    Più che Sardi Max siamo sordi.

  1. giugno 1, 2013 alle 7:16 am
  2. giugno 4, 2014 alle 6:25 am
  3. agosto 5, 2014 alle 12:45 pm
  4. gennaio 21, 2016 alle 12:19 pm
  5. gennaio 22, 2016 alle 5:09 am

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