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Alterazione del DNA nei bambini di Sarroch, picchi di leucemie maschili nel Cagliaritano.


Sarroch, raffineria Saras s.p.a.

Sarroch, raffineria Saras s.p.a.

Sulla prestigiosa rivista internazionale di epidemiologia dell’Università di Oxford “Mutagenesis” sono stati pubblicati i risultati di una ricerca svolta da otto ricercatori di assoluta fama internazionale (Marco Peluso, Armelle Munnia, Marcello Ceppi, Roger W. Giese, Dolores Catelan, Franca Rusconi, Roger W.L. Godschalk e Annibale Biggeri): i 75 bambini delle scuole elementari e medie di Sarroch (CA) che hanno costituito il campione della ricerca “presentano incrementi significativi di danni e di alterazioni del Dna rispetto al campione di confronto estratto dalle aree di campagna”, verosimilmente Burcei (CA).

Risultati altamente preoccupanti (per non dire altro) “in linea con quelli ottenuti da altri studi simili come quelli compiuti alla centrale termica di Taichung in Taiwan e a Pancevo, dove si trova il più grande polo petrolchimico della Serbia”, due fra i siti più conosciuti dagli epidemiologi quali luoghi a rischio di neoplasie e altre malattie provocate dall’inquinamento atmosferico.

Le conclusioni sono chiare: “il nostro studio dimostra che i bambini residenti in prossimità del polo industriale di Sarroch presentano incrementi significativi di danni e alterazioni del dna rispetto agli standard di riferimento.

Sarroch, raffineria gruppo Saras

Sarroch, raffineria gruppo Saras

Un ulteriore, pesantissima, conferma di quanto temuto e sostanziato nella richiesta di informazioni a carattere ambientale e adozione di provvedimenti inoltrata (23 febbraio 2013) dalle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus relativamente all’alta incidenza dei linfomi non Hodgkin per il periodo 1974-1993 nella popolazione maschile di Assemini, Pula e Sarroch riscontrata dal dott. Pierluigi Cocco (Dipartimento di sanità pubblica, Sezione di Medicina del Lavoro, Università degli Studi di Cagliari).

All’istanza ecologista sono pervenute le risposte del Comune di Pula (nota n. 5653 dell’8 marzo 2013), che ha richiesto notizie alle varie amministrazioni pubbliche competenti sulla salute dei propri cittadini anche per tutelare “l’immagine turistica del territorio”, e del Comune di Sarroch  (nota n. 3021 del 27 marzo 2013), con l’elencazione di una lunga serie di monitoraggi ambientali e indagini epidemiologiche attivate dagli anni ’90 del secolo scorso in poi, fra cui “uno studio trasversale sulla salute respiratoria dei bambini; uno studio comparativo con la popolazione infantile di Burcei; uno studio sulla frequenza di addotti al DNA e lo stress ossidativo nei bambini di Sarroch e Burcei nell’ambito del progetto “Sarroch ambiente e salute”, avviato nel 2006.

Lo studio sulla frequenza di addotti al DNA e lo stress ossidativo nei bambini di Sarroch e Burcei è molto probabilmente quello ora pubblicato.

C’è quindi la conoscenza, manca però l’azione: purtroppo, non si vede ancora alcun concreto provvedimento adottato per affrontare la pesante situazione di inquinamento ambientale.

E la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari sta ampliando la documentazione acquisita nell’ambito di un procedimento penale per inquinamento ambientale e danni alla salute pubblica.

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

fumi industriali

 

 

da La Nuova Sardegna, 14 maggio 2013 

Alterazioni del Dna, allarme per i bambini nell’area di Sarroch. Inquinamento. Studio di otto specialisti pubblicato su “Mutagenesis”. La ricerca è stata acquisita dalla Procura di Cagliari.

CAGLIARI. La Procura ha in mano un documento che potrebbe aprire una fase nuova nell’inchiesta sullo stato ambientale della costa orientale tra Cagliari, Pula e Teulada: è uno studio epidemiologico condotto da otto ricercatori di fama internazionale su 75 bambini di Sarroch. Dimostra come i piccoli che abitano vicino al polo industriale e sono esposti agli effetti sull’atmosfera delle guerre simulate condotte ogni anno al poligono interforze «presentano incrementi significativi di danni e di alterazioni del Dna rispetto al campione di confronto estratto dalle aree di campagna». Al di là dei dati, che possono essere valutati solo dagli scienziati del settore, allarma una delle affermazioni conclusive dello studio: «I nostri risultati – scrivono i ricercatori – sono in linea con quelli ottenuti da altri studi simili come quelli compiuti alla centrale termica di Taichung in Taiwan e a Pancevo, dove si trova il più grande polo petrolchimico della Serbia». Due siti che gli epidemiologi di tutto il mondo indicano come aree a forte rischio di neoplasie e di altri mali provocati dall’inquinamento atmosferico.

Stavolta non si tratta di un’indagine isolata e priva di certificazioni scientifiche: a pubblicarla è “Mutagenesis”, una prestigiosa rivista di epidemiologia edita dall’università di Oxford. I ricercatori sono autorità assolute nel campo come Marco Peluso, Armelle Munnia, Marcello Ceppi, Roger W. Giese, Dolores Catelan, Franca Rusconi, Roger W.L. Godschalk e Annibale Biggeri. Lo studio – pubblicato il 27 febbraio 2013 – illustra in sette cartelle fitte di dati il metodo seguito per giungere alle conclusioni clamorose oggi all’attenzione del pm Emanuele Secci, che conduce da circa tre anni l’inchiesta giudiziaria sull’area industriale di Sarroch, ora estesa fino al poligono di Teulada.

Scrivono i ricercatori: «La qualità dell’aria rappresenta una questione ambientale di importanza primaria nelle aree industrializzate, con potenziali effetti sulla salute dei bambini residenti nelle aree circostanti. La zona industriale di Sarroch, in provincia di Cagliari, ospita la più grande centrale elettrica del mondo e la seconda più grande raffineria di petrolio e parco petrolchimico d’Europa. Il sito industriale produce una complessa miscela di inquinanti atmosferici che comprendono benzene, metalli pesanti e idrocarburi policiclici aromatici».

«A tal proposito – è scritto ancora su Mutagenesis – abbiamo condotto uno studio trasversale per valutare l’entità della diffusione di malondialdeide-deossiguanosina nell’epitelio nasale di un campione composto da 75 bambini di età compresa tra i sei e quattordici anni frequentanti le scuole elementari e medie di Sarroch, mettendoli a confronto con un campione di 73 bambini delle zone rurali. Inoltre, sono stati analizzati i livelli di alterazioni consistenti del Dna in uno studio composto da un sottocampione di 62 bambini».

Prosegue la relazione: «Sono state rilevate le concentrazioni di benzene ed etil-benzene nell’aria dei giardini della scuola di Sarroch e in villaggio rurale attraverso campioni diffusivi. Le misurazioni esterne sono state effettuate anche in altre aree di Sarroch e in prossimità del sito industriale. I livelli esterni di benzene e di etil-benzene sono risultati significativamente più alti nei giardini della scuola di Sarroch rispetto al villaggio rurale. Elevate concentrazioni sono state inoltre rilevate nelle vicinanze del polo industriale».

«Sia i livelli medi di malondialdeide-deossiguanosina, sia i livelli di alterazioni del Dna – è scritto nello studio – sono risultati significativamente più elevati nei bambini delle scuole di Sarroch rispetto al campione di confronto».

Le conclusioni non sembrano lasciare spazio ai dubbi: «Il nostro studio – scrivono gli otto ricercatori – dimostra che i bambini residenti in prossimità del polo industriale di Sarroch presentano incrementi significativi di danni e alterazioni del dna» rispetto agli standard di riferimento. Infine: «I nostri risultati – è scritto – sono in linea con quelli ottenuti da altri studi simili come quelli effettuati nella centrale termica di Taichung in Taiwan e a Pancevo (nota come la città dei tumori, ndr). Essi riportano un incremento dei livelli del fenomeno di stress ossidativo», ovvero la condizione patologica causata dalla rottura dell’equilibrio fisiologico in un organismo vivente, fra la produzione e l’eliminazione, da parte dei sistemi di difesa antiossidanti, di specie chimiche ossidanti.

Lo studio, firmato anche dal fiorentino Biggeri, che già in passato si è occupato a lungo dell’area di Sarroch, è destinato ad arricchire i risultati ottenuti finora dall’Università di Cagliari, incaricata dalla Procura di indagare le condizioni delle acque nella costa orientale e di recente dell’atmosfera: nel corso della prima fase è stata accertata una concentrazione anomala di derivati degli idrocarburi nei mitili e negli organismi filtratori. È ancora lontano dalla conclusione lo studio sulle condizioni dell’atmosfera.

Cardo (Sylibum marianum)

Cardo (Sylibum marianum)

 

da Mutagenesis, Volume 28, Issue 3, pp. 315-321 (2013).

Malondialdehyde–deoxyguanosine and bulky DNA adducts in schoolchildren resident in the proximity of the Sarroch industrial estate on Sardinia Island, Italy.

  1. 1.                   Marco Peluso*
  2. 2.                   Armelle Munnia
  3. 3.                   Marcello Ceppi1
  4. 4.                   Roger W. Giese2,
  5. 5.                   Dolores Catelan3,4
  6. 6.                   Franca Rusconi5
  7. 7.                   Roger W. L. Godschalk6 and
  8. 8.                   Annibale Biggeri3,4

+Author Affiliations

1.                   Cancer Risk Factor Branch, Cancer Prevention and Research Institute, Via il Vecchio 2, 50139 Florence, Italy,
2.                   1 Epidemiology and Biostatistic Unit, IRCCS San Martino Hospital–IST National Cancer Research Institute, tower B, plan 1, L. go Benzi 10, 16132 Genova, Italy,
3.                   2 Department of Pharmaceutical Sciences in the Bouve College of Health Sciences, Barnett Institute, Northeastern University, 360 Huntington Avenue, Boston, MA 02115, USA,
4.                   3 Department of Statistics ‘G. Parenti’, University of Florence, Viale Margagni 59, 50134 Florence, Italy,
5.                   4 Biostatistics Unit, Cancer Prevention and Research Institute, Via delle Oblate 2, 50141 Florence, Italy,
6.                   5 Epidemiology Unit, Anna Meyer Children’s UniversityHospital, Viale Pieraccini 24, 50139 Florence, Italy and
7.                   6 Department of Toxicology, Research Institute NUTRIM, MaastrichtUniversity, Universiteitssingel 50, PO Box 616, 6200 Maastricht, The Netherlands
  1. *To whom correspondence should be addressed. Tel: +39 05532697867; Fax: +39 05532697879; Email: m.peluso@ispo.toscana.it

Abstract

Air quality is a primary environmental concern in highly industrialised areas, with potential health effects in children residing nearby. TheSarroch industrial estate in Cagliari province, Sardinia Island, Italy, hosts the world’s largest power plant and the second largest European oil refinery and petrochemical park. This industrial estate produces a complex mixture of air pollutants, including benzene, heavy metals and polycyclic aromatic hydrocarbons. Thus, we conducted a cross-sectional study to evaluate the prevalence of malondialdehyde–deoxyguanosine adducts in the nasal epithelium of 75 representative children, aged 6–14 years, attending primary and secondary schools in Sarroch in comparison with 73 rural controls. Additionally, the levels of bulky DNA adducts were analysed in a subset of 62 study children. DNA damage was measured by32P-postlabelling methodologies. The air concentrations of benzene and ethyl benzene were measured in the school gardens of Sarroch and a rural village by diffusive samplers. Outdoor measurements were also performed in other Sarroch areas and in the proximity of the industrial estate. The outdoor levels of benzene and ethyl benzene were significantly higher in the school gardens of Sarroch than in the rural village. Higher concentrations were also found in other Sarroch areas and in the vicinity of the industrial park. The mean levels of malondialdehyde–deoxyguanosine adducts per 108 normal nucleotides ± standard error (SE) were 74.6±9.1 and 34.1±4.4 in the children fromSarroch and the rural village, respectively. The mean ratio was 2.53, 95% confidence interval (CI): 1.71–2.89, P < 0.001, versus rural controls. Similarly, the levels of bulky DNA adducts per 108 normal nucleotides ± SE were 2.9±0.4 and 1.6±0.2 in the schoolchildren from Sarroch and the rural village, respectively. The means ratio was 1.90, 95% CI: 1.25–2.89, P= 0.003 versus rural controls. Our study indicates that children residing near the industrial estate have a significant increment of DNA damage.

 

 

anatre_in_voloqui Lezioni dalla ‘sindrome di Quirra’. Epidemiologia? No grazie, dott. Pierluigi Cocco, pubblicato su “Epidemiologia & Prevenzione” (Rivista dell’Associazione italiana di Epidemiologia, anno 36, gennaio-febbraio 2012

 

anatre_in_volo

qui il  Rapporto S.E.N.T.I.E.R.I. – studio epidemiologico (Ministero della salute, 2012)

 

 

qui la risposta dell’Assessorato dell’Igiene, Sanità e Assistenza sociale della Regione autonoma della Sardegna (nota prot. n. 629 del 22 marzo 2013): oltre il “Rapporto sullo stato di salute delle popolazioni residenti in aree interessate da poli industriali, minerari e militari della Regione Sardegna” (2005) nessun dato.  Sconfortante.

 

nota Assessore sanità R.A.S. n. 629 del 22 marzo 2013 su leucemie maschili nel Cagliaritano

nota Assessore sanità R.A.S. n. 629 del 22 marzo 2013 su leucemie maschili nel Cagliaritano

(foto da mailing list ambientali, S.D., archivio GrIG)

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  1. Mara
    maggio 15, 2013 alle 8:14 am

    Qualcuno lo farà leggere al Sig. Moratti?

  2. Occhio nudo
    maggio 15, 2013 alle 9:32 am

    Qualcuno lo farà leggere a chi deve tutelare la salute dei cittadini?

  3. maggio 15, 2013 alle 2:59 pm

    da La Nuova Sardegna, 15 maggio 2013
    Il caso Sarroch. «Contaminati 445mila ettari». Rischio di alterazioni del Dna, per Migaleddu (Isde) è allarme in tutta l’isola. (Mauro Lissia)

    SARROCH. L’allarme c’è e non soltanto nell’area industriale di Sarroch e attorno al poligono di Teulada: chi abita nelle zone a rischio, soprattutto i bambini, rischia alterazioni al Dna che nel tempo possono provocare tumori e altre malattie letali. Per Vincenzo Migaleddu, responsabile dell’Isde (International Society of Doctors for the Environment Sardegna) è solo l’omertà diffusa che impedisce a ricerche autorevoli come quella pubblicata a febbraio sulla rivista Mutagenesis, dell’Università di Oxford, di aprire la strada ad approfondimenti scientifici e a indagini utili per chiarire l’origine e affrontare le conseguenze delle varie forme di inquinamento ambientale: «Il rischio è reale – avverte Migaleddu – ci sono dati consolidati che lo confermano. Un esempio? Il sito industriale di Porto Torres ha provocato finora più morti dell’Ilva di Taranto. Ma è difficile farlo capire…». Il caso di Sarroch e della costa orientale cagliaritana ha connotati preoccupanti: gli otto ricercatori italiani e stranieri, tra cui il celebre epidemiologo fiorentino Annibale Biggeri, hanno studiato gli effetti dell’esposizione al benzene e ad altri componenti degli idrocarburi su 75 bambini, confrontando poi il loro stato con un gruppo di coetanei di Burcei: «Le alterazioni del Dna sono accertate – conferma Migaleddu – semmai va tenuto conto del fatto che alterazioni analoghe si potrebbero riscontrare su bimbi che vivono in un’area urbana come Cagliari. Per una ragione semplicissima: in molte città il livello di esposizione all’inquinamento è estremamente elevato, spesso simile alle aree industriali. Ecco, il passo successivo di quel lavoro importantissimo potrebbe essere proprio questo, valutare se l’impatto dell’inquinamento urbano sull’organismo umano sia pari a quello industriale. Ma se fosse così non ci sarebbe certo alcun motivo di rallegrarsi». Perché le conseguenze sarebbero comunque gravi: «Stiamo parlando del Dna, della sua capacità di esprimersi – avverte Migaleddu – e le conseguenze possono essere tumori e altre patologie importanti». Non è certo la prima volta che ricercatori autorevoli denunciano il rischio che la presenza industriale e quella delle attivutà militari incida sulla salute umana: «C’è lo studio Sentieri – spiega Migaleddu – che indica con chiarezza quali sono i livelli di mortalità legati ai siti industriali. In Sardegna la situazione più critica è quella di Porto Torres ma anche gli altri siti, dal Sulcis a Sarroch, rappresentano un pericolo ormai accertato, sul quale stranamente si continua a sorvolare». I numeri sono sconcertanti: «La Sardegna ha 445mila ettari di terra contaminata, stiamo peggio della Campania che ne he 345mila. Nell’isola quattromila persone vivono vicino a siti industriali. Si discute spesso dei 30mila ettari di servitù militari e molto meno delle servitù industriali, altrettanto pericolose per la salute. Ed è strano, perché negare l’esistenza di un problema come questo è un non senso». Migaleddu punta l’indice soprattutto sulla politica: «Purtroppo la nostra classe dirigente ignora questi problemi, ma è sbagliato, non bisogna aver paura di dire la verità. La Sardegna è contaminata, dobbiamo prenderne atto per cercare soluzioni e intervenire. Serve un’inversione di tendenza, le bonifiche devono venire prima di qualsiasi altra cosa perché lo stato di salute del territorio si riflette inevitabilmente su quello delle popolazioni». Coi bambini candidati ad essere le prime vittime di questa situazione allarmante: «Sono i più vulnerabili – avverte Migaleddu – e la ricerca pubblicata su Mutagenesis lo conferma pienamente». Qualcosa però si muove: la denuncia contenuta nei film-documento “Oil” del regista Massimiliano Mazzotta ha suscitato l’attenzione della Procura cagliaritana, che da tre anni indaga sullo stato della costa orientale – da Pula a Teulada – con la collaborazione dell’Università. Emergono conferme dei timori espressi negli anni da Biggeri, da Migaleddu e da altri ricercatori che vorrebbero vederci chiaro.

  4. maggio 15, 2013 alle 3:05 pm

    da CagliariPad, 15 maggio 2013
    L’allarme degli ecologisti: “Alterazione del Dna nei bambini di Sarroch”.
    Secondo uno studio riportato dal Gruppo di Intervento giuridico nel Cagliaritano ci sarebbero “picchi di leucemie maschili”. (http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=2812)

    Sulla rivista internazionale di epidemiologia dell’Università di Oxford “Mutagenesis” sono stati pubblicati i risultati di una ricerca svolta da otto ricercatori di assoluta fama internazionale (Marco Peluso, Armelle Munnia, Marcello Ceppi, Roger W. Giese, Dolores Catelan, Franca Rusconi, Roger W.L. Godschalk e Annibale Biggeri): i 75 bambini delle scuole elementari e medie di Sarroch (CA) che hanno costituito il campione della ricerca “presentano incrementi significativi di danni e di alterazioni del Dna rispetto al campione di confronto estratto dalle aree di campagna”, verosimilmente Burcei (CA).
    La denuncia dei risultati dello studio è delle associazioni ambientaliste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus.
    “Un ulteriore, pesantissima, conferma di quanto temuto e sostanziato nella richiesta di informazioni a carattere ambientale e adozione di provvedimenti inoltrata dalle associazioni ecologiste relativamente all’alta incidenza dei linfomi non Hodgkin per il periodo 1974-1993 nella popolazione maschile di Assemini, Pula e Sarroch riscontrata dal dott. Pierluigi Cocco (Dipartimento di sanità pubblica, Sezione di Medicina del Lavoro, Università degli Studi di Cagliari)”, precisano gli ambientalisti.
    “C’è quindi la conoscenza, manca però l’azione: purtroppo, non si vede ancora alcun concreto provvedimento adottato per affrontare la pesante situazione di inquinamento ambientale” è l’accusa delle associazioni ecologiste. “E la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari sta ampliando la documentazione acquisita nell’ambito di un procedimento penale per inquinamento ambientale e danni alla salute pubblica”.

  5. maggio 15, 2013 alle 3:07 pm

    da Sardinia Post, 14 maggio 2013
    Sarroch come Taiwan o la Serbia. Grig: “C’è la conoscenza ma manca l’azione”. (http://www.sardiniapost.it/cronaca/sarroch-come-taiwan-o-la-serbia-grig-ce-la-conoscenza-ma-manca-lazione/)

    I bambini residenti in prossimita’ del polo industriale di Sarroch presentano incrementi significativi di danni e alterazioni del Dna rispetto agli standard di riferimento“. Anche gli ecologisti del Gruppo di Intervento Giuridico e Amici della terra citano i risultati della ricerca pubblicati sulla rivista internazionale di epidemiologia dell’Universita’ di Oxford “Mutagenesis”.
    La ricerca, effettuata su un campione di 75 bambini delle scuole elementari e medie di Sarroch (in provincia di Cagliari, vicino alla raffineria della Saras) che hanno costituito il campione della ricerca “presentano incrementi significativi di danni e di alterazioni del Dna rispetto al campione di confronto estratto dalle aree di campagna”, verosimilmente Burcei, sempre nel Cagliaritano. I risultati – si legge in una nota degli ecologisti – sono altamente preoccupanti e “in linea con quelli ottenuti da altri studi simili come quelli compiuti alla centrale termica di Taichung in Taiwan e a Pancevo, dove si trova il più grande polo petrolchimico della Serbia“, due fra i siti più conosciuti dagli epidemiologi quali luoghi a rischio di neoplasie e altre malattie provocate dall’inquinamento atmosferico.
    Un’ulteriore, pesantissima, conferma – secondo il Gruppo di intervento giuridico – di quanto temuto e sostanziato nella richiesta di informazioni a carattere ambientale e adozione di provvedimenti inoltrata (23 febbraio 2013) dalle associazioni ecologiste relativamente all‘alta incidenza dei linfomi non Hodgkin per il periodo 1974-1993 nella popolazione maschile di Assemini, Pula e Sarroch riscontrata da Pierluigi Cocco del Dipartimento di sanità pubblica, Sezione di Medicina del Lavoro, dell’Universita’ di Cagliari.
    Le risposte istituzionali. All’istanza sono pervenute le risposte del comune di Pula che ha richiesto notizie alle varie amministrazioni pubbliche competenti sulla salute dei propri cittadini anche per tutelare “l’immagine turistica del territorio”, e del comune di Sarroch con l’elencazione di una lunga serie di monitoraggi ambientali e indagini epidemiologiche attivate dagli anni ’90 del secolo scorso in poi, fra cui “uno studio trasversale sulla salute respiratoria dei bambini; uno studio comparativo con la popolazione infantile di Burcei; uno studio sulla frequenza di addotti al DNA e lo stress ossidativo nei bambini di Sarroch e Burcei” nell’ambito del progetto “Sarroch ambiente e salute”, avviato nel 2006. Lo “studio sulla frequenza di addotti al DNA e lo stress ossidativo nei bambini di Sarroch e Burcei” e’ molto probabilmente quello ora pubblicato. “C’e’ quindi la conoscenza, manca pero’ l’azione – concludono gli ecologisti – purtroppo, non si vede ancora alcun concreto provvedimento adottato per affrontare la pesante situazione di inquinamento ambientale”.
    Nel frattempo la procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari sta ampliando la documentazione acquisita nell’ambito di un procedimento penale per inquinamento ambientale e danni alla salute pubblica.
    Tra i 75 bambini delle scuole elementari e medie di Sarroch che hanno costituito il campione della ricerca “presentano incrementi significativi di danni e di alterazioni del Dna rispetto al campione di confronto estratto dalle aree di campagna”, verosimilmente Burcei (CA).Sulla prestigiosa rivista internazionale di epidemiologia dell’Università di Oxford “Mutagenesis” sono stati pubblicati i risultati di una ricerca svolta da otto ricercatori di assoluta fama internazionale (Marco Peluso, Armelle Munnia, Marcello Ceppi, Roger W. Giese, Dolores Catelan, Franca Rusconi, Roger W.L. Godschalk e Annibale Biggeri):
    Risultati altamente preoccupanti (per non dire altro) “in linea con quelli ottenuti da altri studi simili come quelli compiuti alla centrale termica di Taichung in Taiwan e a Pancevo, dove si trova il più grande polo petrolchimico della Serbia”, due fra i siti più conosciuti dagli epidemiologi quali luoghi a rischio di neoplasie e altre malattie provocate dall’inquinamento atmosferico.
    Le conclusioni sono chiare: “il nostro studio dimostra che i bambini residenti in prossimità del polo industriale di Sarroch presentano incrementi significativi di danni e alterazioni del dna” rispetto agli standard di riferimento.
    Un ulteriore, pesantissima, conferma di quanto temuto e sostanziato nella richiesta di informazioni a carattere ambientale e adozione di provvedimenti inoltrata (23 febbraio 2013) dalle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus relativamente all’alta incidenza dei linfomi non Hodgkin per il periodo 1974-1993 nella popolazione maschile di Assemini, Pula e Sarroch riscontrata dal dott. Pierluigi Cocco (Dipartimento di sanità pubblica, Sezione di Medicina del Lavoro, Università degli Studi di Cagliari).
    All’istanza ecologista sono pervenute le risposte del Comune di Pula (nota n. 5653 dell’8 marzo 2013), che ha richiesto notizie alle varie amministrazioni pubbliche competenti sulla salute dei propri cittadini anche per tutelare “l’immagine turistica del territorio”, e del Comune di Sarroch (nota n. 3021 del 27 marzo 2013), con l’elencazione di una lunga serie di monitoraggi ambientali e indagini epidemiologiche attivate dagli anni ’90 del secolo scorso in poi, fra cui “uno studio trasversale sulla salute respiratoria dei bambini; uno studio comparativo con la popolazione infantile di Burcei; uno studio sulla frequenza di addotti al DNA e lo stress ossidativo nei bambini di Sarroch e Burcei” nell’ambito del progetto “Sarroch ambiente e salute”, avviato nel 2006.
    Lo “studio sulla frequenza di addotti al DNA e lo stress ossidativo nei bambini di Sarroch e Burcei” è molto probabilmente quello ora pubblicato.
    C’è quindi la conoscenza, manca però l’azione: purtroppo, non si vede ancora alcun concreto provvedimento adottato per affrontare la pesante situazione di inquinamento ambientale.
    E la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari sta ampliando la documentazione acquisita nell’ambito di un procedimento penale per inquinamento ambientale e danni alla salute pubblica.

  6. Shardana
    maggio 15, 2013 alle 4:19 pm

    Qualcuno dei politici e dei medici e dei procuratori e dei prefetti che sanno quando si deciderà ad agire?BASTA con il segreto di pulcinella è dei bambini che si parla e del loro futuro

  7. maggio 15, 2013 alle 9:53 pm

    da Sardegna Oggi, 15 maggio 2013
    Inquinamento e pericoli per la salute a Sarroch? Il M5S porta il caso in Parlamento: “Subito indagini” (http://www.sardegnaoggi.it/Politica/2013-05-15/21768/Inquinamento_e_pericoli_per_la_salute_a_Sarroch_Il_M5S_porta_il_caso_in_Parlamento_Subito_indagini.html)
    Alterazioni al Dna per 75 bambini di Sarroch. Lo rende noto uno studio pubblicato sulla rivista internazionale Mutagenesis. Il caso ora arriva in Senato con un’interrogazione del Movimento Cinque Stelle.

    CAGLIARI – Sulla prestigiosa rivista internazionale di epidemiologia dell’Università di Oxford “Mutagenesis” sono stati pubblicati i risultati di una ricerca svolta da otto ricercatori di assoluta fama internazionale (Marco Peluso, Armelle Munnia, Marcello Ceppi, Roger W. Giese, Dolores Catelan, Franca Rusconi, Roger W.L. Godschalk e Annibale Biggeri): i 75 bambini delle scuole elementari e medie di Sarroch (CA) che hanno costituito il campione della ricerca “presentano incrementi significativi di danni e di alterazioni del Dna rispetto al campione di confronto estratto dalle aree di campagna”, verosimilmente Burcei (CA).
    Lo rende noto il Gruppo d’Intervento Giuridico che cita i risultati dell’indagine “altamente preoccupanti (per non dire altro) ‘in linea con quelli ottenuti da altri studi simili come quelli compiuti alla centrale termica di Taichung in Taiwan e a Pancevo, dove si trova il più grande polo petrolchimico della Serbia’”.
    Peraltro lo stesso studio trae delle significative conclusioni: “Il nostro studio indica che i bambini che risiedono nei pressi della zona industriale hanno un incremento significativo di alterazioni al Dna”.
    Il caso ora arriva all’attenzione del Parlamento. Il senatore del M5S Roberto Cotti ha presentato oggi un’interrogazione in merito al recente studio epidemiologico, ma non solo: “le evidenze scientifiche pregresse che hanno lanciato l’allarme sui rischi per la salute delle popolazioni, per l’ambiente e le attività agricole, non possono più rimanere senza risposta”.
    Per il senatore Cotti “occorre avviare subito le necessarie indagini per accertare senza ombra di dubbio la sussistenza di un nesso causa-effetto sulla salute delle popolazioni e sulla contaminazione del territorio rispetto alla presenza del polo industriale di Sarroch, con la contestuale valutazione di congruità e del rispetto delle autorizzazioni integrate ambientali finora rilasciate dal ministero dell’Ambiente”.

  8. Manuel Zanella
    maggio 15, 2013 alle 9:55 pm

    Non è ancora abbastanza per una bonifica di massa della zona?? Cosa deve succedere ancora?

  9. Shardana
    maggio 16, 2013 alle 12:41 am

    Mi raccomando nascondete sempre i dati relativi ai morti del sulcis.

  10. Shardana
    maggio 16, 2013 alle 9:14 am

    A proposito di veleni silenzi e connivenze….leggo che il presidente della provincia florido PD-L e l’ex assessore all’ambiente guarda caso PD-L anche lui,arrestati dalla guardia di finanza nell’ambito dell’inchiesta AMBIENTE SVENDUTO nella quale è coinvolto anche l’attuale sindaco( toh che combinazione)SEL rilasciavano autorizzazioni per discariche carenti di requisiti tecnico giuridici……Ma cosa si aspetta a mettere le mani nelle discariche del Sulcis?Ma a GENNA LUAS quando è che fate un bel controllo ? SIGNORI PM,SIGNORI DELLA FINANZA,LA STORIA È LA STESSA,I PARTITI ANCHE………… ..LIBERATECIDALMALE E DATECI UN FUTURO DIGNITOSO SALUBRE E DI SPERANZA

  11. maggio 16, 2013 alle 5:41 pm

    da Cagliari Globalist, 15 maggio 2013
    Alterazione del DNA nei bambini di Sarroch, troppe leucemie maschili.
    Sulla prestigiosa rivista internazionale di epidemiologia dell’Università di Oxford “Mutagenesis” sono stati pubblicati i risultati di una ricerca: http://cagliari.globalist.it/Detail_News_Display?ID=74694&typeb=0&Alterazione-del-DNA-nei-bambini-di-Sarroch-troppe-leucemie-maschili

  12. Giancarlo Nonis
    maggio 16, 2013 alle 6:35 pm

    Ottimo lavoro, da far conoscere al nostro popolo, dato che pochi “media”ne hanno parlato.

  13. Shardana
    maggio 17, 2013 alle 9:03 am

    Scusami ma gli indipendentisti,ambientalisti,vari gruppi di cittadini,lo stesso migaleddu stanno martellando da anni,posso arrivare a capire la gente comune,ma i politici,i medici,gli organi preposti al controllo sono complici di questo olocausto da troppo tempo annunciato e sempre minimizzato

  14. maggio 18, 2013 alle 8:38 pm

    da Il Fatto Quotidiano, 18 maggio 2013
    Inquinamento, “danni e alterazioni del Dna” nei bambini che vivono a Sarroch.
    E’ quanto si legge in una ricerca epidemiologica condotta da otto ricercatori e pubblicata su Mutagenesis, rivista dell’Università di Oxford. La zona, in cui sorge l’agglomerato industriale petrolchimico e fino all’entroterra espropriato dal poligono militare di Teulada, è paragonata a Pancevo (Serbia). La Procura di Cagliari ha acquisito lo studio. (Luca Pisapia): http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/18/inquinamento-danni-e-alterazioni-del-dna-nei-bambini-che-vivono-a-sarroch/594756/

  15. maggio 20, 2013 alle 11:47 pm

    quali provvedimenti concreti contro l’inquinamento e per la difesa della salute pubblica ha approvato il Sindaco di Sarroch Tore Mattana?
    Quali?

    da Casteddu online, 20 maggio 2013
    Il sindaco di Sarroch: “In prima linea per la salute degli abitanti”. (Dario Serra): http://www.castedduonline.it/sindaco-sarroch-prima-linea-salute-abitanti

  16. maggio 21, 2013 alle 2:49 pm

    da La Nuova Sardegna, 21 maggio 2013
    Sarroch, salute e industrie: «Situazione migliorata». Commissionata dal Comune la ricerca di Biggeri, la vigilanza è continua In diminuzione le patologie all’apparato respiratorio riscontrate sui bambini . (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. I dati sull’alterazione del dna nei bambini di Sarroch contenuti nella ricerca pubblicata sulla rivista Mutagenesis dell’università di Oxford sono allarmanti, ma negli ultimi anni la situazione è migliorata: a sostenerlo è il sindaco del paese più vicino alla Saras, Salvatore Mattana, che rivendica l’iniziativa per certi versi storica di aver commissionato lo studio coordinato da Annibale Biggeri partendo da un progetto del 2006. E’ lo stesso celebre epidemiologo a confermare l’evoluzione positiva registrata nell’area industriale di Sarroch nel rapporto diffuso il 15 marzo 2013, realizzato grazie al rapporto di collaborazione tra l’osservatorio epidemiologico della Regione Sardegna e l’Università di Firenze. Emerge un dato: se a Sarroch le ultime rilevazioni indicano una frequenza di sintomi respiratori nei bambini e ragazzi pari al 3,7 per cento, diminuita «grazie – sostiene Biggeri – ai miglioramenti recenti», a Portoscuso la percentuale sale fino al 6,6 % e conferma come lo stato dell’atmosfera nella cittadina industriale del Sulcis restino oltre i livelli di guardia. Non è certo una novità. Semmai è nuovo l’approccio finalmente serio a un problema, quello della salute nei siti ad alta concentrazione di attività industriali, che per decenni è stato nascosto o sottovalutato. L’esempio arriva proprio dall’amministrazione di Sarroch, che almeno negli ultimi anni non è stata a guardare: «E’ stata acquistata una centralina mobile per il rilevamento della qualità dell’aria costata 400 mila euro» spiega il sindaco Mattana. Ma prima ancora «gli studi del gruppo di Biggeri sono stati presentati al ministero dell’Ambiente e si sono ottenute con le nuove autorizzazioni ambientali prescrizioni più severe per le industrie principali come Saras e Polimeri, oggi Versalis, riduzioni delle emissioni di inquinanti sino al 40 per cento ed il controllo in continuo delle fonti di emissione». Secondo Mattana «questo ha determinato una forte riduzione delle emissioni inquinanti rispetto al passato ed i valori di anidride solforosa o ossido di azoto registrati negli anni 2011 e 2012 sono al di sotto non solo dei valori di legge, ma anche dei valori indicati dall’organizza L’effetto sulla salute è stato positivo: in un rapporto aggiornato a marzo 2013 l’epidemiologo fiorentino conferma come la situazione sia migliorata. «Nella popolazione scolastica di Sarroch – scrive Biggeri – sono stati condotti nell’ambito del progetto Sarroch “Ambiente e Salute” e molti studi epidemiologici hanno documentato nel periodo 2006-2007 un eccesso di patologia di tipo ostruttivo e la sua correlazione con la qualità dell’aria. Nei ricoveri 2006-2010 non si rilevano più eccessi per patologia asmatica nella fascia di età 0-14 anni, rispetto alla media regionale». In diminuzione anche altre patologie importanti come quelle del sangue e le neoplasie. E’ sempre Biggeri però che invita a non abbassare la guardia: «Serve – scrive il ricercatore – una verifica epidemiologica volta a chiarire eventuali associazioni tra le malattie tumorali e in particolare i tumori del sistema linfo-ematopoietico e le malattie del sangue e le concentrazioni ambientali delle sostanze tossiche emesse, oltre che una valutazione costante che permetta di documentare l’evoluzione favorevole dello stato di salute»

  17. Bio IX
    maggio 22, 2013 alle 11:45 am

    Mischiare alterazioni del DNA con la frequenza di patologie asmatiche e di sintomi respiratori nei bambini e ragazzi non denota un grande approccio al problema: un po’ come congratularsi con un malato di cancro perchè gli è passato il raffreddore, ma tant’è.

  18. Voltar
    maggio 22, 2013 alle 5:32 pm

    Sarei veramente lieto di conoscere le caratteristiche della nuova centralina mobile costata 400 Mila euro .non vorrei che fosse come quella che e stata aquistata dal nostro comune e istallata nel tetto dell’edificio comunale e che purtroppo non e’in grado di rilevare le nanoparticelle ossia quelle che adesso ,con le nuove tecnologie ,le fabbriche inquinano chilometri e chilometri di territorio ,spalmando su tutta la Sardegna .come tutti noi sappiamo queste nanoparticelle sono cancerogene e non possono in nessun modo essere smaltite dal nostro organismo una volta ingerite .in pratica ci stanno uccidendo lentamente a norma di legge mentre i giornali e i sindaci continuano a essere complici di questo genocidio di massa .parole dure ,estremiste ? Forse ,ma sino a quando non avremo delle vere centraline nessuno mi potrà convincere del contrario .

  19. Shardana
    maggio 23, 2013 alle 10:59 am

    Estremiste…non si è mai estremi quando in maniera pacifica si lotta per il diritto alla salute e si informa la gente sui silenzi delle istituzioni complici delle multinazionali.Gli ultimi fatti ******** apparsi sui quotidiani e riguardanti gli accordi ******* tra Lolliri il capo della portovesme srl, nota per lo smaltimento di rifiuti tossici e il sindaco di portoscuso puddu per la vendita di terreni alla multinazionale svizzera glencore dovrebbero far aprire gli occhi alla gente.Tutto il sulcis industriale è una idrovora mangia soldi che è servito e serve ad arricchire comitati d’affari,i loro vassalli e un giro di parenti amici e tesserati vari che con il voto di scambio tengono in piedi il sistema.SAVE THE CHILDREN…..SIGNORI DELLA CHIESA🙏🙏🙏🙏🙏🙏

  20. Bio IX
    maggio 23, 2013 alle 12:47 pm

    Save the children … ormai siamo all’assurdo che l’unico modo per “salvarli” è di non concepirli

  21. Shardana
    maggio 24, 2013 alle 11:11 am

    DIZIONARIO GARZANTI: Mafia,organizzazione criminale che esercita un controllo parassitario su attività economiche o produttive.Mafioso chi opera a metodi simili a quelli della mafia. Delinquere:commettere uno o più delitti. Delinquente autore di delitti(estens) mascalzone farabutto. Non mi sembra di avere usato termini volgari,impropri o diffamatori per essere “‘asteriscato”,ad ogni modo il blog è vostro e stà a voi d❎❎❎❎❎❎e

  22. maggio 25, 2013 alle 2:48 pm

    L’ha ribloggato su Il Blog di Fabio Argiolas.

  23. agosto 31, 2013 alle 12:11 am

    quasi una tragica gara per la situazione peggiore…

    da Il Corriere della Sera, 30 agosto 2013
    RECORD DI TUMORI NELLA TERRA DEI FUOCHI. Tonia, l’ultimo angelo nella terra dei tumori. La madre: «Qui succedono cose terribili». Morta a 6 anni per un tumore. Altri 2 casi nella sola Acerra. I medici: «Manca un registro dei tumori infantili». (Antonio Castaldo): http://www.corriere.it/cronache/13_agosto_29/tonia-tumore-cervello-bambina-rifiuti-napoli_72ee90d6-10c4-11e3-abea-779a600e18b3.shtml

  24. maggio 8, 2014 alle 4:01 pm

    toh, qualcuno si sveglia.

    da L’Unione Sarda, 8 maggio 2014
    Sarroch, i pescatori bloccano le industrie. “Ora bonificate il nostro mare”: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/05/08/i_pescatori_bloccano_le_industrie_ora_bonificate_il_nostro_mare-6-366546.html

  1. maggio 15, 2013 alle 7:15 am

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