Aria inquinata in Europa.


bosco e cielo

bosco e cielo

Pubblicato il Rapporto Air Quality 2014 da parte dell’ Agenzia europea dell’Ambiente.

Manco a dirlo, risultati molto preoccupanti e prospettive non tanto brillanti.

Peggio che nel 2012.

Cieli azzurri e aria pulita diventeranno un miraggio, se non vi sarà un’inversione di tendenza e profondi cambiamenti degli stili di vita.

Non solo.  E’ la salute pubblica mondiale a esser in pericolo: l’Organizzazione mondiale della sanità (O.M.S.), nel suo recente studio sul tema, ha stimato che vi siano almeno 7 milioni di decessi ogni anno (dati 2012) causati dall’inquinamento dell’aria.

E la Sardegna?

Pur continuando la favoletta della Sardegna esclusivamente isola del sole, del mare e dell’aria buona, ogni tanto qualche dato preciso ci riporta alla realtà.

C’è anche altro, infatti.

Sono i dati provenienti dal Registro europeo delle emissioni European Pollutant Release and Transfer Register (E-PRTR).

E’ vero che nel 2012 le emissioni di anidride carbonica (CO2) prodotte dagli impianti industriali sardi sono diminuite del 4% (cioè 12.936.000 tonnellate) in rapporto al 2011, ma si tratta sempre del 22,5% in più rispetto ai limiti assegnati dall’Unione europea.  Il risultato, poi, è dovuto alla diminuzione delle attività industriali rispetto all’anno precedente.

Sarroch, raffineria Saras s.p.a.

Sarroch, raffineria Saras s.p.a.

La parte del leone la fanno gli impianti Saras s.p.a. con 5.930.000 tonnellate di anidride carbonica (CO2) emesse nell’aria, insieme a 8,19 tonnellate di benzene, 3.790 tonnellate di anidride solforosa (SO2), 2.430 tonnellate di diossido di azoto (NO2) e tante altre amene sostanze.

Ancora un’ultima considerazione: avran tempo prima o poi in quel di Sarroch di occuparsi del d.n.a. dei propri bambini alterato dai fattori inquinanti?

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

anatre_in_voloqui il Rapporto Air Quality 2014

qui il report Saras 2012 dal Registro europeo delle emissioni

 

 

 

fumi industrialida Il Fatto Quotidiano,  20 novembre 2014

Inquinamento da ozono, Italia maglia nera d’Europa: 3400 morti ogni anno.

Secondo l’ultimo rapporto Air Quality 2014 dell’Agenzia europea dell’ambiente, il nostro Paese detiene il primato di danni causati da aria inquinata. Secondo gradino del podio, invece, per polveri sottili: 64mila vittime, avanti a noi solo la Germania.

Italia: terra di mare, boschi e colline. E aria inquinata. È il nostro il Paese in Europa con il più alto numero di morti premature per inquinamento da ozono, con circa 3.400 vittime all’anno. Il secondo poi per le polveri sottili, con oltre 64mila morti, preceduta solo dalla Germania, terra di industria pesante, miniere di carbone, acciaierie e industrie chimiche. A dirlo è l’ultimo rapporto Air Quality 2014 dell’Agenzia europea dell’ambiente, che ha raccolto i dati provenienti dalle stazioni di monitoraggio nei 33 paesi europei dal 2003 al 2012, dando una panoramica della qualità dell’aria e delle conseguenze sulla salute dell’uomo.

Di buone notizie non ce ne sono. Nonostante infatti la riduzione delle emissioni e delle concentrazioni di alcuni inquinanti nell’aria negli ultimi decenni, il rapporto dimostra che l’inquinamento atmosferico è ancora il principale nemico dell’ambiente, collegato a filo diretto con la salute umana. Si parla di milioni di persone con problemi respiratori o cardiaci, costretti ad alternarsi tra il medico di base e il farmacista. E di 400mila morti premature in Europa (dato 2011) per malattie al cuore, ai polmoni o ictus. Questo perché, secondo la relazione, quasi tutti gli abitanti delle città (circa il 95%) vive sotto un cielo inquinato, anche, chiaramente, i bambini. Le percentuali di sostanze inquinanti superano, infatti, nella maggior parte delle 400 città analizzate, i livelli ritenuti non sicuri dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Stiamo parlando di polveri sottili, monossido di carbonio, ossidi di azoto, ozono, metalli tossici, benzene e molto altro. Immessi nell’aria da industrie, auto, rifiuti, agricoltura intensiva. Sono sostanze estremamente pericolose per l’organismo umano ma tutte presenti nell’aria a quantità, in alcune Paesi e città, eccessive. E l’Italia è tra questi. Guardando infatti la mappa delle concentrazioni di inquinamento atmosferico in Europa, risulta essere una zona a bollino rosso. In particolare la Pianura Padana, assediata soprattutto da polveri sottili e ossidi di azoto, che rimane tra le zone più inquinate del continente.

Taranto, acciaieria Ilva

Taranto, acciaieria Ilva

Per quanto riguarda il monossido di carbonio (che è un prodotto della combustione di organici, come carbone, olio e legno), le nove stazioni di misura che hanno superato il limite di legge, sono tutte nel Belpaese. Le situazioni più critiche per le polveri sottili e per l’ozono sono state registrate, oltre che in Italia, Bulgaria, Polonia, Slovacchia, Turchia, Repubblica Ceca, Romania. Mentre per gli ossidi di azoto e il benzopirene (contenuto nel catrame di carbone fossile), ai Paesi citati sopra, si aggiungono anche Austria, Germania, Francia e Regno Unito.

Nel dettaglio, per quanto riguarda l’Italia, l’inquinamento atmosferico è concentrato nelle zone urbane, prevalentemente nel nord. Ma tutta l’aria dello Stivale è seriamente inquinata con concentrazioni eccessive di ozono (anche se in diminuzione) e di biossido di azoto (la cui fonte principale rimangono i veicoli). In aumento poi da nord a sud del Paese – anche se in questo caso la situazione più critica è nei Paesi dell’est Europa – è il benzopirene, aumentato di oltre un quinto dal 2003 al 2012 e che proviene dall’uso urbano di stufe a legna e centrali a biomasse. Le fonti principali di inquinamento in Italia però rimango auto e industrie.

Tutto questo, sottolinea l’agenzia europea, ha un impatto notevole sulla salute dell’uomo. Le persone più esposte all’inquinamento atmosferico sono anche quelle che alzano le percentuali di malattie cardiovascolari e polmonari e quelle, quindi, con la più alta percentuale di morte prematura. I picchi di mortalità si hanno appunto in Italia, in Germania, Francia, Gran Bretagna, Spagna, Romania, Polonia e Ungheria. Oltre alle preoccupazioni di natura sanitaria, poi, il rapporto solleva anche i problemi puramente ambientali legati all’inquinamento atmosferico, come l’eutrofizzazione, un processo che avviene quando una quantità eccessiva di azoto danneggia gli ecosistemi, mettendo a rischio la biodiversità. “Serve ridurre le emissioni nocive da industria, traffico, impianti energetici e agricoltura – si legge nella relazione – con l’obiettivo di ridurre il loro impatto sulla salute umana e ambiente”.

Immediate le reazioni al report delle associazioni ambientaliste. “I dati dell’EEA – dice Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente – sono l’ulteriore conferma di un’emergenza che colpisce il nostro Paese ormai da troppo tempo, con l’area della Pianura Padana, ancora una volta tra le più critiche d’Europa”. Legambiente lancia l’allarme sull’eventuale ritiro da parte della Commissione europea del “pacchetto sulla qualità dell’aria”. “Si tratta di uno strumento fondamentale per aiutare i governi e ridurre l’inquinamento sul proprio territorio e a tutelare la salute dei cittadini – ha sottolineato Zampetti – Ritirandolo si renderebbe più difficoltoso il percorso verso il raggiungimento degli standard idonei di qualità dell’aria e per questo chiediamo al governo italiano di impegnarsi concretamente per una sua rapida approvazione”.

 

 

Parigi, smog (da www.meteoweb.eu)

Parigi, smog (da http://www.meteoweb.eu)

A.N.S.A., 25 novembre 2014 

L’aria di Parigi fa male come il fumo passivo. ‘E’ come stanza di 20 metri quadri con 8 fumatori’.

PARIGI – Respirare l’aria di Parigi nei giorni di forte inquinamento fa male come il fumo passivo di ”otto fumatori chiusi in una stanza di 20 metri quadri”. E’ la conclusione a cui sono giunti alcuni ricercatori del CNR, che hanno studiato la qualità dell’aria della capitale negli ultimi 18 mesi.

. Quest’anno, sono stati registrati diversi picchi di inquinamento a Parigi, con un tasso di polveri sottili in alcuni giorni anche di 30 volte superiori ai livelli giudicati normal. i In questi momenti, secondo gli esperti, camminare nelle strade della capitale di Francia è come trovarsi ”in una stanza di 20 metri quadrati con otto sigarette accese contemporaneamente”.

”Diesel e inquinamento, lo studio scientifico che allarma”, titola in prima pagina il quotidiano Le Monde, che è uscito in edicola con la testatina verde al posto di quella azzurra tradizionale.

 

 

alberi e fronde

 

(foto da www.meteoweb.eu, da mailing list ambientalista, S.D. archivio GrIG)

  1. Shardana
    novembre 27, 2014 alle 8:37 am

    Cosa ci resta da fare ………oramai è inarrestabile il degrado dell’ambiente in cui viviamo.La follia è che nessuno ha voglia di fare un passo indietro,anzi si fa a gara per continuare a stravolgere quel poco di salubre che è rimasto.È veramente catastrofico il futuro che ci aspetta e in parte lo stiamo già vivendo anche se le masse continuano ad ignorarlo.

  2. Bio IX
    novembre 27, 2014 alle 5:34 pm

    A questo punto, quanto meno per decenza, dovremmo smetterla di chiamarci ancora “sapiens”

  3. mara
    novembre 28, 2014 alle 3:58 pm

    Sono indecisa se tirare un profondo respiro di sollievo:)

    • Terrae
      novembre 30, 2015 alle 3:50 pm

      Ma scherzi? Con l’aria che tira!?

      Triste chi campa d’aria! … e l’aerofagia non fa che peggiorare le cose.
      😮

  4. novembre 27, 2015 alle 2:49 pm

    A.N.S.A., 27 novembre 2015
    Clima: meno 19% emissioni Ue di gas serra in 12 anni.
    Report Agenzia europea ambiente presentato da ministero e Ispra: http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2015/11/27/clima-meno-19-emissioni-ue-di-gas-serra-in-12-anni_f5bc83b8-a8d5-4ae0-a603-5d02ef941d4e.html

  5. novembre 30, 2015 alle 2:49 pm

    A.N.S.A., 30 novembre 2015
    In Italia record europeo per morti premature dovute all’inquinamento.
    Rapporto Agenzia ambiente, 84.400 decessi nel 2012: http://www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/salute/2015/11/30/italia-record-morti-premature-ue-per-inquinamento_0f59643d-6716-420d-93fb-3ed9a3c0fc3f.html

  6. dicembre 1, 2015 alle 10:07 pm

    da Sardinia Post, 1 dicembre 2015
    Pm10, Cagliari più inquinata di Taranto per l’Agenzia Europea per l’Ambiente. (Piero Loi): http://www.sardiniapost.it/cronaca/pm10-cagliari-piu-inquinata-di-taranto/

  7. ottobre 3, 2016 alle 2:48 pm

    da Il Fatto Quotidiano, 27 settembre 2016
    Inquinamento, il 92% della popolazione mondiale respira aria sporca: in Italia 21mila morti.
    Un’aria sporca che miete milioni di vittime ogni anno, soprattutto nei paesi poveri e più esposti ai fumi di combustibili, mezzi di trasporto inefficienti, centrali a carbone e rifiuti inceneriti: http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/09/27/inquinamento-il-92-della-popolazione-mondiale-respira-aria-sporca-in-italia-21mila-morti/3060935/

  8. novembre 23, 2016 alle 2:46 pm

    situazione grave.

    A.N.S.A., 23 novembre 2016
    Smog: agenzia Ue, 467mila morti l’anno in Europa.
    Rapporto 2016 su qualità aria. Oggi Pe vota su tetto inquinanti. (http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/inquinamento/2016/11/23/smog-agenzia-ue-467mila-morti-lanno-in-europa_2b5a6dec-5cf9-47a6-9a92-f769a7b0fa8b.html)

    Nonostante la qualità dell’aria in Europa stia migliorando, l’inquinamento atmosferico resta il principale fattore ambientale di rischio per la salute umana, abbassa la qualità della vita ed è la causa stimata di 467mila morti premature l’anno in tutto il continente. Sono i dati del Rapporto “Qualità dell’aria in Europa 2016”, pubblicato stamattina dall’Agenzia europea per l’ambiente (Eea).

    La pubblicazione è tempestiva, perché oggi a mezzogiorno a Strasburgo il Parlamento europeo voterà la direttiva che introduce nuovi limiti alle emissioni inquinanti per il periodo 2020-2030. Lo studio presenta una panoramica aggiornata e l’analisi della qualità dell’aria in Europa per il periodo 2000-2014 sulla base di dati provenienti da stazioni di monitoraggio ufficiali, tra cui più di 400 città in tutta Europa. Tra gli altri risultati, risulta che nel 2014 circa l’85% della popolazione urbana nell’UE sono stati esposti a particolato fine (PM2.5) a livelli ritenuti dannosi per la salute dalla Organizzazione Mondiale della Sanità.

    “E’ chiaro che i governi locali e regionali svolgono un ruolo centrale nella ricerca di soluzioni” al problema, ha commentato il commissario europeo all’ambiente Karmenu Vella, auspicando per oggi un voto positivo del Parlamento europeo sui nuovi tetti alle emissioni inquinanti (Nec). Il commissario ha accennato alla necessità di “aiutare i diversi livelli di governo a lavorare meglio insieme” alludendo al fatto che a volte le istituzioni locali hanno strategie più ambiziose dei governi in tema di riduzione delle emissioni.

  9. dicembre 20, 2016 alle 2:52 pm

    da Il Fatto Quotidiano, 19 dicembre 2016
    Inquinamento e mobilità, l’Europa sta perdendo la battaglia per l’aria pulita.
    Un rapporto dell’Agenzia europea dell’Ambiente evidenzia come da qui al 2050 il trasporto passeggeri crescerà del 40%, facendo aumentare l’emissione di gas a effetto serra del 15%. Mentre l’obiettivo iniziale era quello di ridurli del 60%: http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/12/19/inquinamento-e-mobilita-leuropa-sta-perdendo-la-battaglia-per-laria-pulita/3269383/

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