Home > acqua, biodiversità, difesa del territorio, dissesto idrogeologico, energia, fonti rinnovabili, grandi opere, inquinamento, paesaggio, pianificazione, salute pubblica, società, sostenibilità ambientale > La Regione autonoma della Sardegna dà un colpo al cerchio e un colpo alla botte per la ricerca per risorse geotermiche nel Montiferru (OR).

La Regione autonoma della Sardegna dà un colpo al cerchio e un colpo alla botte per la ricerca per risorse geotermiche nel Montiferru (OR).


Sardegna, bosco

Sardegna, bosco

La Giunta regionale, con la deliberazione n. 54/15 del 30 dicembre 2013, ha concluso il procedimento di verifica di assoggettabilità (screening) relativo al progetto di ricerca per risorse geotermiche “Cuglieri” della Exergia Toscana s.r.l. (sede in Via Norvegia, 68, a Cascina, in Provincia di Pisa) disponendo la non necessità del successivo procedimento di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) e il rispetto di una lunga serie di condizioni: in pratica il progetto è stato diviso in due, autorizzando solo le indagini in superficie senza scavi, tagli o danneggiamento della vegetazione, trivellazioni.

Conformemente al parere del Servizio S.A.V.I. dell’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente, La successiva eventuale fase – comprendente anche le trivellazioni – dovrà essere di nuovo assoggettata a procedura di verifica di assoggettabilità.

Sembra proprio che la Regione abbia voluto dare un colpo al cerchio e un colpo alla botte e scaricare le responsabilità sui Comuni territorialmente competenti.Infatti, risulta ora molto importante l’art. 5, comma 5°, delle Linee guida per la disciplina della ricerca e della coltivazione delle risorse geotermiche a scopi energetici nel territorio della Sardegna (allegato A della deliberazione Giunta regionale n. 34/41 del 7 agosto 2012) perché prevede il rilascio del permesso di ricerca da parte dell’Assessorato regionale dell’industria – Servizio attività estrattive “subordinato all’intesa con i comuni territorialmente competenti”, ai sensi dell’art. 8 della legge regionale n. 15/2002, espressa con le modalità di cui all’art. 6, comma 30°, lettera b, della legge regionale n. 13/2003 (deliberazione favorevole del Consiglio comunale adottata a maggioranza semplice).  Attenzione: l’intesa o il diniego formale devono avvenire antro 60 giorni dalla richiesta, altrimenti il procedimento va avanti ugualmente.

foglie nel bosco

foglie nel bosco

Quindi, quando la procedura per il rilascio del permesso di ricerca riprenderà, il Comune può negare l’intesa con la Società energetica richiedente.

Era stato lo stesso Servizio Attività estrattive e recupero ambientale dell’Assessorato dell’industria della Regione autonoma della Sardegna ad affermare chiaramente – su istanza ecologista (14 agosto 2013) – “che non può che confermare e condividere quanto rilevato e osservato da codesta Associazione (il Gruppo d’intervento Giuridico onlus, n.d.r.) … non è intenzione dello scrivente rilasciare alcun permesso di ricerca senza che si sia preliminarmente espletata la procedura di verifica/VIA, come stabilito dalla legge” (nota prot. n. 20107 del 4 settembre 2013).

Infatti, i progetti di ricerca delle risorse geotermiche devono essere assoggettati a preventiva e vincolante procedura di verifica di assoggettabilità (direttiva n. 2011/92/UE, allegato II, punto 2, lettera d, sub-lettera i; art. 20 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i., allegato 4 alla parte II, punto 2, lettera b; art. 31 della legge regionale n. 1/1999 e s.m.i.; deliberazione Giunta regionale n. 34/33 del 7 agosto 2012, allegato B1, punto 2, lettera b). 

Cinghiali (Sus scrofa)

Cinghiali (Sus scrofa)

Nel corso degli ultimi anni la Sardegna sembra diventata la terra promessa della ricerca di risorse energetiche: ben 11 istanze per permessi di ricerca, per un estensione di svariate migliaia di ettari, due delle quali già accolte.

Alle tante richieste di permesso di ricerca per risorse geotermiche si sommano, le richieste per ricerche di idrobarburi e gas naturale: il più noto progetto “Eleonora” da parte della Saras s.p.a., avverso il quale c’è una vera e propria sollevazione popolare dei territori interessati, e quello off-shore (2010) della Puma Petroleum s.p.a. nel Mar di Sardegna, oggi di fatto resa impossibile in quanto rientrante nel recentissimo decreto del Ministro dello sviluppo economico 4 settembre 2013, con cui sono state escluse tutte le aree marine protette e le acque territoriali entro le 12 miglia marine dalla costa.

L’assenza di un piano energetico-ambientale regionale (P.E.A.R.S.) vigente e aggiornato comporta l’assenza di una vera e propria politica energetica regionale effettivamente rispettosa dei valori ambientali, idrogeologici, storico-culturali.   Da qui le tante richieste da parte di molti operatori privati, l’estrema discrezionalità da parte della Regione autonoma della Sardegna, le molte proteste da parte di associazioni, comitati, intere collettività locali.

Un vero far west, insomma, su cui è stato chiesto il pronunciamento dei candidati alla carica di Presidente della Regione autonoma della Sardegna con una lettera aperta.

La difesa strenua di ambiente e salute pubblica da parte delle associazioni ecologiste vede in prima linea gli Amici della Terra e il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, ma ha bisogno dell’aiuto di chiunque abbia a cuore il presente e il futuro di questa povera Terra e dei suoi abitanti.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Amici della Terra

bosco e girasoli

bosco e girasoli

(foto per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

  1. gennaio 17, 2014 alle 11:17 pm

    da Sardinia Post, 17 gennaio 2014
    Energia geotermica, ok di Cappellacci alle trivelle: si inizia in Planargia e Montiferru: http://www.sardiniapost.it/cronaca/energia-geotermica-ok-di-cappellacci-alle-trivelle-si-inizia-planargia-e-montiferru/

  2. Caterina
    gennaio 18, 2014 alle 8:15 am

    Grazie Figus,
    per essere sempre presente sul territorio, ho letto le varie posizioni dei comuni interessati ma non trovo alcun commento da parte del Comune di Cuglieri, al quale vorrei ricordare la frase di introduzione al loro sito web:
    “La natura è stata generosa con Cuglieri: nel suo territorio, il più vasto della provincia di Oristano, vi è un raro concentrato di quanto di meglio possa offrire la Sardegna: montagne, fitti boschi, fiumi e sorgenti, spiagge, imponenti scogliere, e i segni della storia che vanno dai nuraghi alle città scomparse, ai castelli, a splendide chiese, a una tradizione di grande valore.”
    Aggiungo che è una delle poche aree in Sardegna rimasta ancora intatta, priva di paleoliche dai monti al mare, non buttiamola via.

  3. Raimondo Cossa
    gennaio 18, 2014 alle 1:31 pm

    Vorrei puntualizzare che insieme a Cuglieri mancano all’appello i comuni di Flussio, Sagama, Tresnuraghes, Sennariolo e, dulcis in fundo, Santulussurgiu.
    I cittadini sono avvisati e traggano le loro conclusioni.

  4. gennaio 18, 2014 alle 2:08 pm

    da La Nuova Sardegna, 18 gennaio 2014
    SENEGHE. Tutti contro le trivelle e il caso approda in Provincia. (Piero Marongiu)

    SENEGHE. I grandi circuiti dell’informazione ultimamente stanno presentando le fonti energetiche alternative: fotovoltaico, eolico, geotermico come panacea in grado di fornire risposte alle domande connesse agli esosi costi sostenuti dalle famiglie e dalle industrie, per risolvere il problema del costo dell’energia e quindi risparmiare sul prezzo delle bollette. Tutto questo non farebbe una grinza se le grandi multinazionali che puntano sulle energie rinnovabili fossero in grado di garantire alle popolazioni locali che i loro progetti non creino problemi all’ambiente, e soprattutto che per i territori su cui ricadono i loro impianti non ci siano scorie da raccogliere, ma solo benefici. La delibera della Regione dello scorso dicembre che consente alla società Exergia Toscana – capitale versato circa ventimila euro – per i prossimi cinque anni, di effettuare indagini preliminari e di superficie, seppure limitatamente alle attività consentite dalle norme – nella delibera della giunta viene richiamata una serie di dettati legislativi che farebbero venire il mal di testa anche a un ingegnere provetto e perfetto conoscitore della materia – di effettuare indagini per la ricerca di risorse geotermiche nel Montiferru occidentale e nella Planargia, in un’area di oltre 120 chilometri quadrati. La delibera della Regione ha suscitato l’indignazione delle popolazioni locali che, nonostante i ripetuti pronunciamenti dei loro amministratori, hanno visto disattese le loro opinioni. «La delibera – dice il sindaco Antonio Luchesu – richiama altre norme e altre delibere. Da quello che si evince sembrerebbe che il parere dei sindaci sia vincolante ai fini della concessione o meno delle autorizzazioni. Noi, come abbiamo detto e deliberato in consiglio comunale ribadiamo di essere nettamente contrari a qualunque attività che possa, anche potenzialmente, pregiudicare l’integrità del nostro territorio». Un pensiero chiaro e inequivocabile, quello del sindaco. Ma non è il solo. Raimondo Cossa, che nel territorio svolge l’attività di guida ambientale escursionistica, non nasconde la sua preoccupazione: «Quello che sta per accadere è un atto di vera e propria violenza contro il territorio. La cosa più grave è che avviene nell’assoluta indifferenza di chi ha la responsabilità di tutelarlo e conservarlo per renderlo, integro e fruibile, alle generazioni future». Nel paese il malcontento è palpabile, intanto in Provincia, il consigliere di Sel, Stefano Figus, ha presentato un ordine del giorno di sostegno alle popolazioni e alle amministrazioni locali contrarie a quello che è stato chiamato il “Progetto Cuglieri”.

  5. gennaio 19, 2014 alle 11:23 am

    da La Nuova Sardegna, 19 gennaio 2014
    SENEGHE. Trivelle nel Montiferru, un “no” anche da Arborea.

    SENEGHE. Anche il comitato “No al Progetto Eleonora” interviene in merito al rilascio del permesso di ricerca per il Progetto “Cuglieri” per la ricerca dell’energia geotermica da parte della Giunta regionale alla società Exergia Toscana. Secondo il comitato, si tratterebbe di una « conferma di tutte le anomalie che si celano dietro questo genere di iniziative imprenditoriali». Il paragone con l’iniziativa della Saras a Arborea è automatico. «Anlogamente a quanto accade da oltre due anni al caso Saras ad Arborea, si evidenzia come i soggetti proponenti, le aziende, non tengano in nessun conto l’assoluta contrarietà a progetti di speculazione energetica manifestata attraverso delibere, atti, assemblee pubbliche dai Comuni interessati, con esempi che si moltiplicano giorno dopo giorno in tutto il territorio sardo». Qualche giorno fa, era stato il sindaco di Seneghe Antonio Luchesu a dare voce alla contrarietà espressa da gran parte della popolazione su un progetto che riguarda un territorio di circa 120 chilometri quadrati che si estende dal Montiferru occidentale alla Planargia. «Appare desolante l’incapacità dei soggetti privati di ascoltare le istanze delle comunità coinvolte: qualunque intrapresa imprenditoriale, non può prescindere dall’accettazione da parte del tessuto sociale chiamato a ospitare un progetto», sottolinea il comitato. «Alla luce dell’esperienza maturata riguardo la vertenza contro il Progetto “Eleonora”, appare urgente una revisione della normativa regionale in materia di Valutazione di Impatto Ambientale. Si può davvero ritenere accettabile che il momento esplorativo e il momento produttivo siano valutati come fossero parte di progetti distinti? Nessun soggetto privato effettua sondaggi a scopo conoscitivo. Il suo scopo è il lucro, lo sfruttamento della risorsa». Secondo il comitato, «il prossimo Consiglio regionale dovrebbe farsi carico non solo della realizzazione di un aggiornato Piano Energetico, ma correggere l’anomalia dei procedimenti istruttori in tema ambientale, accorpando la valutazione dei rischi e degli impatti all’interno di un’unica procedura che coinvolga la parte esplorativa e la parte produttiva». Il comitato inoltre esprime «solidarietà ai cittadini e ai comitati del Montiferru che si oppongono al progetto, con la preoccupazione per i numerosi altri casi relativi a piani per la ricerca di risorse energetiche a vario titolo in fase istruttoria attualmente in corso».

  6. gennaio 21, 2014 alle 2:56 pm

    da La Nuova Sardegna, 21 gennaio 2014
    Il Montiferru si mobilita, nasce il comitato No Triv. Santu Lussurgiu, l’opposizione alle trivellazioni per il geotermico si fa più dura Il sindaco: «Siamo pronti a occupare l’area del cantiere per fermarli». (Piero Marongiu)

    SANTU LUSSURGIU. La delibera della giunta regionale del 30 dicembre sulla «Procedura di assoggettabilità a Valutazione di impatto ambientale, permesso di ricerca di risorse geotermiche denominato Progetto Cuglieri», che apre la strada alla concessione dei permessi richiesti dall’Exergia Toscana per iniziare le indagini preliminari di superficie previste dal progetto, suscita l’indignazione delle popolazioni e la preoccupazione degli amministratori locali, che temono di vedere larghe zone dei loro territori devastate dalle trivelle. A fronte di quello che viene percepito come un atto di arroganza da parte dell’istituzione regionale, cresce la rabbia contro un progetto ritenuto inutile, nocivo e che porterà solo scorie da smaltire. Come in val di Susa il movimento No Tav contrasta il tunnel per l’alta velocità, nel Montiferru cresce il sostegno al No Triv, che sta per no alle trivelle. Secondo quanto stabilito dalla delibera regionale, che ha accolto le proposte formulate dall’assessore regionale all’ambiente Andrea Biancareddu, una delle aree individuate che sarà oggetto di indagine è quella di Pabarile, 716 ettari che ricadono interamente nel territorio lussurgese, oggetto di una convenzione trentennale, rinnovata recentemente, che l’Ente Foreste ha concesso al Comune perché lo protegga e lo valorizzi. Il sindaco Emilio Chessa sorride ironicamente, mentre legge la premessa del documento al punto in cui si parla di salvaguardia e tutela del territorio. «La zona – dice – è di altissimo pregio florofaunistico e ambientale, ricchissima di alberi di leccio, sughere, corbezzolo e tutte le varietà che rendono unici i paesaggi dell’area mediterranea; nella stessa, alcuni anni fa sono stati reintrodotti i cervi e i mufloni e non è raro vedere i grifoni. Non capisco come sia stato possibile che tutti gli enti preposti si siano espressi favorevolmente alle indagini preliminari, che prevedono scavi di pozzetti fino a cento metri di profondità. È una zona ricchissima di falde acquifere, sottoposta a vincolo idrogeologico». Ma il pensiero del sindaco non si ferma alle mere intenzioni. «Se non interverranno fatti nuovi che blocchino l’arrivo delle trivelle – prosegue – mobiliteremo la popolazione e ci opporremmo. Convocheremo un consiglio comunale straordinario nella località in cui dovrebbero iniziare i sondaggi e stabiliremo un presidio per impedire l’accesso di chiunque voglia fare scempio del nostro territorio». Contro le trivelle nel Montiferru e nella Planargia si è schierato anche il consigliere provinciale Stefano Figus (Sel), che ha chiesto il sostegno, anche legale, dell’ente a favore dei Comuni.

  7. Raimondo Cossa
    gennaio 21, 2014 alle 5:51 pm

    Toh! finalmente Santulussurgiu si è svegliata. Ma mancano ancora Flussio, Sagama, Tresnuraghes e Sennariolo. Voglio ricordare che il progetto “Cuglieri” è il primo di una serie di progetti, che coinvolgono una cinquantina di paesi della Sardegna, ad essere approvato. Il rischio è che se passa questo, potrebbe fungere da apripista per tutti gli altri.
    Bel regalo di Befana e della Giunta Regionale uscente!!

  8. gennaio 24, 2014 alle 2:54 pm

    da La Nuova Sardegna, 24 gennaio 2014
    CUGLIERI. Cresce il fronte no-Triv dopo il via libera della Regione. (Piero Marongiu)

    CUGLIERI. Il fronte no Triv si allarga di ora in ora e con il dissenso dei Consigli comunali interessati al progetto presentato in Regione nel 2010 dall’Exergia Toscana, sale anche la rabbia delle popolazioni del Montiferru e della Planargia, che di trivelle non vogliono neppure sentire parlare. Dopo la delibera approvata dalla Giunta regionale lo scorso 30 dicembre, che di fatto apre la strada alla concessione dei permessi necessari a iniziare le indagini preliminari e di superficie per individuare la presenza di risorse geotermiche, la protesta popolare aumenta. Una protesta pacifica, finora fatta di dibattiti all’interno delle associazioni culturali locali e tra i cittadini, che, comunque, non accettano accusano la politica regionale di non aver fatto nulla per bloccare il progetto. Il vice sindaco Ivana Pala parla di insensibilità incomprensibile e inaccettabile della Regione che, nonostante il parere contrario delle amministrazioni locali, espresso con le delibere dei Consigli comunali, ha ritenuto di mandare avanti il progetto. «Noi abbiamo espresso il nostro no a quel progetto nel mese di giugno dello scorso anno – ha detto Pala – e da allora la nostra opinione non è mutata». Nella delibera richiamata da Pala, nella parte relativa all’esposizione fatta dal sindaco Andrea Loche, si legge che: «Pur non essendo contrario per principio alla realizzazione di impianti geotermici, l’istanza per l’autorizzazione alla ricerca di risorse nel territorio del Montiferru, presentata dall’Exergia Toscana srl, è carente nella documentazione in quanto coperta da segreto industriale». La mancanza di chiarezza circa il reale impatto sull’ambiente che le indagini, gli scavi dei pozzetti (profondi un centinaio di metri) e le prospezioni da realizzare, ha motivato il no del Consiglio all’unanimità. «La Regione – ha detto il sindaco di Santulussurgiu Emilio Chessa qualche giorno fa – ha deciso autonomamente senza consultare gli enti locali. Un fatto gravissimo che non intendiamo subire passivamente». Se il progetto andrà avanti anche contro la volontà della gente che vive e opera nei territori interessati non ci sarà da meravigliarsi, secondo Chessa, se si costituiranno presidi permanenti nelle aree in cui dovrebbero effettuarsi le indagini (nel Pabarile di Santu Lussurgiu), composti da persone risolute a bloccare l’accesso alle trivelle e alle attrezzature della società toscana.

  9. Raimondo Cossa
    gennaio 24, 2014 alle 5:18 pm

    Era ora che qualcosa si muovesse anche a Cuglieri!!!
    L’avviso di procedimento per il rilascio del permesso di ricerca con la richiesta di osservazioni entro il 3 dicembre 2013, è stato pubblicato nel mese di agosto. A questa richiesta solo 3 dei 10 comuni interessati hanno presentato le osservazioni, richiedendo la preliminare verifica di Valutazione di Impatto Ambientale. Nel frattempo anche il Ministero dell’Ambiente, si è espresso in tal senso.
    Se tutti i comuni compresi nel progetto avessero inviato le osservazioni nei tempi stabiliti, forse la delibera della Giunta si sarebbe adeguata al parere del Ministero dell’Ambiente.
    Quanto tempo perso……

  10. gennaio 26, 2014 alle 1:20 pm

    da La Nuova Sardegna, 26 gennaio 2014
    Trivelle, altre accuse alla Regione «Una decisione senza coraggio». (http://lanuovasardegna.gelocal.it/oristano/cronaca/2014/01/26/news/trivelle-altre-accuse-alla-regione-una-decisione-senza-coraggio-1.8546202)
    Seneghe, il Gruppo di intervento giuridico critica la scelta della giunta Cappellacci. Non è stato sottoposto a Valutazione di impatto ambientale il progetto per l’energia geotermica. (Piero Marongiu)

    SENEGHE. Negli ultimi anni sono state ben undici le richieste di permessi per effettuare ricerche di vario genere per individuare fonti energetiche alternative e queste richieste interessano un’estensione di svariate migliaia di ettari. Dopo la delibera della giunta regionale del 30 dicembre, con la quale è stato concluso il procedimento di assoggettabilità relativo al progetto di ricerca di risorse geotermiche “Cuglieri”, presentato dall’Exergia Toscana, nella quale sono stati stabiliti la «Non necessità del successivo procedimento di valutazione di impatto ambientale» e il rispetto di una serie di condizioni che in pratica autorizzano le indagini preliminari di superficie, il Gruppo di intervento giuridico presieduto da Stefano Deliperi prende posizione contro la Regione definendola cerchiobottista. Ossia, quella delibera autorizza alcune attività, come le indagini di superficie, riservandosi in una fase successiva altre verifiche di assoggettabilità. Ma gli amministratori locali, che non nascondono le loro preoccupazioni, si chiedono come dovranno essere effettuate le indagini di superficie senza utilizzare metodi invasivi per l’integrità del territorio. Qualche giorno fa il sindaco di Santu Lussurgiu, Emilio Chessa, ha detto di essere pronto a mobilitare i suoi compaesani per fermare le ruspe e le trivelle. Lo stesso discorso ha fatto il primo cittadino di Seneghe Antonio Luchesu, che, già dai primi sentori di possibili attività esplorative nel territorio del monte Sos Paris, aveva organizzato alcune assemblee popolari per esprimere pubblicamente la contrarietà al progetto. Molti dei Comuni interessati hanno deliberato con voto unanime contro il progetto “Cuglieri”. Eppure tutto questo non è bastato per convincere la giunta Cappellacci sul fatto che i cittadini del Montiferru e della Planargia, con i loro amministratori, quel progetto lo considerano soltanto una speculazione che non porterà niente di buono al territorio e alle comunità locali. «Sembra proprio che la Regione abbia voluto dare un colpo al cerchio e uno alla botte e scaricare le responsabilità decisionali sui Comuni sul cui territorio ricade il progetto – scrive il Gruppo di intervento giuridico in un documento –. Infatti, secondo quanto previsto dalle linee guida per la disciplina delle risorse geotermiche a scopo energetico nel territorio della Sardegna, l’assessorato all’Industria concederà il permesso solo d’intesa con i Comuni territorialmente competenti». C’è da chiedersi se qualcuno dei burocrati della Regione sarda si sia o meno accorto che gran parte delle amministrazioni locali e le rispettive popolazioni che vivono e operano in quei territori non vogliono trivelle nei loro boschi.

  11. gennaio 30, 2014 alle 2:48 pm

    da La Nuova Sardegna, 30 gennaio 2014
    Anche Bosa contro le trivelle. Le ricadute del progetto Cuglieri riguardano anche la Planargia che si mobilita.

    BOSA. Le trivellazioni alla ricerca di energia geotermica nel sottosuolo interessano anche Bosa: perché si svolgono vicino al territorio della valle del Temo, che attinge acqua dai pozzi di Luzzanas. Per questo è importante che la città si occupi di questa problematica. È un pressante invito alla mobilitazione anche ai residenti in riva al Temo quello del Comitato no trivelle nel Montiferru, che invita cittadini associazioni e amministratori a partecipare all’incontro in programma domani pomeriggio alle 17.30, nei locali del teatro Nonnu Mannu di Scano Montiferro. Si parlerà del progetto di ricerca geotermica “Cuglieri”, che una società toscana intende intraprendere negli ambiti dei comuni di Cuglieri, Scano, Seneghe, Tresnuraghes, Magomadas, Flussio, Sagama, Tinnura, Sennariolo e Santulussurgiu. Progetto che nasce nel 2010, mentre è del 2012 l’istanza ai comuni, con la richiesta di via libera alle trivellazioni, respinta dagli enti locali interessati. Il trenta dicembre 2013 la Giunta Regionale ha deliberato di non assoggettare a procedura di Valutazione di impatto ambientale l’intervento progetto Cuglieri , limitatamente alle indagini di superficie” sia pur con una lunga serie di prescrizioni. “Ciò significa che tutto il territorio sarà presto interessato da queste indagini, ma una volta avviate le procedure sarà possibile poi bloccarle? Le opere saranno eseguite in osservanza delle prescrizioni?” i dubbi del Comitato no trivelle. Contrario al progetto “In quanto crediamo che siano le popolazioni locali a dover decidere le sorti del proprio territorio e del proprio futuro”. Di tutto questo si discuterà nel dibattito di domani a Scano Montiferro. A cui il Comitato invita anche cittadini e amministratori della vicina Bosa, oltre a quelli dei centri coinvolti direttamente nel progetto.

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