Home > aree urbane, beni culturali, biodiversità, coste, difesa del territorio, dissesto idrogeologico, giustizia, grandi opere, Italia, mare, paesaggio, pianificazione, Regione Sardegna, sostenibilità ambientale, zone umide > Lo Stato impugna davanti alla Corte costituzionale lo stravolgimento del piano paesaggistico sardo.

Lo Stato impugna davanti alla Corte costituzionale lo stravolgimento del piano paesaggistico sardo.


Cabras, Is Aruttas, spiaggia

Cabras, Is Aruttas, spiaggia

Il Governo nazionale ha deciso di sollevare conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale nei confronti della Regione autonoma della Sardegna riguardo la deliberazione Giunta regionale Sardegna n. 45/2 del 25 ottobre 2013 con cui è stato adottato (art. 11 della legge regionale Sardegna n. 4/2009), l’aggiornamento e la profonda revisione del piano paesaggistico regionale – P.P.R. (1° stralcio costiero).

La Giunta regionale ne ha preso atto nella riunione del 17 gennaio 2014.

Come noto, da comunicato pubblicato sul sito web istituzionale della Direzione regionale per i Beni Culturali e  Paesaggistici per la Sardegna si era avuta formale conferma della mancata positiva conclusione delle procedure di co-pianificazione Ministero per i Beni e Attività Culturali – Regione autonoma della Sardegna, necessarie per legge (artt. 143 e 156 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e per puntuali accordi sottoscritti (protocollo d’intesa Ministero B.A.C-Regione del 19 febbraio 2007, disciplinare tecnico dell’1 marzo 2013).

Le associazioni ecologiste Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus – oltre ad aver inoltrato (21 novembre 2013) un atto di intervento con “osservazioni” nelle procedure di modifica del P.P.R. e nella relativa valutazione ambientale strategica (V.A.S.) – avevano chiesto un urgente intervento del Ministro per i Beni e Attività Culturali e degli Organi centrali e periferici del Ministero per fermare quanto prima l’efficacia delle illegittime previsioni del piano paesaggistico recentemente stravolto.       Così avevano fatto anche numerosi cittadini, associazioni, comitati.

Esprimono, quindi, forte soddisfazione per l’impugnativa statale.

Naturalmente, seguiranno ulteriori azioni nelle opportune per la salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio della Sardegna, auspicabilmente con altre associazioni ambientaliste e culturali.

Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Bosa, costa di Torre Argentina

Bosa, costa di Torre Argentina

(foto S.D., archivio GrIG)

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  1. Mara
    gennaio 17, 2014 alle 4:09 pm

    Ripeto. Benissimo. Le altre Associazioni ambientaliste e culturali… quali sono? Possiamo se mai, noi cittadini, suonar loro la sveglia.

  2. gennaio 17, 2014 alle 4:58 pm

    era l’ ora

  3. Mara
    gennaio 17, 2014 alle 7:48 pm

    INGORANTI, detto da Cappellacci pochi minuti fa al TG regionale lo considero come una medaglia al valore!
    A su cuaddu friau… (non so scrivere in sardo)

  4. gennaio 17, 2014 alle 8:32 pm

    da Sardinia Post, 17 gennaio 2014
    Il Governo impugna il nuovo Piano paesaggistico: http://www.sardiniapost.it/politica/il-governo-impugna-il-nuovo-piano-paesaggistico/

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    da Cagliari Globalist, 17 gennaio 2014
    Ambientalisti: lo Stato ha impugnato il Piano Paesaggistico sardo.
    L’annuncio e la soddisfazione delle associazioni Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus: http://cagliari.globalist.it/Detail_News_Display?ID=95524&typeb=0&Ambientalisti-lo-Stato-ha-impugnato-il-Piano-Paesaggistico-sardo-

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    da La Nuova Sardegna, 17 gennaio 2014
    Il Governo impugna il piano paesaggistico della giunta Cappellacci.
    Lo avevano già annunciato al ministero dei Beni culturali, esultano gli ambientalisti che l’avevano contestato, il governatore: “E’ un atto di arroganza verso i sardi”: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2014/01/17/news/il-governo-impugna-il-piano-paesaggistico-della-giunta-cappellacci-1.8486380

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    da Sardegna Oggi, 17 gennaio 2014
    Il Governo impugna il Piano paesaggistico di Cappellacci. Lo Stato impugna davanti alla Corte costituzionale il nuovo piano paesaggistico regionale, il cosiddetto Pps. Lo rivela l’associazione ambientalista Gruppo d’Intervento Giuridico citando la seduta odierna della Giunta regionale in cui l’esecutivo ha preso atto della volontà del Governo: http://www.sardegnaoggi.it/Politica/2014-01-17/24043/Il_Governo_impugna_il_Piano_paesaggistico_di_Cappellacci.html

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    da L’Unione Sarda, 17 gennaio 2014
    Governo “impugna” piano paesaggistico. Cappellacci: “Arroganti, ci difenderemo”. E’ ufficiale l’impugnazione da parte del governo contro la revisione del piano paesaggistico della Sardegna: http://www.unionesarda.it/articolo/politica_italiana/2014/01/17/governo_impugna_piano_paesaggistico_cappellacci_arroganti_ci_difenderemo-1-350299.html

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    da Tiscali Notizie, 17 gennaio 2014
    Piano paesaggistico: il governo impugna la revisione di Cappellacci, esultano gli ambientalisti: http://notizie.tiscali.it/regioni/sardegna/articoli/14/01/17/modifiche-ppr-impugnate-dal-governo.html

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    da Sassari Notizie, 17 gennaio 2014
    Da Roma uno schiaffo a Cappellacci: ricorso del governo contro il Pps. (Michele Spanu): http://www.sassarinotizie.com/articolo-22211-da_roma_uno_schiaffo_a_cappellacci_ricorso_del_governo_contro_il_pps.aspx

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    da Olbia Notizie, 17 gennaio 2014
    Da Roma uno schiaffo a Cappellacci: ricorso del governo contro il Pps. (Michele Spanu): http://www.olbianotizie.it/articolo-22211-da_roma_uno_schiaffo_a_cappellacci_ricorso_del_governo_contro_il_pps.aspx

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    da CagliariPad, 17 gennaio 2014
    Piano paesaggistico, il Governo fa riscorso alla Corte Costituzionale.
    L’esecutivo nazionale alla guerra contro la Regione sulla revisione del Ppr di Soru. La Giunta Cappellacci ne ha preso atto oggi. Esultano gli ecologisti: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=6845

    • gennaio 17, 2014 alle 8:38 pm

      “La casta degli ambientalisti con la villa in riva al mare”? il presidente-candidato Ugo Cappellacci ormai è fuori come un balcone…..

      dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna (http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=248457&v=2&c=117&t=1)

      Pps, Cappellacci: pronti a resistere contro arroganza del Governo.
      “La Giunta regionale ha deliberato di resistere davanti ai giudici costituzionali e difendere le funzioni della nostra Autonomia. I sardi – ha concluso Cappellacci – hanno il diritto di decidere come tutelare il proprio paesaggio e non accettano lezioni da soggetti tutt’altro che disinteressati sia dal punto di vista politico che da quelle economico”.

      CAGLIARI, 17 GENNAIO 2014 – “L’impugnazione del nuovo Piano Paesaggistico è l’ennesimo atto arrogante del Governo centrale verso la Sardegna”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, commentando l’iniziativa dell’esecutivo nazionale nei confronti della Regione. “La Giunta regionale ha deliberato di resistere davanti ai giudici costituzionali e difendere le funzioni della nostra Autonomia. I sardi – ha concluso Cappellacci – hanno il diritto di decidere come tutelare il proprio paesaggio e non accettano lezioni da soggetti tutt’altro che disinteressati sia dal punto di vista politico che da quelle economico. La casta degli ambientalisti con la villa in riva al mare e i nostalgici delle norme che si applicavano ai nemici e si interpretavano per gli amici è destinata a vedere schiantare le sue menzogne ideologiche contro la verità degli atti”.

  5. gennaio 18, 2014 alle 10:50 am

    la Giunta Cappellacci non ha “denunciato” proprio niente: la notizia l’abbiamo data noi ieri 17 gennaio alle ore 15.36.

    da La Nuova Sardegna, 18 gennaio 2014
    Il governo impugna il Pps e lo blocca: è scontro elettorale.
    Scattato il ricorso alla Consulta: manca il parere del ministero. Il mistero della bocciatura nota sin da dicembre e denunciata dal centrodestra soltanto ora. (Alfredo Franchini): http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2014/01/18/news/il-governo-impugna-il-pps-e-lo-blocca-1.8491398

  6. amico
    gennaio 18, 2014 alle 12:14 pm

    Dedoni e tutti gli altri ben pensanti del centro destra, invece di fare illazioni, dovrebbero sapere (il condizionale è d’obbligo) che vi sono dei termini processuali per sollevare il conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato. Dovrebbe anche saper che quei termini sono perentori (cioè che se non si rispettano il ricorso non può più essere proposto) come da ultimo precisato dalla sentenza della corte costituzionale 116/2003. Quindi nessuna strana coincidenza con l’inizio della campagna elettorale ma solo ed esclusivamente la necessità di rispettare i termini fissati dalla legge per inoltrare il ricorso. Il problema è che per loro le regole non esistono. La politica può tutto.
    Saluti.

  7. gennaio 18, 2014 alle 1:12 pm

    da La Nuova Sardegna, 18 gennaio 2014
    Il governo impugna il Pps e lo blocca. Scattato il ricorso alla Consulta: manca il parere del ministero. (Alfredo Franchini)

    CAGLIARI. Mai come questa volta l’impugnazione di una legge della Regione, (il nuovo Piano paesaggistico), era attesa. Rispetto alle altre venti leggi impugnate in questa legislatura appena conclusa, il ricorso sul Pps era stato annunciato ai primi di novembre dal ministero dei Beni culturali e notificato alla Regione alla fine di dicembre, prima della scadenza dei termini. La notizia è stata data solo ieri ed è un mistero: perché la giunta ha preso atto solo ieri della decisione del governo Letta di sollevare un conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale? D’altra parte l’impugnazione era scontata perché il ministero aveva denunciato la mancata conclusione delle procedure di co-pianificazione necessarie per legge. Il governo regionale invece, tenne sulla vicenda una posizione diversa: «La competenza è solo nostra». Il risultato, però, è che la polemica tra ministero e presidenza della Regione, scoppiata a novembre, ha trovato la sua logica conseguenza a campagna elettorale ormai apertissima, a soli ventinove giorni dalle elezioni. E ora è di nuovo polemica: «Da sardo sono indignato, è l’ennesimo atto arrogante del governo centrale», afferma Cappellacci, «la giunta regionale ha deliberato di resistere davanti ai giudici costituzionali e difendere le funzioni della nostra autonomia», afferma il presidente della Regione alla vigilia della kermesse con cui si prepara ad affrontare l’ultimo mese di campagna elettorale. E sicuramente il Pps stoppato dallo Stato sara uno dei cavalli di battaglia del governatore uscente che dice: «I sardi hanno diritto di decidere come tutelare il proprio paesaggio e non accettano lezioni da soggetti tutt’altro che disinteressati sia dal punto di vista politico che da quello economico». Cappellacci attacca il governo ma spara l’ultima bordata sugli ambientalisti che ieri hanno festeggiato la notizia della bocciatura del Pps: «La casta degli ambientalisti con la villa in riva al mare e i nostalgici delle norme che si applicavano ai nemici e si interpretavano per gli amici», ha detto, «è destinata a veder schiantare le sue menzogne ideologiche contro la verità degli atti». Il Ppr, ribattezzato in piano paesaggistico dei sardi, è al centro di un conflitto di competenze tra Stato e Regione ma è contestato dal ministero dei Beni culturali anche nella sostanza sintetizzata dalla coesistenza di due norme diverse: il piano paesaggistico del 2006, (giunta Soru) e quello approvato il 29 ottobre scorso dall’esecutivo di Cappellacci. Norme che il sottosegretario del ministero, Ilaria Borletti, aveva definito «dissonanti». La Regione ha tra le sue competenze l’autonomia di procedura nella redazione del piano ma «più sentenze della Corte costituzionale», ha scritto il sottosegretario del Mibac, «hanno dichiarato illegittime norme regionali che si ponevano in contrasto con le disposizioni previste dal Codice dei Beni culturali» a partire dall’articolo 135. E’ previsto in un comma che la pianificazione paesaggistica sia effettuata congiuntamente tra ministero e regioni». Il presidente Cappellacci affermò in una conferenza stampa che la Regione aveva piena autonomia e che il mistero, comunque, era stato sentito. Da lì era scaturita la replica durissima di Ilaria Borletti: «Al contrario del presidente Cappellacci», rispose il sottosegretario al ministero dei Beni culturali, «non sono in campagna elettorale e dunque mi è più facile guardare ai problemi e alle questioni dal punto di vista amministrativo e generale del bene comune, inteso come cosa pubblica». Lo Stato ha la competenza primaria sul paesaggio e quindi il governo non può limitarsi a fare da notaio. «Il Pps», è la tesi di fondo del ministero, «non ha valore se porta la firma solo della Regione». A campagna elettorale conclusa resterà da chiarire come mai in questa legislatura ci sia stato il record di leggi regionali impugnate e sia così aumentata la conflittualità con il governo nazionale.

    —————————-

    LE REAZIONI. Gli ambientalisti: «Più che soddisfatti».
    Uggias (Idv): «La giunta certifica il suo fallimento su un provvedimento di stampo elettoralistico».

    CAGLIARI. Soddisfattissimi gli ambientalisti e commenti diversificati a seconda delle posizioni in consiglio regionale. Le prime reazioni alla notizia dell’impugnazione del Pps davanti alla Consulta non hanno tardato ad arrivare. Uno dei primi a esprimere la gioia per la svolta alla vicenda impressa dal ministero e da Letta, il presidente regionale di Grig, il Gruppo d’intervento giuridico-Amici della Terra. «Dalla direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici si era già avuta formale conferma della mancata positiva conclusione delle procedure di co-pianificazione tra Ministero e Regione – ricorda Stefano Deliperi – Ecco perché adesso le nostre associazioni ecologiste, assieme a Lega per l’abolizione della caccia, non possono che felicitarsi di aver inoltrato, il 21 novembre, un atto di intervento con “osservazioni” nellle procedure di modifica del Ppr e nella valutazione ambientale strategica». Gli ambientalisti insomma avevano chiesto un provvedimento urgente, spiegano ancora, «per fermare quanto prima l’efficacia delle illegittime previsioni del Piano paesaggistico recentemente stravolto». Sulla stessa strada si erano mossi semplici cittadini, associazioni, comitati. Da qui, appunto, la contentezza di Deliperi e dei suoi compagni per lo sviluppo della situazione. «Naturalmente, adesso seguiranno ulteriori azioni nelle sedi opportune per la salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio della Sardegna, auspicabilmente con altre organizzazioni ecologiste e culturali», conclude il rappresentante del Grig. Contro la revisione del Piano a suo tempo voluto dalla giunta di centrosinistra guidata da Renato Soru, nelle scorse settimane, si era pronunciato con forza anche il Fondo italiano per l’ambiente. Che, attraverso i suoi più alti dirigenti, in un recente convegno nazionale a Cagliari, aveva fatto della questione un proprio cavallo di battaglia. Soprattutto dopo i devastanti danni dell’alluvione. In difesa del paesaggio e contro lo stravolgimento del Ppr varato nel 2006 erano poi intervenuti, ancora, Italia Nostra, la Lega per l’ambiente e altre organizzazioni per la tutela dei territori dell’isola. «L’impugnazione del testo di Piano paesaggistico da parte del governo rappresenta l’ennesima conferma del fallimento della giunta Cappellacci», dice invece il segretario regionale ed europarlamentare dell’Idv, Giommaria Uggias, a proposito dell’opposizione di Roma al nuovo Pps. «Era un provvedimento di chiara matrice elettorale – sottolinea Uggias – che ora diventa un boomerang sulla testa del presidente uscente, il quale anche oggi copre il vuoto delle proprie azioni solo attraverso l’individuazione dell’ennesimo nemico esterno». D’inevitabile segno opposto la presa di posizione di rappresentanti della coalizione di centrodestra. «Credo che a nessuno sfugga la coincidenza tra la notizia dell’impugnazione e l’apertura in pompa magna della campagna elettorale del centrosinistra per le regionali», dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi-Liberaldemocratici in Consiglio Attilio Dedoni. «Da parte dell’esecutivo nazionale stiamo assistendo a una delle più becere iniziative mai viste», attacca ancora Dedoni. «Come si fa a non considerare nemico dei sardi un governo che non si comporta da arbitro al di sopra delle parti, mettendo il bene comune davanti alla militanza politica, ma che arriva ad adottare decisioni così irresponsabili solo per favorire la corsa elettorale di Pigliaru e compagni?». si chiede. «Con lo stop al Pps si cerca di impedire alla Sardegna di creare nuove occasioni di sviluppo e di rilancio dell’economia e dell’occupazione – conclude il capogruppo dei Riformatori – Il tutto per un cinico calcolo politico, una forma di ricatto».

    —————————–

    I PUNTI CONTESTATI.

    1 – LA MANCANZA DELLA CO-PIANIFICAZIONE COME PIU’ VOLTE RILEVATO DALLA DIREZIONE SARDA PER I BENI CULTURALI E DALLO STESSO SOTTOSEGRETARIO BUITONI BORLETTI, LA REGIONE NON HA RISPETTATO LE CO-PIANIFICAZIONI PREVISTE DALLE PROCEDURE GENERALI. SOTTO QUESTO PROFILO SI È ANZI REGISTRATO UNO STRAPPO FORMALE SUL MERITO DEI PROVVEDIMENTI PREDISPOSTI DALLA GIUNTA CAPPELLACCI
    2 – LA DOPPIA CORSIA PER I CENTRI STORICI DIVERSA TUTELA A SECONDA DELLA TIPOLOGIA: ALCUNI CENTRI STORICI SARANNO MERITEVOLI DI SALVAGUARDIA PER IL LORO VALORE CULTURALE, ALTRI NO. LA DISPOSIZIONE INTRODUCE DISCRIMINAZIONI DIFFICILMENTE RICONDUCIBILI A CRITERI OGGETTIVI
    3 – I CRITERI DI RICOSTRUZIONE DEGLI EDIFICI PREESISTENTI LA NORMA È STRETTAMENTE LEGATA AL PIANO CASA DEL 2009 PIÙ VOLTE PROROGATO. LA LEGGE DÀ LA POSSIBILITÀ D’INCREMENTI VOLUMETRICI SINO AL 20% (CHE ARRIVANO AL 30% PER RIDUZIONE DEI CONSUMI ENERGETICI), INTERVENTI NEI 300 METRI DALLA BATTIGIA E ANCHE RICOSTRUZIONI
    4 – BENI IDENTITARI E MAPPATURE ALTRA NORMA AL CENTRO DI POSSIBILI CONTESTAZIONI. I SITI ARCHEOLOGICI E RELIGIOSI VERRANNO SEGNALATI ATTRAVERSO I SISTEMI GPS. RESTA IL VINCOLO DI NON EDIFICABILITÀ IN UN’AREA INFERIORE AI 100METRI DAI BENI IDENTITARI, 150 DAI FIUMI, 300 DA STAGNI E LAGHI. MA TRA I RILIEVI SI RIMARCA IN MODO NEGATIVO LA CENTRALIZZAZIONE DELLE SCELTE SUL PATRIMONIO DA TUTELARE
    5 – la questione aperta delle case in CAMPAGNA ANCHE IN QUESTO CASO RILIEVI PER UN CONTRASTO CON ALTRE NORME. È UN RITORNO AL DECRETO FLORIS: SI CONSENTE DI COSTRUIRE IN OGNI CASO SOLO PER REALIZZARE UN’ABITAZIONE LEGATA AD ATTIVITÀ AGRO-ZOOTECNICHE. GIUDICATA IN MODO DIFFERENTE DAGLI SCHIERAMENTI IN CAMPO, LA NORMA POTREBBE ESSERE CASSATA DALLA CORTE COSTITUZIONALE IN QUANTO SLEGATA DAL CONCETTO DI UNO SVILUPPO PAESAGGISTICO “COERENTE E OMOGENEO”

    • Sabs
      gennaio 18, 2014 alle 8:28 pm

      Qualche domanda…

      1. I cinque punti elencati sopra costituiscono una sintesi fedele delle contestazioni?
      2. Sono solo questi i punti contestati dal Governo?
      3. E’ disponibile un testo ufficiale dell’impugnativa o dobbiamo attendere che compaia sul sito della Corte Costituzionale (al momento ancora non c’è… http://www.cortecostituzionale.it/actionLavori.do)

      Grazie!

      • gennaio 19, 2014 alle 12:15 am

        si tratta dell’articolo pubblicato su La Nuova Sardegna, non del testo del ricorso, è evidente.

  8. gennaio 18, 2014 alle 5:06 pm

    da Il Manifesto, 18 gennaio 2014
    La Sardegna alle urne senza cemento. (Costantino Cossu): http://ilmanifesto.it/la-sardegna-alle-urne-senza-cemento/pugpig_index.html

    ___________________________________

    da Olbia 24, 18 gennaio 2014
    Sollevato il conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale. L´ira di Cappellacci e la soddisfazione degli ambientalisti.
    Il governo impugna il nuovo Piano paesaggistico: http://notizie.olbia24.it/n?id=66868

  9. Sabs
    gennaio 19, 2014 alle 9:12 am

    Gruppo d’Intervento Giuridico :
    si tratta dell’articolo pubblicato su La Nuova Sardegna, non del testo del ricorso, è evidente.

    Certo non pensavo, né ho scritto, che fosse il testo del ricorso.

    Ho chiesto invece se la sintesi fosse fedele, e a questa domanda ovviamente non si può rispondere se non si legge il testo originale. In assenza di questo testo, io non sono in grado di capire se quei punti sono solo un’elaborazione del giornalista o sono davvero elementi del ricorso (per inciso … tutti e soli? Mi aspetterei di trovare anche altro).

    Per capirne di più monitorerò il sito della CC … in quello del governo non si trova traccia neppure nelle sintesi degli OdG delle riunioni del CdM, dove di solito si trovano le delibere di impugnazione delle leggi regionali.

    Grazie lo stesso.

    • gennaio 19, 2014 alle 9:59 am

      posso solo supporre che si tratti di elaborazione giornalistica, il testo di sicuro sarà pubblicato sul sito web della Corte costituzionale, sulla Gazzetta ufficiale e sul B.U.R.A.S. digitali.
      Ma speriamo di vederlo il prima possibile.

      Stefano Deliperi

  10. amico
    gennaio 19, 2014 alle 10:59 am

    La sentenza 308/2013 della Corte costituzionale fornisce esplicite indicazioni sia delle censure che saranno mosse sia della risposta della corte.

  11. gennaio 19, 2014 alle 11:18 am

    da La Nuova Sardegna, 19 gennaio 2014
    DOPO L’IMPUGNAZIONE DA PARTE DEL GOVERNO. Pps, si infiamma lo scontro.
    Pittalis (Fi): Letta fa da sponda ai soriani . Lai (Pd): tutto un bluff.

    CAGLIARI. Continua la polemica in seguito all’impugnazione da parte del governo nazionale del Ppps, il Piano paesaggistico dei sardi firmato dalla giunta Cappellacci. In difesa dello strumento di pianificazione urbanistica e con toni molto critici nei confronti del governo interviene Pietro Pittalis, capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale: «L’impugnazione del Pps non è altro che il gioco di sponda del governo Letta ai nostalgici dell’ipocrisia soriana: quella dei cementificatori travestiti da ambientalisti, delle intese che consentivano a pochi vip di colare migliaia e migliaia di metri cubi di cemento sulle coste». «Non è un caso – prosegue Pittalis – che le prime dichiarazioni dell’assessore di Soru, candidato dal centrosinistra alla presidenza della Regione, siano state un richiamo a quell’epoca. È sconcertante che, pur di far passare la propria linea politica, i capi bastone della sinistra siano disposti a tollerare un intervento calato dall’alto e una palese violazione dell’Autonomia. I sardi – continua Pittalis – hanno ancora vivo il ricordo della passata stagione politica e non si faranno ingannare dall’abile propaganda di una sinistra che racconta una realtà diversa da quella che tutti vivono nel quotidiano. Chi pensa di esercitare per via indiretta, attraverso una vergognosa intrusione romana oggi, e attraverso un suo ex assessore domani, quelle funzioni che si è visto togliere dai sardi nel 2009 con un voto democratico, avrà la risposta che merita». Di tenore radicalmente opposto le dichiarazioni del segretario del Pd Silvio Lai: «Il ricorso presentato dal governo al Pprsè la naturale conseguenza del percorso demagogico-elettorale che ha portato all’approvazione del piano. Lai prosegue: «Cappellacci e la sua maggioranza sapevano benissimo di creare uno strumento privo di efficacia e che non vedrà mai la luce. Lo sapevano così come sanno – aggiunge Lai – che la loro zona franca é un bluff, così come sapevano che l’abolizione delle province e la loro riforma non sarebbe mai arrivata a compimento ma erano solo ed esclusivamente un inutile contentino nei confronti dei Riformatori. La reazione di Cappellacci e del portavoce Pittalis è la solita commedia che si ripete ogni qual volta si svelano le loro bugie elettorali».

  12. gennaio 19, 2014 alle 7:27 pm

    da Il Fatto Quotidiano, 19 gennaio 2014
    Sardegna: Capo Malfatano salvo, ma non le coste. (Fabio Balocco) (http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/01/19/sardegna-capo-malfatano-salvo-ma-non-le-coste/849448/)

    Ci sono volute due sentenze della magistratura amministrativa per salvare Capo Malfatano, Comune di Teulada, Sardegna. E questa è nel contempo una bella ed una cattiva notizia.

    La bella notizia l’ho già detta: prima il TAR Sardegna e poi il Consiglio di Stato hanno sancito l’illegittimità di un’enorme/ennesima speculazione edilizia sulle martoriate coste della Sardegna. Circa 200.000 metri cubi di cemento a 300 metri dalla splendida spiaggia di Tueredda.

    La cattiva notizia è che ancora una volta sia stato necessario l’intervento della magistratura per fermare lo scempio. Perché dall’altra parte erano tutti d’accordo, il Comune di Teulada, la Soprintendenza, la Regione Sardegna, ed ovviamente i costruttori tra i quali Benetton (“United Colors of Benetton”, ricordate?) e Caltagirone. Da questa parte la ferma volontà di un singolo pastore, Ovidio Marras, di 82 anni, e del supporto ricevuto dal Gruppo di Intervento Giuridico e di Italia Nostra per fermare lo scempio. Ed è purtroppo una cattiva notizia anche il fatto che una parte delle costruzioni sono in corso d’opera.

    Ho già scritto in passato della follia delle seconde case, delle scritte “vendesi” sempre più numerose anche in Sardegna. Eppure il virus edificatorio non pare arrestarsi. E l’ultimo atto è stato lo stravolgimento del Piano Paesaggistico di Soru, da parte della Giunta Cappellacci (“cominci a preparare il cemento e i mattoni”), che darebbe il via libera a nuove lottizzazioni sul litorale, fortunatamente impugnato dal governo davanti alla Corte Costituzionale.

    Si dice che il mondo ambientalista dice sempre di no. Ma, come dice giustamente un mio caro amico: “continueremo a dire sempre di no, se dall’altra parte proporranno e progetteranno sempre le stesse cose”.

  13. gennaio 22, 2014 alle 2:50 pm

    da La Nuova Sardegna, 22 gennaio 2014
    «Cappellacci arrogante, isola da tutelare». (Pier Giorgio Pinna): http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/87297_Cappellacci_arrogante_isola_da_tutelare.pdf

    ——————-

    Fai e Wwf: bene l’impugnazione: http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/87298_Fai_e_Wwf_bene_limpugnazione.pdf

  1. gennaio 19, 2014 alle 6:47 pm
  2. gennaio 19, 2014 alle 9:31 pm
  3. gennaio 20, 2014 alle 2:45 am

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