Speculatori immobiliari con soldi pubblici a Cala Finanza. Il GrIG difende paesaggio e legalità.
Sulla vicenda della speculazione immobiliare di Cala Finanza, sul litorale di Loiri Porto San Paolo, stanno emergendo particolari inquietanti, ma non proprio inaspettati..
Un’approfondita inchiesta pubblicata su Il Corriere della Sera (Tavolara Bay, i nomi dei miliardari del mega progetto in Sardegna: spunta la clausola sul «contributo governativo., 24 giugno 2026) fa luce sugli intrecci societari presenti nell’affare immobiliare e, soprattutto, fa balenare l’ipotesi di un finanziamento pubblico in favore dell’iniziativa speculativa.
Nel mentre Thiago Alonso De Oliveira, amministratore delegato del dalla società brasiliana Jhsf Participações (titolare della catena alberghiera di lusso Fasano), ha elogiato il mattone ecologico del progetto immobiliare e il sindaco di Loiri Porto San Paolo Francesco Lai, con un’inversione a U decisamente singolare, ha annunciato che il Consiglio comunale revocherà la deliberazione della variante urbanistica a base del medesimo progetto immobiliare.
L’associazione di protezione ambientale nazionale Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG), dopo varie istanze (25 febbraio 2026 e 6 aprile 2026) che han portato alla luce la scandalosa speculazione e permesso di ricostruire atti e intenzioni, ora, rappresentata e difesa dall’Avv. Carlo Augusto Melis Costa, del Foro di Cagliari, è intervenuta a sostegno del ricorso della Regione autonoma della Sardegna per l’annullamento dell’autorizzazione unica ZES n. 74 del 9 febbraio 2026 in favore della Tavolara Bay s.r.l. per la realizzazione, a due passi dal mare, della prima parte di un complesso tutistico-edilizio ben più vasto.
L’intervento GrIG è già stato notificato e depositato al T.A.R. Sardegna, presso il quale si svolgerà l’8 luglio prossimo l’udienza cautelare.
L’area (una cinquantina di ettari sul mare, altre decine di ettari nel retroterra) ricca di macchia mediterranea, sulla costa gallurese fra Cala Finanza e Punta La Greca, davanti all’Isola di Tavolara risulta interessata da un progetto immobiliare ben più ampio rispetto a quello attualmente oggetto di procedura ZES, promosso dalla Tavolara Bay s.r.l., costituita dalla società brasiliana Jhsf Participações (titolare della catena alberghiera di lusso Fasano) e da altri soci.
Per la prima parte del progetto è stato chiesto l’accesso alle procedure semplificate di cui alla Zona Economica Speciale (ZES) unica per il Mezzogiorno (operativa dall’1 gennaio 2024 grazie al decreto-legge n. 124/2023, convertito nella legge n. 162/2023).
In progetto complessivamente un hotel a cinque stelle da 50 camere, 30 ville (tipologie da 500 e da 200 metri quadri), ristoranti, servizi commerciali e turistici, un porto turistico, un campo da golf.
Può una disciplina normativa nata per favorire l’insediamento di nuove iniziative imprenditoriali (la disciplina della zona economica speciale unica per il Mezzogiorno – ZES) diventare uno strumento di eversione del quadro giuridico di rilievo costituzionale per la tutela del paesaggio/ambiente (il Codice dei beni culturali e del paesaggio, decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e della normativa sulla conferenza di servizi (artt. 14 e ss. della legge n. 241/1990 e s.m.i.)
Può la disciplina sulla ZES fare carta straccia delle competenze assegnate alla Regione autonoma della Sardegna dallo statuto speciale (legge costituzionale n. 3/1948)?
La risposta passa dalla vicenda di Cala Finanza – Punta La Greca, sul litorale di Loiri Porto S. Paolo, in Gallura.
E si inizierà a vedere l’8 luglio 2026 davanti al T.A.R. Sardegna.
Inoltre, si vedrà dagli esiti degli accertamenti penali condotti dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania, anche su segnalazione GrIG.
Noi del GrIG ci siamo, per difendere le coste e la legalità.
Gruppo d’intervento Giuridico (GrIG)
da Il Corriere della Sera, 24 giugno 2026
Tavolara Bay, i nomi dei miliardari del mega progetto in Sardegna: spunta la clausola sul «contributo governativo».
Giorgetti: «Ma dovranno passare sul mio corpo». Tra gli investitori società delle Isole Vergini, Bahamas, Malta, Delaware. (Mario Gerevini)
«Immaginiamo un luogo dove lusso e natura convivono in armonia». Immaginiamolo. Ma alle parole di Alberto Biancu, sardo, 39 anni, capocordata del progetto Tavolara Bay, manca il terzo elemento: i soldi. Lusso, natura e soldi creano una sinfonia per chi vuole trasformare uno splendido lembo di costa sarda in un paradiso vacanziero esclusivo con ville da 13 mila euro al metro quadro, hotel a 5 stelle e spiagge private. Ne ha scritto Gian Antonio Stella il 10 giugno. Ma chi mette i capitali? Da dove vengono? E quella strana clausola su un possibile contributo economico del governo italiano?
Da Bahamas alla Sardegna
Ecco gli investitori: quattro italiani (13%) e il gruppo turistico-immobiliare brasiliano Jhsf di Josè Auriemo Neto (44%) al controllo congiunto con la holding lussemburghese Csfg Re Europe (43%). Quest’ultima è posseduta da ricchissime famiglie e manager che diversificano i loro portafogli attraverso società o trust alle Isole Vergini, Malta, Bahamas, Delaware. Nomi e cognomi emergono dalle carte che abbiamo consultato. Tutti fanno affidamento anche su un «contributo governativo» italiano, come testualmente si legge nei documenti contrattuali.
Il «Contributo Governativo»
Alt un attimo: contributo governativo, cioè pubblico? A favore di un progetto in cui investono molti miliardari stranieri che poi incasseranno gli utili in paradisi fiscali? Quindi dopo aver ottenuto le autorizzazioni a trasformare un promontorio gioiello della Gallura in una “location vip esclusiva”, li aiuteremmo economicamente a costruire ville, alberghi e campi da golf?
Giorgetti: «Ma dovranno passare sul mio corpo»
«Il mega progetto ha l’ambizione di avere qualche forma di contribuzione pubblica: al momento non c’è nulla, è tutto fermo», commenta con il Corriere dopo aver letto l’articolo il ministro Giorgetti. «Altrettanto certamente tendo a escludere che lo Stato possa contribuire con sussidi o contributi a società che in modo diretto o indiretto hanno sede o beneficiari in paradisi fiscali. Vale in questo caso particolare ma vale in generale. Posso dire», prosegue il ministro, «che sappiamo perfettamente quanta poca cooperazione fiscale assicurino all’Italia alcuni paesi citati dal Corriere». E quindi? «Dunque prima di ricevere un contributo, i soggetti di questa vicenda dovranno passare sul corpo del ministro».
Il progetto
Breve riassunto: Tavolara Bay è un progetto turistico di lusso nel comune di Loiri Porto San Paolo di fronte all’isola di Tavolara, in linea d’aria 20 km a sud di Porto Rotondo. Parentesi: l’assessore al turismo del comune, Riccardo Biancu, è fratello del capo progetto Alberto, secondo fonti locali che al momento non siamo riusciti a verificare. È prevista la costruzione, tra l’altro, di un hotel a cinque stelle, 26 ville, strutture ricettive e un campo da golf 18 buche per centinaia di milioni di euro di investimento su 120 ettari (1,2 milioni di metri quadrati) di costa. Sviluppo o speculazione immobiliare? È l’eterno conflitto tra incremento turistico e tutela del territorio. Compatibilità (ambientali, urbanistiche) e autorizzazioni sono tappe ineludibili.
La svolta del governo
Regione Sardegna e altri enti hanno contestato la compatibilità dell’intervento con i vincoli paesaggistici dell’area. Però ci sono anche scorciatoie perfettamente legali per accelerare la lentezza labirintica della burocrazia. I promotori hanno utilizzato, per un passaggio iniziale del progetto, la procedura della Zes Unica che tra l’altro dà al governo poteri straordinari in grado di superare i normali percorsi autorizzativi e urbanistici. Di fronte ai pareri contrastanti, la decisione è stata così rimessa al Consiglio dei ministri che il 4 giugno ha confermato e autorizzato il proseguimento dell’iter.
Proprio questa decisione rappresenta oggi il punto più controverso della vicenda, perché secondo i critici crea un precedente che potrebbe indebolire il sistema di tutela delle coste sarde, mentre per i promotori costituisce un passaggio legittimo per sbloccare un investimento ritenuto strategico per lo sviluppo turistico ed economico dell’isola.
Le quattro transazioni di giugno
Fatto sta che subito dopo la decisione del governo si sono chiuse, ma potrebbe essere solo una coincidenza, quattro transazioni in Lussemburgo che hanno visto entrare nell’affare Tavolara Bay altrettanti azionisti esteri tra cui una finanziaria delle Isole Vergini Britanniche e un fondo di Bahamas.
Il contributo pubblico? È nello statuto
Un articolato statuto della società italiana titolare del progetto (Tavolara Bay srl) regola i rapporti tra i soci, una trentina tra diretti e indiretti. In una recente modifica, approvata da un’assemblea straordinaria, è stato introdotto anche un meccanismo di compensazione per i soci di minoranza (cioè gli italiani, come vedremo) «nel caso in cui la società riceva il Contributo Governativo entro 5 anni dalla data del 30 giugno 2025». È l’articolo 17: «Claw-back dei soci di minoranza». Per «Contributo Governativo – leggiamo nei documenti dei soci – si intende la potenziale sovvenzione in denaro che il governo italiano verserà alla società nell’ambito di “Tavolara Bay – Contratto di Sviluppo Turistico”».
«Sovvenzione in denaro»: il valore della società, dunque, potrebbe aumentare in proporzione del contributo pubblico che darebbe sostanza economica e “patrocinio” politico all’operazione turistico-immobiliare.
La clausola
Esiste, per ora, solo un’aspettativa. Però è diventata parte integrante dello statuto. Il contributo è considerato talmente rilevante da giustificare una clausola autonoma di claw-back (recupero) e ridistribuzione quote a favore degli azionisti italiani e una formula matematica già pronta e dedicata al calcolo. Forse perché gli italiani sono quelli più sul pezzo e in prima linea nelle pratiche di sblocco politico-amministrativo.
Bizzi, Simonelli & C soci in chiaro
Chi sono? Alberto Biancu che è anche amministratore delegato e Carlo Di Biagio, ex top manager di Procter & Gamble, Ducati e Roberto Cavalli. Poi il presidente della Lega Serie A di calcio, Ezio Simonelli, per anni commercialista di fiducia di Silvio Berlusconi. Tra l’altro Tavolara Bay ha sede proprio a Milano nello studio Simonelli. Il quarto italiano è Davide Bizzi con la sua Bizzi & Partners che opera a livello internazionale nello sviluppo immobiliare. Ha rilevato per 500 mila euro a settembre 2025, sulla base di accordi precedenti, la partecipazione che era in mano a una facoltosa americana residente a Ginevra, Chang Karin Rin Hui. Bizzi e gli altri italiani, presenti nel capitale in modo trasparente, hanno oggi quote del 3,3% a testa che potrebbero salire se l’eventuale il contributo governativo facesse scattare la clausola di claw back. Biancu non ha risposto alla nostra richiesta di spiegazioni, inviata più volte per email, su governance, assetti di Tavolara Bay ed eventuale parentela con l’assessore al Tursimo del Comune di Loiri Porto San Paolo, Riccardo Biancu.
La leadership brasiliana
Il 44% fa capo a Jhsf Capital, il gruppo brasiliano titolare del marchio Fasano (ristorazione e hotellerie di lusso) che ha la leadership imprenditoriale dell’operazione. Il patron Neto si è mosso appoggiato da una folta schiera di investitori finanziari rappresentati dalla lussemburghese Csfg Re Europe, cui fa capo il restante 43% di Tavolara Bay srl. L’asse Neto-Csfg ha il controllo.
Dalla birra ad Harvard
E chi c’è “dietro” il 43% in mano a Csfg? Alcuni investitori sono del tutto “coperti” come Inovare Ventures che ha fatto un bonifico dalle Isole Vergini il 10 giugno per rilevare una quota. Oppure la Bessemer Corporation di Bahamas. Claudio Moniz Barreto Garcia, brasiliano, economista e filantropo, membro del board di AB InBev (multinazionale leader mondiale nella produzione di birra: Corona, Stella Artois, Budweiser ecc) e dell’”Harvard global advisory council”, è entrato con una sua società del Delaware, la Azulona. L’ha seguito un trust del Connecticut intestato a Miguel Nuno Da Mata Patricio, portoghese, ex top manager di AB InBev poi amministratore e presidente (fino a pochi mesi fa) della Kraft. Nomi e sigle che tornano.
Da Kraft alla Pro Recco pallanuoto
A marzo 2026 entra la Clbb Real Estate di Nassau-Bahamas del brasiliano di Rio Alexandre Behring da Costa che in alcuni documenti dichiara come suo domicilio l’hotel cinque stelle lusso Palazzo Parigi a Milano. Conosce bene l’Italia: nel 2024 ha acquistato la Pro Recco, il club più titolato della pallanuoto mondiale. Behring è una figura importante della finanza internazionale e centrale in questa operazione: ha cofondato 3G un fondo che nasce dall’universo imprenditoriale dei miliardari brasiliani Jorge Paulo Lemann, Carlos Alberto Sicupira e Marcel Herrmann Telles. Anche loro tutti azionisti indiretti di Tavolara Bay. Il fondo 3G di Costa ha partecipato alla costruzione di Ab InBev, ha acquisito Burger King, ha pilotato la fusione Kraft-Heinz di cui poi è stato presidente.
Trust e famiglie
E Kpx, socio lussemburghese di Tavolara? Fa capo a “The Haddad Family Trust” del Wyoming (Usa) e anche qui atterriamo a casa di un ricco brasiliano residente a Lisbona, Claudio Haddad, ex dirigente della banca centrale e fondatore di scuole no profit in economia e ingegneria. Il 2 giugno è entrato nella “partita” Tavolara anche un manager vicino agli Haddad, Daniel Mahseredjian. Già da tempo un fondo delle Bahamas, Hudson Investment, gestito da banca Ubs filiale di Nassau ha in portafoglio quote ma non si sa chi siano i sottoscrittori.
da La Nuova Sardegna, 24 giugno 2026
«A Cala Finanza un beach club senza volumi in più, vogliamo dialogare con la Regione»: parla il ceo del gruppo brasiliano.Joy a Cala Finanza, nel riquadro Thiago Alonso De Ol.
Progetto Tavolara bay, Thiago Alonso De Oliveira: «Il centro sarà Villa Joy: non ci sarà alcuna modifica e non sarà intaccato l’ecosistema». (Marco Bittau)
Thiago Alonso de Oliveira, ceo di Jhsf participacoes Uk interviene sul progetto del gruppo brasiliano a Cala Finanza, nel litorale di Loiri Porto San Paolo al centro del dibattito politico regionale e nazionale.
I dettagli del progetto? A quanto ammonta l’investimento?
«Partiamo dal progetto su cui, probabilmente a causa del nostro silenzio, si è fatta confusione. Nel progetto dell’attuale Villa Joy, proprio davanti a Molara e Tavolara, non è previsto nemmeno un metro di cubatura in più. La struttura, presente da oltre cinquant’anni, rimarrà com’è, non sarà ingrandita: si tratta esclusivamente di convertire la destinazione d’uso da residenziale a ricettiva. Nell’entroterra invece, a ridosso di Porto San Paolo, stiamo lavorando a un progetto ancora in una fase del tutto preliminare per la realizzazione di hotel e residenze private. Complessivamente, l’investimento dovrebbe ammontare a 200 milioni di euro, ma molto dipenderà dallo sviluppo concreto del progetto».
Cala Finanza è solo una piccola parte del progetto Tavolara bay?
«Sì, a Cala Finanza ci saranno esclusivamente il ristorante e il beach club, che troveranno spazio all’interno di Villa Joy e costituiranno un primo “punto di approdo” per far conoscere all’estero sempre di più la Sardegna e la straordinaria Area marina protetta di Tavolara. Come dicevo, trasformeremo questa struttura senza apportare nessuna modifica volumetrica e senza intaccare in alcun modo l’ecosistema circostante. Le due strutture che dovremo necessariamente installare per il supporto logistico agli eventi che si organizzeranno a Villa Joy saranno temporanee, amovibili e perfettamente integrate nell’ambiente circostante: verranno rimosse al termine degli eventi».
Immaginavate che il progetto scatenasse tante polemiche, anche a livello nazionale?
«Seguiamo con continuità, attenzione e rispetto il dialogo tra la Regione, il Comune e il Governo. Il fondatore di Fasano Hotel è un italiano, emigrato in Brasile. Ora stiamo tornando in Italia, e vogliamo che il progetto funzioni: è per questo che siamo aperti a qualsiasi tipo di confronto e disponibili ad ascoltare tutte le parti in causa».
Perché avete usato la procedura semplificata della Zes per il Mezzogiorno nonostante i tanti (quasi tutti) pareri negativi nella conferenza di servizi?
«È proprio questa l’incomprensione che ha generato numerose polemiche e che teniamo molto a chiarire: noi non abbiamo fatto ricorso alla procedura Zes dopo i pareri negativi del Comune e della Regione, anzi abbiamo scelto di rivolgerci alla Zes fin da subito, tanto che abbiamo presentato l’istanza il 1 luglio dello scorso anno. Il Comune e la Regione hanno partecipato alla conferenza di servizi all’interno del procedimento, non fuori. La Zes unica del Mezzogiorno è una struttura efficiente, oltre ad essere nata proprio per attrarre investimenti nel Sud Italia: investendo 200 milioni in Sardegna ci è sembrato naturale utilizzare questa procedura».
Come possono convivere alberghi e ville con un’Area marina protetta, cioè un parco?
«La gente vuole venire a Tavolara e a Capo Coda Cavallo perché ci sono bellezze naturali uniche e straordinarie: il nostro obiettivo primario sarà proteggerle, sempre. Le nuove edificazioni, già previste nel Piano urbanistico del Comune di Loiri Porto San Paolo, sono comunque ancora in fase progettuale e sarebbero in un’area nei pressi della cittadina di Porto San Paolo, non certo a Cala Finanza, nell’area dove ora sorge Villa Joy. Nella pianificazione stiamo rispettando scrupolosamente tutti i vincoli paesaggistici, compresa la distanza di 300 metri dal mare. Su questo ci sentiamo di rassicurare tutti».
Sapete che l’amministratore delegato della Tavolara bay, Alberto Biancu, è il fratello di un assessore comunale di Loiri Porto San Paolo?
«Sì, ne siamo a conoscenza. Tutto è stato fatto nel pieno rispetto e in trasparenza per portare un progetto di valore. Qui ci teniamo a chiarire un punto: l’unica decisione presa dal consiglio comunale è stata quella del cambio di destinazione d’uso che ci impegna a destinare metà della nostra area a Cala Finanza a parco. Una zona che fino ad oggi era privata sarà restituita alla collettività. Peraltro, da quello che so, gli assessori non consiglieri non hanno diritto di voto nel consiglio comunale che ha preso questa decisione».
Il progetto va avanti e resterete a Cala Finanza nonostante le polemiche?
«Noi vogliamo e dobbiamo collaborare con tutte le istituzioni e ci teniamo davvero a chiarire le polemiche in corso. Il nostro primario interesse è agire nella piena legalità: attualmente il progetto è stato approvato, ma siamo pronti ad adeguarci alle prescrizioni che dovessero arrivare».
Avete altri investimenti in Sardegna?
«No, abbiamo scelto questa zona per valorizzare tale territorio e le realtà economiche di questa area: artigiani, piccole e medie imprese, lavoratori». La Regione Sardegna ha una posizione dura e irremovibile, ci sono margini di trattativa o andrete avanti così?
«Siamo aperti al dialogo e non vogliamo assolutamente operare in un clima di tensione. Nel rispetto della comunità sarda siamo pienamente a disposizione della Regione Sardegna e del Comune di Loiri Porto San Paolo per trovare insieme una via che consenta di valorizzare questo straordinario territorio. Abbiamo invitato tutte le principali istituzioni locali a un confronto partecipativo lo scorso aprile e stiamo organizzando un secondo momento per tutti coloro che non hanno potuto esserci».
Che visione avete del turismo in Sardegna?
«La Sardegna è una regione meravigliosa, conosciuta e ammirata in tutto il mondo. La natura è unica, il capitale umano è di grandissimo valore, la logistica adeguata e il settore alberghiero offre notevoli opportunità di sviluppo. Oggi il turismo rappresenta quasi il 15% del Pil della regione e c’è un chiaro intento da parte delle istituzioni e delle imprese di destagionalizzare il turismo. È proprio per questo che come Jhsf abbiamo voluto investire nel progetto di Fasano Sardinia, per contribuire a rendere la Sardegna una destinazione turistica globale capace di generare valore non solo nei mesi estivi».
da L’Unione Sarda, 25 giugno 2026
Cala Finanza, colpo di scena in apertura di Consiglio: sarà ritirata la delibera con la variante urbanistica.
Era il presupposto indispensabile per la realizzazione di un campeggio a cinque stelle della società sardo brasiliana Tavolara Bay. Si dimette l’assessore fratello dell’ad.
Colpo di scena in apertura del Consiglio comunale di Loiri Porto San Paolo: il sindaco Francesco Lai ha annunciato che sarà convocata l’assemblea civica per il ritiro della delibera (del novembre del 2025) con la quale è stata approvata la variante urbanistica di un’area di Cala Finanza, il presupposto indispensabile per la realizzazione di un campeggio a cinque stelle della società sardo brasiliana Tavolara Bay.
Lai ha confermato che la contestatissima delibera sarà rimessa in discussione a breve. L’assessore comunale, Riccardo Biancu, ha rassegnato le dimissioni. Si tratta del fratello di Alberto Biancu, amministratore delegato di Tavolara Bay. Riccardo Biancu ha spiegato di non essersi mai occupato del progetto e di avere deciso di dimettersi per ragioni di trasparenza.
Il consigliere comunale di opposizione, Elio Decandia, ha chiesto le dimissioni del sindaco. Francesco Lai ha iniziato a rispondere: «Anche la minoranza ha votato a favore della delibera di novembre, dimettetevi».
(foto S.D., archivio GrIG)









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