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Cafoni e deliquenti a Cala Liberotto (Orosei).


Orosei, Cala Liberotto, rocce deturpate (mar. 2019)

Siamo alle solite.

Uno crede d’essere un artista e sente di doversi esprimere.

Ecco il risultato, uno scempio.

Ora è la volta delle rocce di Cala Liberotto, sulla costa di Orosei (NU).

Dai semplici muri alle chiese appena restaurate, dalle torri costiere al Colosseo, i cafoni diventano delinquenti.

Cagliari, Poetto, Torre costiera vandalizzata

In un solo gesto, se il cafone agisce su monumenti o in zona tutelata con vincolo paesaggistico (coste, centri storici, ecc.), compie almeno un paio di reati: danneggiamento (art. 635 cod. pen.), degrado di beni tutelati con vincolo ambientale/paesaggistico (art. 181 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.). 

Se il bene è tutelato con vincolo culturale, compie un ulteriore reato (art. 169 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).

Non è street art, non si tratta di dar lustro a muri degradati, è vandalismo.   Non siete Banksy, siete cafoni e delinquenti.

Sarebbe ora che queste zucche vuote capissero qualcosa o, in alternativa, subissero le conseguenze del loro sottovuoto cranico.

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Cagliari, Chiesa di San Lucifero imbrattata (2 aprile 2016)

da La Nuova Sardegna, 24 marzo 2019

Cala Liberotto deturpata con la vernice spray, è caccia ai vandali.

Il post con la foto delle rocce imbrattate di rosso è diventato virale sulla pagina Facebook della Nuova Sardegna. Il primo cittadino di Orosei: «È un gesto da delinquenti».

OROSEI. Ha provocato un’ondata di indignazione in tutta l’isola e tra gli amanti della Sardegna in tutta Italia l’atto di vandalismo compiuto nei giorni scorsi nelle rocce di una spiaggia a Cala Liberotto, la frazione di Orosei, imbrattate con vernice rossa.

«Si tratta dell’ennesimo atto di cafonaggine oltre che di delinquenza ai danni dell’ambiente. Vorremmo che venissero considerati finalmente non “reati di serie B” e i responsabili fossero concretamente perseguiti», dice Stefano Deliperi, storico presidente dell’associazione ambientalista Gruppo d’intervento giuridico. I commenti su Facebook alla notizia data in esclusiva dalla Nuova sono tantissimi, e nella maggior parte viene invocata una punizione esemplare per gli autori dell’atto vandalico. Il sindaco di Orosei, Nino Canzano, ha annunciato che lunedì 25 presenterà una denuncia per danneggiamento del patrimonio ambientale ai carabinieri del paese e che sempre lunedì verrà effettuato un ulteriore sopralluogo con personale specializzato per capire come ripulire le rocce senza danneggiarle, e dunque con l’utilizzo di una sabbiatrice o una speciale idropulitrice.

Cagliari, Tuvixeddu, atti di vandalismo su tombe puniche

22 marzo 2019

Orosei, vandali armati di vernice spray tra le rocce di Cala Liberotto.

Uno scempio, grave quanto gratuito, è stato messo in atto da anonimi vandali a Cala Giglio.

OROSEI. Una lettrice ci segnala, indignata, uno scempio, grave quanto gratuito, messo in atto da anonimi vandali nella spiaggia di Cala Liberotto nota come Cala Giglio. Su numerose rocce sono stati tracciati con vernice rossa incomprensibili graffiti e lettere senza alcun senso compiuto. La scoperta è stata fatta nello scorso weekend da un gruppo di persone particolarmente affezionate alle bellezze della costa di Orosei, che sono rimaste letteralmente senza fiato.

Abbiamo girato la loro segnalazione e le foto del misfatto al sindaco di Orosei Nino Canzano, che ha reagito con indignazione e profonda tristezza per quanto accaduto. «Esprimo tutto il mio disappunto per l’insensibilità di determinate persone che mettono in atto comportamenti vandalici verso beni naturali che appartengono a tutti e dovrebbero essere considerati intoccabili. Persone che qualche volta si mascherano da ecologiste e poi si comportano esattamente al contrario. Quanto accaduto a Cala Liberotto ci rattrista profondamente, purtroppo i casi di vandalismo sono in aumento anche a Orosei. È evidente che non possiamo essere presenti dappertutto per vigilare, per cui ci auguriamo che gesti imbecilli come questo vengano messi all’indice. Per quanto ci riguarda – conclude il sindaco di Orosei, Nino Canzano – vedremo se sarà possibile rimuovere quanto messo in atto dai vandali, augurandoci che la vernice non sia indelebile e che non succedano più questi episodi inclassificabili».

Gli autori dei graffiti sono rimasti anonimi, ma negli stessi giorni è stato notato un bivacco di più persone in prossimità della stessa spiaggia, dove è ovviamente vietato il campeggio libero.

Cagliari, scritta murale

(foto da la Nuova Sardegna, da mailing list sociale, S.D., archivio GrIG)

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  1. G.Maiuscolo
    marzo 25, 2019 alle 6:46 am

    Oggi, sono muta, muta dal dolore per lo scempio…
    Povera Isola, incompresa e avvilita dall’umana bruttezza.

    La bellezza…calpestata.

  2. marzo 25, 2019 alle 8:07 am

    Cerco di immaginare gli idioti che camminano fino alle rocce con una bomboletta e, invece di guardarsi intorno nella bellezza assoluta, lavorano per lasciare il proprio stupido marchio su una roccia innocente: unendosi così alla lista degli imbecilli d’Italia autocertificati. Invece di una multa, una bella passata di mazza da 5 kg sulle dita sarebbe il giusto contrappasso.

  3. marzo 25, 2019 alle 7:56 pm

    A.N.S.A., 25 marzo 2019
    Sardegna: deturpate rocce Cala Liberotto. Denuncia associazione, cafoni che diventano delinquenti. (http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2019/03/25/sardegna-deturpate-rocce-cala-liberotto_63b3d763-1dec-41e9-935a-18d9ba7d5632.html)

    Una denuncia contro ignoti e l’offerta di alcune ditte, contattate dal Comune, di intervenire gratuitamente per la pulizia. Sono le contromosse del sindaco di Orosei, Nino Canzano, dopo lo scempio ambientale messo a segno lo scorso weekend a Cala Liberotto, dove alcuni vandali hanno deturpato con una vernice rossa diverse rocce sulla spiaggia. “Un gesto del genere è stato messo in atto deliberatamente non per disinformazione o ingenuità, ed è giusto che si faccia tutto il possibile per perseguirlo – spiega Canzano all’ANSA – Per la nostra costa si tratta di un danno gravissimo e dobbiamo attuare ogni deterrente per scoraggiare gesti del genere”.

    Il primo cittadino si sta occupando anche delle operazioni di pulizia delle rocce imbrattate. “I nostri tecnici hanno valutato che l’unico modo di intervenire è quello di ripulire la vernice rossa con la sabbiatrice – spiega Canzano – Abbiamo già contattato un paio di ditte che si sono offerte di effettuare i lavori a titolo gratuito. Credo che riusciremo a intervenire nel giro di un paio di giorni, giusto il tempo di avvisare la Capitaneria di porto e la Forestale, essendo la spiaggia terreno demaniale. Ci dobbiamo solo augurare – è l’auspicio del sindaco – che la vernice non sia indelebile”.

    AMBIENTALISTI, “SONO DELINQUENTI” – “Siamo alle solite. Uno crede d’essere un artista e sente di doversi esprimere. Ecco il risultato, uno scempio. Ora è la volta delle rocce di Cala Liberotto, sulla costa di Orosei”. La denuncia arriva da Stefano Deliperi, portavoce del Gruppo d’Intervento Giuridico, dopo le reazioni a catena sui social alla notizia dell’ennesimo attacco vandalico al patrimonio ambientale della Sardegna. Sulle rocce di una delle spiagge più belle della costa nuorese sono comparsi tratti di vernice rossa, nelle intenzioni degli autori la loro ‘firma’.

    Non è la prima volta, e non solo in Sardegna, ricorda l’associazione ambientalista. “Dai semplici muri alle chiese appena restaurate, dalle torri costiere al Colosseo, i cafoni diventano delinquenti – spiega Deliperi – Non è street art, non si tratta di dar lustro a muri degradati, è vandalismo. Non siete Banksy, siete cafoni e delinquenti. Sarebbe ora che queste zucche vuote capissero qualcosa o, in alternativa, subissero le conseguenze del loro sottovuoto cranico”.

    Secondo il Grig, “in un solo gesto, se il cafone agisce su monumenti o in zona tutelata con vincolo paesaggistico (coste, centri storici, ecc.), compie almeno un paio di reati: danneggiamento (art. 635 codice penale), degrado di beni tutelati con vincolo ambientale/paesaggistico (art. 181 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.). E se il bene è tutelato con vincolo culturale, compie un ulteriore reato: art. 169 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.”.

    ____________________

    da Cagliaripad, 25 marzo 2019
    Sardegna: deturpate con vernice le rocce di Cala Liberotto.
    “Siamo alle solite. Uno crede d’essere un artista e sente di doversi esprimere”. La denuncia arriva dal Gruppo d’Intervento Giuridico: https://www.cagliaripad.it/376927/sardegna-deturpate-con-vernice-le-rocce-di-cala-liberotto

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    da Sardinia Post, 25 marzo 2019
    Pasticciata Cala Liberotto, la denuncia: “Non siete Banksy, ma delinquenti”: https://www.sardiniapost.it/cronaca/pasticciata-cala-liberotto-la-denuncia-non-siete-banksy-ma-delinquenti/

  4. aprile 9, 2019 alle 6:50 pm

    una buona notizia 😀

    da La Nuova Sardegna, 7 aprile 2019
    Ripulite dalla vernice le rocce di Cala Liberotto.
    Erano state imbrattate con graffiti e scritte incomprensibili: i vandali non sono stati ancora individuati. (Cecilia Fontanesi): http://www.lanuovasardegna.it/nuoro/cronaca/2019/04/07/news/ripulite-dalla-vernice-le-rocce-di-cala-liberotto-1.17797468

  5. aprile 9, 2019 alle 9:18 pm

    Grazie di cuore alla Ibix Special Cleaning!

  6. luglio 4, 2019 alle 4:08 pm

    a Capo Caccia (Alghero).

    da La Nuova Sardegna, 4 luglio 2019
    Alghero, il belvedere di Capo Caccia imbrattato dai vandali.
    La rocce che si affacciano sull’isola Foradada deturpate con la vernice nera. Il sindaco: «Atto inqualificabile»: http://www.lanuovasardegna.it/alghero/cronaca/2019/07/04/news/alghero-il-belvedere-di-capo-caccia-imbrattato-dai-vandali-1.17847006

  7. Spartaco
    luglio 12, 2019 alle 5:40 pm

    Si dei veri idioti
    Sinceramente però sono molto più sdegnato dal disastro creato da ruspe e mezzi pesanti che sono entrate, questa primavera nella spiaggia di “Sas Linas Siccas” , arbitrariamente, spero senza nessuna autorizzazione di qualsiasi amministrazione o forse tacitamente da queste, per “pulire” la spiaggia di alghe e rocce.
    Risultato: un cumulo di rocce ammassate sul bordo della spiaggia, la spiaggia devastata e un danno ecologico enorme, per far posto a qualche ombrellone in più per qualche residence .
    Non sento voci di sdegno su su questo scempio che tutti noi vediamo!

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