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Vandalizzata la Torre del Poetto.


Cagliari, Poetto, Torre costiera vandalizzata

Nei giorni scorsi un perfetto cialtrone ha vandalizzato la Torre costiera del Poetto.

Due scritte tanto colorate quanto delinquenziali e il sindaco Massimo Zedda ha già provveduto a denunciare il fatto e l’ignoto (speriamo ancora per poco) autore alla Procura della Repubblica.

Ha fatto benissimo.

Cagliari, scritta murale

Qualche volta l’idiota che vuol lasciare la sua durevole traccia sui muri cagliaritani (ma vale per ogni città e paese d’Italia) sa chi è: “scrivo sui muri xchè ho la testa vuota“.

In un solo gesto, se agisce su monumenti o in zona tutelata con vincolo paesaggistico (tutti i centri storici), compie almeno un paio di reati: danneggiamento (art. 635 cod. pen.), degrado di beni tutelati con vincolo ambientale/paesaggistico (art. 181 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).  Se il bene è tutelato con vincolo culturale, compie un ulteriore reato (art. 169 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).

Non è street art, non si tratta di dar lustro a muri degradati, è vandalismo.   Non siete Banksy, siete cafoni.

Sarebbe ora che queste zucche vuote capissero qualcosa o, in alternativa, subissero le conseguenze del loro sottovuoto cranico.

Cagliari, scritta murale

Per esempio, non sappiamo se la poveretta concupita dall’imbecille Luigi abbia ceduto alle sue avances, però il condominio che gestisce il palazzo dell’ardita e ultimativa dichiarazione d’amore sarà certamente felice di dover pagare l’ennesima ripulitura della facciata del palazzo.

Cagliari, Chiesa di San Lucifero imbrattata (2 aprile 2016)

Oppure se abbia raggiunto l’immortalità artistica il becero cialtrone dalla tag evidente che ha vandalizzato la Chiesa di San Lucifero appena restaurata (e poi di nuovo ripulita).

Men che meno è felice l’Amministrazione comunale cagliaritana per il coraggioso assalto del guerriero di pace sui muri dell’ExMà appena ripulito: chissà quante guerre e basi militari ha sconfitto il cafone con la sua bomboletta spray.

Cagliari, scritta murale sull’ExMà

Un solo, sincero, auspicio: quando prendete in mano ‘sta fatidica bomboletta  con la testa serenamente vuota spero che vi venga un attacco di dissenteria, lungo.

Così avrete altro da fare.

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Cagliari, Poetto, Torre spagnola

A.N.S.A., 1 settembre 2017

Imbrattata torre spagnola del Poetto. Vandali in azione nelle notte. Zedda, “gesto di idioti”.

CAGLIARI, 1 SET – Due graffiti: uno rosso e uno violaceo. Nel posto sbagliato: la torre spagnola del Poetto a pochi passi dall’ex Ospedale Marino. Probabilmente l’assalto con le bombolette al monumento in riva al mare risale alla scorsa notte. E runner e bagnanti, di mattina, non hanno potuto fare a meno che qualcosa era cambiato.
Prende posizione il sindaco Massimo Zedda con un post su Facebook. Una condanna. E una promessa: la torre spagnola tornerà come prima. “Qualcuno ha imbrattato la torre spagnola – si legge sul social – si tratta di qualche idiota che ha provato a rovinare uno dei simboli di Cagliari”.
Il primo cittadino annuncia interventi e provvedimenti.
“Faremo in modo, con gli altri enti competenti, di riportare la torre al suo stato originario”.
Il blitz è stato segnalato alla Procura della Repubblica del capoluogo. ”Stiamo verificando – conclude il sindaco Zedda – le riprese delle telecamere posizionate sul nuovo lungomare”.

 

Cagliari, spiaggia del Poetto, Torre spagnola, sullo sfondo la Sella del Diavolo

(foto S.D., archivio GrIG)

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  1. capitonegatto
    settembre 3, 2017 alle 11:55 am

    Ce ne sono di teste vuote e altrettante bottiglie di birra , lasciate ai bordo strada e marciapiedi ,che poi inevitabilmente si rompono , con i pneumatici che fanno la ola.
    Un vigile, un poliziotto, un carabiniere, no non sono loro perche’ li non passano mai !!

  2. settembre 3, 2017 alle 12:18 pm

    Cialtrone, cafone… Come siete educati. In questo caso è lecito cercare la proverbiale madre, visto che non ha insegnato all’aborto di figlio come si deve stare al mondo.

    Il problema comunque è anche il rovescio di questa indecorosa medaglia: tutta questa visibilità non fa altro che ringalluzzire il demente. L’ideale sarebbe cancellarlo un’ora dopo che lo fa; parallelamente, indagare e sanzionare in maniera esemplare il cafone e a quel punto pubblicare la notizia.

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