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Un’altra cafonissima estate lungo i litorali sardi. Magari fosse l’ultima.


Teulada, Tuerredda, ombrelloni e bagnanti sulle dune (agosto 2019)

anche su Il Manifesto Sardo (“Un’altra cafonissima estate lungo i litorali sardi. Magari fosse l’ultima“), n. 289, 1 settembre 2019

Ci avviciniamo alla fine della stagione estiva ed è un’estate dai tanti disastri ambientali rappresentati da migliaia di incendi e infiniti piccoli e grandi scempi.

Basti pensare concessioni demaniali invasive, a dune violate, a spiagge saturate o ridotte a letamai e a quant’altro si combini ai danni delle spiagge con tutte le autorizzazioni formalmente in regola.

vendita E-Bay sabbia sarda (lug. 2019)

Fa da filo conduttore una robusta dose di cafonaggine, spesso da parte di turisti che mai compirebbero le stesse nefandezze a casa loro.

Che pensare dei tedeschi ligi a regole e precetti dell’autorità che giungono quasi alla rissa con i bagnanti locali perché volevano fregarsi un bel po’ di sabbia della spiaggia oristanese di Mari Ermi?

Chi riesce a immaginarsi una famigliola furtiva di Dortmund intenta a rubare bottigliette di sabbia sulle rive del Mare del Nord?

In Italia, secondo un certo modo distorto di pensare, tutto è permesso.

A maggior ragione in Sardegna, quell’isola mezzo selvaggia nel bel mezzo del Mediterraneo.

orme nella sabbia

Limitiamoci (si fa per dire) ai ladri.

Vengono beccati con 40 chili di sabbia nascosti nel suv o con una Nacchera in valigia, c’è chi disinvoltamente ammorba l’aeroporto portandosi dietro un cranio di delfino e c’è chi, meticolosamente, predispone un muro di centinaia di bottigliette piene di sabbia per poi poterle portar via più speditamente.

Ben due tonnellate di sabbia sono state portate via dalle spiagge rientranti nell’area marina protetta di Tavolara.

Quasi una tonnellata di sabbia è stata rubata dai lidi di Villasimius, dove l’Area marina protetta ha scelto una linea morbida basata solo sull’educazione, che, evidentemente, non scoraggia il fenomeno dei maleducati.

Villasimius, Punta Molentis, recinzione nell’acqua di mare (luglio 2019)

A centinaia vengono quotidianamente colti sul fatto nei porti e negli aeroporti, come meritoriamente documenta e denuncia Sardegna rubata e depredata.

Non si tratta più del bambinetto che vuol portarsi un ricordo della vacanza al mare e metterlo nell’acquario di casa per far contento il pesce rosso, non si tratta più dell’emigrante che vuol portarsi un pugno di Sardegna nelle brume del Nord per vincere la nostalgia.

No, non è più così.  Da tempo.

Non sono più casi sporadici.

E’ una depredazione a scopo di lucro.   E’ un furto che alimenta il fiorente commercio online.

Ladri e ricettatori di Sardegna che, come si diceva, mai si sognerebbero di fare queste cose a casa loro, dove molto probabilmente finirebbero in galera o al lavoro obbligatorio a fini sociali su ordine giudiziario senza tanti complimenti.

Domus de Maria, Chia, Su Giudeu, chiosco servizi balneari (luglio 2019), distanza dalla battigia

Sì, sono fatti illeciti, perché si tratta di furto aggravato (art. 625 cod. pen.) ai danni dello Stato, in quanto la sabbia fa parte del demanio marittimo (artt. 822 cod. civ. e 28 cod. nav.), chi acquista è responsabile di ricettazione (art. 648 cod. pen.) o, quantomeno, di incauto acquisto (art. 712 cod. pen.), mentre chi favorisce tale illecito (es. le piattaforme internet dove sabbia e conchiglie sono poste in vendita) potrebbe rispondere a titolo di concorso nel reato (art. 110 cod. pen.).

Danno ambientale e reati vari oltre che becero vandalismo cafone, questa è la realtà dei pretesi souvenir rubati alle spiagge sarde.

L’associazione Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha provveduto a segnalare un caso di vendita illecita via internet (30 luglio 2019) al Corpo forestale e di vigilanza ambientale e ai Prefetti isolani con la richiesta dell’individuazione dei responsabili sia ai fini delle sanzioni penali sia per l’eventuale emanazione a loro carico di provvedimenti che ne impediscano il ritorno in Sardegna almeno per dieci anni.

Inoltre, è il benvenuto qualsiasi strumento giuridico che renda effettive le sanzioni amministrative, compresa la riscossione coattiva (art. 69 del regio decreto n. 2440/1923 e s.m.i., 50 e 60 del D.P.R. n. 602/1973 e s.m.i.) che dispone il blocco di un bene mobile (es. auto, barca) del trasgressore (c.d. ganasce fiscali).

I ladri vanno trattati come tali, non abbiamo bisogno di questo tipo di turismo.

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Oloturia (Holothuria poli)

(foto per conto GriG, S.D., archivio GrIG)

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  1. SILVIO PASQUALE SERPI
    settembre 2, 2019 alle 1:19 pm

    Tutto giusto, corretto, condivisibile. Vorrei comunque segnalare che, oltre al turista cafone (e non solo il turista, perché talvolta gli indigeni locali sono pure peggio), bisognerebbe prendere una posizione chiara e inequivocabile contro lo stato cafone, anzi cialtrone, predatore e anche peggio. Che dire infatti delle concessioni demaniali date senza regole e sopratutto senza controlli ? (non parlo solo di spiagge, ma anche e sopratutto di vecchie e nuove attività estrattive/minerarie); che dire dei beni demaniali (comprese le torri costiere) venduti al migliore offerente (di fatto a quattro soldi), salvo scoprire che trattasi di società costituite appositamente, come ai tempi delle “cartolarizzazioni dei beni dello stato” tanto care ai governi Prodi e Berlusconi, che hanno regolato a società appositamente costituite beni pubblici immensi ? che dire delle servitù militari che occupano permanentemente il 23% del suolo della Sardegna e, escludendo pochi mesi estivi, anche uno spazio sia aereo che marino superiore alla superficie della Sardegna ? che dire della facoltà, sempre esercitata, di far svolgere delle vere e proprie guerre sul territorio della Sardegna, agli eserciti di tutto il mondo (e non solo a quelli alleati) dietro corresponsione al Ministero della Difesa di un canone d’affitto ? che dire delle attività di sfruttamento dei territori e beni assoggettati a servitù, delle caserme etc a solo fine economico (turismo, energia etc) riconosciuti alla Società appositamente costituita DIFESA SERVIZI SPA ?

  2. Stefano Martini
    settembre 2, 2019 alle 3:16 pm

    Sono perfettamente d’accordo, ci sono molte persone e associazioni come il GRIG che si sono battute negli anni contro tutti gli scempi e gli abusi di vario genere.
    Per quanti sforzi si facciano, nel migliore dei casi si ottengono risultati in tempi lunghi, il più delle volte è come parlare al vento, se si ha a che fare con Stato e Forze Armate.
    Intanto però una cosa che sarà anche meno importante, ma dovrebbe interessare chiunque abbia a cuore il rispetto per questa Terra è quella di contrastare in tutti i modi certi comportamenti. Anche facendosi sentire dalle amministrazioni comunali e da qualsiasi autorità preposta al controllo del territorio. Quando l’ambiente è disseminato di mini discariche “fai da te” il risultato è drammatico. E non riguarda solo la Sardegna purtroppo. La coscienza collettiva che servirebbe per affrontare situazioni più difficili e complesse dovrebbe partire da queste cose, che chiunque potrebbe mettere in pratica.

  3. Porico.
    settembre 2, 2019 alle 6:16 pm

    Il problema è vasto e grave, come giustamente osservato. Concordo sul fatto che il GRIG, da decenni ,è stato l’unico “statista” politico sulla piazza. L’unico ad agire nell’interesse delle generazioni future-secondo il noto aforisma di Churchill-. Gli altri ,i “politici” come si usa chiamarli, pensano e agiscono con la mente rivolta alle prossime elezioni. Bisogna pur dire ,tornando alle spiagge e agli arenili ,il fatto che esiste già una legge Regionale sul rapporto tra possibili utenti e spazio spiaggia. La legge nasce per limitare l’invadenza dei mc. costieri , tuttavia possiede valore intrinseco generale. Basterebbe una piccola circolare applicativa per estenderla in modo chiaro alla regimentazione della pressione antropica sugli arenili. (Poi ci vorrebbe pure qualcuno nell’ambito delle cinque polizie, delle capitanerie , dei Demani ecc. disposto a far rispettare la legge.)

  4. donatella
    settembre 2, 2019 alle 6:54 pm

    Da tempo sosteniamo che questi sono veri e propri “Crimini contro la Natura”, e quindi “Crimini contro l’Umanità”. Il Fronte Ambientalista e Naturalista, che sta risvegliandosi, dovrà individuare uno per uno tutti i responsabili e poi segnalarli, perché anche in questo caso, come è già avvenuto nell’immediato dopoguerra, il Tribunale della Storia (nuova Norimberga) li metterà alla sbarra. E non dimentichiamo che, molto presto (se esistono giudici a Berlino), i colpevoli potrebbero essere chiamati a rispondere del danno erariale e ambientale: sarà bene, quindi, avvertirli delle possibili pesanti conseguenze a loro carico PROFESSOR FRANCO TASSI Centro Parchi Internazionali

  5. settembre 2, 2019 alle 7:24 pm

    da L’Unione Sarda, 2 settembre 2019
    LA LETTERA DEL GIORNO. “Insulti, minacce e conchiglie rubate in spiaggia a Carloforte, nell’indifferenza generale”.
    L’amaro racconto di una cagliaritana in visita all’isola di San Pietro: https://www.unionesarda.it/articolo/caraunione/2019/09/02/insulti-minacce-e-conchiglie-rubate-in-spiaggia-a-carloforte-nell-127-923290.html

  6. settembre 2, 2019 alle 7:44 pm

    quanto accaduto alla Pelosa di Stintino.

    da La Nuova Sardegna, 1 settembre 2019
    La Pelosa consumata da asfalto e cemento.
    Stintino, dagli anni ’50 la spiaggia si è ridotta di tre quarti. (Federico Spano): http://www.lanuovasardegna.it/regione/2019/09/01/news/la-pelosa-consumata-da-asfalto-e-cemento-1.17875249

  7. settembre 2, 2019 alle 10:24 pm

    una buona notizia 🙂

    A.N.S.A., 2 settembre 2019
    Dopo 30 anni restituisce sabbia rosa.
    Turista veneto pentito la consegna a staff Parco La Maddalena: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2019/09/02/dopo-30-anni-restituisce-sabbia-rosa_9a401ab0-c932-4d11-919c-ac146a402a92.html

  8. settembre 7, 2019 alle 7:29 pm

    anche il “sabbione” del Poetto…

    A.N.S.A., 7 settembre 2019
    Ruba sabbia, turista bloccato a Cagliari.
    Spagnolo sorpreso con 5 chili denunciato dalla Polizia: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2019/09/07/ruba-sabbia-turista-bloccato-a-cagliari_e7b46b37-023f-4979-a0de-272cc3f9127f.html

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