MOSE, Venezia, cialtroni e farabutti.


Laguna di Venezia, aree della Rete Natura 2000 (S.I.C. e Z.P.S.)

Una vera e propria truffa, un vero e proprio scempio finanziario, che, forse, si tradurrà anche in uno scempio ambientale.

Una sistematica occasione di malaffare, materia nota per le patrie galere.

E’ il Modulo Sperimentale Elettromeccanico – MOSE, il sistema di paratie mobili e opere connesse che dovrebbe salvare Venezia e la Laguna Veneta dal fenomeno dell’acqua alta.

I lavori sono stati avviati nel 2003 e la spesa stimata raggiunge la cifra di ben 5,5 miliardi di euro.

Finora non s’è visto nemmeno un risultato positivo.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

qui Consorzio Venezia Nuova, gara n. 53 del 14 giugno 2019 “Ricerca, sviluppo e fabbricazione dei gruppi cerniere-connettore delle paratoie presso le bocche di porto di Malamocco, Chioggia, San Nicolò e Treporti (sistema Mose)”.

Germano reale (Anas platyrhynchos)

da Il Fatto Quotidiano, 1 luglio 2019

Venezia, la ruggine si mangia il Mose. Le cerniere non tengono più e serve un bando da 34 milioni.

Le dighe mobili – La corrosione delle giunture delle paratoie richiede una nuova spesa: alcune parti dell’opera dureranno solo 13 anni invece dei 100 previsti. (Giuseppe Pietrobelli)

Sono da rifare le colossali “cerniere” del sistema Mose, le dighe mobili che dovrebbero salvare Venezia dalle acque alte. La loro vita, da un punto di vista dei materiali e della conseguente funzionalità, prevista per 100 anni, in realtà è molto, ma molto inferiore. In alcuni casi e per alcune componenti arriva a 13 anni. Ruggine, corrosione, allagamenti, mancanza di manutenzione hanno determinato una situazione a dir poco catastrofica. Al punto che il Consorzio Venezia Nuova ha deciso di correre ai ripari con una gara internazionale per lo studio degli interventi, dei materiali più adatti, delle tecniche di protezione e, ove necessario, della sostituzione delle cerniere. In totale le cerniere sono 156, due per ogni paratia e sono costate circa un milione di euro ciascuna; le realizzò la Fit, del gruppo Chiarotto-Mantovani, il cui presidente Piergiorgio Baita fu coinvolto nello scandalo Mose. Per il momento il bando riguarda una base di 34 milioni di euro e una durata di dieci anni, il che non potrà non avere effetti sulla consegna dei lavori, previsti entro un paio d’anni (Le condizioni dell’opera note già da tempo – LEGGI I DOCUMENTI).

È davvero scioccante la lettura del bando di gara numero 53 del 14 giugno scorso, che fissa la scadenza al 10 luglio. Il titolo recita: “Ricerca, sviluppo e fabbricazione dei gruppi cerniere-connettore delle paratoie presso le bocche di porto di Malamocco, Chioggia, San Nicolò e Treporti (sistema Mose)”. Riguarda tutte le bocche di porto dove entreranno in funzione le paratoie che, sollevandosi, dovrebbero impedire l’allagamento di Venezia in occasione delle acque alte. Me le cerniere non funzionano, le paratoie non si alzano. E il Mose non funziona. Responsabile del procedimento è la dottoressa Cinzia Zincone, che nella relazione introduttiva sintetizza una serie di criticità a dir poco agghiaccianti, se si pensa che la spesa complessiva per il Mose si aggirerà sui 5 miliardi e mezzo di euro, che l’inizio dei lavori risale al 2003 e che sono impegnati esperti e tecnici tra i più qualificati. Infatti, la situazione è monitorata e prevista da alcuni anni, come dimostra la documentazione allegata al bando di gara.

Venezia, Isola di San Giorgio in Alga

LE CERNIERE. Tecnicamente sono chiamate cerniere-connettore e collegano le paratoie metalliche alle strutture in cemento armato che sono state collocate alle quattro bocche di porto della Laguna di Venezia. Sono le cerniere che fanno alzare le paratoie. Sono composte da un elemento “maschio” (peso di 10 tonnellate) installato sulle paratoie e da un elemento femmina (peso 24 tonnellate) sul cassone. La vita prevista per il Mose è di 100 anni. Nel progetto iniziale era di 50 anni per l’elemento maschio e di 100 anni per l’elemento femmina.

L’ALLAGAMENTO. I primi allarmi si sono verificati nel 2015 con una mareggiata e l’allagamento del cantiere di Malamocco. “Il fenomeno dei danneggiamenti del gruppo cerniera, in particolare degli steli, si è diffuso, con gravità diverse, su tutte le bocche” è scritto nel bando. Da un’analisi del certificatore Nace “si evince che l’umidità e la salinità delle condizioni dei locali risultava tale da compromettere non solo la durata degli steli tensionatori (parte del meccanismo, ndr) ma dell’opera nel complesso”. E si sono manifestati “problemi di percolamenti rossi nelle pareti del calcestruzzo”. Così sono stati avviati ulteriori studi su ossidazione e corrosione dei materiali.

Venezia, acqua alta, 1 novembre 2012

LA DURATA. I tecnici del Registro Navale Italiano hanno accertato che la corrosione degli “steli” è causata “da attacchi di natura galvanica a causa dell’accoppiamento elettrochimico tra il rivestimento in nichel e l’acciaio dello stelo esposto a un ambiente aggressivo costituito da atmosfera marina con presenza di condensa, sali e deposito”. Una progressione “rapida” della corrosione, “su aree sempre più estese”. Un vero attacco generalizzato. E così la durata dei meccanismi non arriva “a garantire la vita operativa richiesta di 100 anni”.

Tre gli scenari: che lo stato degli interventi rimanga quello attuale, che si applichino protezioni con pasta e grasso, che si intervenga anche sulle condizioni ambientali di temperatura e umidità. Qualche esempio? La zona strutturalmente più critica, ovvero il “sottotesta degli steli”, pur in presenza di manutenzione, avrà una durata di 13 anni. Praticamente è già da buttare. Se non si interverrà su “guarnizioni” e “filettature”, la loro durata di vita varierà tra i 27 e i 32 anni, meno di un terzo di quanto previsto. Ma solo in qualche caso il grasso porterà ad allungare la vita a 44 anni, meno della metà della durata del Mose. Solo intervenendo sulle condizioni ambientali (ulteriori costi) si potrebbero avere miglioramenti, ma senza raggiungere il secolo di vita.

IL BANDO. Ed eccoci al bando da 34 milioni di euro. Prevede inizialmente “uno studio sull’intero gruppo cerniera-connettore” per verificarne la vita probabile, ai fini di “una successiva soluzione di sviluppo industriale”. In secondo luogo, dovranno essere cercate “soluzioni alternative al materiale utilizzato”, ovvero “una soluzione (lega/leghe/rivestimenti) tale da garantire la durata del gruppo per il tempo originariamente previsto dal progetto già redatto, stimato nel complesso di 100 anni”. Il terzo obiettivo: la realizzazione industriale, con sostituzione delle cerniere corrose e inservibili. Quarto obiettivo: individuare un soggetto che si occupi della manutenzione.

SPESE IMPRECISATE. Basta la formulazione del bando per capire che le spese future per le cerniere e la manutenzione sono del tutto imprecisate, anche se il provveditore alle opere pubbliche del Triveneto, Roberto Linetti, aveva quantificato un anno fa circa 80 milioni di euro l’anno. Ma allora non aveva fatto cenno alla necessità di cercare nuovi materiali. Il bando da 34 milioni di euro prevede 5 milioni di euro per la realizzazione degli studi, 5 milioni per la manutenzione straordinaria dei gruppi-cerniere, 4 milioni per la manutenzione ordinaria e 20 milioni per la fabbricazione e l’installazione delle cerniere.

Venezia

(foto A.N.S.A., S.D., archivio GrIG)

Annunci
  1. Mara machtub
    luglio 3, 2019 alle 8:01 am

    Amato G.R.I.G.: sei troppo gentile! Cialtroni e farabutti sono espressioni che si adattano magari a poveri ladri di polli. Qui siamo ben oltre la cialtronaggine. E’ uno schifo totale che dovrebbe essere stigmatizzato con il turpiloquio!
    Sin dall’inizio si paventava la fine che ora tutti vediamo, che non è neppure una fine.
    Tra l’altro qualsiasi italiano che abbia posseduto una pur piccola barca sa benissimo che, per evitare che le correnti galvaniche corrodano il metallo, basta abbinare del piombo. Ho letto male io oppure a quei “grandi” tecnici non è neppure venuto in mente?
    Altri miliardi sottratti alla collettività. Mi viene la nausea.

  2. G.Maiuscolo
    luglio 3, 2019 alle 9:53 am

    La prima cosa che mi colpisce leggendo il bando è che saranno destinati tanti milioni ancora (…) ” Il bando da 34 milioni di euro prevede 5 milioni di euro per la realizzazione degli studi, 5 milioni per la manutenzione straordinaria dei gruppi-cerniere…”,
    per studiare, sottolineo STUDIARE “l’intero gruppo cerniere”!

    Ma come …studiare? Questo lavoro non doveva essere messo a punto quando e prima che il sistema venisse realizzato? Se poi si considera che la realizzazione dei meccanismi doveva garantire la durata degli stessi per cento anni ( 100), allora il quadro delle responsabilità personali è oltremodo chiaro, anzi chiarissimo.

    Non entro in merito a disquisizioni che riguardino gli attacchi di “natura galvanica” o
    gli accoppiamenti elettrochimici tra il rivestimento in nichel e l’acciaio dello stelo esposto a un ambiente aggressivo” e men che meno intendo parlare di corrosioni e di quanto altro; ho fatto un lavoro che ho amato, molto, ma diverso dal chimico o dall’ingegnere, nella mia vita e in tutti i casi…a ciascuno il suo, continuo a sostenere…

    Ma sono fermamente certa del fatto che se i cinque miliardi li avessero consegnati ai Veneziani, essi avrebbero già risolto i loro problemi. C’è anche da sottolineare che con il bando, si attiverà una gara internazionale… Internazionale…quindi…

    Quanto alle responsabilità, perché sono state già individuate come recita l’articolo, almeno così ho compreso e se così non fosse mi scuso, qualche soluzione per coloro che nel titolo vengono chiamati “cialtroni e farabutti”…io l’avrei.
    Niente galera per loro ma ma li sistemerei, a vita, comodamente, al posto delle cerniere, con un bel po’ di grasso e di pasta e via… a far sollevare le paratoie.
    Non durerebbero cento anni…ma chi se ne frega…

    Ahahahahah…

    PS. Cari Dottori, avete visto quanto amore intorno a voi?
    🙂

  3. capitonegatto
    luglio 3, 2019 alle 2:34 pm

    Ecco come si pilotano alcune delle grandi opere !! L’importante che molti soldi attracchino ai porti sicuri off shore. E ora chi ci salva dallo sblocca cantieri, dove e’ option dichiarare chi sono i subappaltanti , e chi garantisce per loro ? Possiamo solo affidarci all’ufficio anticorruzione di Cantone.

  4. Porico
    luglio 4, 2019 alle 11:17 am

    L’Ufficio anticorruzione di Cantone esiste ancora ?

  5. Giuseppe
    luglio 4, 2019 alle 5:16 pm

    Forse era meglio fare tutto in plastica.

  6. agosto 3, 2019 alle 6:12 pm

    da Il Fatto Quotidiano, 3 agosto 2019
    Mose, la mega opera non ha un piano di manutenzione. E le cerniere da rifare? Mai collaudate.
    L’ammissione del provveditore Linetti – Mai collaudate le cerniere, corrose dalla ruggine prima di entrare in funzione. (Giuseppe Pietrobelli): https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2019/08/02/il-mose-non-ha-mai-avuto-un-piano-di-manutenzione/5363918/

  7. settembre 11, 2019 alle 2:55 pm

    da Il Fatto Quotidiano, 11 settembre 2019
    Mose, a maggio 2018 commissioni bloccarono il collaudo: “Inutile se non risolvono i problemi delle cerniere arrugginite”.
    Un documento ufficiale in possesso de ilfattoquotidiano.it dimostra come i presidenti degli organismi deputati a dare il via libera alle barriere che dovrebbero salvare Venezia dall’acqua alta avevano bloccato le prove definitive perché i problemi di “di corrosione ed ossidazione” non avrebbero garantito una “corretta collaudazione”. (Giuseppe Pietrobelli): https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/09/11/mose-a-maggio-2018-commissioni-bloccarono-il-collaudo-inutile-se-non-risolvono-i-problemi-delle-cerniere-arrugginite/5443629/

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: