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I tagli boschivi nella riserva naturale Farma non hanno autorizzazione paesaggistica.


Maremma, bosco

L’Unione dei Comuni Montani delle Colline Metallifere ha risposto (nota prot. n. 8770 del 27 giugno 2019) alla specifica istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti inoltrata (12 giugno 2019) dall’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus riguardante l’intervento di taglio boschivo ceduo e fustaia di conifere per un’estensione di circa 30 ettari in località Poggio Volpaio – Belagaio, in Comune di Roccastrada (GR).

Il taglio boschivo, effettuato a partire dal marzo 2019, è risultato munito di:

* una dichiarazione di taglio (prot. ricezione n. 3285 del 5 marzo 2019);

* uno stringato parere positivo condizionato conclusivo della procedura di valutazione di incidenza ambientale (V.Inc.A.) sul piano di gestione forestale 2008-2022 (nota Regione Toscana – D.G. Politiche territoriali e ambientali – Settore Tutela e valorizzazione delle risorse ambientali prot. n. 145583 del 4 giugno 2009);

* il Parere specialistico sugli aspetti naturalistici e studio propedeutico alla valutazione d’incidenza ecologica del Piano di Gestione della “Foresta Regonale del Belagaio” – Comunità Montana Colline Metallifere (GR) predisposto (maggio 2008) dalla società DREAM Italia ai fini della procedura di valutazione di incidenza ambientale.

Il bosco, per esplicita indicazione contenuta nella dichiarazione di taglio, è composto da fustaia di Pino marittimo, Leccio, Orniello, Quercia da sughero, Sclerofille, sporadiche Latifoglie di età superiore ai 50 anni.

Il taglio ha riguardato la fustaia e un’altra parte di bosco governata a ceduo mediante trattore gommato con carrello e pinza forestale.

Un taglio boschivo che appare determinato da ragioni economiche e che risulta privo della necessaria autorizzazione paesaggistica.

Infatti, l’area è tutelata con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.): in proposito, si rammenta la necessità dell’autorizzazione paesaggistica per gli interventi in aree boscate determinati da finalità non strettamente di gestione naturalistica, così come indicato dalla giurisprudenza in materia (vds.  Cass. pen., Sez. III, 13 gennaio 2015, n. 962 ; Cass. pen., Sez. III, 29 settembre 2011, n. 35308Cass. pen., Sez. III, 13 maggio 2009, n. 20138Cass. pen., Sez. III, 25 gennaio 2007 n. 2864Cass. pen., Sez. III, 11 giugno 2004, n. 35689) e da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali con lo specifico parere dell’Ufficio legislativo dell’8 settembre 2016.

Poiana (Buteo buteo)

Inoltre, forte dubbio sulla legittimità del taglio è dato dal fatto che nel periodo primaverile ed estivo sono vietati tutti gli interventi che possano disturbare la riproduzione dell’avifauna selvatica (art. 5 della direttiva n. 2009/147/CE sulla tutela dell’avifauna selvatica, esecutiva in Italia con la legge n. 157/1992 e s.m.i.,).

Il bosco rientra nella riserva naturale “Farma” (legge n. 394/1991 e s.m.i.) e nel sito di importanza comunitaria (S.I.C.) “Val di Farma” (codice IT51A0003) ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, la fauna e la flora.     Ogni sensibile intervento di modifica deve esser autorizzato dopo conclusione positiva di specifica procedura di valutazione di incidenza ambientale (V.Inc.A.).

Monticiano, fascia spondale del Torrente Farma, taglio boschivo (giugno 2019)

E nella stessa area naturale protetta (ma protetta da che?) è stata recentemente (27 giugno 2019) inoltrata una nuova istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti da parte delle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Gruppo Unitario per le Foreste Italiane (GUFI) riguardante un nuovo taglio di bosco ad alto fusto (Ontani, Cerri, Noccioli) lungo le sponde del Torrente Farma, presso la diga della medievale Ferriera di Rota, in Comune di Monticiano (SI).

Sarebbe questo il metodo toscano di tutela dei boschi rientranti in aree naturali protette comunitarie (S.I.C./Z.S.C. e Z.P.S.), nazionali e regionali (parchi e riserve naturali), il taglio?

Nei due casi di taglio boschivo sono stati coinvolti i Ministeri dell’Ambiente e per i Beni e Attività Culturali, la Regione Toscana, la Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Siena, l’Unione dei Comuni Montani delle Colline Metallifere, i Comuni di Roccastrada e Monticiano, i Carabinieri Forestale, informate le Procure della Repubblica presso i Tribunali di Grosseto e di Siena.

Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus chiede il deciso intervento dei Ministeri competenti per la difesa della riserva naturale e un sussulto di buon senso da parte della Regione Toscana e degli Enti locali interessati per la profonda revisione di un modo di operare deleterio per i boschi, l’equilibrio idrogeologico e la fauna selvatica.

I boschi non sono banali cataste di legna per le centrali a biomassa, ricordiamocelo…

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Monticiano, Torrente Farma

(foto per conto GrIG, E.R., archivio GrIG)

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  1. luglio 2, 2019 alle 2:53 pm

    il Comune di Roccastrada (Unità operativa 7 – Servizio Governo del Territorio) ha comunicato (nota prot. n. 9234 dell’1 luglio 2019) che “non ha ricevuto richieste di autorizzazioni, né comunicazioni, né altro, con riferimento al taglio di vegetazione di cui trattasi e, in relazione alle competenze attualmente assegnate, non ha rilasciato nessun provvedimento autorizzatorio di qualsivoglia natura”.

  2. luglio 2, 2019 alle 5:46 pm

    Allora, sorge spontanea la domanda. Chi ha presentato il Piano di Gestione Forestale?
    Perché mi sembra logico, se lo ha fatto un tecnico forestale magistrale, deve alegare x logica professionale e legislativa un V.Inc.A., perché siamo in un luogo dove vige la Direttiva Habitat, che la prevede.
    Poi, ad inciso e x legge nazionale, chi può presentare, o presentare, o compilare Piani di Gestione Boschiva, è il solo Tecnico Forestale magistrale. Al massimo possono essere i colleghi agronomi ma solo xchè abbiamo un timbro in comune.
    Quindi, o il collega non è competente o si è venduto. Sennò altri professionisti l’hanno fatto MA SONO FUORILEGGE, IN TERMINI TECNICI E PROFESSIONALI E LEGISLATIVI. QUINDI SONO FURFANTI

  3. G.Maiuscolo
    luglio 2, 2019 alle 7:27 pm

    Che bello quel…” un sussulto di buon senso”…
    Chi ha più sussulti di buon senso? Ad avercene, di sussulti!

    Ritorna anche la splendida frase: “I boschi non sono banali cataste di legna” che tanto mi aveva divertito…e che ancora mi diverte. 🙂

    Certo, bisogna tutelare i boschi, e ne sono fermamente convinta ancor più, se penso ai miei pini ed al leccio ed alle melaleuche del mio giardino che hanno ormai più di quarant’anni. E che, con tutta evidenza, non sono un bosco.
    Ma, mi consentono di vivere bene, di respirare aria pura ( la respirerei anche senza alberi, nel mio amato territorio) e di farmi sentire felice.

    Dott. DI DUCA non ci va mica leggero, a proposito di… presentazione di Piano di Gestione Forestale, con coloro che chiama colleghi e che, non manca di aggiungere…”o non sono competenti o si sono venduti”.
    Se non è parlar chiaro questo!

    Ahahahah…
    PS. per chi, fosse interessato. l’acronimo V.Inc.A , significa “Valutazione di Incidenza Ambientale”.
    Oh…io l’ho cercato…Mica devo sapere tutto.
    Meglio cercare di sapere e di conoscere che far finta di sapere ed IGNORARE.

  4. luglio 3, 2019 alle 3:05 pm

    da Il Tirreno, 3 luglio 2019
    Belagaio: «Quel taglio non aveva il via libera». Per gli ecologisti del Gig l’intervento boschivo non godeva di autorizzazione paesaggistica. Unione dei Comuni nel mirino. (Gabriele Baldanzi): https://iltirreno.gelocal.it/grosseto/cronaca/2019/07/02/news/belagaio-quel-taglio-non-aveva-il-via-libera-1.36634080

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