Ajka e Portoscuso, bisognerebbe imparare qualcosa.


confronto fra bacino dei c.d. fanghi rossi di Portoscuso e l’analogo bacino di Ajka, in Ungheria, dove nel 2010 s è verificato un disastro ambientale

Nelle scorse settimane sono state condannate in Ungheria dieci persone ritenute responsabili del disastro ambientale di Ajka, dove nell’ottobre 2010 un incidente in una fabbrica di alluminio causò l’inondazione delle campagne circostanti con un’immane massa di acque e fanghi rossi altamente tossici e corrosivi.

Un milione di metri cubi di fanghi rossi, un terrificante disastro ambientale determinato dal cedimento di un argine del bacino di raccolta, che causò una decina di morti e la morte ambientale di corsi d’acqua e campagne.

Il bacino dei fanghi rossi di Ajka svolge le stesse funzioni del bacino dei fanghi rossi di Portoscuso, solo che è molto più piccolo. 

Portoscuso, bacino c.d. fanghi rossi (da Sardinia Post)

A Portoscuso si stima l’attuale presenza di 20 milioni di metri cubi di fanghi rossi.

L’attuale “Progetto di ammodernamento della raffineria di produzione di allumina ubicata nel Comune di Portoscuso, ZI Portovesme (CI)” ne provocherebbe l’aumento da 159 a 189 ettari, con l’innegabile aumento dell’inquinamento già presente e devastante.

Sono inimmaginabili le conseguenze di un incidente analogo a quello avvenuto in Ungheria.

Nessuna considerazione dell’alternativa rappresentata dalla trasformazione in polo dell’alluminio riciclato degli impianti di Portoscuso, che significherebbe meno inquinamento ambientale, meno rischi sanitari, minore consumo di energia e mantenimento dei posti di lavoro.

Nessuna lezione dal disastro ambientale di Ajka, nessuna reazione alle proposte ecologiste, nemmeno uno straccio di analisi e proposta da parte delle coalizioni, liste e candidati che partecipano alle prossime elezioni regionali sarde.

Gruppo d’intervento Giuridico onlus

Masua, bacino contenimento fanghi (foto Raniero Massoli Novelli, 1978)


Masua, scarico di fanghi tossici in mare (foto Raniero Massoli Novelli, 1978). Questa è una semplice idea di quanto potrebbe accadere a Portoscuso in caso di cedimento del bacino dei fanghi rossi.
Portovesme, bacino “fanghi rossi” bauxite (foto Raniero Massoli Novelli, 1980)

(foto Sardinia Post, Raniero Massoli Novelli, archivio GrIG)

Annunci
  1. G.maiuscolo
    febbraio 18, 2019 alle 8:02 am

    Ho molto apprezzato la brevità…dell’articolo; finalmente ho potuto leggere con calma agevole.
    Illuminante ed educativo l’esempio di Ajka; fossimo capaci di fare altrettanto…
    Ma nell’Isola chi paga?

    Cordialmente

  2. Stefano Martini
    febbraio 18, 2019 alle 5:14 pm

    La proposta sulla creazione di un polo dell’alluminio riciclato, alternativo all’attuale piano industriale, mi sembra ragionevole proprio perché molto realistica. Tiene conto dell’ambiente ma si preoccupa anche delle tante famiglie che vivono grazie a quell’attività. Mi piacerebbe che le forze politiche si confrontassero su questa proposta. Confronto non significa accettazione incondizionata, ma misurarsi seriamente su un problema con argomenti anche contrapposti. Non condividono il vostro punto di vista ? Bene, ci spieghino almeno perché. Temo che sia come sempre calcolo in funzione elettorale. Quei pochi posti di lavoro in bilico sono per il momento salvi, il consenso è assicurato. Ora si precipitano ad ascoltare i pastori perché siamo a ridosso delle elezioni, ma nessuno poi si farà seriamente carico nel futuro di quel problema li. Sarei solo felice di sbagliarmi.

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: