Cacciatore e delinquente.


Airone bianco maggiore (Ardea alba)

Degna conclusione della stagione venatoria in Sardegna.

Un cacciatore ha ucciso un inconfondibile Airone bianco maggiore (Ardea alba) in località Pauli Cungiau, nelle campagne di Gonnosfanadiga (SU).

Non c’è bisogno d’alcun commento.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Lega per l’Abolizione della Caccia

paesaggio agrario (foto Benthos)

da L’Unione Sarda, 13 febbraio 2019

Gonnosfanadiga, cacciatore spara e uccide un airone bianco maggiore.

“Non può essersi sbagliato – ha detto il comandante della compagnia barracellare – questa è una cosa fatta di proposito”. (Marco Cazzaniga)

È morto l’esemplare di airone bianco maggiore soccorso ieri dopo essere stato impallinato da un cacciatore. Quando l’animale è stato ritrovato, in località Pauli Cungiau, era ancora vivo, ma mostrava la rottura delle zampe e non era in grado di spiccare il volo.

Gli uomini della compagnia barracellare hanno tentato di trasportare l’uccello al Centro Recupero Fauna Selvatica (CARFS) di Monastir, ma l’airone è morto prima di arrivare. I barracelli hanno consegnato l’animale all’impagliatore Massimo Canargiu: una volta imbalsamato lo sfortunato airone potrà almeno svolgere una funzione didattica nelle esposizioni faunistiche relative alle zone umide.

Una cosa è certa, chi ha sparato non lo ha fatto per sbaglio ma consapevolmente, perché il ferimento, come si presume avvenuto domenica, cadeva nell’ultimo giorno di caccia della stagione, dove l’unica selvaggina cacciabile era il colombaccio, neanche lontanamente confondibile con il maestoso airone bianco maggiore, dall’apertura alare che può raggiungere i 170 centimetri. Il comandante della compagnia barracellare Giampiero Fosci: “Chi ha sparato non può essersi sbagliato, questa è una cosa fatta di proposito: è un atto delinquenziale, non ci sono giustificazioni, di alcun genere”.

Gli fa eco Francesco Zurru, capocantiere di Forestas, da subito allertato per il ritrovamento dell’airone e visibilmente contrariato: “Questo è un gesto sconsiderato, condotto da una persona senza scrupoli”.

zona umida

(foto Benthos, S.D., archivio GrIG)

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  1. G.maiuscolo
    febbraio 19, 2019 alle 7:37 am

    Abbiamo già detto sulla caccia; altro che homo sapiens sapiens…Ieri due merli e una tortora, oggi un airone bianco, domani?…
    Eh… domanda spinosa; chi di voi è in grado di rispondere, faccia un fischio.
    Cordialmente

  2. Patrizia Pili
    febbraio 19, 2019 alle 7:43 am

    Gente stupida ed ignorante che andrebbe punita per bene .

  3. Marco Efisio Pisanu
    febbraio 19, 2019 alle 9:28 am

    Buongiorno,
    da Cacciatore e da Presidente regionale di Associazione venatoria, condanno l’ignobile gesto commesso dall’individuo che ha sparato all’Airone.
    Marco Efisio Pisanu

  4. febbraio 19, 2019 alle 9:29 am

    I rifiuti umani della società approfittano dell’inettitudine della democrazia, falsamente e stupidamente intesa, a difendersi dai suoi nemici. Così chiunque può esprimere il suo disprezzo verso la vita sporcando, bruciando e uccidendo, tanto nessuno reagirà. Horror naturae.
    La campagna italiana è ormai res nullius, quindi proprietà dei violenti armati che la usano come terra loro, sfruttandola come allevamento all’aperto di animali, che in teoria dovrebbero essere bene dello Stato. Lo Stato è diventato invece complice di questi criminali, che tutela e finanzia, invece di fare l’unica cosa giusta, abrogare la legge fascista che autorizza i cacciatori ad entrare nei terreni altrui, di fatto impossessandosene. Se venisse restaurata la legalità, restituendo le terre ai loro proprietari, che oltretutto ci pagano le tasse, le campagne sarebbero più controllate e curate e anche gli animali selvatici potrebbero sopravvivere.

  5. Marco Efisio Pisanu
    febbraio 19, 2019 alle 10:01 am

    Gentilissimo Casalvento,
    Sono un Cacciatore, sono orgoglioso di esserlo, rispetto sempre il parere di chi la pensa diversamente e non ho difficoltà a confrontarmi, ma a differenza sua lo faccio senza offendere e/o denigrare gli altri.
    In merito al res nullius, dobbiamo ringraziare che l’art. 842 del Codice civile sia ancora in vigore, diversamente, come accade negli altri Stati, la selvaggina diventerebbe di proprietà dei titolari del fondo, allora si che si andrebbe incontro a vere e proprie mattanze, a differenza di oggi che si effettuano i giusti prelievi.
    Cordialità
    Marco Efisio Pisanu

  6. Francesco Mura
    febbraio 19, 2019 alle 5:36 pm

    O Marco Efisio, ma per favore.. la caccia come permessa in Italia non esiste in nessun paese civilizzato . E’ un assurdo privilegio . Fattevi le vostre riserve e sparate la vostra selvaggina ma non entrate nelle proprietà altrui. P.S. Se capita dica al cacciatore che si è portato via la motopompa dal mio podere -Tuerra di Teulada- di rimetterla al suo posto.

    • comida pietro paolo
      febbraio 19, 2019 alle 9:16 pm

      caro Fracesco solidarizzo con te al 100% anche a me hanno fregato la motopompa di domenica e di giovedi il bidoncino della benzina vuoto che era rimasto solitario e ramingo , oltre all’ abitudine ormai consolidata di rompere le recinzioni, per cui sulle favolette di cacciatori gentiluomini che rispettano proprieta private e ambiente e meglio stendere un velo pietoso…

      • Alessandra Gradi
        febbraio 20, 2019 alle 9:00 am

        Questi sono ladri con licenza di uccidere, hanno il porto d’armi, e’ gente pericolosissima

  7. Occhio nudo
    febbraio 19, 2019 alle 10:15 pm

    Non ci sono parole per questo infelice delinquente.

  8. G.maiuscolo
    febbraio 20, 2019 alle 12:25 pm

    Gentili tutti, sono lieta di essere stata la prima ad inaugurare in questa particolare pagina sulla caccia, con il mio commento, un dibattito su un problema che, comunque, va sviluppato ed anche risolto, se è possibile.
    Al gentile Presidente dell’Associazione regionale venatoria, voglio dire che le fa onore che abbia condannato il gesto vile e crudele contro un animale indifeso di qualcuno che, probabilmente, potrebbe far parte della sua associazione, ma la invito altresì a non insistere sull’art. del codice civile citato persino in modo inappropriato, perché chi ha un fondo e lo rispetta e lo cura difficilmente fa ciò che lei auspica, evitando di fare il rambo della situazione e creando un immaginabile quanto ingrato servizio alla selvaggina presente che, spesso, considera ed utilizza i fondi esterni alle zone di caccia e distanti dagli stesse, loro rifugio sicuro. Al riparo dai cacciatori implacabili.
    Parlo del contesto in cui vivo: in giornate di caccia ( ho già denunciato la mia particolare situazione), il mio grande giardino è…invaso da merli, da tortore, persino visitato da un micidiale picchio che, con le sue insistenti beccate, ha sottratto corteccia all’albero:)
    E lei parla di minacce da parte dei proprietari a danno della selvaggina!
    Rifletta Presidente, rifletta; ne trarrà beneficio.

    A Francesco ed a Pietro Paolo, tutta la mia solidarietà, gentili amici.

    Cordialmente

  9. g.Maiuscolo
    febbraio 20, 2019 alle 12:28 pm

    errata: *distanti dalle stesse; mi scuso 🙂

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