A Licata trionfa l’abusivismo edilizio.


In Sicilia, terra storica di Gattopardi, accade che un sindaco faccia accendere i motori delle ruspe per buttar giù abusi edilizi conclamati, senza alcun eroismo.

Ovviamente viene cacciato via, anche dai consiglieri della sua maggioranza.

Ma pensate che capiti solo in Sicilia?

Gruppo d’intervento Giuridico onlus

 

da Il Corriere della Sera, 10 agosto 2017

Lo Stato perde a Licata: il Comune caccia il sindaco anti-abusivi.

Sfiducia ad Angelo Cambiano, il primo cittadino di Licata, nell’agrigentino, «eroe per caso» contro gli abusivi. Dopo le minacce e gli attentati rimosso dal consiglio comunale.

(Gian Antonio Stella) Eroe per caso» della guerra agli abusivi, il giovane sindaco di Licata, ha tenuto duro per mesi. A dispetto degli insulti, delle minacce, degli attentati, del peso di doversi muovere con la scorta. Lo sapeva, però, che il suo destino era segnato. E la mozione di sfiducia è stata solo il passaggio formale. Poche settimane e la Sicilia va alle elezioni regionali. E chi ce l’ha il fegato di sfidare il Pau, cioè il Partito abusivi uniti?

È una sconfitta pesante, per l’immagine e l’onore di tutta l’isola, la demolizione politica e clientelare, in consiglio comunale, di Angelo Cambiano, il simbolo stesso del rispetto della legge sulle demolizioni dei villini costruiti all’interno della fascia vietatissima dei 150 metri dal mare. Una sconfitta per Angelino Alfano che, tirato in ballo dalle suppliche a «far sentire l’appoggio del governo», aveva sventolato il suo appoggio al primo cittadino in difficoltà davanti alla rivolta dei fuorilegge: anche gli alfaniani hanno votato per la decapitazione della giunta comunale. E una sconfitta più ancora per lo Stato, che si era illuso di riuscire finalmente a imporre, in quell’angolo di Sicilia, il rispetto della legge.

Trent’anni di condoni

Per capire la dimensione della batosta, però, va fatto un passo indietro. Ricordando come dal primo condono craxiano del 1985, seguito dai due berlusconiani del 1994 e 2003, centinaia di migliaia di abusivi siciliani, protagonisti di un furioso saccheggio delle coste (si pensi a Triscina: cinquemila villette illegali tirate su a due passi da Selinunte) scelsero di versare un piccolo acconto avviando le procedure del condono, necessarie per bloccare le inchieste e le demolizioni, per poi non occuparsene mai più. Certi che la burocrazia isolana, tra le peggiori del pianeta, avrebbe ingoiato tutto.

Cosa puntualmente avvenuta. Basti dire che la «sanatoria delle sanatorie» offerta da Totò Cuffaro ai 400 mila isolani che da anni lasciavano marcire le pratiche dei vecchi condoni, fu accolta con l’1,1% di adesioni a Palermo, lo 0,37% a Messina, lo 0,037% a Catania, lo 0,025% ad Agrigento. E l’incasso fu di 1 milione e 85 mila euro: un settecentesimo del previsto.

L’ambiente era tale che nel 2001 lo stesso vescovo agrigentino Carmelo Ferrara, alla minaccia dello Stato di buttar giù almeno le più oscene delle 607 costruzioni illegali costruite dentro il parco archeologico, rispose attaccando le «ruspe immorali», denunciando «una campagna di mistificazione contro la città» e incitando alla ribellione «contro lo stato-padrone».

I villini da abbattere

Fu questo, «il contesto» di sciasciana memoria nel quale Angelo Cambiano diventò un «eroe per caso». Era un giovane docente di matematica, non aveva fama di fanatico ambientalista e la lista civica che l’aveva eletto non era fatta di rivoluzionari. Anzi. Ma il commissario di governo uscente, con le chiavi della città, gli consegnò anche un tesoretto di 300 mila euro accantonati per cominciare a buttar giù, finalmente, almeno i villini colpiti da ordinanze inappellabili di demolizione. Cioè 216 su centinaia e centinaia. Come già i lettori sanno: tutte seconde case, quasi tutte sul mare, tutte tirate su a dispetto della legge.

In altre situazioni, forse, lo stesso Angelo Cambiano avrebbe preferito poter dire, come tanti altri sindaci, «spiacente, le ruspe costano e non abbiamo soldi». Meno grane. Meno odio. Meno rischi. I soldi in cassa, però, lui li aveva. I magistrati Renato Di Natale e Ignazio Fonzo, che già avevano dato una scossa imponendo ai comuni di prendere di petto il tema, glielo ricordarono. E lui ne prese atto. Facendo il suo dovere, cosa rara in certe realtà, nonostante la rivolta di tanti amici e amici degli amici: «Picchì giustu a ‘nattre?» Perché solo a noi? Perché le ruspe qui e non in altri comuni e contro altri abusi?

Il coraggio di un sindaco

Confronto duro. Tanto che l’associazione «Periscopio, Osservatorio permanente sui rispetto della legalità» (sic) arrivò a firmare un «esposto querelatorio» contro il prefetto, il sindaco, i dirigenti dell’urbanistica e così via accusandoli di aver «prevaricato nelle loro funzioni istituzionali nella nota e triste vicenda…». Per non dire degli appelli («Perché proprio adesso, dopo anni? Perché proprio noi se in Sicilia ci sono un milione di case abusive?») e infine delle minacce.

Ci voleva coraggio a tener duro in nome dello Stato. Angelo Cambiano lo ha avuto. Ma come reggere un «contesto» in cui decine di deputati e senatori e consiglieri regionali si vantano di essere contro le ruspe e lo stesso governatore Rosario Crocetta nega le voci di una sanatoria ma pensa alla «possibilità dell’utilizzo sociale di alcuni immobili costruiti abusivamente che potrebbero, dopo la loro acquisizione al patrimonio pubblico, essere inseriti in piani di recupero…»? Come interpretare certi messaggi quali l’ultima apertura del candidato grillino alla Regione Giancarlo Cancelleri verso gli «abusivi per necessità», storica formuletta che le vecchie volpi partitiche d’ogni colore usano da sempre per stoppare le ruspe?

L’altra «rivolta»

Non bastasse, il sindaco di Licata non è il primo a esser buttato fuori. A gennaio era già stato costretto ad andarsene Pasquale Amato, primo cittadino di Palma di Montechiaro: mezzo paese (a partire dai delinquenti che lo tempestavano di lettere minatorie) non gli perdonava di aver appoggiato una serie di demolizioni obbligate da sentenze definitive. Al posto suo, oggi, c’è Stefano Castellino che, come hanno scritto i giornali locali, si è presentato «con le idee chiare». Primo punto: basta ruspe. I soldi, dice, possono essere spesi meglio. Il tutto, si capisce, nella convinzione «che la legalità, la trasparenza e la chiarezza siano essenziali». Ma che statista…

da Il Corriere della Sera, 10 agosto 2017

Licata, il sindaco anti-abusivismo sfiduciato dal Consiglio comunale.
Lui: «Sono deluso e amareggiato». Angelo Cambiano, che vive sotto scorta per le minacce ricevute in seguito alla sua politica di demolizioni, mandato a casa dal consiglio comunale, dopo una seduta fiume.

(Alan Davide Scifo)

La lotta all’abusivismo, le minacce, la scorta, gli attestati di solidarietà e adesso la sfiducia. È la parabola del sindaco di Licata Angelo Cambiano, divenuto a livello nazionale simbolo della lotta all’abusivismo, ora mandato a casa dal consiglio comunale, dopo una seduta fiume: 21 i voti per la sfiducia, tra i quali fa rumore quello del presidente del consiglio Carmelinda Callea, 8 quelli contrari. Il sindaco ha provato a difendersi nel suo intervento prima della votazione, adducendo la motivazione della sfiducia alla sua lotta all’abusivismo, costatagli gli incendi di due abitazioni di famiglia, minacce di morte e la conseguente scorta, arrivata dopo la visita dell’allora ministro degli Interni Angelino Alfano. A votare la sua mozione di sfiducia però, come lui stesso aveva denunciato, ci sono anche i sostenitori di Alfano tra i ventuno che alla fine hanno deciso di lasciare Licata senza sindaco.

Lui: «Deluso e amareggiato»

«Ringrazio quanti hanno creduto in me e mi hanno sostenuto in questi due anni – scrive su Facebook, subito dopo il termine della seduta del consiglio, il primo cittadino – ringrazio quanti hanno lavorato non per la città ma per la sfiducia dal giorno dopo le elezioni: anche loro mi hanno spinto a Fare sempre di più!». Cambiano si dice poi «deluso e amareggiato» e motiva così: «Sono amareggiato dalla politica e dalla sua falsità alla ricerca solo del consenso. La mia non è stata una scelta politica quella di demolire immobili. Ci sono delle sentenze della magistratura che lo hanno decretato e le sentenze vanno rispettate».

E prosegue: «Mi rimbombano le parole del ministro Alfano che da capo del Viminale venne a Licata, c’ha messo la faccia è vero, quando disse «è finito il tempo della politica che coccola gli abusivi». Ieri però i i consiglieri comunali di Alternativa Popolare hanno votato la sfiducia». «Licata però non è una città di delinquenti», sostiene Cambiano. «È stata solo troppo in silenzio ad aspettare di vedere cosa poteva accadere. E ora, il mentore della mia sfiducia, Carmelo, che ha annunciato la sua candidatura all’Ars alle prossime elezioni regionali con l’Udc, potrà strizzare l’occhio agli abusivi promettendo un condono per un pugno di voti in più. Ho 36 anni, sono padre da 9 mesi, sono abituato alla paura, vivo sotto scorta. Per ora dalla prefettura non ho sentito nessuno. Vorrei riappropriarmi solo della mia vita»

Ispirò film di Ficarra e Picone

La sua storia, quella di un sindaco che lavorava per il bene della città, facendo demolire le case abusive a meno di 150 metri dal mare, aveva ispirato anche il film di Ficarra e Picone, “L’ora Legale”: adesso anche i due comici hanno espresso il loro dispiacere per quanto accaduto. Angelo Cambiano, che comunque ha annunciato ricorso contro la decisione del consiglio, tornerà adesso ad insegnare, come già spiegato in passato, quando ha più volte detto di essere stato lasciato solo dalle istituzioni dopo le promesse e gli attestati di solidarietà arrivati da Stato e Regione, subito dopo le minacce e l’incendio all’abitazione di campagna di proprietà del padre. Adesso, in molti tra i cittadini dimostrano la propria vicinanza all’ormai ex sindaco di Licata, cui arrivano molti messaggi di vicinanza da parte di quella Licata che adesso dice in coro “questa terra non cambierà mai”.

da Il Corriere della Sera, 12 agosto 2017

PROCEDURE. Licata, demolizione di appartamento bloccato dal Tar. Annullata l’ingiunzione del sindaco Cambiano.

Accolto il ricorso del proprietario. La pronuncia del tribunale amministrativo giunge all’indomani della sfiducia al primo cittadino. Comune costretto a pagare le spese.

Bloccata la demolizione di un appartamento a Licata. Lo ha stabilito il Tar che con una sentenza ha annullato l’ingiunzione del comune che era guidato dal sindaco Angelo Cambiano sfiduciato nei giorni scorsi dal consiglio comunale, accogliendo il ricorso del proprietario. Un 54enne aveva acquistato nel 1997 un appartamento al quinto piano di un edificio in via d’Arezzo con concessione edilizia e con certificato di abitabilità. Successivamente all’acquisto dell’appartamento con istanza inoltrata nel 1997 aveva chiesto il rilascio dell’autorizzazione per la realizzazione di una struttura precaria per la copertura parziale del terrazzo di pertinenza dell’immobile.

«Con apposita determina successiva – affermano gli avvocati Girolamo Rubino e Vincenzo Airò che hanno rappresentato il proprietario dell’immobile – il sindaco di allora ha autorizzato la realizzazione della copertura ma nel 2015, a distanza di molti anni dal rilascio dell’autorizzazione, il Comune di Licata ha avviato il procedimento di annullamento in autotutela della determina sindacale, ritenendo una non corrispondenza dell’ immobile esistente rispetto alle planimetrie del progetto approvato con la concessione edilizia». Nel 2016, poi, il Comune di Licata ha intimato la demolizione dell’immobile, «ritenendo accertato un organismo edilizio diverso rispetto a quello assentito dalla concessione edilizia».

Il proprietario ha allora fatto ricorso al Tar «lamentando fra l’altro svariate forme di violazione di legge e di eccesso di potere e l’illegittimo esercizio del potere di autotutela, che deve essere esercitato entro un termine comunque non superiore ai diciotto mesi dall’adozione dei provvedimenti autorizzativi, la carenza di motivazione sulle ragioni di interesse pubblico». Il sindaco Cambiano, ha chiesto il rigetto del ricorso. Ma il Tar lo ha accolto. «Pertanto, per effetto della sentenza – dicono i legali – l’immobile non verrà demolito mentre il Comune di Licata, soccombente in giudizio, dovrà provvedere al rimborso del contributo unificato in favore del ricorrente».

 

Maracalagonis, demolizione complesso abusivo in loc. Baccu Mandara (2002)

(foto S.D., archivio GrIG)

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  1. Carlo Forte
    agosto 13, 2017 alle 10:47 am

    A Carloforte pure,ma è cosí normale che non fa notizia…….

  2. Francesco Mura
    agosto 13, 2017 alle 8:06 pm

    Sicuramente il Prefetto , come suo dovere, provvederà a commissariare il Comune di Licata. (O no ?) –
    Il Signor Di Maio ,credo sia un militante targato 5S , alla disperata caccia di voti, propone tu abusivo puoi tenerti la tua casa senza fastidi. Insomma ,una legalizzazione del voto di scambio . Come se l’abusivista sia meno responsabile del politico corrotto. Io da semplice cittadino suggerisco : la dove compare ,a qualsiasi scopo , la dicitura tribunali compresi, dovrà essere apposta obbligatoriamente la scritta :ENTE OSTILE AGLI ONESTI. Per rispetto ,soprattutto , per chi Italiano non è.

    • Francesco Mura
      agosto 13, 2017 alle 8:15 pm

      Errata corrige ….. La dove compare , a qualsiasi scopo, la dicitura : “Stato Italiano” ,tribunali compresi, dovrà essere apposta obbligatoriamente la scritta: ENTE OSTILE AGLI ONESTI. ……….

  3. agosto 13, 2017 alle 11:05 pm

    e ora arriva anche il premier in pectore M5S Luigi Di Maio a sostenere il cosiddetto “abusivismo di necessità”.
    Poi avremo la “truffa di necessità”, il “furto di necessità” l’ “inquinamento di necessità”, il “parcheggio in divieto di sosta di necessità”.

    da La Repubblica, 13 agosto 2017
    Abusivismo, Decaro (Anci) a Di Maio: “Non c’è alternativa alla legalità”. Verdi: “M5s come Berlusconi”: http://www.repubblica.it/politica/2017/08/13/news/abusivismo_decaro_anci_non_c_e_alternativa_alla_legalita_-172959723/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P1-S1.6-T1

    ————

    Di Maio: “Se l’abusivismo è colpa della politica la casa resta un diritto”: http://www.repubblica.it/politica/2017/08/13/news/di_maio_se_l_abusivismo_e_colpa_della_politica_la_casa_resta_un_diritto_-172937256/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P1-S1.6-T2

    ————-

    Delrio: “Contro gli abusi edilizi l’unico deterrente sono le demolizioni”: http://www.repubblica.it/cronaca/2017/08/12/news/delrio_condoni_governo_licata_sindaco_demolizioni-172878149/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P1-S2.3-T1

    ____________________________

    da Il Fatto Quotidiano, 13 agosto 2017
    Abusivismo, De Luca provoca il governo: “Impugnano la nostra legge? Allora mandino l’esercito a demolire”.
    L’esecutivo ha impugnato la norma sui cosiddetti “abusi edilizi di necessità” varata dalla Campania. Uno stop rivendicato dal ministro Graziano Delrio, che ha definito quella legge come “ispirata a principi diversi da quelli dell’ interesse nazionale”. E al quale il governatore ha risposto dopo quattro giorni di silenzio. In Sicilia, intanto, Di Maio spiega: “Non puoi voltare le spalle a chi vive in una casa abusiva a causa di una politica che per anni non ha fatto il suo dovere”: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/08/13/abusivismo-de-luca-provoca-il-governo-impugnano-la-nostra-legge-allora-mandino-lesercito-a-demolire/3792452/

  4. Carlo Forte
    agosto 14, 2017 alle 10:16 am

    In effetti è già cosí Grig il “per necessità”è già legge……..

    • Francesco Mura
      agosto 14, 2017 alle 11:43 am

      Per ora la “necessità” concerne i reati ambientali :Chi inquina, chi brucia i boschi, chi concede e esegue edificazioni del territorio con licenze illegittime o senza ecc. Facile prevedere che il concetto dovrà necessariamente essere esteso, a chi uccide mentre esegue una rapina (per necessità) , a chi ruba i beni pubblici , ai truffatori , a chi ha l’obbligo di far rispettare la legge e non lo fa, ecc.
      Ecco perché la mia proposta trova una sua validità.

  5. agosto 16, 2017 alle 2:50 pm

    questi non hanno il pelo sullo stomaco, hanno la moquette.

    da La Stampa, 16 agosto 2017
    Bufera per la legge sull’abusivismo. Il Pd: “Dieci milioni per le demolizioni”.
    Arriva alla Camera il ddl Falanga, rivolta degli ambientalisti Realacci (Pd): “Non è un condono, ma i problemi esistono”. (Alessandro Di Matteo): http://www.lastampa.it/2017/08/15/italia/politica/bufera-per-la-legge-sullabusivismo-il-pd-dieci-milioni-per-le-demolizioni-11hSOqMQTKq5DsGkVmf72M/pagina.html

  6. agosto 21, 2017 alle 7:07 pm

    A.N.S.A., 21 agosto 2017
    Abusivismo, Delrio: ‘Immobili illegali vanno demoliti’.
    Lo dice il ministro delle Infrastrutture intervenendo a un incontro del Meeting di Cl sul terremoto: http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2017/08/21/abusivismo-delrio-immobili-illegali-vanno-demoliti_d486741d-350b-4446-a172-ea45b0bbbf81.html

  7. agosto 22, 2017 alle 2:48 pm

    i danni causati dal terremoto sono stati molto probabilmente acuiti dall’abusivismo edilizio.

    da Il Fatto Quotidiano, 22 agosto 2017
    Terremoto Ischia, cemento e inchieste sull’isola dove non esiste l’abusivismo di necessità. È solo speculazione.
    Più cemento più ricchezza: questa è stata l’equazione indotta da una economia legata al turismo che ha fatto da carburante alla necessità di nuove cubature. Quindi è bastata una scossa del quarto grado Richter, forte ma non distruttiva, a mietere vittime, a far crollare muri, a distruggere ciò che poteva e doveva resistere. (Antonello Caporale): http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/08/22/terremoto-ischia-abusi-e-inchieste-sullisola-dove-non-esiste-labusivismo-di-necessita-e-solo-speculazione/3809288/

    ______________

    da La Stampa, 22 agosto 2017
    Un Paese fragile che non impara a fare prevenzione.
    Il Tirreno scatena un’altra faglia. Il geologo Tozzi: rischio noto, ma ignorato. (Francesco Grignetti): http://www.lastampa.it/2017/08/22/italia/cronache/un-paese-fragile-che-non-impara-a-fare-prevenzione-TOpOMxqtmRmMEshZwBoQkN/pagina.html

    ————-

    Terremoto a Ischia, Mario Tozzi: “Ho visto case costruite senza alcun criterio antisismico”: http://www.lastampa.it/2017/08/22/multimedia/italia/cronache/terremoto-a-ischia-mario-tozzi-ho-visto-case-costruite-senza-alcun-criterio-antisismico-NJQchxvo4TbWyPsOaIWgUK/pagina.html

    ______________________

    da Tiscali Notizie, 22 agosto 2017
    Seicento case abusive da demolire, 27 mila richieste di condono: Ischia devastata dal cemento selvaggio. E c’è una legge che difende gli abusivi.
    La Regione Campania ha approvato la legge 19: non buttare giù le case abusive ma acquisirle al pubblico patrimonio e darle in locazione a chi le ha costruite e le abita, a condizione che le abitazioni siano state costruite per “condizioni di necessità”. (Antonio Menna): http://notizie.tiscali.it/cronaca/articoli/case-abusive-ischia/

    ————-

    “Io, magistrato, ho combattuto l’abusivismo dilagante di Ischia, ma ho perso. La resistenza popolare fu totale. Fui anche minacciato”. (Guido Ruotolo): http://notizie.tiscali.it/cronaca/articoli/magistrato-combattuto-abusivismo-Ischia/

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