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Il GrIG chiede lo stop della Cava Breccia Capraia. E le Imprese estrattive pagano i canoni concessori per il marmo estratto senza autorizzazione?


Alpi Apuane, Sagro, manifestazione sotto la neve (genn. 2017)

Alpi Apuane, Sagro, manifestazione sotto la neve (genn. 2017)

Dopo la recente (ordinanza presidenziale n. 2 del 17 febbraio 2017) sospensione dell’estrazione del marmo e l’ordine di ripristino ambientale nella Cava Padulello (Massa) per le gravi violazioni riscontrate da parte del Parco naturale regionale delle Alpi Apuane, il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus (GrIG) ha chiesto (3 marzo 2017) il diniego del prolungamento dell’attività estrattiva nella Cava di Breccia Capraia, in Comune di Massa, a causa di una serie di rilevanti criticità ambientali relative al noto sito estrattivo del pregiato marmo “Fior di Pesco”, in teoria tutelato per la propria rarità.

Coinvolti il Comune di Massa, la Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Lucca, il Parco naturale regionale delle Alpi Apuane, la Regione Toscana, l’A.R.P.A.T.

Alpi Apuane, Fivizzano, Cava Vittoria, scarico detriti (15 luglio 2016)

Alpi Apuane, Fivizzano, Cava Vittoria, scarico detriti (15 luglio 2016)

Ma c’è anche un altro aspetto di grande rilievo.

Le Società estrattive pagano il prescritto canone di concessione (legge regionale Toscana n. 78/1978), cioè la c.d. tassa marmi, per i quantitativi estratti senza autorizzazione?

Quando – molto spesso ormai, grazie anche alle azioni legali del GrIG – vengono riscontrate estrazioni abusive di marmo e viene ordinata la sospensione dell’attività estrattiva e il ripristino ambientale, vengono anche riscossi i relativi canoni di concessione?

Alpi Apuane, marmettola in un corso d'acqua

Alpi Apuane, marmettola in un corso d’acqua

Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato in proposito (4 marzo 2017) una specifica segnalazione alla Procura regionale della Corte dei conti per la Toscana e alla Guardia di Finanza riguardo un “caso pilota” relativo a un sito estrattivo del comprensorio delle Alpi Apuane.

L’Associazione, grazie all’incessante attività del Presidio Apuane del GrIG, continua senza sosta la battaglia per la legalità e la salvaguardia ambientale delle Alpi Apuane.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Massa, Cava Valsora Palazzolo

Massa, Cava Valsora Palazzolo

(foto A.G., F.L., archivio GrIG)

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  1. marzo 5, 2017 alle 12:07 pm

    da TG Regione, 4 marzo 2017
    Il GrIG chiede lo stop della Cava Breccia Capraia: http://www.tgregione.it/cronaca-regionale/grig-chiede-lo-stop-della-cava-breccia-capraia/

    _____________

    da Il Tirreno, 6 marzo 2017
    «Fermate la cava Breccia Capraia».
    “Criticità ambientali”: il Grig chiede lo stop all’estrazione del rarissimo “Fior di Pesco”: http://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2017/03/06/news/fermate-la-cava-breccia-capraia-1.14989262, http://www.territorialmente.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/6-mar-TIRR-MS.-%C2%ABFermate-la-cava-Breccia-Cavraia%C2%BB.pdf

    ___________________

    da La Nazione, 6 marzo 2017
    Il Caso. Il GrIG chiede lo stop per salvare il “Fior di Pesco”. “Marmo raro, fermate quella cava”: http://www.territorialmente.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/6-mar-NAZ-MS.-Grig.-%C2%ABMarmo-raro-fermate-quella-cava%C2%BB.pdf

    ____________

    da Qui News Massa e Carrara, 6 marzo 2017
    Il Grig in difesa della Perla Rosa delle Madielle: http://www.quinewsmassacarrara.it/il-grig-in-difesa-della-perla-rosa-delle-madielle.htm

  2. luglio 10, 2017 alle 2:46 pm

    da Il Tirreno, 7 luglio 2017
    «A Breccia Capraia ancora si estrae il fior di pesco» (http://www.versiliaproduce.it/index.php/il-marmo-sui-quotidiani/il-tirreno/item/7642-a-breccia-capraia-ancora-si-estrae-il-fior-di-pesco)

    MASSA. Che ci sia il divieto di estrarre il marmo «fior di pesco» è un dato di fatto così come è una certezza che il comune di Massa non abbia censito tutti i luoghi in cui è presente questa rara e pregiata pietra, riconoscibile dalle sue venature color rosa. Così a Breccia Capraia, nella zona di Madielle, sulla vetta del Pasquilio, pare che si continui ad estrarre il marmo color pesco. La Regione Toscana ha inserito nel Pit l’elenco dei «marmi storici» su cui vige il divieto di escavazione se non con un permesso della Soprintendenza dei beni paesaggistici; compito dell’amministrazione comunale sarebbe stato censire la presenza del marmo sulle montagna Apuane, ma pare, appunto, che la cava di Breccia Capraia non sia stata identificata «a differenza di un’altra nella zona di Renara», dice Nicola Cavazzuti, consigliere di Rifondazione Comunista e presidente della commissione consiliare Ambiente. Il caso è emerso ieri mattina durante l’ultima seduta della commissione, alla presenza del dirigente Fabio Mercadante. Attualmente sono quattro le cave, tutte interne all’area Parco delle Apuane, bloccate dal Comune a seguito di notizie di reato: Valsora Palazzolo e Cava Romana di Giorgio Turba, Padulello di Sermattei srl e Madielle della ditta Giovanni De Angelis srl, l’ultima in ordine di tempo a cui il Parco, a fine marzo, ha contestato difformità rispetto alla pronuncia di compatibilità ambientale.Mercadante specifica che «nel caso di Madielle è stato adottato un atto relativo alla sospensione amministrativa con sanzione da dieci mila euro oltre ad un provvedimento di ripristino del paesaggio». «La ripresa dell’attività estrattiva – ha spiegato Mercadante – richiede una sanatoria degli abusi o un progetto di ripristino e sistemazione ambientale dell’area interessata. Solo Turba, per cava Valsora ha chiesto una sanatoria, respinta; ha quindi presentato un progetto di compatibilità che ha ottenuto parere favorevole da un collegio di esperti». Per quanto riguarda gli abusi, diversa è la situazione di cava Valsora Palazzolo: Turba aveva ottenuto in affitto nel 2011, con scadenza a novembre 2016, la concessione di una porzione agro marmifera per mettere in sicurezza la sua cava, ma quei lavori sono stati maggiori di quelli previsti. Un affitto di quasi venti mila metri quadrati per soli 1.100 euro annui: «esiste una legge che obbliga ad affittare a prezzi di mercato, 1.100 euro mi sembrano irrisori» incalza Cavazzuti. Ma a Massa il regolamento manca. (b.b)

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