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Il Ministero dell’ambiente sta per respingere – forse – le ricerche petrolifere nel Mar di Sardegna


Balena (da National Geographic)

Balena (da National Geographic)

Il Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare – Direzione generale Valutazioni Ambientali ha recentemente inviato alla Società norvegese TGS-NOPEC Geophysical Company ASA il preavviso di rigetto (art. 10 bis della legge n. 241/1990 e s.m.i.) dell’istanza di pronuncia di compatibilità ambientale al termine del procedimento di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) relativo al progetto di indagine geofisica 2D – 3D nell’area dell’istanza di prospezione a mare “d.2 E.P.-TG” in una vastissima area del Mar di Sardegna ampia kmq. 20.922.  

In poche parole, sta per comunicargli che non potranno esser effettuate le ricerche petrolifere nel Mar di Sardegna, fra Asinara e Sinis.

Se la Società energetica non riuscirà a dimostrare l’innocuità sul piano ambientale del programma di ricerche, l’esito definitivo della procedura di V.I.A. sarà negativo.

Tartaruga liuto (Dermochelys coriacea)

Tartaruga liuto (Dermochelys coriacea)

La procedura di V.I.A. è in corso dal 2015: all’avvìo il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus era intervenuto con un atto di “osservazioni” (2 febbraio 2015). In seguito, dopo le richieste di integrazione da parte del Ministero dell’Ambiente, la Società energetica aveva depositato (luglio 2016) ulteriore documentazione tesa a supportare la propria istanza di ricerca petrolifera, riguardo cui il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus aveva inoltrato (30 luglio 2016) un nuovo atto di intervento.

Sono stati coinvolti il Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare (titolare del procedimento), il Servizio valutazione impatti (S.A.V.I.) della Regione autonoma della Sardegna, il Parco nazionale dell’Asinara, il Parco naturale regionale di Porto Conte, l’Area marina protetta del Sinis – Mal di Ventre e tutti i Comuni rivieraschi (Alghero, Bosa, Cuglieri, Magomadas, Narbolia, Porto Torres, San Vero Milis, Sassari, Stintino, Tresnuraghes, Villanova Monteleone).

airgun, modalità di ricerca (da “A deaf Whale is a dead Whale”, Oceana)

airgun, modalità di ricerca (da “A deaf Whale is a dead Whale”, Oceana)

Il progetto prevede una prima fase comprendente “una campagna di indagini geofisiche per l’acquisizione di dati di tipo 2D, seguita da una successiva campagna di acquisizione di dati 3D, da svolgersi in una seconda fase”. Secondo quanto dichiarato, “le linee di acquisizione 2D si estenderanno per una lunghezza complessiva di circa 7,818 km, mentre l’area dove verrebbero sviluppate le indagini geofisiche per l’acquisizione di dati 3D sarebbe stimata in 6.000 chilometri quadrati.

L’ampia area di mare interessata dal progetto (quasi 21 mila chilometri quadrati) è contigua al ben noto Santuario Pelagos, il Santuario per i Mammiferi marini istituito come area marina protetta di interesse internazionale e area specialmente protetta di interesse mediterraneo (A.S.P.I.M.), in base all’Accordo internazionale sottoscritto a Roma il 25 novembre 1999, ratificato con legge n. 391/2001.

Oloturia (Holothuria poli)

Oloturia (Holothuria poli)

L’attività di prospezione a mare generalmente consiste in “spari” di aria compressa (airgun) per un tracciato complessivo di migliaia di km. per un periodo di 10 settimane.  I suddetti “spari” hanno una cadenza ravvicinata (uno ogni 5-15 secondi), con intensità sonora variabile fra 240 e 260 decibel, intensità superata in natura solo da terremoti ed esplosioni di vulcani sottomarini.

Al contrario di quanto sostenuto dal Soggetto proponente (“gli impatti ambientali … nel complesso non sono risultati né elevati né irreversibili”), come documentato scientificamente, il danno alle specie di Cetacei e di Tartarughe marine ben presenti nell’area marina interessata sarebbe devastante, sia sul piano uditivo che sotto il profilo dell’orientamento, come riportato dalla letteratura scientifica (vds. S. Mazzariol e altri, Sometimes Sperm Whales (Physeter macrocephalus) Cannot Find Their Way Back to the High Seas: A Multidisciplinary Study on a Mass Stranding, in Plos One, 2011).   Altrettanto potrebbe ipotizzarsi per le specie ittiche, anche di interesse commerciale, con indubbi riflessi negativi sull’economia del settore della pesca.

mare e coste (foto Benthos)

mare e coste (foto Benthos)

Ricordiamo che per analoga istanza presentata dalla Schlumberger Italiana s.p.a. in relazione ad analogo progetto di prospezione a mare per la ricerca di idrocarburi nella stessa area marina (avverso il quale l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus aveva presentato l’atto di intervento nel procedimento di V.I.A. con “osservazioni” del 24 giugno 2014), il Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, di concerto con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo, ha provveduto a negare la compatibilità ambientale, con decreto n. 240 del 12 novembre 2015[1], concludendo negativamente anche la procedura di richiesta di titolo per ricerca ed estrazione idrocarburi.

Mare

Mare

Non c’è e non ci può esser spazio per simili progetti dal pesante impatto sull’ambiente e la fauna marina.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha messo a disposizione di chiunque lo avesse richiesto un fac simile di atto di intervento nel procedimento di V.I.A.: Comuni, comitati e singoli cittadini ne hanno virtuosamente approfittato.

Come accaduto nel procedimento di V.I.A. contro il progetto Schlumberger Italiana s.p.a. (ben 377 atti di intervento), anche nel procedimento relativo al progetto TGS-NOPEC Geophysical Company ASA sono stati decine gli atti di intervento contrari.

Gli speculatori dell’energia devono esser respinti una volta per tutte dal santuario naturalistico del Mediterraneo: lasciate in pace Balene, Delfini, Tartarughe e ogni altro essere vivente del mare!

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

_____________

[1] In precedenza la Commissione tecnica V.I.A./V.A.S. aveva emesso l’articolato parere negativo n. 1650 del 7 novembre 2014.

 

Saraghi (Diplodus Rafinesque)

Saraghi (Diplodus Rafinesque)

 

L'Unione Sarda, 5 febbraio 2017

L’Unione Sarda, 5 febbraio 2017

 

La Nuova Sardegna, 7 febbraio 2017

La Nuova Sardegna, 7 febbraio 2017

(foto da National Geographic, Benthos, S.D., archivio GrIG)

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  1. febbraio 5, 2017 alle 12:49 am

    5 febbraio 2017
    La società norvegese TGS-NOPEC
    avrebbe intenzione di condurre prospezioni
    Su un’area marina di 21 mila km2?
    Praticamente leggermente inferiore alla superficie totale della Sardegna (24 mila km2).
    È un’idea violenta!

  2. Mara
    febbraio 5, 2017 alle 9:34 am

    Al prossimo post togliamo quel “FORSE”, vero GRIG?
    Per sempre grazie.

  3. febbraio 5, 2017 alle 12:12 pm

    da Sardinia Post, 4 febbraio 2017
    Ricerche petrolifere, Grig: “Preavviso rigetto per la Tgs-Nopec Geophysical”: http://www.sardiniapost.it/ambiente/ricerche-petrolifere-grig-preavviso-rigetto-la-tgs-nopec-geophysical-company/

    _________________

    da La Nuova Sardegna, 4 febbraio 2017
    L’annuncio di GrIG. “Il ministero dice no alle trivellazioni”.

    Il ministero dell’Ambiente starebbe per respingere le ricerche petrolifere ne Mar di Sardegna. Ad annunciarlo è Stefano Deliperi, del Gruppo d’intervento giuridico. “Il ministero ha inviato alla società norvegese Tgs-Nopec Geophysical Company Asa il preavviso di rigetto all’istanza di pronuncia di compatibilità ambientale al termine del procedimento di Via su un progetto di indagine geofisica in una vasta area del Mar di Sardegna ampia 21mila chilometri quadrati”.

    ———

    7 febbraio 2017

    Siluro dal ministero per affondare il progetto airgun.
    La richiesta di prospezioni a mare della Nopec verso un “no”. Gli avversari delle ricerche di idrocarburi pronti a fare festa. (Roberto Petretto): http://lanuovasardegna.gelocal.it/oristano/cronaca/2017/02/07/news/siluro-dal-ministero-per-affondare-il-progetto-airgun-1.14842038

  4. deanna sardi
    febbraio 5, 2017 alle 5:42 pm

    ________________________________

  5. Aleia
    febbraio 16, 2017 alle 12:24 pm

    Che bella notizia. Speriamo che questo ennesimo attacco all’ambiente venga definitivamente respinto.

  6. febbraio 16, 2017 alle 4:07 pm

    qui una cosa diversa.

    da La Nuova Sardegna, 16 febbraio 2017
    Maxi progetto, una “fattoria energetica” nel mare dell’Argentiera.
    Una ditta chiede una concessione ventennale per produrre elettricità dalle onde. Il piano prevede l’installazione di 10 piattaforme a oltre un chilometro dalla costa. (Giovanni Bua): http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2017/02/16/news/maxi-progetto-una-fattoria-energetica-nel-mare-dell-argentiera-1.14887951

  7. Mara
    febbraio 16, 2017 alle 5:20 pm

    Sembra un progetto meno delinquenziale di quello delle trivelle. Ma in sede di proposta sono tutti bravissimi a negare ogni impatto ambientale, salvo poi a pentirsi 20 anni dopo. (Portovesme docet). Comunque non mi fido più di nessuno. GRIG: veglia per noi 🙂

  1. febbraio 5, 2017 alle 9:38 pm

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